Il disastro della Sinistra italiana
In attesa di notizie rassicuranti su una cosa che ci sta a cuore analizziamo due o tre cosette interessanti di carattere nazionale stavolta.
Il PD più che il PDL mi sembra un progetto morto, l’uscita di Rutelli è propeudetica alla fondazione di un centro allargato che mira a succhiare voti tra i delusi dei due grandi partiti. Ma se il PDL rimane in qualche modo granitico, pur certificando la sua impossibilità di governare senza la Lega (non esprimo alcun giudizio di valore), al PD non rimane altro che riporre nel cassetto i suoi sogni maggioritari e provare a fare una coalizione con partiti e uomini politici con i quali ha rotto.
La sinistra radicale esiste ancora? Al di là della legge elettorale che ne ha segato le gambe, mi sembra che dopo un po’ di anni si possano trarre alcune conclusioni sulla svolta movimentista di Bertinotti, che di fatto ha distrutto il suo bacino di voti, sezionandolo in troppe parti, ciascuna delle quali conta meno di zero.
In particolare: Bertinotti aveva individuato nei movimenti no-global una nuova ribellione al sistema dei mercati. Non aveva visto male, se consideriamo come è scoppiata la bolla immobiliare in America, ma attenzione, in politica, agli occhi dei “poveri”, la coerenza è tutto, altrimenti si perde credibilità. Una volta andato al governo sulla base di queste premesse anti-globaliste, Bertinotti, da presidente della Camera, cioè da uno scranno visibile, ma troppo nobile per rappresentare la piazza, appoggiava un governo di sinistra solo nel nome, troppo conservatore e debole. come quello di Romano Prodi. Lo appoggiava, mentre altri del suo partito, pur sedendo nel Consiglio dei Ministri, scendevano in piazza.
Oggi la situazione è capovolta. Chi ha intravisto la Crisi, come Tremonti, è costretto ad affrontarla. Ma nel frattempo quella sinistra che sulle politiche anti-mercato si costruiva un consenso, è completamente sparita. Si pagano anche alcune scelte, tipo l’aver appaltato agli Agnoletto e ai Casarini alcune tematiche che meritavano maggior approfondimento politico e meno casino.
La Sinistra, per esempio, si trova dinanzi a scelte strategiche per il paese ed è fuori gioco. Prendiamo i Verdi, adesso sono completamente invisibili nel momento in cui il paese decide di tornare al nucleare. Come sapete ho molti dubbi sul ritorno al Nucleare, nel senso che ci sono domande alle quali dovremmo rispondere. Come sapete sono contrario a che si facciano centrali in Sardegna, non per la sindrome NIMBY, quanto per il fatto che la Sardegna ne vedrebbe rovinata l’immagine di paradiso terrestre, che ha un appeal turistico di valore nettamente superiore ai ricavi (risparmi) generati da una centrale nucleare. In ogni caso da questo dibattito mancano i Verdi. Dopotutto un conto è essere rappresentati da Joschka Fisher, un conto è esserlo da Pecoraro Scanio e da Er Piotta. Anche lì non c’è mai stato un ricambio, sempre le stesse facce…
Stesso discorso per i socialisti, che non hanno mai fatto i conti con l’eredità (politica e naturale) di Bettino Craxi. I figli del leader socialista morto ad Hammamet, che già negli Ottanta aveva messo in campo alcune tematiche attuali ancora oggi (la leadership forte, le istituzioni moderne), sono separati tra gli schieramenti e contano zero. La diaspora ha travolto tutti, compresi coloro che provenivano dai Ds e nei DS contavano (vedi Angius e Mussi): oggi non contano nulla. Se fossero al governo avrebbero qualche sottosegretariato, più per cortesia che per reale peso, e magari in cambio di un voto per le elezioni del presidente del Senato.
In pratica la nascita del PD ha spappolato la Sinistra e per la legge dei numeri il PD non può fare a meno delle frattaglie che ha moltiplicato (e che hanno provato ad unirsi solo in funzione elettorale, fallendo miseramente). Il PDL, benchè il progetto resti ancora confuso e moltra strada rimanga da percorrere, ha invece catalizzato le attenzioni dei partiti più piccoli, attratti dalla forza di un partito unitario (la rottura di Lombardo è cosa di oggi, ma dipende molto da certe dinamiche di potere regionali). Per questo motivo il PDL è al riparo da problemi futuri? Assolutamente no, rimane da costruire un partito, che abbia soprattutto la capacità di creare dirigenti bravi, portare idee nuove e trasformare il paese.
Comments
salvatore tedde
suppongo che l’attesa delle “notizie rassicuranti” sia riferita alla prossima riunione del CIPE che dovrà deliberare circa “su inàri” per la SS/Olbia fra una settimana; magari invece mi son perso altro di più importante…;
no, perchè se in effetti, a tenere alta e viva la suspence del deputato Murgia è l’esito della futura riunione CIPE in ordine alla vicenda della Sassari/Olbia… beh, vuol dire che nemmeno in casa si è molto sicuri della affidabilità delle assicurazioni anche telefoniche del miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni!
nel frattempo, tanto dobbiamo attendere una settimana (visto che a parte il problema della SS/Olbia tutto il resto, di quà e di la dal Tirreno va a gonfie vele), occupiamoci del disastro della sinistra italiana e della inconsistenza del PD;
che di questi tempi è come sparare sulla croce rossa; dunque si fa in fretta a mettersi d’accordo; infatti, io per quanto mi riguarda potrei farla breve e dire che sottoscrivo in toto (con alcune leggere sfumature che non cambiano il risultato finale), quanto scritto da Bruno Murgia circa lo stato delle anime nella Sinistra e nel PD. Punto.
Tuttavia, preso atto che non esiste una sinistra, non esiste un centro-sinistra, non esiste un PD e dunque non esiste una opposizione… vogliamo parlare di ciò che esiste? E parliamone allora.
Esiste una PDL che – ad esempio – ha scelto chiaramente il nucleare quale risposta immediata (entro vent’anni minimo) alla crisi energetica italiana e sarda.
Ed esiste il deputato Murgia che – rispetto a questa cosa mica da poco conto – per sua stessa ammissione, è dubbioso, incerto, titubante e, dunque di scarsa utilità immediata al suo popolo. e dice che “ci sono domande a cui dovremo rispondere”; e come se ne esce allora nelle risposte il deputato?
Che gli dice (non a me che non l’ho votato) ma, ad esempio a GGGS che lo avrà votato ed attende da lui linea e conforto? Gli dice che i Verdi “sono invisibili” e che non si stanno stracciando le vesti sul nucleare come normalmente avrebbero dovuto fare da copione. Forse a GGGS basterà. A me, personalmente no; come non mi basta (anzi, mi sorprende in negativo per la sua superficialità ed evanescenza visto il livello di responsabilità politica da cui proviene), la ragione di contrarietà al nucleare in Sardegna. In sintesi tutto si riduce al fatto che il nucleare ne “rovina l’immagine turistica”. Intendiamoci: dopo aver premesso che il tutto non deriva dalla sindrome “non nel mio cortile”,; non sia mai che pensino che anche gli ex AN iniziano a coltivare sogni di autonomia ed indipendenza…
davvero il Deputato Murgia ritiene che l’unica risposta possibile al problema energetico sardo e continentale stia nel ritorno al nucleare? E che, pertanto, se non rovinasse l’immagine da paradiso terrestre dell’isola, andrebbe bene? Mi dica Bruno Murgia: davvero pensa come ha scritto? Cioè il danno del Nucleare è un mero danno “d’immagine” ai depliant patinati ed agli spot dell’isola incontaminata perla del mediterraneo o, diversamente e più in prosa, “E’ UN DANNO” e basta?
Io penso che il nucleare sia quanto di più dannoso, vecchio, obsoleto, inutile e fuori da ogni ragione per la Sardegna e per l’Italia; non me ne frega nulla “dell’immagine”: IL Nucleare sarebbe una enorme cagata anche se le centrali somigliassero a complessi nuragici e venissero abilmente mascherate e ricoperte di cisto, lentischio e mirto! Se così non fosse perchè, altrimenti, solo per il danno d’immagine, il buon Ugo si è dichiarato pronto a farsi “asfaltare” pur di non permettere l’arrivo del nucleare in Sardegna? Non vorrà, il deputato di Nuoro, essere da meno del mite e sempre sorridente buon Ugo…; noi barbaricini abbiamo l’obbligo di essere piùùù … “duri” e balenti dei molli cittadini casteddàj…;
Comunque, questi son dettagli; il vero problema e che “in ogni caso, da questo dibattito, mancano i Verdi”.
Così come mancano (i Verdi) dal dibattito sull’eolico selvaggio (e lei che ci dice onorevole? Non mi dica che non ha visto nulla attraversando da sei-otto mesi a questa parte, buona parte della Sardegna);
così come mancano (i Verdi) dal problema delle discariche a cielo aperto costituite dalle principali banchine e piazzuole delle strade statali e provinciali di tutta l’isola ( e coloro che invece non mancano che ci dicono onorevole?);
Capisco come La facciano sentire quasi di un’altro pianeta, il clima idilliaco nel quale – invece – la PDL naviga a vele spiegate tutti i giorni (a parte i piatti che volano fra Berlusconi, i suoi luogotenenti e il compagno Fini (e molto pochi degli ex suoi… Murgia incluso?); le scaramucce delle piccole “dinamiche di potere” trascurabili e innocue della Regione Sicilia; gli scambi di complimenti e di apprezzamenti fra Berlusconi, la Consulta, Napolitano etc di oggi; la spazzatura in cui Palermo è sommersa una settimana sì e l’altra pure (ben nascosta da tutti i TG e prontamente ripulita con soldi ad hoc prontamente elargiti da pantalone).
Lassù, dai piani alti della classifica, si può facilmente guardare anche con cavalleresca sufficienza alle disgrazie della sinistra e del PD; ed’è facile vederle e, con pelosa solidarietà, compiacersene pure.
Si chiede Murgia, infine, se contrariamente al PD il PDL sia al riparo da “problemi futuri”;
Mi scusi: ma oggi, 12 Dicembre 2009, il PDL non ha problemi?
Ha ragione, mi ero distratto: in ogni caso, continuano a mancare i Verdi.
Daniele
Er Piotta è un verde? Ma davvero?
Comunque sul nucleare questa volta sono più d’accordo con l’On. Murgia che con Salvatore Tedde (anche questo doveva succedere prima o poi). Il nucleare è al momento soprattutto un danno di immagine. Dal punto di vista della produzione di energia “pulita” al momento non ha concorrenti. Però deve essere gestita in un determinato modo ed io di metterla in Sardegna per farla gestire agli italiani no ci penso nemmeno.
La Saras dal punto di vista dell’ambiente e della salute umana è molto più pericolosa.
Anche dal punto di vista della radioattività totale prodotta una centrale nucleare per KW ne roduce di meno di una a carbone (come quantità assoluta). Il problema consiste nella concentrazione di radioattività la quale ci mette, a quanto ne so, 10000 anni ad esaurirsi. Quindi bisognerebbe trovare un deposito adatto e ultrasicuro per queste scorie. Qua iniziano i problemi grossi ed i pericoli che qualcuno imbrogli mettendo a rischio le vite dei cittadini non è così remoto. Io poi, da sardo, non sono disposto a dare nemmeno un metro cubo della mia terra per conservarvi le scorie.
Punterei quindi su altre forme di produzione di energia come l’eolico (gestito come Dio comanda, cioè dai sardi in prima persona), solare termodinamico e magari anche altre che possano integrare queste due,
Giorgio Giovanni Gaias
I verdi?? hahahahaha ma x piacere!!!
Bomboi Adriano
Ho letto solo ora l’articolo sulla sinistra italiana: Completamente d’accordo Bruno.
Giorgio Giovanni Gaias
Quello che scrive Bruno è giustissimo però vedo un PdL spaccato a matà completamente.. non è un partito ma solo un cartello elettorale..