Mesina con Lucarelli, un'immagine che parla più di molte parole

Mesina con Lucarelli, un'immagine che parla più di molte parole

Graziano Mesina forse andrà all’Isola dei Famosi, uno dei programmi più trash dell’ultimo decennio. E allora? La notizia può destare scalpore, ma non deve scandalizzare.

Per me Grazianeddu non è un eroe e nemmeno un anti-eroe. Non mi è mai piaciuta quella lettura indulgente del banditismo che diventa nostalgico e figlio della dura terra, espressione del riscatto di una terra malandata. Non mi interessano molto le spiegazioni sociologiche, che specie a sinistra trovano modo di esaltare il cosiddetto brodo di coltura. Trovo il sequestro di persona un reato ripugnante, da punire sempre con l’ergastolo.

Non conosco personalmente il bandito più famoso della Sardegna, non ho il suo mito. Penso che il banditismo abbia prodotto danni irreparabili sulla cultura, la società e l’economia della nostra terra. Detto ciò: Mesina non è andato come i terroristi, i compagni che sbagliano, in tv a fare la morale, a dare spiegazioni e a giudicare. Ha scontato decine e decine di anni di carcere, infine ha ottenuto la grazia da Ciampi. Non mi pare abbia avuto l’ardire di impartirci qualche lezione. Ha pagato e ha diritto di fare ciò che crede della sua vita.

Un giudizio a parte merita la qualità della nostra televisione di stato (della nostra tv in generale, visto che l’Isola è perlomeno il programma migliore dei vari reality spacciati dalla tv generalista), che ha bisogno di personaggi con una storia, data l’impossibilità creativa di crearne di nuove. Quanta fatica deve costare agli autori scrivere nuovi programmi? Il format ha distrutto la creatività. Gli autori di oggi sono dei copioni, degli arruffoni, dei disperati che hanno bisogno di un signore anziano, con un passato alle spalle… sperando che qualche volta si incazzi e ostenti un po’ del suo caratteraccio, se ancora ne ha voglia. La televisione italiana è un tritatutto che mette insieme vittime e carnefici, eroi ed anti-eroi, donne finte e donne rifatte… en passant c’è pure qualche cervello, ma bisogna veramente sforzarsi per beccarlo.

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