Nucleare: Il futuro del paese
In questi giorni il Governo ha deciso che sarà il 2010 l’anno della scelta per i siti sulle centrali nucleari. La prima centrale dovrebbe essere battezzata nel 2020, una data che è un obbiettivo anche per l’ENEL, che lavora in società con i Francesi.
Io penso però che i fatti di questi giorni, al di là dei miei personali dubbi sul nucleare (dubbi di merito, di sostanza, visto che la Germania ha annunciato la propria denuclearizzazione), dimostrino che l’Italia è un paese profondamente immaturo e incapace di governarsi, anche con gli strumenti della coercizione di cui potrebbe servirsi la Pubblica Amministrazione, lo Stato insomma.
Il dissesto idrogeologico di Messina che ha portato al disastro della scorsa settimana era, a detta dello stesso Presidente del Consiglio, previsto e preventivabile. Coma ha detto giustamente Bertolaso ieri, se vogliamo cambiare, dobbiamo evitare di ritrovarci il giorno dopo a gestire il classico balletto delle responsabilità. Lo Stato è a tutti i livelli responsabile, perchè fa, non fa, rimuove, non rimuove.
Siccome il nucleare è un grosso piano nazionale per il futuro del paese, dobbiamo riflettere bene, se vogliamo arrivare al 2020 in questo stato o se non pensiamo che sia ora di darci un taglio e di provare a cambiare davvero questo paese, nella sostanza.
Il problema dell’illegalità diffusa nelle pratiche della Pubblica Amministrazione dev’essere considerato preventivo a qualsiasi grande piano energetico nazionale, perché se sono prevedibili i disastri provocati dalle alluvioni (e tuttavia non si fa nulla), immaginiamo come potrebbe essere col nucleare.
Insomma, noi, paese delle emergenze, della criminalità organizzata che mette mano alla gestione dei rifiuti, paese del dissesto, delle alluvioni, dei sisma che in paesi più scrupolosi non creano danni e da noi fanno centinaia di morti, siamo pronti a tutto questo?
Il nucleare impone un salto di qualità. Se lo vogliamo, con tutti i dubbi del caso, dobbiamo dimostrare di saperlo usare. Al momento ritengo il nostro un committente molto, ma molto inaffidabile.