Nuoro, proviamola nuova
Nuoro è una città in declino: inutile girarci intorno. Chi ci arriva pensa che sia un luogo triste, buio, senza interesse. Senza una buona qualità della vita. I nuoresi sembra si lamentino sempre. Sono tosti, duri, testardi. Ma fondamentalmente fermi. Gente orgogliosa e intelligente:non basta.
Chi ha scritto di Nuoro normalmente non ci vive più. O solo per pochi giorni. Nuoro è una ex-promessa. Un talento finito male. Una grande speranza del calcio distrutta dalla rottura dei legamenti: alcuni gol, poi più niente. Dunque la domanda è: ce la farà a risorgere? Recupererà il vecchio talento? Nascerà un nuovo fuoriclasse?
Mi pare che la sfida sia questa. E per venire alle cose concrete: dieci anni di questa amministrazione l’hanno prima fiaccata, poi demolita. Altro che campus universitario. Altro che caserma. Pure quello che è stato ricostruito è brutto: il nuovo mercato, il teatro Eliseo.
Ma noi Nuoro non ce la scrolliamo di dosso. E’ una città-luogo che ti rimane nelle ossa. Che si presta al combattimento. Che fa politica, con un architettura del potere strana, ramificata, trasversale. Silenziosa, nel senso che succedono cose incredibili, denunciate puntualmente e accolte persino con sarcasmo.Dunque ha bisogno di uno shock.
Noi ci proviamo: con una coalizione post-ideologica, insieme a Paolo Maninchedda, alle liste civiche.Con una proposta di totale, radicale alternativa. Che deve scuotere. Che dice: i vecchi assetti del potere? Via. Finiti. Hanno perso la sfida del cambiamento,hanno rovinato la città.Noi chiediamo un mandato pieno per fare di Nuoro una città che si reinventi.Che torni a far parlare per le cose che propone e fa e non per quello che chiede agli altri. Una città che sviluppa quel moderno concetto di autonomia di cui parliamo da tempo. Una città che offra una possibilità per tutti.
A ben vedere, è proprio questo il tema: cambiare. Sradicare vecchie realtà incrostate. Vecchi poteri. Spingere le famiglie nuoresi, quei giovani che ancora ci credono, quel barlume di borghesia colta e piena di qualità culturale che ancora resiste, a darci fiducia. E pazienza se qualcuno si potrà spaventare per i colpi polemici di questi giorni. E’ un gioco duro che va fatto.
UPDATE. Il Cipe dovrebbe riunirsi il 17 e deliberare i fondi della Olbia-Sassari. Stasera manifestazione a Roma.

Comments
Enzo Cumpostu, Nuoro
Per far risorgere Nuoro, caro Bruno, occorrono attributi d’acciaio temprato: caserma significa circa 6-700 militari ( se non più) con il suo indotto, azienda ospedaliera significa acquisizione ulteriore di risorse umane del ruolo sanitario, anch’essa con il suo indotto e con le probabili professioni sanitarie che Nuoro potrebbe in un prossimo futuro sfornare, l’auspicato miglioramento -giorno per giorno- della qualità e della quantità delle prestazioni erogate, realtà imprenditoriali da incentivare, incoraggiare: potrei fare una marea di esempi… Rischio id diverntare ripetitivo ma l’importanza di certe argomentazioni impone che se ne parli e ci si attivi politicamente in questo senso.
La popolazione nuorese, sarda, non è mafiosa ma dignitosamente meno abbiente di altre regioni o provincie d’Italia: MERITA, MERITA ECCOME e questo, cari amici, lo riconoscno in tanti: militari, imprenditori, persone che apprezzano il nostro intelletto che dovrà contrastare, sconfiggendola, l’asineria di un manipolo di persone. Nuoro crescerà: basta crederci.
Giorgio Giovanni Gaias
Ciao Bru quello che dici è vero e credo che l’appuntamento che La Destra Nuoro sta organizzando “Naziona Lavoro Provincia e nuove povertà” credo possa essere una base di partenza per costruire una coalizione importante.. =) ti aspetto.. Saluti Giorgio
Francesca Gungui
Avvolta da una cappa di silenzio assordante, osserva inerme alla finestra le silenziose richieste d’aiuto che si consumano negli angiporti della politica, e che, trasformate in moneta di scambio, trovano puntuale conforto in periodo pre-elettorale. Nuoro. Ieri graziosa lucciola d’alto bordo, oggi meretrice sfiorita, abbruttita da mani impietose che in malo modo si sono accanite su di lei. Sfruttata da amministratori dal sorriso facile e dalla mano lesta che si sono riempiti di denaro pubblico le tasche e di vuoti involucri lessicali la bocca. Dai “saperi” ai “sapori” passando per i “talenti”, le “eccellenze”e i “know how”. Salvo poi i talenti calpestarli con arrogante indolenza, i saperi e i sapori incenerirli al falò delle vanità, e i know how sacrificarli sull’altare del do ut des. Ma pur stanca, sfiancata, esausta, al lume di una speranza mai sopita va ancora cercando i cocci della sua antica bellezza. Purtroppo è ostinata, Nuoro. Una patologica coazione a ripetere è la sua malattia, o forse è solo troppo debole. Sa bene chi le ha fatto del male, lo ha visto in faccia e più volte fissato negli occhi. Conosce alla perfezione nome e cognome dei propri aguzzini. Eppure, dato assurdo e paradossale, il vaso sembra non essere ancora colmo. Questa è Nuoro: incredibile a pensarci, ancora oggi è terrorizzata dalla possibilità di cambiare rotta. Sarà difficile farla virare: troppi i maneggi e le solite poche famiglie a beneficiarne. La società civile ci sta provando ma vasta e articolata è la passerella degli alfieri “per favore ricevuto”. Troppi gli scudieri legati a filo doppio al manipolo di signorotti feudali che ancora si arrogano il diritto di fare il bello e il cattivo tempo sulle teste dei figli di Nuoro. Da una parte masse blindate di elettori che da anni danno fiducia sempre agli stessi governatorucoli. Dall’altra schiere di pifferai magici sguinzagliati a ridosso della tornata di suffragio. Sarà faticoso: ma gli “altri cittadini” ci stanno provando.
Giorgio Giovanni Gaias
Signori è arrivato il momento di mandare a casa la sinistra che da anni mal-governa Nuoro e la sua provincia.. dobbiamo creare una forte coalizione dove siano presenti tutte le forze che si riconoscono in un programma nuovo contro chi con la politica delle poltrone e dei favori ha fatto di Nuoro una città in crisi..
Giò
Complimenti Francesca, per come hai descritto la Nuoro di oggi.
E per aver dato un barlume di speranza agli “altri cittadini”.
Brava
Bruno
“Purtroppo è ostinata, Nuoro”: condivido tutto e complimenti, bella scrittura. Proviamo a cambiarla ? Proviamo per l’ultima volta? Un saluto. br
Daniele Maoddi
Francesca, hai davvero fatto centro nella tua impeccabile analisi. Quanto hai scritto ha un senso di dramma e di poesia anche se la poesia a Nuoro è davvero poca. Ci sono dei segnali comunque e sono segnali che si scorgono per la prima volta. Chissà…forse è la volta buona…
Francesca Gungui
…proviamo a cambiarla…
Francesco Guccini
Nuoro ha un codice genetico anti-autorità, non riconosce le gerarchie, ostenta indifferenza per il potere, figuriamoci per i potenti! Pensiamo un movimento di persone organizzato, gente nuova, democratico all’interno, pervaso di nuova moralità, che si sente investito del compito storico di cambiare la città.
L’esigenza di un rinnovamento è molto sentita, si avverte la crisi dei partiti e della gestione della cosa pubblica basata solo sul prestigio personale e su una clientela tradizionale e familiare. La sfida però consiste nello stare dentro questo processo e acquisire gli strumenti per governarlo e sradicarlo. Devono essere i giovani a cambiare la politica, e non la politica a cambiare i giovani.
Bruno
francesco, merito, capacità,qualità, innovazione. le cose che mancano alla nostra città e che noi dobbiamo proporre. altrimenti, solite sabbie mobile. un saluto !br
Massimiliano
A mio parere occorre puntare su una ZONA FRANCA urbana o a prato sardo…
Francesco Guccini
Gentile Massimiliano,
sono d’accordo con te. Quando il CIPE ha chiesto al Comune di Nuoro di perimetrare una zona che consentisse l’inserimento nella graduatoria dei Comuni svantaggiati, e quindi aventi titolo per accedere alla fiscalità di vantaggio, mentre Cagliari perimetrava il rione di Sant’Elia, e a ruota lo seguivano Iglesias e Quartu con le zone meno ricche della città, entrando in graduatoria a pieno titolo, Nuoro perimetrava Via Lamarmora.
Non è riuscito a presentare uno straccio di progetto non perché messo alla porta dalla regione matrigna ma unicamente per totale disinteresse nei confronti del problema. La delibera del CIPE, per quanto incompleta e penalizzante, non impediva al Comune di Nuoro di concorrere né, tantomeno, gli impediva di individuare altre zone più disagiate della città, sulle quali far ricadere la perimetrazione delle Zone franche. Esserci avrebbe potuto cambiare le cose e, comunque, far sentire la presenza di una città che, una volta esclusa, avrebbe potuto, allora sì, rivendicare la lacunosità dei parametri di cui tanto si è discusso.
(Estratto delibera CIPE 30 gennaio 2008: Le ZFU sono individuate tra le aree urbane e i quartieri caratterizzati da particolari svantaggi sotto il profilo sociale ed economico, e da un marcato bisogno di strategie e interventi per lo sviluppo produttivo e l’occupazione. I progetti sono pertanto finalizzati alla riqualificazione delle aree attraverso l’incentivazione, il rafforzamento, la regolarizzazione di attività imprenditoriali localizzate in quelle aree e attraverso la realizzazione di interventi socio-assistenziali volti a ridurre le condizioni di disagio della popolazione ivi residente. Le proposte progettuali documentano attraverso l’uso di opportuni indicatori le motivazioni che sottendono la scelta localizzativa, evidenziandone le caratteristiche di disagio ed esclusione sociale, le possibilità economiche inespresse nonché il tessuto economico-produttivo suscettibile di valorizzazione. A tal fine, le amministrazioni utilizzeranno i dati e le informazioni descrittive del Censimento 2001). Se poi l’Amministrazione di Nuoro, per leggerezza, ha deciso che fossero altri a perimetrare la città, senza neppure opporsi, questo è un altro fatto. Le regole, scritte dal CIPE il 30 gennaio 2008, erano lì sul tavolo della Giunta Comunale da allora.
Ma non è finita.
E’ evidente che ora, (stante l’assegnazione delle ZFU a Quartu, Iglesias e Cagliari) queste città potranno attrarre investitori non solo dalla penisola, il che sarebbe pure un fatto positivo, ma anche da quelle Zone il cui disagio è reale e senz’altro maggiore. In altri termini, oltre il danno la beffa. Prima privati delle ZFU e poi delle imprese che avranno maggiori vantaggi nell’aprire una sede legale in quelle Zone. Aziende del Nuorese e/o comunque che avrebbero potuto insediarsi nelle nostre zone, avranno maggiore interesse a spostarsi verso la Zona Franca di Cagliari… Fai un po tu.
Non un coro di protesta, non una posizione forte e decisa da parte di nessuno (se non in fase iniziale e comunque non dopo l’assegnazione delle ZFU)!!! La verità è che Nuoro, nel panorama politico attuale, rappresenta molto meno di altri paesi che, con un pugno di uomini ben organizzati riescono a far sentire la propria voce.
Riportare al centro del dibattito Nuoro e il disagio sociale di cui è investita la città diventa l’imperativo; senza una politica forte, fatta di programmi e non solo alleanze strumentali, il rischio è l’estinzione.
Antonello Podda
Approfitto della disponibilità del blog di Bruno Murgia per ribadire la mia disponibilità al tentativo di rilancio di Nuoro. Ho iniziato a interessarmi di politica così giovane che a 30 anni, avevo già fatto dieci anni di consiglio comunale e avevo le p…. talmente rotte che il solo parlare di politica attiva mi faceva star male, e per questo mi sono dedicato ad altro per altri 2 lustri; e sarei rimasto ai miei impegni privati, se negli ultimi tempi non avessi percepito che sta per passare un treno che può consentire a Nuoro di invertire la strada del declino che è di fronte agli occhi di tutti.
Il treno di cui parlo è quello del cambiamento, prima ancora che dell’amministrazione comunale e provinciale, di mentalità.
In sostanza mi piace l’idea di fare qualcosa di positivo per Nuoro con chi ci sta, prescindendo dai partiti di riferimento, dalle opinioni su Berlusconi, Bersani, Soru, etc…
In questo modo Bruno Murgia potrà contribuire senza rinunciare ad essere di destra, Maninchedda potrà farlo mantenendo la sua idea di nazione sarda, e il sottoscritto potrà contribuire nel suo piccolo senza dover indossare una casacca di partito; e questo deve valere per chiunque dia disponibilità a spendersi per questa “rivoluzione”; perchè di questo si tratta, nel nostro piccolo mondo.
Fino ad ora le istituzioni pubbliche più influenti nella vita della comunità (Comune, Provincia, ASL, Camera di Commercio, etc..) si sono sostenute e “coperte” a vicenda, facendo credere unità d’intenti e in realtà mascherando convergenza d’interessi, non sempre trasparenti, quasi mai a vantaggio della crescita civile ed economica del nuorese.
Per contribuire ho dato vita alla lista Civica “Progetto Nuoro Futura” che non ha altro intento se non quello di aggregare forze che si uniscano a coloro che sono già schierati all’opposizione di questo “regime” in salsa barbaricina.
Per riuscire nell’intento di creare una nuova stagione per Nuoro e Provincia occorrono alcuni presupposti che ritengo fondamentali e che riassumo brevemente:
- l’alleanza tra le diverse liste dev’essere un’alleanza civica senza caratterizzazioni ideologiche, deve avere il volto di chi si candida a rappresentarla.
- il candidato sindaco dev’essere nuorese, capace di attrarre consenso ma anche di governare insieme ad altri; non ci serve l’uomo della provvidenza, ma uno che viva e ami la città. La sua scelta dev’essere fatta nella maniera più democratica e trasparente possibile, quindi niente “tavoli” cagliaritani nè romani, nè spartizioni centralizzate. Dimostriamo di saperci autogovernare anche in questo passaggio.
- bisogna fare uno sforzo perchè l’alleanza comprenda tutte le forze sociali e politiche che sono sintoniche rispetto all’obiettivo del cambiamento, senza escludere nessuno; questo richiede un supplemento di generosità da parte di tutti che devono rinunciare a un pò del proprio protagonismo per dare più forza alla coalizione. Non è tempo di sfide simboliche, è tempo di scarponi da montagna e ascesa in cordata, il primo che arriva dev’essere solo colui che è stato delegato a guidare il gruppo, non il solista che canta da solo.
- occorre fare un piccolo programma con alcune grandi idee realizzabili in 5 anni; ognuno porta le proprie, spetterà all’alleanza farne sintesi e renderle chiare agli elettori.
So di aver rubato molto spazio e un pò di tempo a chi ha avuto la pazienza di leggere queste idee fino in fondo, ma vorrei che facessimo più riflessioni e meno slogan, magari ci capiremmo di più
Massimiliano
per Nuoro… occorre la LEVA FISCALE!!!