E’ lotta dura tra il Secolo e il Giornale

Luciano Lanna. A destra più destre possibili
C’è ruggine tra Il Giornale di Feltri e il Secolo. Serpeggiava già da un po’, è esplosa con il recente attacco a Fini, riprende vigore in queste ore. Il motivo è sempre lo stesso: per il quotidiano milanese Fini e la sua organ house lavorerebbero alla successione al Cav. Ma in modo strampalato:sguardi teneri a sinistra, rapporto stretto con Napolitano, ipotesi di governi paralleli.
Paola Setti scrive stamattina che il “foglio di Gianfranco ormai dice solo cose di sinistra”. La tesi: Flavia Perina e Luciano Lanna sono completamente fuori dall’ortodossia berlusconiana.
Non credo che il Secolo abbia bisogno di difensori. So benissimo che il quotidiano di via della Scrofa è un prodotto più di nicchia che fa battaglia di idee. L’elettore medio destro legge il Giornale, Libero, il Tempo: esce dall’edicola con la sua copia sotto il braccio e va alla guerra. Un po’ come il similare republicone. Battaglia dura,senza sfumature.
Io leggo il Secolo tutti i giorni. Ci sono colleghi che non lo fanno. Penso che sia per un fatto squisitamente culturale. A destra ci sono tante destre. A certi non interessa proprio sapere che esce la ristampa di “Due di Due” di Andrea De Carlo. Perina e Lanna sono due “vecchi” libertari di destra. Facevano politica quando il mondo fuori era piuttosto grigio ma il movimentismo era la chiave per veicolare le idee e sopravvivere. Fanno quel giornale lì: aperto, di frontiera, fuori dagli schemi. Un Secolo alla Beppe Niccolai. Un Secolo rautiano, oserei dire, quando la cifra della trasgressione -ma lo abbiamo dimenticato appena ci siamo imborghesiti al potere – era il pane della vita.
Forse l’errore nel quale può cadere via della Scrofa è un certo compiacersi di fronte alle piccole icone della sinistra. La lettera della Mannoia a Fini era inutile. Buttava fango su un mondo e salvava Fini, di fatto isolandolo. Usava argomenti piacioni: l’ho trovata stucchevole e non le avrei dato spazio. Ha una bella voce, non si può voler tutto.
Comments
salvatore tedde
On.le Murgia…; anche dentro di Lei è “lotta dura”. Infatti ha scritto che legge il Secolo tutti i giorni (non so, ma non mi pare di capire che, con la stessa frequenza e passione legga il Giornale di Feltri (magari Le piaceva il Giornale di Montanelli, quello sì, dica la verità);
Già, perchè non mi pare che Lei rappresenti l’Elettore Medio Destro e, posso anche immaginare, aspirerebbe ad essere il rappresentante di un “elettore che fa battaglia di idee” senza essere di nicchia ma essendo popolare nell’accezione migliore del termine.
La stessa facilità con la quale le scappa il ” lo abbiamo dimenticato perchè ci siamo imborghesiti al potere” è sintomatica di un malessere lampante e non nascosto a stare in “questa” Destra.
Io, che non sono di Destra (e sono di Sinistra da una vita, perennemente in lotta intellettuale con tutte le Sinistre italiane, perchè le averi volute sempre diverse), la capisco, mi creda.
Ciò che mi conferma l’esistenza di una sorta di differenza “genetica” fra l’essere di Destra e l’essere di Sinistra è invece, ancora una volta, il fondo delle sue periodiche e cicliche esternazioni: questa destra non le piace (anzi francamente la detesta… e si vede), ma se la tiene… facendo capire ogni tanto che io vorrei, non vorrei, ma se vuoi;
Peccato, perchè Lei è giovane politicamente ed anagraficamente per la politica italiana e sarda.
Ma ha già rinunciato; infatti, forse pensa già a scrivere (ne ha già nei cassetti…), magari in forma di romanzo, le sue memorie.
Il post di oggi, sulla ruggine (che ruggine? sono ai piatti che volano e, fra poco, ai Dossier…!) fra i due quotidiani, per i primi 4 paragrafi ci parla del Bruno Murgia come si sveglia la mattina; al naturale. Poi, di colpo, scrive il 5° paragrafo e… rientra nel personaggio grazie alla stucchevolezza della Mannoia!
Per concludere in scioltezza… diciamo che, nel piccolo di questo Blog, anche per Lei è lotta dura, quotidiana fra, ad esempio, Antoni su longu (Il Secolo) e … GGGS (Il Giornale).
Ma non si arrenda; morto Berlusconi (si fa per dire, gli auguro di campare il doppio dei 120 anni che in realtà ha..), anche Lei sarà un pò più libero di costruire la Destra aperta, di frontiera, fuori dagli schemi. A differenza di Berlusconi e Feltri, Lei è giovane.
Buona giornata e ancora grazie per l’ospitalità.
Bruno
caro tedde, grazie per le considerazioni che trovo sempre molto utili. ma il fatto che non mi sia piaciuta la lettera della mannoia non significa aver abbandonato i buoni propositi della mattina. quella è una lettera stucchevole: si chiede a fini di formare un partito di destra serio, come se lei avesse chissà quali titoli per dare patenti o toglierle. mi pare irriguardosa nei confronti di milioni di cittadini che votano a destra. questo non significa che non si debba costruire un’ altra destra. berlusconi per tanti anni ha rappresentato- e rappresenta- un modo di essere e di fare. fini è diverso. altri leader ( tremonti, brunetta, alemanno)hanno idee e stili diversi.certo, un domani mi piacerebbe che qualche cosa cambiasse dalle nostre parti ma vorrei anche che tanti cittadini condividessero le novità politico-culturali. oggi, e lo verifico quotidianamente, vince berlusconi.un saluto. br
Giorgio Giovanni Gaias
>Tedde sai perchè preferisco il giornale che poi io leggo Libero ma la musica non cambia.. semplicemente perchè c’è più destra in Berlusconi di quanta ce ne possa essere in Fini.. mai sentirà da Berlusconi dire che serve l’ora di islam a scuola.. e comunque rimango del parere che la salvezza del PdL e in generale di questa povera destra italiana dentro il pdl abbia un solo nome Gianni Alemanno.. detto questo vado a leggermi il Borghese altro che Secolo, Il Giornale o Libero. Buona giornate.
Giorgio Giovanni Gaias
Comunque detto questo, io non contesto l’idea di Bruno di voler fare una destra moderna anzi è una cosa buona ma secondo me sono sbagliati i modi semplicemente Fini non è ne di destra “vecchia” ne di Destra moderna è li perchè i compagnos nn lo fecero entrare a vedere un film americano al cinema tutto qui è la spiegazione consiglio di leggere un articolo su il Borghese di questo mese: Destra Anti-fascista ignorante e confusionaria se ne ho voglia dopo lo riscrivo nel mio blog e poi metto il link è molto duro con Fini ma voglia alimentare la storia se Fini è o non è di destra che essa sia moderna vecchia nera o azzurra..
Flavia Perina
Murgia ha ragione, la lettera della Mannoia era opinabile. Abbiamo scelto di pubblicarla sul nostro sito (www.secoloditalia.it) anziché sul giornale “di carta” proprio per vedere che ne pensavano i lettori e chi ci segue su internet. Ci ha sorpreso notare che è stato l’argomento più cliccato e commentato degli ultimi giorni, più del dibattito sull’organizzazione interna del Pdl, più del caso Cucchi o del ventennale della morte di Niccolai. Cosa significa secondo voi? Lascio l’interrogativo aperto, vi seguirò con attenzione, come sempre…
Flavia Perina
Giorgio Giovanni Gaias
Spiace dirlo, ma in un certo qual modo è francamente inaccettabile che un uomo, un giornalista, un saggista che si dichiara ancora “di sinistra” come Giampaolo Pansa debba fare la predica alla attuale ex destra aennina ricordandole, anzi ricordandolo ai massimi esponenti, che essa ha tradito il suo ruolo e, con esso, ha tradito tutti i suoi vecchi elettori, o semplicemente coloro che in essa avevano creduto, per essa si sono battuti, a causa di essa sono stati discriminati. Com’è, come non è, ecco Pansa in un suo intervento al Meeting di Rimini anticipato da Il Giornale lo scorso 24 luglio scrive – duole molto dirlo – della sacrosante verità, tanto più sacrosante in quanto non vengono da quei lamentosi “intellettuali di destra” presi dalla sindrome del vittimismo di cui sono in genere accusati dai pragraticissimi e altezzosi politici ex-AN. Scrive dunque Pansa che “l’opinione pubblica moderata”, pur in una situazione favorevole dovuta alla crisi della Sinistra culturale e politica, si trova di fronte ad un assurdo paradosso, ad una imprevista difficoltà:
“Questa deriva dalla scomparsa di un partito che si era sempre opposto alla vulgata resistenziale. E ai falsi storici che la sorregevano. Mi riferisco al vecchio MSI, sciolto da anni, e poi ad Alleanza Nazionale che in marzo è entrata nel Popolo della Libertà. So per esperienza che molti dirigenti di AN la pensano come prima a proposito di guerra civile. Il problema è che il loro leader non la pensa più allo stesso modo o forse non l’ha mai pensata come loro. Sto parlando di Gianfranco Fini, oggi Presidente della Camera, Fini è un enigma vivente. Oggi respinge per intero un passato che pure gli appartiene, anche perchè gli ha garantito la carriera. Siamo di fronte a un caso strabiliante di revisionismo all’incontrario. E penso che ci riserverà molte sorprese, tutte stuppefacienti. Serve a una cultura liberale una posizione come quella di Fini? Penso di no. la conoscienza a proposito della storia non progredisce nella confusione”.
In un certo qual modo si tratta di sacrosante parole non accusabili di opportunismi, nè di malanimo, nè di spirito vendicativo. Pansa, duole dirlo, in un certo qual modo ha scritto esattamente quello che hanno scritto molti esponenti della destra culturale delusi e amareggiati dalle parole di Almirante del quale il presidente attuale della Camera era pupillo:”Non rinnegare, nè restaurare”, essi erano più per il restauro. Certo faccio fatica a pensare a un Almirante tranquillo e sereno nella sua tomba dopo le sciagurate uscite finiane e talchè, si è costratti a dire che il peggior nemico del revisionismo resistenziale è oggi la destra pidiellina quella divenuta ufficialmente antifascista il 25 aprile 2009, con in primissima fila la Fondazione finesca “farefuturo” e i suoi alti dirigenti e consiglieri e ghost writes del principe. I custodi dell’ortodossia più cupa della guerra civile in chiave PCI, della “vulgata resistenziale” e dei suoi “falsi storici” ( per dirla alla Pansa ) è oggi la componente ex aennina del PdL, almeno quella pubblica, perchè in privato, come scrive Pansa non si contano i calendari con le foto di Mussolini appesi ai muri o i saluti romani e le canzoni del regime. Attendiamo, dunque, le “stupefacienti sorprese” finiane ( e di chi se le immagina dietro le sue spalle ) sudando freddo.
Bruno leggi questo e invito anche l’On. Flavia Perina a leggere.. grazie..
Giorgio Giovanni Gaias
Caro Bruno e On. Perina ho letto la lettera ma ho letto sopratutto i commenti, bene detto questo è vero ho 17 anni, ho tanto da capire e imparare ma perchè c’è un ma.. nessuno mi dica non l’avevo detto.. cioè ormai è chiaro il PdL sta morendo e questo è un segnale forte prendiamo questo commento: ” Sono d’accordo in toto con quanto dice la Mannoia. Usciamo dal Pdl e riapriamo un dialogo con le forze politiche pulite. Sinceramente questo Pdl non mi rappresenta” cioè ma mi spiegate una volta per tutte perchè avete sciolto Alleanza Nazionale??? Cioè che senso ha adesso uscire e creare un nuovo partito??
Il PdL è morto stasera ne ho avuto la prova continuerà a camminare ma è un ibrido il futuro appare come descritto dall’articolo che ho postato prima…attendiamo dunque le stupefacienti sorprese finiane.. è chiaro che in questo momento non può esserci che tristezza perchè sciogliere AN è stata la più grande PUTTANATE del secolo.. per il resto me ne sono andato dal PdL e alla fine non mi pento.. sono di destra e tale rimango saluti..
Giorgio Giovanni Gaias
Ciò che dicevo On. Perina e l’ho sempre detto non bisognava sciogliere AN adx volete un nuovo partito io non ci capisco più niente..
Bruno
>flavia,secondo me il punto è questo: fini è giudicato da molti cittadini come il possibile futuro del pdl. ha fatto dibattito, ha intrapreso una strada difficile che apparentemente può non piacere agli elettori medi di centrodestra. ha posto il tema del riequilibrio con la lega e si è fatto domande sul futuro dell’ italia. giornalisticamente, le cose che dice fanno vendere più copie. poi: a sinistra è molto stimato e rispettato. mi chiedo: è lui improvvisamente di sinistra o loro in evidente crisi di idee e creatività politica ? ancora: ha senso parlare di destra e di sinistra? io uso questi termini per comodità ma la realtà è che siamo in un mondo post-ideologico e il tuo giornale ha la sensibilità di coglierlo e darne conto.
la letteratura, la musica e in generale le culture alternative sono di sinistra? non credo, ma difficilmente produciamo fatti culturali nuovi e diversi se ci presentiamo con un capppello, la girandola e la scritta la scritta”destra nazionale”. mi pare un discorso così vecchio da risultarmi incomprensibile.
la mannoia avrebbe dovuto fare un’analisi impietosa del suo pd, altrimenti la provocazione su fini lascia il tempo che trova perchè chiede agli altri quello che prima deve essere fatto in casa propria. fini cioè compie un pecorso coraggioso che franceschini e bersani si sognano. le loro parole d’ordine sono bolse, tristi, uguali, protette dal rassicurante anti-berlusconismo che non fa mai male. br
Daniele Maoddi
Il fatto che la lettera di Fiorella Mannoia sia stata lo spunto più discusso e cliccato degli ultimi giorni ha un preciso significato: resiste ancora un senso di soggezione di una parte della destra pensante e con essa intendo riferirmi all’area Campi-Perina-Mellone (Fini) nei confronti di una certa sinistra intellettuale, chiamiamola radical-chic o salottiera, un senso quasi di invidia del tipo “quasi quasi li invidiamo perchè loro pensano e sono autorevoli mentre noi pensiamo e non riusciamo ad essere autorevoli”. Leggo sempre con attenzione il nuovo Secolo e seguo con interesse le lungimiranti teorie di Alessandro Campi sulla via della destra futura però non riesco a rimanere folgorato su quella via. Come me credo tanti osservatori di ciò che si muove sul fronte destro della politica italiana.
Credo che per acquistare autorevolezza un pensiero minoritario non debba per forza inseguire altri pensieri. Non credo che la via della destra futura capace di folgorare l’italiano medio sia quella liberal e in qualche modo radical chic, un tantino snob.
A meno che l’intento non sia quello di ottenere il proprio balconcino intellettuale da cui esternare a una ristretta elite. Ma questo poco avrebbe a che fare con la costruzione di una moderna destra di governo.
Insomma per intenderci: Giuliano Ferrara e il circolo culturale che ruota intorno al Foglio, elitari, di nicchia, riescono a intercettare la pancia dell’italiano ma anche la mente.
La via campiana-periniana cerca di far innamorare solo la mente.
Ma si vive anche con la pancia, non solo di mente.
Nella vita di tutti i giorni ma anche nella politica.
kouros
a proposito del “Giornale”
http://mazzetta.splinder.com/post/21613185#comment
salvatore tedde
on.le murgia, non penso lei abbandoni con leggerezza i buoni propositi mattinieri; d’altronde, se così fosse, non avrebbe messo in piazza (nel suo blog) la scazzottata continua che ormai è in corso fra fini e berlusconi da tempo e che, per interposta persona, si consuma ogni giorno attraverso i fedelissimi e la guardia scelta di ciascuno dei due – giornali di proprietà e riferimento inclusi;
non credo che ad un medio militante del centro destra questa separazione in casa piaccia molto, soprattutto quando, come nel caso di specie, alla separazione in casa conclamata e sotto gli occhi di tutti, corrisponde, per fini e coloro che la pensano come lui, il dover assistere alle continue pomiciate tra berlusconi e la nuova fiamma rappresentata da bossi e dalla lega (mi perdoni GGGS ma il suo avatar… non c’entra; è solo una coincidenza!).
ecco, la sua reazione, diciamo spropositata rispetto ai contenuti ed ai toni della lettera della mannoia, secondo me è dettata più da questo fastidio che da altro. cosa ha scritto la mannoia di tanto offensivo verso milioni di italiani che votano centrodestra? nulla, e lo conferma lei stesso quando definisce la lettera stucchevole…; copio/incollo dalla lettera della mannoia: “e che, come noi, è stanco di questo populismo da quattro soldi, di questa retorica da bar, di questo senso dell’umorismo da caserma, di questo clima di intolleranza e di violenza che si respira, di questa decadenza culturale, etica, storica”;
non facciamo gli struzzi; è chiarissimo l’identikit del modus di interpretare la destra da parte di berlusconi; è la fotografia di berlusconi e del suo essere di destra nell’italia di oggi; son convinto che sono le stess cose che – dentro di sè – pensa anche gianfranco fini ed una nutrita schiera di uomini e donne non di un’altra destra… ma di una destra “altra”; quella che – ingenuamente, questo sì… come una sinistra altrettanto altra – invoca, dicendolo chiaramente, la mannoia. è lo sguardo del bambino onorevole murgia, non di chi pretende di avete “titoli e dare patenti”; anche lei al mattino ha lo sguardo del bambino e vede il re nudo; e prova anche a scriverlo, ogni tanto su questo blog.
e infatti scrive che anche lei vorrebbe che “le cose cambiassero dalle sue/vostre parti”; e che tanti cittadini condividessero “le novità politico-culturali”; insomma, a parte i giochi di parole, aspirerebbe anche lei a ciò che la mannoia chiede a fini o no?
e non cambia nemmeno il finale…; infatti, anche lei (con evidente scarso entusiasmo), accetta che “oggi, e lo verifico continuamente, vince berlusconi”; se non è rassegnato, manca poco.
concludo con una punta di malizia: non è che un buon 80% di ciò che la mannoia chiede a fini è ciò che – se poteste – scrivereste anche voi?
con interesse e curiosità.
Salvatore Tedde
Giorgio Giovanni Gaias
«Ebbene sì, ci siamo. Oggi si costituirà all’Ars il Pdl-Sicilia. È davvero il passo decisivo, un passo verso la schiarita definitiva all’interno del partito siciliano, che oggi, più che un partito, è una torre di babele, dove leader e leaderotti parlano, ognuno, un linguaggio politico differente; dove regna l’incoerenza di coloro che sventolano la bandiera della semplificazione politica, ma non si preoccupano di attaccare a piè sospinto un governo dove siedono anche assessori di loro riferimento». A sancire il definitivo strappo di Gianfranco Miccichè sono poche righe scritte dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sul suo blog. Il nuovo gruppo all’Ars sarà presentato martedì alle 11 nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana. Incontreranno i giornalisti, con Miccichè, i parlamentari nazionali del Pdl Fabio Granata e Dore Misuraca. Saranno presenti, inoltre, i parlamentari regionali che entreranno a far parte del nuovo gruppo e diversi parlamentari nazionali tra cui Pippo Fallica, Nino Lo Presti, Ugo Grimaldi, Nino Minardo e Francesco Stagno d’Alcontres. «È da qui, cioè dalla coerenza dei comportamenti – scrive Miccichè sul blog- che deve cominciare quel processo, senza dubbio virtuoso, di semplificazione della politica ed è da qui, dalla nostra esigenza di coerenza, che nasce il gruppo del Pdl-Sicilia: perché la gente rischia di non capirci più nulla». «A me interessa – prosegue – che la gente sappia che c’è una parte consistente, anzi maggioritaria, del Pdl siciliano che, pur mantenendosi fedele al progetto Berlusconi, sente il bisogno di distinguersi da una gestione del partito che è da definire ribelle, perchè assolutamente antitetica ai valori di coerenza, lealtà, libertà e capacità che Berlusconi portò con sè, quando decise di scendere in campo e fondare Forza Italia».
O Bruno a quando quello Sardo???