Mi occorre qualche risposta
Ragazzi, lo confesso: mi perdo un po’e ho bisogno di consigli.
1) Andare in piazza o no a difesa di Berlusconi? Oppure rilanciare con l’attività di governo e con le riforme ? Non sarebbe meglio rispondere agli attacchi con la politica e poi fare una grande manifestazione a gennaio quando, si spera, le acque saranno più calme?
2) Sul Secolo di oggi l’uscita del libro di Giuliano Compagno dal titolo Memorie di parte offe lo spunto per mettere in contrapposizione due generazioni: la nostra e quella dei nostri padri. Superati i quarant’anni si comincia a essere meno giovanilistici e più riflessivi: forse loro erano effettivamente migliori di noi. O no?
3) Ieri all’Infedele di Lerner il direttore del Corriere De Bortoli e Scalfari si sono affrontati con il sorriso tra le labbra ma dicendosi cose durissime. Il problema in Italia non è la libertà di stampa, figuriamoci,ma la dubbia qualità del nostro giornalismo. Fate un esperimento: non comprate quotidiani per un paio di giorni. Sarete di sicuro più sereni e non ci avrete perso niente.
Comments
Antoni su Longu
Non leggo quotidiani da 7 gg e non ho crisi d’astinenza. Manifestare in Piazza? Meglio mettersi a lavorare. A l’Aquila questa settimana si prevedono temperature vicine allo zero, speriamo che tutti possano trascorrere questi giorni al caldo.
anto
Beh, messa così allora rispondo e scrivo. Parto da lontano, ovvero da qualche post fa, da quello a commento della bocciatura del lodo Alfano. Leggo questo blog da un po’ di tempo. Prima saltuariamente, ora un po’ più assiduamente. Non sono di questo colore politico, ma trovo che questo “luogo” sia particolarmente stimolante. C’è critica e autocritica, e soprattutto traspare una lucida interpretazione della realtà politica e sociale italiana. Insomma apprezzo questo blog e stimo il suo curatore.
Spero che la mia dichiarazione di parte non svilisca agli occhi di chi legge le mie osservazioni.
Nel post a commento della bocciatura del Lodo Alfano si evocavano oscuri poteri occulti alla base di un’operazione eversiva che mirava a sovvertire il voto degli italiani, anzi il voto del popolo, anzi a destituire dalla sua carica il presidente del consiglio eletto dal popolo.
Le parole non sono precise, ma il succo del discorso era questo. In quel post c’era tutto il problema italiano di questi mesi.
In primo luogo i poteri occulti non sono un buon mandante, sono occulti, dunque non si fanno vedere, e poi li tiran fuori tutti a prescindere dal colore politico. Diffido delle teorie del complotto di qualsiasi genere. I poteri occulti o forti sarebbero anche molto capricciosi non accontentandosi mai e soprattutto se fossero talmente forti non avrebbero bisogno di questi giochetti per ribadire il loro potere…sarebbero appunto occulti.
In secondo luogo, la bocciatura del Lodo Alfano non significa niente, non mette in pericolo un bel nulla. Il Presidente del Consiglio dovrebbe semplicemente affrontare un processo. Le istituzioni non sono in pericolo.
In terzo luogo, il Presidente del Consiglio non è stato eletto dal popolo. I cittadini (mi piace molto di più di popolo) hanno scelto di appoggiare un partito all’interno della coalizione e solo dopo c’è stata la designazione a Presidente del Consiglio. Vale a dire che la vera legittimità è del Pdl, non di Berlusconi. Non c’è, nelle elezioni politiche, il voto di preferenza, è stato abolito perchè produceva una serie di disfunzioni politiche e sociali non indifferenti e per inciso anche l’immunità parlamentare è stata abolita per gli stessi motivi.
Allora mi chiedo, perchè questa maggioranza dovrebbe stracciarsi le vesti e gridare alla congiura eversiva? Addirittura andare in piazza? Onorevole dice bene, forse è il caso di lavorare, o meglio governare. L’idea di avviare riforme in senso presidenzialista mi sembra altrettanto rischiosa. Mi ricorda quella canzone di De Andrè – Rimini- “per un triste re cattolico ho inventato un regno e lui lo ha macellato”. Lì è Colombo che parla, ma qui, ora? Per inseguire e perpetuare una politica personale, personalistica e personalizzata volete schiacciare la fiducia che i VOSTRI elettori hanno dato al VOSTRO partito? A me questa sembra un’inversione democratica, una degenerazione.
Riforma presidenzialista? In un sistema come quello italiano, che i costituenti hanno scelto di impostare in altro modo?, e non è che la costituzione sia un testo sacro, ma non si usa l’ingegneria costituzionale per dipingere il mondo a propria immagine e somiglianza. Bon mi bocciano il lodo alfano, allora faccio l’immunità, cambio i tempi per la prescrizione e ribalto la forma di governo. E la legge elettorale? Impianto proporzionale, ma anche un po’ maggioritario. Volete il bipolarismo, ma poi state attaccati a un partito che è radicato localmente in una zona del paese e che rappresenta solo l’8% degli italiani – e considero solo le elezioni politiche, perchè dei sondaggi, dei risultati delle elezioni amministrative ed europee me ne frego lì intervengono altre logiche nella scelta di voto. Ad esempio, la possibilità di esprimere una preferenza.
Io non capisco perchè lei onorevole e la sua destra non riuscite ad emanciparvi da questa cosa che non è destra. Ha ragione a chiedersi se sia opportuno fare una manifestazione a sostegno di Berlusconi. Ma non sull’opportunità sul merito si deve interrogare. Ha senso? Ha senso per il paese? Ha senso per voi?
Sotto attacco stampa, se vi piace chiamarlo così, c’è Berlusconi, che per inciso probabilmente trae davvero giovamento da queste vicende. Nel senso che il voto dei suoi sostenitori si rafforza e radicalizza, ma ripeto è un’appartenenza riferita al leader, al suo indubbio carisma. E il partito? Dov’è? Credo che se questa situazione danneggiasse Berlusconi probabilmente abbasserebbe i toni e riporterebbe la discussione su un livello più accettabile.
Non penso che questa classe politica sia tanto peggiore di quella dei padri. Semplicemente la socializzazione è differente. Loro venivano dalla guerra, noi da cosa arriviamo, io avevo 8 anni quando è caduto il muro di Berlino, avvertivo l’importanza dell’evento, ma ero convinta che non fosse possibile dividere una città in due parti. Pensavo fosse una bugia di mio babbo per farmi impressione. Qualche giorno fa sono andata a una mostra fotografica per il ventennale della caduta del muro e ho pianto. In parte per le immagini, per lo strazio, ma anche perchè mi sono resa conto della pochezza sociale e politica che ho vissuto io. Mi sono socializzata alla politica molto presto, ma quando ho iniziato a capire qualcosa lanciavano le monetine a Craxi e mi rendevo conto che non era niente di buono. Non so dire se i padri fosseromeglio o peggio, erano diverse le strutture. Ma quelle strutture oggi non servirebbero a nulla. E’ tardi per ricostruirle. I partiti erano luoghi di formazione politica, ora non mi sembra. Ora c’è un grande professionalismo, una grande competenza tecnica dal punto di vista comunicativo, grande personalizzazione, manca la dimensione collettiva. Quella i padri l’avevano.
Su Lerner, non l’ho mai amato troppo. Ma queste puntate sono interessanti. Tuttavia la soluzione per far tacere queste polemiche su corpo della donna, velinismo, escortismo, daddarianismo etc etc ci sarebbe: basterebbe mostrare quanto è ridicolo questo uso del corpo, ad esempio accostando a delle belle signore di una certa età, intelligenti, dei bei ragazzi (max 22 anni) a ballare e cantare, o anche a non dire nulla. Bella scena ridicola. Stop. Ah, non sono femminista e penso che ognuno del proprio corpo fa un po’ ciò che vuole, senza scadere nella volgarità, nel senso che se andassi in giro conciata come una velina arrivata in fondo alla via probabilmente la polizia mi arresterebbe. Ma vabbè.
Mi rendo conto di aver scritto un poema, sorry, montava da giorni e quindi ci sta che ora sia così lungo. Non rileggo, per cui perdonate i refusi.
p.s. per la battuta sull’università, anche lì basta sparare alla croce rossa. Non ha senso. Oppure iniziamo con i luoghi comuni sul parlamento. L?università non è un bel posto, ma ci sono posti dove la gente si spacca la schiena e magari passa le notti insonni a scrivere ed elaborare dati che voi leggete su tabelle.
Ci vuole il rispetto per il lavoro altrui e queste polemiche sterili sulla pubblica amministrazione, sull’università, sulla scuola, sulla sanità producono una rabbia sorda che si traduce in scarso rispetto per il lavoro altrui. E poi nel merito del link: fino a un po’ di tempo fa anche i corpi di polizia potevano accedere con facilitazioni alle lauree in scienze politiche integrando pochi esami, per cui poliziotti si e sindacalisti no? Sprechi no, però le sedi gemmate dell’università sotto casa mia si? Penso che il problema dell’università sia legato al fatto che è diventata di massa. Si è semplificata, con l’unico risultato che effettivamente l’offerta formativa è più scadente rispetto al passato, si sono creati dei percorsi agevolati per chi non ha voglia di studiare, ma c’è ancora la possibilità di studiare e imparare seriamente.
fine davvero
Bruno
>antoni, con poche parole dici che ci vuole politica molto, molto concreta
>anto, titolerei il tuo commento così: Il caso italiano. un saluto. br
anto
Non meno il can per l’aia, parlar soglio laconico…
Bruno
>anto, ma infatti l’ analisi contenuta nel tuo commento offre spunti interessanti per leggere la nostra (difficile) realtà italiana. br
Maralai
on.le murgia, al mio blog pane per i denti del rappresentante del Popolo Sovrano. in Iran fanno sul serio.
saluti
mn
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L’Iran del boia e l’Europa dei silenzi. (qui manca la foto terrificante)
Impiccagioni pubbliche in Iran
Ripropongo questo mio post del 10 del c.m.; lo ripropongo perchè le autorità politiche italiane diano corso alle più decise rimostranze contro il regime così schifoso dell’Iran; lo ripropongo perchè democrazia e le libertà dell’Occidente, dell’Italia e dell’Europa, spirino verso la …continua http://www.maralai.ilcannocchiale.it
Giorgio Giovanni Gaias
>Bruno io dico che ci vuole politica ma politica vera quella che i nostri padri facevano poi padri nonni stessa minestra.. in due righe ti ho risp a due domande =)
Sui giornali ne consiglio uno molto leggero il Foglio..
Giorgio Giovanni Gaias
>Bru fai gli auguri a Claudia da parte mia che non mi ristrovo più il suo num di cel =)
Watergate
ciao Bruno
1) Secondo me chi governa parla con i fatti, non deve scendere in piazza. Giusto nelle dittature scende in piazza chi Governa, per mostrare i muscoli. Infatti, credo che se ne siano resi conto… l’autogol è dietro l’angolo.
2) La qualità della politica è sempre deteriore, agli occhi dei padri. Soprattutto quella dei figli. Non a caso l’Età di Saturno precede tutte le peggiori età successivo. E’ un topos letterario che “prima si stava meglio”. Il problema è che l’allargamento dei media, la loro influenza sulla vita quotidiana, l’invadenza della politica tendono ad alzare il volume delle discussioni. E prestando l’orecchio ci si rende conto che l’80% di esse sono inutili e volgari. Ma non è che prima non lo fossero. E’ che c’era minor esigenze di divulgarle.
3) C’è un problema di concentrazioni editoriali però. I giornalisti obbediscono agli editori, che sono 3-4 tra i quali anche il Presidente del Consiglio. Molti dei giornali di contorno, che fanno da palestra per una professione che dovrebbe riconquistare la dignità, sono scritti da precari ai quali è stato raccomandato di laurearsi triennalmente in scienza delle Merendine, che andava bene… futuro assicurato. L’Italia è un paese a scarsissima libertà di stampa, ma non per la particolare posizione di Berlusconi, ma per la particolare condizione dei giornalisti rispetto a tutti gli editori, che sono, di dritto o di rovescio, i principali esponenti del mondo economico e finanziario, alleati dei grandi gruppi bancari. Chi ha soldi ha potere. Chi ha potere ha l’informazione in mano. E questa viene piegata agli interessi degli editori, politici ed economici, di destra e di sinistra.
Enzo Cumpostu, Nuoro
Trnaquillo, non compro mai quotidiani… :-)))