Accade nell’Isola (dei Famosi)
1) Alla fine, come anticipato da molti organi di stampa, e nonostante alcune interrogazioni parlamentari bizzarre, Grazianeddu Mesina andrà all’Isola dei Famosi. Vediamo come se la caverà. Compagni d’avventura dovrebbero essere Pamela Prati, Loredana Lecciso e il principino Emanuele Filiberto. Qualità della tv? Beh, lasciamo stare, ma sono pronto a scommettere su ascolti stellari.
2) Il presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu sarà al convegno di Olbia di sabato organizzato da Fedele Sanciu. Pisanu ha dichiarato di andare per “discutere e certamente non per iscriversi ad una qualche corrente interna. Tantomento per mettere in difficoltà Cappellacci”. Sarebbe folle, aggiungo io. Mi riconosco in queste parole.
3) Super lavoro per Ugo Cappellacci. Ieri sul silos dell’Alcoa a 60 metri per parlare con gli operai in protesta, oggi sulle pagine importanti del Foglio di Giuliano Ferrara con un pezzo sulle nuove cortine di ferro, dopo l’assurda sentenza della Corte di Strasburgo che vieta il crocifisso nelle aule scolastiche.
UPDATE. Alla Maddalena la Louis Vuitton Cup.
Comments
Daniele
Cappellacci ha scritto sul Foglio per parlare del crocifisso? Ammazza che super lavoro!
Bruno
>daniele, scontatino, eh?
salvatore tedde
Buongiorno; in questo post, apparentemente per 2/3 frivolo (ma non è così…), Bruno Murgia ha inserito, credo inconsciamente (a tipu quegli emendamenti surretizi inseriti nelle Leggi Finanziarie che, magari, producono effetti su tutt’altra materia che su bilancio e spesa… vero Brù?), una aggettivazione che ad una lettura frettolosa può passare inosservata:
ha definito “assurda” la Sentenza della Corte di Straburgo e, ancora semplificando eccessivamente prosegue dicendo che la sentenza “vieta il crocifisso” nelle aule scolastiche.
Siccome, oggi sono “pibinco” per dirla alla campidanese (segamentu ‘e culu in silanese), faccio notare che la sentenza non vieta un bel nulla e meno che meno l’uso “del crocifisso”; sancisce un principio stabilito da tutti gli ordinamenti accettati dai paesi membri della UE; tant’è che recita esattamente così:
“La Cour estime que l’exposition obligatoire d’un symbole d’une confession donnée dans l’exercice de la fonction publique relativement à des situations spécifiques relevant du contrôle gouvernemental, en particulier dans les salles de classe, restreint le droit des parents d’éduquer leurs enfants selon leurs convictions ainsi que le droit des enfants scolarisés de croire ou de ne pas croire. La Cour considère que cette mesure emporte violation de ces droits car les restrictions sont incompatibles avec le devoir incombant à l’Etat de respecter la neutralité dans l’exercice de la fonction publique, en particulier dans le domaine de l’éducation.”
cioè, traduco per i non francofoni:
la Corte ritiene che “l’esposizione obbligatoria di un qualsiasi simbolo di una qualsiasi confessione religiosa” bla la e strabla…; ok? nessuna persecuzione particolare contro il crocifisso, dunque; se la ricorrente avesse posto lo stesso quesito per l’esposizione di un Budda o di una surah islamica, il responso sarebbe stato identico!
vedere per credere la sentenza integrale e le sue motivazioni e presupposti:
http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=html&documentId=857731&portal=hbkm&source=externalbydocnumber&table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649
poi, Bruno Murgia può essere o non essere d’accordo sul fatto “de quo” ;
però, in punto di fatto e di diritto, visto che egli è un parlamentare della Repubblica Italiana che liberamente ha deciso di rimettere ad una Corte sovranazionale la potestà di giudicare sui ricorsi dei suoi cittadini anche avverso i tribunali della Repubblica stessa (il ricorso era di una cittadina italiana… fino a prova contraria)…; mi/ci spiega perchè e dove la sentenza sarebbe “assurda”?
oh, su deputà… anche con calma eh…. (la vogliamo a produrre in Parlamento mica a pistolare dietro su macchìne nostru nei blog!!)
In totale disaccordo sul punto, la saluto.
Salvatore Tedde
(P.S. – e Daniele non era nemmeno tanto scontatino nel suo intervento…; ma Cappellacci merita molti post a parte; quando vogliamo, siamo qui..) ;-)
insomma
potrebbe il Deputato Murgia spiegare megl
Bobbore
Assurda non è. Poco condivisibile per gli integralisti cattolici del vecchio continente magari, con questa fissa di mettere la bandierina in ogni dove, ospedali e scuole in primis, come se stessero giocando a risiko. “Non passa lo straniero”, questo è che si vuole dire cercando di difendere la non sempre gradita presenza del simbolo confessionale in aula o in reparto.
La corte (la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo) è solita squagliarsi in pagine e pagine di motivazioni di quello che sentenzia, sono sicuro che ad andare a leggerla chiunque può trovare la logica che sottende a questa sentenza.
Poi basta. L’europa è laica, nata e cresciuta laica, le sue istituzioni laiche devono essere e apparire.
E poi e poi, cari miei, io sono cresciuto senza mai vedere un crocefisso in aula…e ho fatto scuole materne, elementari, medie e superiori in paese. Per cui sarà pure un bel ricordo di gioventù per Cappellacci e chissà chi altro, ma a me non mi significa un bel niente. Non mi offende affatto, intendiamoci…solo mi ingombra il paesaggio.
E ancora, le nostre radici millenarie sono appunto radici, di cui un solo ramo è fatto di cristo, e ce n’è almeno un altro fatto di islam.
Daniele
Onorevole, che dovevo fare? Era servita su un piatto d’argento… “superlavoro” era ironico, vero?
Bobbore
ma che ca*#o le riflessioni di don cappellacci sul crocefisso sono appunto in prima pagina sul sito della Regione! E’ proprio quello che intendevo dire con istituzioni laiche…cioè, almeno uno si compra il Foglio e sa a cosa va incontro (che sia Ferrara o sia Giovanni Lindo Ferretti…). Ma il sito della Regione Autonoma della Sardegna…
Daniele
Bobbore, mannaggia a te che me lo hai detto! Sono andato a leggere l’articolo frutto del superlavoro di Cappellacci… maronna santa quanto è banale e retorico.
P.S. Perché invece quelli della regione non pensano di piú a curare il sito? La rassegna stampa oramai viene pubblicata quasi un giorno in ritardo, se viene pubblicata. Un tempo alle 9 del mattino era disponibile!
Daniele Maoddi
La riflessione del Presidente è molto bella e merita rispetto che le opinioni di tutti. Sinceramente a me fa piacere che il mio Governatore esprima una opinione anche su questi argomenti che sono temi che riguardano la società e sono un pezzo di essa.
In qualche modo mi sento orgoglioso che questa riflessione sia stata scritta dal mio Presidente e non da un altro governatore.
Quanto ai malumori interni al Pdl circa l’azione della giunta dico che tutto è accettabile, qualsiasi critica.
L’importante è che la critica non diventi uno strumento per distruggere.
Il mio parere è che il presidente Cappellacci si stia muovendo bene.
Dove passa lascia il segno e abbatte puntualmente il pregiudizio che tante volte regna nei suoi confronti.
Vanno benissimo le assemblee locali se servono da stimolo alla giunta a fare meglio e di più, non sono accettabili se puntano a allargare fratture già di per se pericolose.
Non è il momento di abbaiare alla luna, piuttosto il Pdl dovrebbe rendere più capillare la sua struttura, allargare il coinvolgimento degli iscritti e sostenere l’azione del Presidente della Regione che, ripeto, io oggi promuovo.
Bruno
>salvatore, ho usato un tono leggero ma non c’è niente di frivolo. sono cose di sostanza. oggi flavia perina, direttrice del secolo, mi diceva: che peccato grazianeddu, un vostro mito che finisce all’isola. le ho spiegato che non è un mito, ma semplicemente un uomo che dopo 40 anni di galera può fare ciò che crede. grazianeddu ha dato un’immagine della sardegna negativa anche se poi ha tenuto un profilo accettabile e tranquillo, senza pontificare o altro. i miti dell’isola sono altri o dovrebbero essere altri. sulla sentenza: me ne frego altamente del diritto e della legge. le nostre sono tradizioni cristiane e trovo che la burocrazia europea non debba occuparsi di cose di questo tipo. io sono felice di sapere che posso appendere un crocifisso al muro: è un fatto di valori e di tradizioni. in questo senso, io resto di destra, tu di sinistra.
>daniele, anche i valori e il dibattito culturale sono cose importanti, ben vengano. i presidenti con la testa protesa solo ai fatti tecnici non mi piacciono. una solida base di idee e cose in cui credere serve, e tanto.
>daniele maoddi, andrò a olbia con lo spirito di dire ciò che penso ma non contro nessuno. assolutamente. chi mi conosce sa che non sparo nascosto. mi è stato chiesto un intervento: lo farò e sarà costruttivo, rilanciando sul pdl sardo, sul grande partito dell’ autonomia. credo che cappellacci possa intestarsi questa battaglia. vedo la sardegna come una grande isola unita o da unire, non divisa. e poi le nostre peculiarità che racchiuderei tutte nella soft economy, l’ economia delle eccellenze e dei talenti che viene dal territorio. br
Daniele Maoddi
Ma certo Bruno. E’ doveroso andarci. Le discussioni servono e sono di stimolo. Sono convinto che l’incontro di Olbia sarà benefico per tutti. Il Pdl sardo oggi come la Destra sarda ieri sono i veri obiettivi e sono convinto che tu, con lo spirito propositivo di sempre, darai un grande contributo. L’obiettivo è pungolare la giunta di centrodestra che ha vinto le elezioni affinchè l’azione sia più efficacia e allo stesso tempo sostenere il presidente Cappellacci e la sua azione nel modo più capillare possibile.
Daniele
Onorevole, a parte il fatto che continuo a ritenere che Cappellacci e la sua giunta stiano difendendo in modo pessimo gli interessi dei sardi, l’articolo che ha scritto sul Foglio lo trovo proprio stucchevole e pieno di banalitá, ma non perché lo ha scritto lui, è che la penso cosí.
La CEDU ha giudicato il caso singolo di quella signora perché si occupa di diritti umani e perché gli è arrivata la richiesta di esprimersi ed ha emesso la sentenza. Come tutte le sentenze anche questa si puó criticare, ma la retorica patriottico-religiosa che ne è uscita mi lascia un po’ nauseato.
A me basta che l’affissione del crocifisso o di qualsiasi altro simbolo non sia obbligatoria, peró non deve nemmeno essere vietata. Peró non devono essere vietate le affissioni di altri simboli che un docente o un alunno considerino rappresentativi per sé stessi, a patto che non siano offensivi per altri.
Neanche a me piacciono le pareti vuote a scuola, preferisco quando ci sono appese cartine geografiche, la tavola periodica ed altri strumenti che possono essere utili alla didattica.
P.S. Ma se cosí tanti italiani sono cosí affezionati al crocifisso e lo vogliono vedere spesso, perché non tornano a frequestare piú assiduamente le chiese?
salvatore tedde
A) sulla sentenza: me ne frego altamente del diritto e della legge.
+
B) trovo che la burocrazia europea non debba occuparsi di cose di questo tipo.
+
C) io sono felice di sapere che posso appendere un crocifisso al muro: è un fatto di valori e di tradizioni.
=
in questo senso, io resto di destra, tu di sinistra.
come si dic ein matematica: equazione risolta..;-))
Bobbore
E no caro Bruno, non è burocrazia. Io capisco che tu non sia d’accordo, ma legge e burocrazia non sono proprio la stessa cosa. L’Europa ha deciso di darsi un orientamento laico e non confessionale, e se -mi pare- siamo tutti daccordo su questo, i luoghi pubblici devono spogliarsi dai simboli religiosi. E poi continuo a pensare che la levata di scudi a difesa del crocefisso nei luoghi pubblici e la levata di cavalli di frisia contro l’ingresso della Turchia in europa cozzino un bel po’. Sopratutto visto che la Turchia è un paese che le sue ossa in fatto di laicità se l’è fatte, perccato che è un paese laico si ma a maggioranza muslim.
Bobbore
Siete liberi di appendere i crocefissi dove volete, tranne nei luoghi che sono di tutti.
Antoni su Longu
“ite chere sa contissa, ite poto faghe deo, daghi non poto cun issa cun sa musca mi la leo” .
Siccome Cap non può prendersela con il Governo amico se la prende con la mosca “Corte europea”.
Antoni su Longu
Se il crocefisso è considerato meramente una tradizione italiana inizierei a pormi qualche domanda.
Gli Italiani che hanno come simbolo la stella di Davide cosa sono? La tradizione cristiana si limita al simbolo esposto di un’uomo in croce, oppure include i principi che l’Uomo in croce esprime: solidarietà, pietà, perdono, rispetto altrui….Siccome la Carta Costituzionale chiede il rispetto di tutte le confessioni religiose, perchè in un luogo pubblico non si espongono tutti i simboli delle religioni? Oppure nessuno.
A quale periodo storico vogliamo far risalire “la tradizione” italiana? Si potrebbero esporre, in dipendenza del periodo storico del nostro popolo, anche i simboli dell’Impero Romano! In Sardegna si potrebbe anche esporre la Dea Madre, giusto per distinguerci e per rispettare la tradizione!
Daniele
“In Sardegna si potrebbe anche esporre la Dea Madre, giusto per distinguerci e per rispettare la tradizione!”
Esatto! E io aggiungerei pure il Sardus Pater. A chi parla di “tradizione” farei poi notare che in Sardegna si venerano un po’ di “santi” non riconosciuti dalla chiesa cattolica romana, ma “tollerati” in quanto risultato di tradizioni che la chiesa, pur con tutti i suoi sforzi, non è stata in grado di estirpare o sostituire.
Antoni su Longu
Se il Crocefisso (maiuscolo come vuole Cap) servisse per:
Non fare ammazzare la gente in carcere, anche se tossico dipendente;
Non far vivere i carcerati in celle sovra affollate e prive dei requisiti minimi necessari per il rispetto dell’Uomo;
Non buttare a mare i migranti;
Non far cadere dalle scale gli arrestati;
Non discriminare i c.d. “diversi”, anche quelli che vanno a scuola,
allora il simbolo non sarebbe solo tradizione ma rappresenterebbe il riferimento massimo del pensiero e dell’azione conseguente. Siccome evidentemente cosi’ non è nei fatti…..
Antoni su Longu
E’ anche chiaro che Beppe Pisanu non ha intenzione di mettere nei guai il nostro Cap. Bastano gli alleati “in domo sua” a creargli qualche pensierino non da poco. Nomine agli Enti, Crisi nera….e pochi sorrisi in giro. La Sardegna aspetta ancora per sorridere. Certo Renatino si è inabissato…e adesso abbattuto il nemico numero uno, bene identificabile e facile bersaglio, chi scova i nemici nascosti dietro i muretti a secco….??? Veramente l’editto delle chiude continua a fare grandi vittime….politiche.
Tutti dal dentista a farsi lucidare la dentiera….perchè fra un pò sorridiamo!!!!
Antoni su Longu
Volevo scrivere CHIUDENDE