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	<title>Commenti a: E apriamolo,&#8217;sto dibattito !</title>
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	<description>Deputato del PDL</description>
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		<title>Di: Giorgio Giovanni Gaias</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-6019</link>
		<dc:creator>Giorgio Giovanni Gaias</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 14:43:35 +0000</pubDate>
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		<description>http://giorgiogaias92.blogspot.com/2009/11/raggiunto-laccordo-tra-la-destra-e-il.html è fatta...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giorgiogaias92.blogspot.com/2009/11/raggiunto-laccordo-tra-la-destra-e-il.html" rel="nofollow">http://giorgiogaias92.blogspot.com/2009/11/raggiunto-laccordo-tra-la-destra-e-il.html</a> è fatta&#8230;</p>
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		<title>Di: Giorgio Giovanni Gaias</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5979</link>
		<dc:creator>Giorgio Giovanni Gaias</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 20:29:17 +0000</pubDate>
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		<description>Speriamo ci riescaaaaaaaaaaaaaaaaaaa prego ogni giorno :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Speriamo ci riescaaaaaaaaaaaaaaaaaaa prego ogni giorno :)</p>
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		<title>Di: Roberto Seri</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5978</link>
		<dc:creator>Roberto Seri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 20:20:04 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;ultima bomba di Gaias da poco aggiunta hai commenti, sarebbe la possibile soluzione politica &quot;ideale&quot; in questo momento di non decisionismo.
I polo moderato del Pdl ma sopratutto Fini, sono diventati veramente anacronistici, ora nel 2009 si mettono a fare vecchia politica di mediazione e non decisione; abbiamo bisogno di azioni importanti non di &quot;VOLEMOCE BENE&quot;, la vecchia politica ci ha consumato le teste e la nazione.
L&#039;ITALIA oggi non ha più bisogno della vecchia politica, sopratutto &quot;democristiana&quot;.
Sarà quel che sarà Berlusconi, ma dobbiamo ammettere che è l&#039;unico vero LEADER Italiano, se li riuscisse il colpo dimostrerebbe che è due spanne sopra a tutti.
Attendiamo il mutare degli eventi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima bomba di Gaias da poco aggiunta hai commenti, sarebbe la possibile soluzione politica &#8220;ideale&#8221; in questo momento di non decisionismo.<br />
I polo moderato del Pdl ma sopratutto Fini, sono diventati veramente anacronistici, ora nel 2009 si mettono a fare vecchia politica di mediazione e non decisione; abbiamo bisogno di azioni importanti non di &#8220;VOLEMOCE BENE&#8221;, la vecchia politica ci ha consumato le teste e la nazione.<br />
L&#8217;ITALIA oggi non ha più bisogno della vecchia politica, sopratutto &#8220;democristiana&#8221;.<br />
Sarà quel che sarà Berlusconi, ma dobbiamo ammettere che è l&#8217;unico vero LEADER Italiano, se li riuscisse il colpo dimostrerebbe che è due spanne sopra a tutti.<br />
Attendiamo il mutare degli eventi.</p>
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		<title>Di: Giorgio Giovanni Gaias</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5968</link>
		<dc:creator>Giorgio Giovanni Gaias</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:16:09 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco un altra bomba...Silvio con Storace contro Fini: urne in arrivo?
Ufficialmente è andato tutto bene. Ma l’incontro tra il premier e il presidente della Camera lascia aperti i fronti tra i due. E allora Berlusconi potrebbe giocarsi un’altra carta. Aprire il partito a destra per esautorare l’alleato.

Il premier è deciso a riformare la giustizia a tappe forzate e mal digerisce i se e i ma provenienti dall’ area di Gianfranco Fini che, se negli ultimi tempi da un lato si era mostrato conciliante e dall’altro aveva usato la fondazione Fare Futuro e il giornale Secolo d’Italia per tirare stoccate ben assestate ai piani del premier, oggi non si esime dal farlo in maniera diretta. Le crepe nella maggioranza non sono più un segreto per nessuno anche se in molti ritengono che siano causate delle imminenti elezioni regionali che segnano una data importante per la spartizione del potere sul territorio.

IL CONTRATTO - Dal fronte leghista, Bossi giura eterna fedeltà a Silvio ma non perde occasione per sottolineare che tale supporto prevede, da parte del Pdl, il pagamento di un prezzo altissimo (Veneto, Piemonte e vice presidenza della Lombardia o anche solo, e non è poco, la presidenza della prestigiosa Lombardia). Di Fini, insomma, fatte salve le apparenze, sono ormai in pochi a fidarsi ritenendolo capace di qualunque imboscata. Negli ultimi due mesi, infatti, dalle uscite sull’immigrazione fino alla presa di posizione netta sul caso-Cosentino in diretta a Che tempo che fa, i distinguo col Cavaliere son venuti giù a ripetizione. Il ddl sulla cittadinanza agli immigrati, la richiesta di un testo diverso sul fine vita, le aperture ai vari Casini, Rutelli e D’Alema, le sfrecciatine sul “clima da caserma”, sono una base di partenza sufficiente per lasciar presagire un confronto non facile tra il Presidente della Camera e Berlusconi sui temi che stanno più a cuore al Premier, quelli più scottanti: giustizia, processo penale, escamotage per uscire indenni dal processo Mills. Per evitare capricci e ricatti il premier è intenzionato, quindi, a far sottoscrivere ai propri alleati un vero e proprio “contratto”, un atto notarile in cui si formalizzi nero su bianco, l’impegno di tutti ad appoggiare la riforma tanto cara al premier: fonti ben informate ritengono che tale firma sia prevista entro mercoledì prossimo.

PIANO B - Se l’impegno non dovesse essere sottoscritto, Berlusconi è intenzionato, come preconizzato da tempo, ad andare subito alle urne per sfruttare il momento a lui più propizio in termini di consensi e puntare ad una affermazione personale di carattere assoluto. Una mossa che qualcuno aveva ipotizzato all’indomani del no al Lodo Alfano e che avrebbe stroncato sul nascere ogni tentativo di formazione di una nuova maggioranza parlamentare, trasversale ai due schieramenti e alternativa a Berlusconi. Maggioranza trasversale della quale, a dire il vero, non si vede traccia nemmeno oggi. A questo punto anche la voce di un “predellino due”, cioè una vera e propria rifondazione del Pdl, è sempre più concreta. La presenza e le parole del ministro La Russa , presente ieri all’assemblea programmatica de La Destra di Storace, comprovano una nuova attenzione verso quelle forze che potrebbero concorrere a rafforzare il Pdl proprio dalla parte più a destra in previsione di una defezione dei finiani “puri”. Il Ministro ha paragonato il Pdl ad una grande nave che viaggia sicura in mare aperto ma che è comunque esposta “ai tiri dalla costa”, dando corpo così ai timori (fondati) del Cavaliere.

TETTO SICURO - Un centrodestra ancor più nettamente schiacciato sulla figura di Berlusconi non avrebbe certamente alcun timore referenziale nell’abbandonare Fini e qualche suo seguace al loro destino. tanto più oggi, che Storace è pronto a rimpiazzarlo e a prendersi una sorta di rivincita attesa da quando era stato messo all’angolo sotto le insegne di Alleanza Nazionale. Di certo, con questo sistema elettorale anche con numeri un po’ meno consistenti il centrodestra di Silvio avrebbe vita facile contro un’alternativa alquanto disomogenea e poco organizzata. E chi rischia grosso son tutti coloro che provano a tirarsi fuori dalla comoda protezione berlusconiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un altra bomba&#8230;Silvio con Storace contro Fini: urne in arrivo?<br />
Ufficialmente è andato tutto bene. Ma l’incontro tra il premier e il presidente della Camera lascia aperti i fronti tra i due. E allora Berlusconi potrebbe giocarsi un’altra carta. Aprire il partito a destra per esautorare l’alleato.</p>
<p>Il premier è deciso a riformare la giustizia a tappe forzate e mal digerisce i se e i ma provenienti dall’ area di Gianfranco Fini che, se negli ultimi tempi da un lato si era mostrato conciliante e dall’altro aveva usato la fondazione Fare Futuro e il giornale Secolo d’Italia per tirare stoccate ben assestate ai piani del premier, oggi non si esime dal farlo in maniera diretta. Le crepe nella maggioranza non sono più un segreto per nessuno anche se in molti ritengono che siano causate delle imminenti elezioni regionali che segnano una data importante per la spartizione del potere sul territorio.</p>
<p>IL CONTRATTO &#8211; Dal fronte leghista, Bossi giura eterna fedeltà a Silvio ma non perde occasione per sottolineare che tale supporto prevede, da parte del Pdl, il pagamento di un prezzo altissimo (Veneto, Piemonte e vice presidenza della Lombardia o anche solo, e non è poco, la presidenza della prestigiosa Lombardia). Di Fini, insomma, fatte salve le apparenze, sono ormai in pochi a fidarsi ritenendolo capace di qualunque imboscata. Negli ultimi due mesi, infatti, dalle uscite sull’immigrazione fino alla presa di posizione netta sul caso-Cosentino in diretta a Che tempo che fa, i distinguo col Cavaliere son venuti giù a ripetizione. Il ddl sulla cittadinanza agli immigrati, la richiesta di un testo diverso sul fine vita, le aperture ai vari Casini, Rutelli e D’Alema, le sfrecciatine sul “clima da caserma”, sono una base di partenza sufficiente per lasciar presagire un confronto non facile tra il Presidente della Camera e Berlusconi sui temi che stanno più a cuore al Premier, quelli più scottanti: giustizia, processo penale, escamotage per uscire indenni dal processo Mills. Per evitare capricci e ricatti il premier è intenzionato, quindi, a far sottoscrivere ai propri alleati un vero e proprio “contratto”, un atto notarile in cui si formalizzi nero su bianco, l’impegno di tutti ad appoggiare la riforma tanto cara al premier: fonti ben informate ritengono che tale firma sia prevista entro mercoledì prossimo.</p>
<p>PIANO B &#8211; Se l’impegno non dovesse essere sottoscritto, Berlusconi è intenzionato, come preconizzato da tempo, ad andare subito alle urne per sfruttare il momento a lui più propizio in termini di consensi e puntare ad una affermazione personale di carattere assoluto. Una mossa che qualcuno aveva ipotizzato all’indomani del no al Lodo Alfano e che avrebbe stroncato sul nascere ogni tentativo di formazione di una nuova maggioranza parlamentare, trasversale ai due schieramenti e alternativa a Berlusconi. Maggioranza trasversale della quale, a dire il vero, non si vede traccia nemmeno oggi. A questo punto anche la voce di un “predellino due”, cioè una vera e propria rifondazione del Pdl, è sempre più concreta. La presenza e le parole del ministro La Russa , presente ieri all’assemblea programmatica de La Destra di Storace, comprovano una nuova attenzione verso quelle forze che potrebbero concorrere a rafforzare il Pdl proprio dalla parte più a destra in previsione di una defezione dei finiani “puri”. Il Ministro ha paragonato il Pdl ad una grande nave che viaggia sicura in mare aperto ma che è comunque esposta “ai tiri dalla costa”, dando corpo così ai timori (fondati) del Cavaliere.</p>
<p>TETTO SICURO &#8211; Un centrodestra ancor più nettamente schiacciato sulla figura di Berlusconi non avrebbe certamente alcun timore referenziale nell’abbandonare Fini e qualche suo seguace al loro destino. tanto più oggi, che Storace è pronto a rimpiazzarlo e a prendersi una sorta di rivincita attesa da quando era stato messo all’angolo sotto le insegne di Alleanza Nazionale. Di certo, con questo sistema elettorale anche con numeri un po’ meno consistenti il centrodestra di Silvio avrebbe vita facile contro un’alternativa alquanto disomogenea e poco organizzata. E chi rischia grosso son tutti coloro che provano a tirarsi fuori dalla comoda protezione berlusconiana.</p>
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		<title>Di: Roberto Seri</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5967</link>
		<dc:creator>Roberto Seri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:20:21 +0000</pubDate>
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		<description>Se la notizia data da Gaias, dovesse essere corretta, la cosa non sarebbe buona ne per il Pdl ne per la Sardegna.
Nonostante il malcontento all&#039;interno del Pdl, in questo momento è il solo Polo aggregante esistente.
Una fuoriuscita di Pisanu potrebbe mettere in evidenza le difficoltà, ma la cosa che ci riguarda è che la Sardegna sarebbe ancora più indebolita da tale passaggio.

Ora, abbiamo una situazione di continuo movimento e frazionamento, questo creerà solo lacerazioni e difficoltà nel seguire una strada maestra, altro che unione.
Il dibattito: come è possibile continuare con queste ostilità e diversità, i nostri politici, devono anche capire che devono rappresentare gli Isolani, trovare alleanze per raggiungere risultati, non trovare divisioni per calcoli politici personali.

In questo momento, la prima voce deve essere il popolo tutto ad essere tutelato, non i soliti voltafaccia, è finita l&#039;epoca dell&#039;inciucio, sono finiti i soldi e i giochi; se continuiamo con questa falsariga, la questione si farà molto pesante.
Quando c&#039;erano i soldi e il lavoro, se qualcosa spariva o qualcuno veniva aiutato, al massimo dei mugugni, ma oggi no, si devono trovare soluzioni reali, le persone sono in grande difficoltà.
Poi, con tutte queste sigle e siglette, basta non se ne può più.
 Certo, era decisamente meglio avere prima un Pisanu in Regione, ma qualcuno non lo ha voluto, non è stato sicuramente solo il Premier a decidere, ma anche i politici LOCALI.
Sicuramente la forza aggregante per la Sardegna non può essere un Pdl, perché si sta vedendo, l&#039;orientamento è solo per l&#039;Italia, ma neanche un partito Sardo, poi quale?
Devono trovare l&#039;elemento di unione (che ancora non cercano) e lasciare i personalismi a casa.
Morale: si devono sedere allo stesso tavolo quantomeno le linee politiche vicine per aggregarsi e iniziare a pensare insieme.

I politici di oggi non possono più fare come quelli di ieri, per le questioni che ho detto in precedenza, ecco che devono anche loro malgrado cambiare modo di fare politica e pensare al popolo tutto.
Questo non è solo un consiglio è anche un augurio.

Vediamo se qualcuno in SARDEGNA è in grado di organizzare questo TAVOLO, naturalmente non deve essere fatto di nascosto, anzi, per creare fiducia sarà importante pubblicizzarlo anche per creare delle forti aspettative, non solo per il popolo ma anche per i partecipanti stessi che devono sentire il PESO DELLA RESPONSABILITA&#039;, per prodigarsi poi al raggiungimento di risultati all&#039;altezza della situazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se la notizia data da Gaias, dovesse essere corretta, la cosa non sarebbe buona ne per il Pdl ne per la Sardegna.<br />
Nonostante il malcontento all&#8217;interno del Pdl, in questo momento è il solo Polo aggregante esistente.<br />
Una fuoriuscita di Pisanu potrebbe mettere in evidenza le difficoltà, ma la cosa che ci riguarda è che la Sardegna sarebbe ancora più indebolita da tale passaggio.</p>
<p>Ora, abbiamo una situazione di continuo movimento e frazionamento, questo creerà solo lacerazioni e difficoltà nel seguire una strada maestra, altro che unione.<br />
Il dibattito: come è possibile continuare con queste ostilità e diversità, i nostri politici, devono anche capire che devono rappresentare gli Isolani, trovare alleanze per raggiungere risultati, non trovare divisioni per calcoli politici personali.</p>
<p>In questo momento, la prima voce deve essere il popolo tutto ad essere tutelato, non i soliti voltafaccia, è finita l&#8217;epoca dell&#8217;inciucio, sono finiti i soldi e i giochi; se continuiamo con questa falsariga, la questione si farà molto pesante.<br />
Quando c&#8217;erano i soldi e il lavoro, se qualcosa spariva o qualcuno veniva aiutato, al massimo dei mugugni, ma oggi no, si devono trovare soluzioni reali, le persone sono in grande difficoltà.<br />
Poi, con tutte queste sigle e siglette, basta non se ne può più.<br />
 Certo, era decisamente meglio avere prima un Pisanu in Regione, ma qualcuno non lo ha voluto, non è stato sicuramente solo il Premier a decidere, ma anche i politici LOCALI.<br />
Sicuramente la forza aggregante per la Sardegna non può essere un Pdl, perché si sta vedendo, l&#8217;orientamento è solo per l&#8217;Italia, ma neanche un partito Sardo, poi quale?<br />
Devono trovare l&#8217;elemento di unione (che ancora non cercano) e lasciare i personalismi a casa.<br />
Morale: si devono sedere allo stesso tavolo quantomeno le linee politiche vicine per aggregarsi e iniziare a pensare insieme.</p>
<p>I politici di oggi non possono più fare come quelli di ieri, per le questioni che ho detto in precedenza, ecco che devono anche loro malgrado cambiare modo di fare politica e pensare al popolo tutto.<br />
Questo non è solo un consiglio è anche un augurio.</p>
<p>Vediamo se qualcuno in SARDEGNA è in grado di organizzare questo TAVOLO, naturalmente non deve essere fatto di nascosto, anzi, per creare fiducia sarà importante pubblicizzarlo anche per creare delle forti aspettative, non solo per il popolo ma anche per i partecipanti stessi che devono sentire il PESO DELLA RESPONSABILITA&#8217;, per prodigarsi poi al raggiungimento di risultati all&#8217;altezza della situazione.</p>
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		<title>Di: Bomboi Adriano</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5966</link>
		<dc:creator>Bomboi Adriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 13:12:54 +0000</pubDate>
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		<description>Mah...da queste parti faranno il grande Partito Autonomista Sardo dei centristi cristiani. Vado a prendermi un succo d&#039;ananas dal freezer...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah&#8230;da queste parti faranno il grande Partito Autonomista Sardo dei centristi cristiani. Vado a prendermi un succo d&#8217;ananas dal freezer&#8230;</p>
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		<title>Di: Giorgio Giovanni Gaias</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5961</link>
		<dc:creator>Giorgio Giovanni Gaias</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:53:46 +0000</pubDate>
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		<description>Giuseppe Pisanu sta per lasciare il Popolo della Libertà. Destinazione...
Pochi giorni fa, subito dopo la vittoria di Bersani alle primarie del Pd e la minaccia di addio di Rutelli, ha dichiarato: &quot;Ora può nascere una terza forza moderata&quot;. Ecco il segno della svolta. Giuseppe Pisanu, senatore della maggioranza, ex ministro dell&#039;Interno ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana, si prepara ad abbandonare il Popolo della Libertà. Le indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it raccontano di un passaggio diretto alla Costituente di Centro lanciata dal leader dell&#039;Udc Pier Ferdinando Casini.
&lt;Bruno quasta cosa è vera?? Se Pisanu lascia il PdL sopratutto lascia il PdL Sardo si perde una grande testa, un grande uomo, un grande politico sarebbe un danno per l&#039;intera coalizione sai con il senno del poi anche se io lo dicevo a gennaio non sarebbe stato meglio lui come Presidente della Regione?? Adesso perdere Pisanu con tutti questi casini sarebbe una specie di colpo di grazia..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Pisanu sta per lasciare il Popolo della Libertà. Destinazione&#8230;<br />
Pochi giorni fa, subito dopo la vittoria di Bersani alle primarie del Pd e la minaccia di addio di Rutelli, ha dichiarato: &#8220;Ora può nascere una terza forza moderata&#8221;. Ecco il segno della svolta. Giuseppe Pisanu, senatore della maggioranza, ex ministro dell&#8217;Interno ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana, si prepara ad abbandonare il Popolo della Libertà. Le indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it raccontano di un passaggio diretto alla Costituente di Centro lanciata dal leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini.<br />
&lt;Bruno quasta cosa è vera?? Se Pisanu lascia il PdL sopratutto lascia il PdL Sardo si perde una grande testa, un grande uomo, un grande politico sarebbe un danno per l&#8217;intera coalizione sai con il senno del poi anche se io lo dicevo a gennaio non sarebbe stato meglio lui come Presidente della Regione?? Adesso perdere Pisanu con tutti questi casini sarebbe una specie di colpo di grazia..</p>
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		<title>Di: Roberto Seri</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5936</link>
		<dc:creator>Roberto Seri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:57:48 +0000</pubDate>
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		<description>Catturiamo la “BESTIA IMPONENTE”

Autonomia, Indipendenza, libertà, farsi sentire, ottenere aiuti: devo aggiungere altro?

Il problema che puntualmente ritorna nelle discussioni politiche isolane è sempre lo stesso e sempre peggio, perché peggiorando la situazione economica i problemi possono solo aumentare.

Non è possibile poi lamentarsi quando non si ottengono i numeri, si i numeri elettorali, quelli che determinano il peso delle persone, perché in certi ambienti sono influenti e possono portare dei vantaggi.

Cerco di descrivere meglio il mio pensiero: la Sardegna è una grande e bellissima isola, popolata da persone che si ostinano a non confrontarsi e se possibile indebolire il vicino o paesano.

Con tale base di partenza poi non si può pensare di voler fare dibattiti o discussioni, quando la maggior parte delle persone è molto distante dal voler trovare delle soluzioni.

Questa non è libertà di pensiero, perché se così fosse la Sardegna ha un milione di linee di pensiero, una diversa dall’altra.

Tutto questo non è positivo per l’isola; come è possibile che in Sardegna ci siano addirittura quattro partiti di orientamento “Sardista” o comunque “Indipendentista”, questa non è libertà di esprimersi, questo è SUICIDIO POLITICO per l’idea che ci si era proposti.

In Sardegna non si hanno i numeri, in CONTINENTE ancor meno; certamente come fanno i deputati Sardi a farsi sentire, quando sono tutti esponenti di correnti e pensieri diversi, o peggio ancora eletti in Sardegna senza averla mai vista se non in vacanza?

La Sardegna non può permettersi di avere i suoi esponenti divisi: per attaccare una “BESTIA IMPONENTE” occorre coordinazione, unità di intenti, forza, coraggio e astuzia; credo che i nostri Deputati, con tutto il rispetto che sinceramente provo, non siano sicuramente in tali condizioni.

Il confronto politico è bello, ma se alla fine non si trova una unica linea di pensiero e di intenti è la fine. Ricordo che il nostro ultimo rappresentante, cui è stato dato un ruolo prominente come Ministro dell’Interno nel precedente governo, alla fine è stato scaricato e lasciato solo, sopratutto in Sardegna.

Se la situazione in parlamento è drammatica, in Regione la musica non cambia molto, addirittura i vertici sono stati nominati dall’alto, non perché sia persone scorrette, ma questo dimostra come viene vista la Sardegna, neanche in grado di trovarsi un Leader forte e legittimato.

La candidatura è scesa dall’alto, ma siete sicuri che se la scelta fosse stata libera, i politici Sardi (del Pdl) avrebbero trovato il Leader comune giusto?

Forse è questo il problema, occorre trovare o creare una figura dominante, un CAPOCACCIA, che riesca ha mettere d’accordo le persone su come riuscire a catturare la “BESTIA IMPONENTE”.

Certamente mai e poi mai la Sardegna ha bisogno di figure come quella del precedente Governatore, che hanno soltanto indebolito l’Isola agli occhi della Nazione, rendendola ancora più simile ad una riserva indiana, con l’ostinazione di pretendere per tutti i Sardi di voler rivendicare delle libertà territoriali, senza avere la benché minima idea del dopo e volersi distaccare culturalmente dall’Italia; se credeva di avere l’appoggio dei Sardi in questo cammino, forse l’ha capito adesso.

Il compito che ci vogliamo dare è tale che se non si ha la massima aggregazione possibile, non si potrà ottenere nulla.

Oggi stanno festeggiando in Germania (e nel mondo) i vent’anni dalla caduta del MURO; in Sardegna il muro non c’è, è nella nostra testa solo perché siamo talmente disuniti che non accettiamo (almeno una gran parte) neanche la possibilità di poter cambiare le cose fattivamente.

Metaforicamente, alla Sardegna il muro intorno non lo fa nessuno, tanto sanno che non scappano e non creano problemi.

Spero solo di aver toccato qualche nervo scoperto, in maniera tale da poter iniziare a far qualcosa per cambiare il corso del fiume.

Non con le sole parole ci si deve confrontare, ma con i fatti quotidiani, con i cittadini si deve creare un fronte comune di intenti, le possibilità ci sono, occorre la Volontà, non la fortuna come quella che ebbe Davide contro Golia, ma la determinazione che ebbero i successori di Romolo che con ostinazione crearono una super potenza.

Il paragone è forte ma la Sardegna non ha neanche il coraggio di sfidare la “BESTIA” che conosciamo.

Per prima cosa: Aggregazione, Fratellanza, Coordinazione, Astuzia e Coraggio nel studiare come catturare la nostra “BESTIA”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Catturiamo la “BESTIA IMPONENTE”</p>
<p>Autonomia, Indipendenza, libertà, farsi sentire, ottenere aiuti: devo aggiungere altro?</p>
<p>Il problema che puntualmente ritorna nelle discussioni politiche isolane è sempre lo stesso e sempre peggio, perché peggiorando la situazione economica i problemi possono solo aumentare.</p>
<p>Non è possibile poi lamentarsi quando non si ottengono i numeri, si i numeri elettorali, quelli che determinano il peso delle persone, perché in certi ambienti sono influenti e possono portare dei vantaggi.</p>
<p>Cerco di descrivere meglio il mio pensiero: la Sardegna è una grande e bellissima isola, popolata da persone che si ostinano a non confrontarsi e se possibile indebolire il vicino o paesano.</p>
<p>Con tale base di partenza poi non si può pensare di voler fare dibattiti o discussioni, quando la maggior parte delle persone è molto distante dal voler trovare delle soluzioni.</p>
<p>Questa non è libertà di pensiero, perché se così fosse la Sardegna ha un milione di linee di pensiero, una diversa dall’altra.</p>
<p>Tutto questo non è positivo per l’isola; come è possibile che in Sardegna ci siano addirittura quattro partiti di orientamento “Sardista” o comunque “Indipendentista”, questa non è libertà di esprimersi, questo è SUICIDIO POLITICO per l’idea che ci si era proposti.</p>
<p>In Sardegna non si hanno i numeri, in CONTINENTE ancor meno; certamente come fanno i deputati Sardi a farsi sentire, quando sono tutti esponenti di correnti e pensieri diversi, o peggio ancora eletti in Sardegna senza averla mai vista se non in vacanza?</p>
<p>La Sardegna non può permettersi di avere i suoi esponenti divisi: per attaccare una “BESTIA IMPONENTE” occorre coordinazione, unità di intenti, forza, coraggio e astuzia; credo che i nostri Deputati, con tutto il rispetto che sinceramente provo, non siano sicuramente in tali condizioni.</p>
<p>Il confronto politico è bello, ma se alla fine non si trova una unica linea di pensiero e di intenti è la fine. Ricordo che il nostro ultimo rappresentante, cui è stato dato un ruolo prominente come Ministro dell’Interno nel precedente governo, alla fine è stato scaricato e lasciato solo, sopratutto in Sardegna.</p>
<p>Se la situazione in parlamento è drammatica, in Regione la musica non cambia molto, addirittura i vertici sono stati nominati dall’alto, non perché sia persone scorrette, ma questo dimostra come viene vista la Sardegna, neanche in grado di trovarsi un Leader forte e legittimato.</p>
<p>La candidatura è scesa dall’alto, ma siete sicuri che se la scelta fosse stata libera, i politici Sardi (del Pdl) avrebbero trovato il Leader comune giusto?</p>
<p>Forse è questo il problema, occorre trovare o creare una figura dominante, un CAPOCACCIA, che riesca ha mettere d’accordo le persone su come riuscire a catturare la “BESTIA IMPONENTE”.</p>
<p>Certamente mai e poi mai la Sardegna ha bisogno di figure come quella del precedente Governatore, che hanno soltanto indebolito l’Isola agli occhi della Nazione, rendendola ancora più simile ad una riserva indiana, con l’ostinazione di pretendere per tutti i Sardi di voler rivendicare delle libertà territoriali, senza avere la benché minima idea del dopo e volersi distaccare culturalmente dall’Italia; se credeva di avere l’appoggio dei Sardi in questo cammino, forse l’ha capito adesso.</p>
<p>Il compito che ci vogliamo dare è tale che se non si ha la massima aggregazione possibile, non si potrà ottenere nulla.</p>
<p>Oggi stanno festeggiando in Germania (e nel mondo) i vent’anni dalla caduta del MURO; in Sardegna il muro non c’è, è nella nostra testa solo perché siamo talmente disuniti che non accettiamo (almeno una gran parte) neanche la possibilità di poter cambiare le cose fattivamente.</p>
<p>Metaforicamente, alla Sardegna il muro intorno non lo fa nessuno, tanto sanno che non scappano e non creano problemi.</p>
<p>Spero solo di aver toccato qualche nervo scoperto, in maniera tale da poter iniziare a far qualcosa per cambiare il corso del fiume.</p>
<p>Non con le sole parole ci si deve confrontare, ma con i fatti quotidiani, con i cittadini si deve creare un fronte comune di intenti, le possibilità ci sono, occorre la Volontà, non la fortuna come quella che ebbe Davide contro Golia, ma la determinazione che ebbero i successori di Romolo che con ostinazione crearono una super potenza.</p>
<p>Il paragone è forte ma la Sardegna non ha neanche il coraggio di sfidare la “BESTIA” che conosciamo.</p>
<p>Per prima cosa: Aggregazione, Fratellanza, Coordinazione, Astuzia e Coraggio nel studiare come catturare la nostra “BESTIA”.</p>
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		<title>Di: Adriano Bomboi</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5935</link>
		<dc:creator>Adriano Bomboi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:44:17 +0000</pubDate>
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		<description>Appunto, noi ci siamo dovuti sorbire Barbareschi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Appunto, noi ci siamo dovuti sorbire Barbareschi&#8230;</p>
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		<title>Di: Giorgio Giovanni Gaias</title>
		<link>http://www.brunomurgia.it/2009/11/09/e-apriamolosto-dibattito/comment-page-1/#comment-5934</link>
		<dc:creator>Giorgio Giovanni Gaias</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:11:24 +0000</pubDate>
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		<description>Stendiamo un velo pietoso su Barbareschi che è meglio....</description>
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