Note di fine settembre
Mi spiace essere assente dal web in queste giornate: ho un trasloco tra le mani, che mi occupa tutto il tempo libero a disposizione. Ho firmato la proposta di legge bipartisan Sarubbi-Granata, che concede la cosiddetta cittadinanza breve, cioè il diritto di far diventare italiani coloro che nascono in Italia, con tempi più brevi. Si tratta, insomma, di rispondere alle urgenze sollevate dalla Generazione Balotelli, come è stata chiamata da Gianfranco Fini. Si tratta dell’applicazione dello “ius soli”: chi nasce qui da famiglia straniera, residente in modo stabile, diventa italiano in minor tempo (adesso ci vuole il compimento della maggiore età).
Su una proposta del genere si misura la bontà delle proprie idee: chiuse o aperte che siano. Il ddl può piacere o meno, ma è di sicuro un passo avanti per cercare di affrontare il problema dell’immigrazione dal punto di vista culturale, sociale, non solo della sicurezza.
Ritengo che l’aver rimesso le pistole nella fondina, sulla questione del testamento biologico, sia un passo avanti per un processo chiarificatore all’interno del PDL, che ha molti problemi, ma non troppi e tutti superabili con serenità. Non dubito.