Paolo Maninchedda:”Il potere nuorese, soffocante e deviato”
Caro Bruno, diciamocela tutta, almeno io e te, visto che insieme stiamo cercando di aprire il cielo di Nuoro. C’era un disegno della massoneria nuorese di ereditare il potere costruito dal vecchio governo della Asl. E’ fallito, per merito nostro. Adesso c’è un altro piano: screditare l’attuale governo per riproporre il vecchio disegno. Dalla loggia Nuoro 103 ne sono nate altre due, mi dicono, con un’alta concentrazione di esponenti del mondo della sanità e del circuito degli avvocati. Io ho sempre sorriso pensando ai grembiuli nuoresi, gonfi più di boria che di intelligenza. Ma adesso ci sono nuovi innesti. Recentemente si sono affratellati anche ingegneri socialsanitari, mentre sono tradizionalmente affratellati dirigenti socialsanitari. I partiti oggi sono deboli, le istituzioni in difficoltà. E’ il brodo di coltura migliore per la massoneria deviata. In questo quadro, caro Bruno, a smantellare interessi economici e politici così coesi, reti così integrate nei livelli intermedi della pubblica amministrazione, si rischia la pelle. Non quella politica, quella biologica. Come ti ho ripetuto più volte, la realtà è più complessa delle appartenenze tradizionali a cui voi, che militate nei partiti italiani, fate riferimento. A Nuoro lo spartiacque è tra la giustizia, lo sviluppo, la trasparenza da una parte e il parassitismo, la para-illegalità, il clientelismo e l’affarismo dall’altra. Alle prossime amministrative bisogna mettere al centro questi temi, abbandonare le appartenenze ideologiche e accettare un durissimo scontro politico. Ho l’impressione, però, che entrambi siamo esposti a rischie minacce impensabili fino a qualche mese fa. Un caro saluto, Paolo
Caro Paolo, non sono un esperto di massoneria. So-mi risulta- che ci siano delle ottime persone e altre- come quelle che citi- che credono di rafforzare il proprio potere iscrivendosi ad una tale loggia. Conosco benissimo, però, il sistema del potere nuorese: va smantellato, perchè ha prodotto questa città e questo territorio, annientandoli. Se oggi la maggior parte dei cittadini vive con la valigia sull’uscio di casa- pronti a scappare via- bé, questo lo si deve anche ad un sistema soffocante, da controllo sovietico. E da anni che mi batto: spesso e volentieri da solo. L’effetto straordinario è che hanno generato una mentalità che si è impadronita anche di molti di quelli che militano nel mio campo. E cioè: se lo fanno loro, facciamolo anche noi. Oggi abbiamo la grande occasione di costruire qualcosa di buono: una coalizione post-ideologica, con al centro la città e il suo territorio, le scelte concrete, il nuovo modo di governare. Già dieci anni fa dissi ( ero consigliere regionale) che era necessario mettere in campo un’alleanza che vedesse uniti il mondo autonomista-indipendentista, il mondo laico e socialista con noi, che avremmo dovuto darci una fisionomia di destra autonomista. Oggi ci siamo, grazie anche al tuo prezioso lavoro. Ci saranno feroci attacchi ma come disse una volta Giuliano Ferrara in un Radio Londra del 1994, commentando le iniziative della coalizione allora guidata da Achille Occhetto: “Avranno pane per i loro denti”. Un caro saluto a te. Bruno
