Entries from: novembre 2009

Lo sviluppo della Sardegna centrale

Nuoro, 30 nov. – La Confindustria della Sardegna centrale chiede un impegno preciso a parlamentari e consiglieri regionali del territorio. I politici che hanno accolto l’invito – il deputato Bruno Murgia e i consiglieri Pietro Pittalis, Giuseppe Luigi Cucca, Roberto Capelli, Silvestro Ladu e Giovanni Mariani – ipotizzano un percorso che possa agevolare l’utilizzo di risorse disponibili quali quelle della programmazione negoziata. Da qui la proposta di un tavolo tecnico assieme agli assessori regionali all’Industria e alla Programmazione che possa individuare una sorta di percorso preferenziale e soprattutto facilitare l’assegnazione e la spendita delle risorse.

L’obiettivo di Confindustria – come hanno spiegato Salvatore Nieddu e Roberto Bornioli – e’ finanziare il progetto Fenice presentato nelle scorse settimane ai sindacati, che riunisce trentotto proposte, 34 piccole e medie imprese, quattro grandi imprese per un investimento complessivo di poco inferiore ai 143 milioni e mezzo di euro E un totale di circa 400 addetti. In discussione anche la questione Equypolimers, azienda della multinazionale DOW Chemical che si appresta a lasciare l’area industriale di Ottana e che nonostante la decisione di vendere gli impianti per la produzione del PET, ha intascato l’ultima tranche del finanziamento pubblico, pari a tredici milioni di euro.

Murgia ha chiesto chiarimenti al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e ha annunciato un’iniziativa che potrebbe formalizzarsi in un emendamento alla Finanziaria per la verifica della spesa e dell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate negli ultimi anni alla Sardegna Centrale. (AGI)

Pausa pranzo, pausa cazzotti, pausa Murdoch, pausa insulti

1. Pausa pranzo. Rotondi dice che è una cattiva abitudine, secondo me è un’abitudine tutta italiana. L’idea che si possa migliorare la produttività con questi annunci un po’ mi solletica… sono più d’accordo col presidente Napolitano: basta con gli annunci, passare ai fatti per quanto riguarda gli investimenti sulla ricerca. Maggiore ricerca, più produttività e ricchezza. E’ scontato.

2. Nella lite tra Brunetta e Tremonti io sto con il Governo, che deve lavorare, anche se condivido, ultimamente, più le uscite di Brunetta. Ha fatto bene Berlusconi a richiamarli, in qualche modo. C’è sempre tempo per mettere in moto il cambiamento e dare al paese un governo che possa far bene anche oltre la crisi. Gestita l’emergenza è l’0ra di ripartire. Con Tremonti e con Brunetta.

3. Murdoch e i vecchi giornali combattono una battaglia di retroguardia. Non si vogliono arrendere al fatto che il loro modello storico di business è superato. Il presunto accordo con Microsoft è senza senso: sarebbe come se l’inventore delle carrozze tentasse un ultimo diperato accordo con il maniscalco, per respingere l’invenzione di Henry Ford, e mettere in strada cavalli più veloci.

4. Si a Balotelli in nazionale. Ma semplicemente perchè è l’attaccante italiano più talentuoso e con maggiori prospettive, molto meglio di Amauri. Non certo perchè è di colore: altrimenti siamo al razzismo al contrario. Detto questo, non si può accettare questo andazzo nelle curve. Il ragazzo è italiano ed è il simbolo di un’Italia che ha una nuova identità. Balotelli sta all’Italia, come Joe di Maggio stava agli Stati Uniti.

Scusate

Per la momentanea interruzione. Ci sentiamo prestissimo.

Repubblica contro Comincioli

Raramente un articolo mi è parso così poco informato, anche sulle – apparenti -banalità. Giuseppe Cossiga non era a Olbia. La strada da fare è la Olbia-Sassari e non la Olbia-Cagliari. Immaginiamoci tutto il resto.

Il Pdl sardo in rivolta contro zio Romy ‘l’asino’ del Cavaliere (Alberto Statera per Repubblica)

Da Soave, nei pressi del lago di Garda, fino a Olbia, sul mare della Costa Smeralda, tira un maestrale teso nelle province dell’impero berlusconiano. Mentre sabato scorso nel castello di Borgo Rocca Sveva, noto per un superbo Amarone, si riunivano i deputati e gli altri dignitari del Pdl che promettono sfracelli se Giancarlo Galan non otterrà la ricandidatura a governatore del Veneto, a pochi chilometri dal castello del leader a Punta Lada si riunivano gli “autoconvocati” sardi.

Tra loro, non solo l’ex presidente regionale Mauro Pili e il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, ma soprattutto un pezzo da novanta come Beppe Pisanu, pars magna della “Banda dei quattro” all’epoca della segreteria dc di Zaccagnini ed ex ministro dell’Interno nei precedenti governi Berlusconi.

Convocati dal senatore Fedele Sanciu, i congiurati galluresi protestano contro il “cagliaricentrismo” della giunta regionale. Il governatore Ugo Cappellacci è accusato di aver abbandonato al suo destino il centronord dell’isola, con la sua crisi industriale, la disoccupazione, la strada Olbia-Cagliari priva di finanziamenti e le macerie del G8 virtuale alla Maddalena, che non si sa ancora se potrà ospitare uno dei casinò voluti dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla nell’albergo inutilmente realizzato nell’ex Arsenale di proprietà della presidente della Confindustria Emma Marcegaglia.

Ma il vero obiettivo dei quasi ribelli galluresi è in realtà Romano Comincioli, che si comporta da vicerè, dettando l’agenda a Cappellacci e alla sua giunta. Quando il suo antico compagno di scuola, che in famiglia chiamano zio Romy, fu eletto in parlamento Berlusconi commentò: “Sono meglio di Caligola, ho fatto senatore il mio asino”. Fu zio Romy che fece scoprire la Sardegna al palazzinaro futuro premier e che con il faccendiere Flavio Carboni comprò negli anni Ottanta le aree su cui avrebbe dovuto sorgere Olbia2. Ciò che lo portò in contatto con la banda della Magliana e che gli procurò una delle tante vicende processuali da cui fortunosamente è uscito indenne.

Fu ancora lui l’anno scorso a imporre la candidatura a presidente della regione di Cappellacci, figlio del suo amico commercialista che curò tutti i primi affari berlusconiani nell’isola. Candidatura varata contro il parere di Pisanu che avrebbe voluto in quel posto il sindaco di Cagliari Emilio Floris, boss della sanità privata. Non solo il sassarese Pisanu non ebbe Floris, ma vide via via scemare il suo potere: pochi posti in regione, meno ancora nel sottogoverno, un rapporto sempre meno intenso col capo ad Arcore, che ogni tanto ha degli innamoramenti, ma poi conta sui soliti vecchi pretoriani che lo seguono fin dall’epoca palazzinara.

Ora l’intrepido senatore Sanciu, nativo di Buddusò, accusato di voler creare una corrente nel Pdl sardo, deve scontare l’ironia sul suo cognome, che ne ha subito fatto “Sanciu Panza”, epigono dello scudiero di don Chisciotte. E sul cavaliere errante Pisanu, nonostante le dichiarazioni di fedeltà, grava l’ombra del sospetto di cavalcare verso il nuovo Grande centro.

Giovani e no

L’aspetto più interessante della candidatura di D’Alema a mister Pesc, secondo me, è l’età di uno dei suoi avversari più credibili: David Miliband. Lui e David Cameron sono quasi coetanei,rispettivamente del 1965 e del 1966. Massimo D’Alema è stato già presidente del consiglio,uomo di grande esperienza (poteva diventare il più giovane capo di Stato italiano, e quello sarebbe stato un bel segnale, oggettivamente), ma ha 60 anni, anche se magari ne dimostra meno, e una carriera spesa a vorrei essere ma non posso, con il gusto del kingmaking molto accentuato.

Il problema della società italiane e in genere di quella europea (escludendo la Gran Bretagna, che vive in una cultura e società tutta propria) è quello dell’eccessiva burocratizzazione della politica. Esistono uomini per tutte le stagioni, politici specializzati, apparati di partito che dominano sui popoli. Il rovescio della medaglia della società aperta è che si creano molti centri di interesse e di potere, che tendono a cristallizzare le proprie posizioni, mantenendo in piedi una politica di facciata, non dei popoli, ma degli apparati, che sono legati a doppio filo con le burocrazie e i gruppi di interesse.

Per modernizzare ulteriormente la società capitalistica serve secondo me, oltre a un’iniezione di cervelli freschi e nuove idee, una rielaborazione del ruolo dei partiti. Io non so se possa funzionare il modello del partito americano o se dobbiamo formulare una evoluzione del modello del partito (di massa) europeo. So solo che bisogna cambiare, evitando di rifugiarsi nel classico “largo ai giovani”, che a volte  è un pretesto per cooptare i parenti e gli amici e i figli di all’interno del partito. Maggiore trasparenza, più partecipazione, più idee e dibattiti: ormai avviene raramente.

Consumi

Libri che ho sul comodino: Jeffrey Deaver, I corpi lasciati indietro. Riccardo Bocca,Gli anni feroci. Niccolò Ammaniti,Che la festa cominci. Poi comprerò Baricco che mi piace di più come giornalista e saggista. Infine, Simon Anholt, l’identità competitiva.

Sull’ I pod: Gaslight Anthem ( benedetti da Springsteen ), Julian Casablancas ( ex Strokes) e i redivivi, magnifici Prefab Sprout.

Una domenica non proprio tranquilla

1)Ieri sono stato al convegno di Olbia, organizzato da Sanciu e Nizzi. Una giornata intensa di lavori con decine di interventi, conclusi da Beppe Pisanu. Nel mio intervento ho rilanciato l’idea del Pdl sardo federato con Roma verso la formazione di un grande e moderno partito dell’ autonomia con regole proprie e con una vita democratica e con chiare opzioni politiche al proprio interno. Ho insistito su turismo e cultura e sulla necessità di avere un altro rappresentante al governo come-per esempio- Beppe Pisanu. Ho detto che è giusto sostenere Cappellacci con un’azione che coinvolga il popolo su tutte le vertenze perchè i nostri rivali della Lega e della Sicilia sono molto agguerriti. E sul tema della interconnessione dei sardi ho ricordato il Villaggio elettronico di Michelangelo Pira, profetico intellettuale. E poichè il mio intervento ha cercato di guardare al futuro evitando la polemica rozza e inutile  i quotidiani sardi l’hanno snobbato. Sulla Nuova neanche una riga, a proposito di informazione. Che ne pensa il bravo direttore Del Re ? (Intanto i sardisti rilanciano sul tema dell’indipendenza dell’Isola che-come è facile prevedere- non si otterrà mai).

2)La Gelmini e-parrebbe-Tremonti assicurano che finanziamenti destinati dalla Finanziaria 2007 all’assunzione dei giovani ricercatori universitari non andranno persi. Entro due settimane verrà emanato un decreto ministeriale che trasferirà l’intera cifra alle università. Per fortuna, altrimenti sarebbe stata una vera e propria porcata.

3) E a proposito di schifose porcate, piano piano la verità viene fuori: il povero Stefano Cucchi -secondo un super testimone- venne ammazzato di botte in carcere. Figo no, fare i duri con un derelitto?

4)Non è un paese per giovani? La pensa così anche l’ allenatore dell’ Inter Mourinho. In un intervista, successivamente smentita, dice che in Italia non è possibile un progetto stabile volto al ringiovanimento del calcio e del modo di lavorare.

5)Berlusconi ha siglato la pace con Storace. Il Pdl e La Destra andranno insieme alle regionali e alle amministrative. Personalmente mi fa molto piacere.

Guerra tra bande (strette)

In questi giorni è divampata la polemica per il mancato finanziamento del progetto banda larga. E’ inutile dire che i motivi esposti dal governo, nonostante le critiche dall’interno, sono abbastanza plausibili: il terremoto ha rappresentato un’emergenza nell’emergenza, ma ritengo che la scelta sia un po’ miope, com’è nella tradizione italiana.

Le opinioni sulla rete non sono contrastanti, c’è molta critica su questo punto: chiudere un rubinetto come quello, che secondo lo stesso governo avrebbe generato un indotto del valore di 1.6 miliardi di euro, è profondamente sbagliato. In più ci muoviamo nella solita logica italiana, che accomuna opposizione e governo, che sfronda i rami ritenuti non necessari solo perchè ritenuti non immediatamente produttivi (e quindi – a torto – una spesa da evitare). E’ anche inutile aggiungere che da noi internet viaggia molto lentamente e giusto il wi-fi ha attenuato un po’ la sensazione di trovarci in un paese preistorico, a livello digitale.

Un articolo odierno sull’Unione Sarda mette in luce che la Sardegna è più avanti tra le regioni del meridione, ma questo avviene per le utenze private: molte adsl in casa, poche imprese sul web. E naturalmente questo è anche il panorama nazionale, sembra che ancora non si intuisca l’importanza della rete come fattore economico (ha un impatto notevole sull’abbattimento dei costi e sulla velocità delle operazioni, oltre a dare visibilità a chiunque).

Che la partita sia  grossa lo dimostra la guerra ingaggiata da Rupert Murdoch contro Google, per il controllo delle informazioni. Ho chiesto a un esperto di motori di ricerca cosa ne pensasse e la sua risposta è stata abbastanza lapidaria: “Murdoch tenta di creare un concerto, un fronte unico degli editori per contrastare Google. Il motivo è semplice: Google facilita l’accesso ai contenuti prodotti dagli altri. La domanda è: chi può vivere senza chi? Senza i giornali principali Google News sarebbe un aggregatore privo di valore, ma senza l’accesso fornito da Google i giornali perderebbero visite e introiti pubblicitari. Google è guardato con sospetto perché fornisce contenuti in maniera gratuita, ma fintanto che il Wall Street Journal sarà distribuito gratuitamente in rete, Google non potrà far altro che metterlo a disposizone. La battaglia di Murdoch è un po’ contro la filosofia globale del web che si è affermata in questi anni. Anche se un fondo di ragionevolezza potrebbe esserci, quando imputano a Google – sotto traccia – di diffondere materiale riservato su altre fonti (esempio i blog che scopiazzano gli articoli dei giornali)”.

Non so se si ponga una questione sul modello di informazione e giornalismo, in quanto Murdoch non solleva questo punto. I giornali per stare sul web devono adeguarsi alle leggi non scritte sul web. La credenza che tutto sia grauito e facile da ottenere è abbastanza ridicola, sul web, come in altri settori più tradizionali, la qualità si fa pagare e viene normalmente pagata. Neanche il blog più autorevole può pensare di apparire qualitativamente superiore al WSJ o al Los Angeles Times.

Di sicuro c’è che il web è in grado di scardinare il messaggio politico, di vivisezionarlo, così come di veicolare nuovi formati pubblicitari. Il pensiero che l’Italia debba stare sempre dietro non è molto confortante.

Accade nell’Isola (dei Famosi)

1) Alla fine, come anticipato da molti organi di stampa, e nonostante alcune interrogazioni parlamentari bizzarre, Grazianeddu Mesina andrà all’Isola dei Famosi. Vediamo come se la caverà. Compagni d’avventura dovrebbero essere Pamela Prati, Loredana Lecciso e il principino Emanuele Filiberto. Qualità della tv? Beh, lasciamo stare, ma sono pronto a scommettere su ascolti stellari.

2) Il presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu sarà al convegno di Olbia di sabato organizzato da Fedele Sanciu. Pisanu ha dichiarato di andare per “discutere e certamente non per iscriversi ad una qualche corrente interna. Tantomento per mettere in difficoltà Cappellacci”. Sarebbe folle, aggiungo io. Mi riconosco in queste parole.

3) Super lavoro per Ugo Cappellacci. Ieri sul silos dell’Alcoa a 60 metri per parlare con gli operai in protesta, oggi sulle pagine importanti del Foglio di Giuliano Ferrara con un pezzo sulle nuove cortine di ferro, dopo l’assurda sentenza della Corte di Strasburgo che vieta il crocifisso nelle aule scolastiche.

UPDATE. Alla Maddalena la Louis Vuitton Cup.

Sette studenti sardi al master in “Urban Strategies”

(ANSA) – CAGLIARI, 11 NOV – Sono sette gli studenti sardi che parteciperanno al nuovo master in ‘Urban strategies’ che mette a disposizioni 15 posti per analizzare l’area metropolitana di Cagliari. Il via al corso universitario e’ stato dato dall’incontro di ieri fra il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, l’assessore regionale degli Enti Locali, Gabriele Asunis, ed il promotore del master, Wolf Prix, direttore del Dipartimento di Architettura dell’Universita’ delle arti apllicative di Vienna.

I principali obiettivi del master, illustrati oggi in una conferenza stampa, riguardano la progettazione urbana improntata allo sviluppo della sostenibilita’ e la massimazione dell’utilizzo delle risorse naturali per la promozione di energie alternative: sole, vento e acqua. Il corso si articola secondo un diverso tema che sara’ proposto ogni anno e dara’ le basi al supporto che la Regione vuole dare ai singoli Comuni nella progettazione della pianificazione comunale ed intercomunale. L’Universita’ di Cagliari, con la direzione del Dipartimento di Architettura della facolta’ (Darch) ha aderito all’accordo che prevede uno scambio di ricerche multidisciplinari svolte in parallelo alle attivita’ dell’istituto viennese

Cosa ve ne pare? Che idee avete in merito a questi progetti (non siate distruttivi, non si parla di Berlusconi qui). La mia opinione ? La strada da percorrere è esattamente questa.