Lo sviluppo della Sardegna centrale
Nuoro, 30 nov. – La Confindustria della Sardegna centrale chiede un impegno preciso a parlamentari e consiglieri regionali del territorio. I politici che hanno accolto l’invito – il deputato Bruno Murgia e i consiglieri Pietro Pittalis, Giuseppe Luigi Cucca, Roberto Capelli, Silvestro Ladu e Giovanni Mariani – ipotizzano un percorso che possa agevolare l’utilizzo di risorse disponibili quali quelle della programmazione negoziata. Da qui la proposta di un tavolo tecnico assieme agli assessori regionali all’Industria e alla Programmazione che possa individuare una sorta di percorso preferenziale e soprattutto facilitare l’assegnazione e la spendita delle risorse.
L’obiettivo di Confindustria – come hanno spiegato Salvatore Nieddu e Roberto Bornioli – e’ finanziare il progetto Fenice presentato nelle scorse settimane ai sindacati, che riunisce trentotto proposte, 34 piccole e medie imprese, quattro grandi imprese per un investimento complessivo di poco inferiore ai 143 milioni e mezzo di euro E un totale di circa 400 addetti. In discussione anche la questione Equypolimers, azienda della multinazionale DOW Chemical che si appresta a lasciare l’area industriale di Ottana e che nonostante la decisione di vendere gli impianti per la produzione del PET, ha intascato l’ultima tranche del finanziamento pubblico, pari a tredici milioni di euro.
Murgia ha chiesto chiarimenti al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e ha annunciato un’iniziativa che potrebbe formalizzarsi in un emendamento alla Finanziaria per la verifica della spesa e dell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate negli ultimi anni alla Sardegna Centrale. (AGI)
Comments
Daniele
Peccato che Berlusconi non sia sardo e che pensi a fare gli interessi suoi, del nord e della Sicilia, altrimenti sono sicuro che lui i miei consigli li capirebbe. Quando dico che gli autonomisti non dovrebbero escludere l’opzione indipendentista, anzi, che dovrebbero tirarla fuori ad intervalli regolari, dico in sostanza quello che ha detto Berlusconi l’altro giorno: “Se vuoi avere 8 devi puntare a 10.”
Gli autonomisti sardi invece per avere 6 puntano a 2, perché altrimenti il capo si spaventa e ci rimane male.
Io sinceramente non lo so dove crediate di andare con questi salti da un tavolo “tecnico” all’altro in cui le provincie chiedono alla regione e la regione implora il governo che regolarmente non se la fila. Se invece di chiedere si iniziasse a pretendere il diritto di gestirsi da soli il proprio territorio senza continue ed inutili trasfusioni di denaro pubblico che scompaiono magicamente in poche tasche, ma puntando all’ottimizzazione delle proprie risorse, magari si riuscirebbero ad ottenere risultati piú concreti delle solite e stantie misure di emergenza.
Roberto Seri
Per un politico, cercare fondi per il proprio territori è prioritario, ma nel contesto della Sardegna è venuto il momento di fare molto di più.
Concordo con DANIELE, per il commento precedente, dove le ambizioni locali sono veramente basse, quasi timorose di non essere neanche ascoltate.
Non si possono risolvere i problemi di un territorio lasciando a pochi “intraprendenti” cercare di ottenere dei fondi per un progetto economico.
Come le volte precedenti, il rischio di finanziare dei privati e basta è molto evidente; ricordo che pochi anni fa, proprio a Bolotana, sono state finanziate attività fasulle o quantomeno non si è creato niente di nuovo.
Tutto questo succede quando non è presente un coordinamento politico ed economico per la Sardegna.
La strada da intraprendere è proprio questa: iniziare a chiedere subito un autonomia più forte, per proseguire con un indipendenza fiscale, tale da poter finanziare in maniera concreta un piano di rilancio della Sardegna.
Bisogna sempre ricordarsi che attualmente in Sardegna con i mercati globali presenti non è conveniente produrre NULLA, ci si deve ricordare che la Sardegna ha poco più di un milione e mezzo di abitanti ed è un ISOLA in mezzo al mediterraneo.
Oramai oltre a tutti i prodotti che importiamo, siamo arrivati a far arrivare anche AGNELLI, MAIALETTI, LATTE, FRUTTA, VERDURA e prodotti di cui dovremmo essere autonomi, invece per la pura speculazione, ci AUTO AFFOSSIAMO.
Ricordo sempre di andare presso i porti per vedere quello che arriva, altrimenti non ci si rende conto.
Se non si ottengono permessi per frenare questo disastro, a breve non saremo in grado di fare alcun che.
La possiamo finire come i paesi poveri, dove si chiederanno i fondi per SFAMARE i POVERI SARDI.
Dovete far arrivare soldi nella Sardegna centrale? sappiate che alla fine il territorio non ne gioverà, se non i pochi invitati al banchetto.
Un altra cosa: alla Maddalena il prossimo anno si svolgerà la “Luis Vuitton”, per chi non lo avesse capito ancora l’iniziativa è stata presa per chi ha partecipato da solo per la gestione degli alberghi, l’arsenale, il porto turistico della Maddalena; adesso è venuto il momento di avviarne anche l’attività.
Il dramma è che la ricaduta sarà solo parziale per la Sardegna, poiché la proprietà non opera in LOCO.
Diventerà fondamentale trovare persone ed imprenditori disposti a VIVERE in SARDEGNA, quantomeno come a MONTECARLO, che per ottenere la residenza si DEVE DIMOSTRARE di lavorarci almeno SEI MESI.
Quindi la parola d’ordine: se vivi, lavori e aiuti la comunità intera, puoi ottenere aiuti in Sardegna, altrimenti è meglio non spendere NULLA, si prendono i soldi e se ne vanno.
Vogliamo ancora dare soldi così? Ci si sacrifica per ottenerli e poi in un attimo te li trombano.
L’ultima nota era per i POLITICI in generale, almeno quelli che onestamente vogliono portare avanti la bandiera della SARDEGNA.
Mi sto rendendo conto che iniziative come questo BLOG, possono essere di grande utilità e VICINANZA per chi lo ha realizzato, interfacciandosi concretamente con le problematiche locali e potendo prendere decisioni migliori, un augurio sincero nel farlo.