Fini dimostra lucidità e acume
Il discorso di Gianfranco Fini ha toccato molti aspetti, che vanno dalla legalità all’immigrazione, passando per il testamento biologico e la giustizia. Voglio soffermarmi solo su quanto ha detto a proposito del PDL, riprendendo una nota di agenzia.
Il presidente Fini ha ancora una volta, con l’acume e la lucidita’ che lo contraddistinguono, indicato quale deve essere la strada maestra per il Pdl. Ha ragione: adesso e’ un organigramma politico gigantesco o poco piu. Servono azioni, coraggio, iniziative, radicamento nel territorio e per avere ciò bisogna che il Pdl sia un partito aperto, democratico, nazionale, moderno, in grado di esprimere una pluralita’ di opinioni e di rispettare questa diversità, vincendo le sfide culturali e sapendo fare proprie le preoccupazioni degli italiani, che vanno dal bisogno di sicurezza alla legalità, dal benessere economico alla giustizia, senza distinzioni geografiche.
Forse ha ragione Calderoli, aggiungo adesso, nel dire che è un peccato che Fini sia presidente della Camera e non possa dare molto, se consideriamo che ci sono i coordinatori, alla causa del partito. Il ruolo è trasversale. Ma Fini va ascoltato. E concordo con Fare Futuro: Non è guerra civile, come la chiama il Times, con una malevola metafora. E’ voglia di chiarezza, voglia di non avere una Forza Italia allargata. Che aggiungo io non penso fosse nei progetti di Berlusconi.
(ITALPRESS).
Comments
Maralai
nel mio blog (www.maralai.ilcannocchiale.it) su Fini ho scritto che …”perfino sulla questione Boffo-Feltri il suo bilancino ha pesato a favore di Boffo, esponendo Feltri a delle ritorsioni per avere difeso il premier dagli attacchi malefici del direttore dell’Avvenire. Il rammarico è che un esponente politico del suo valore continui ad apparire troppo innamorato (di se e) della sua leadership, senza pensare che questa veste non può essere costruita al di fuori del Pdl. Gli applausi anche smodati dell’assemblea Pd producono soltanto effetti ottici, capaci di svanire nel corso di una mezza giornata o giù di lì”.
Se intende, come noi auspichiamo, riavvivare la democrazia all’interno del Pdl e per il suo rafforzamento nel contesto della politica italiana e il raggiungimento di obiettivi concreti specie nell’orizzonte del bipolarismo o bipartitismo, noi tutti (ma io parlo per me) non possiamo che esserne felici del ritorno alla “normalità” di Gianfranco Fini. E se poi vuole evitare (le lusinghe tossiche del Pd e) i “faccia a faccia” con Berlusconi ma di darsele di santa ragione, alla Obama-Hillary, alla luce del sole, a viso aperto con l’attuale leader del Pdl, ma anche sui contenuti di questa benedetta “rivoluzione liberale” che stenta a materializzarsi, saremmo doppiamente felici. E sempre pronti e onesti a darne liberamente atto.
saluti
M
Giorgio Giovanni Gaias
Fini può avere la sua visione del Pdl ma dovrebbe imparare a confrontarsi con la base io voglio vedere lui che risponde alle domande dei giovani di azione giovani voglio vedere come ne esce… te lo dico io con le ossa rotte e di brutto..
Giorgio Giovanni Gaias
Dalle note scritte Gianfranco Fini è passato ai fatti, alle parole: nei suoi confronti c’è uno stillicidio, ha dichiarato il presidente della Camera da Gubbio, dove è in corso la scuola di formazione politica per i giovani del Popolo della Libertà. Prima di fare il suo ingresso nella sala dove si tiene la tre giorni, Fini si è intrattenuto a colloquio per circa mezz’ora con il ministro della Cultura, Sandro Bondi, per poi sedersi accanto a lui in prima fila in attesa di prendere la parola alla presenza di Denis Verdini (uno dei coordinatori del PdL con Bondi e La Russa) e Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori e firmatario, assieme a Gasparri, di una dura lettera contro Fini sul testamento biologico. Un parterre di eccezione, insomma.
“Non ho lo scolapasta in testa” – “Contro di me uno stillicidio non degno del partito”, ha detto il presidente della Camera. “Sarò diretto, non giocherò con le parole. Non ho lo scolapasta sulla testa e non credo di essere liquidato come un mattarello, lo dico con simpatia il mio amico Bossi. Non ho tra le mie letture preferite il ‘Capitale’, quindi non sono un compagno. E non ho come ambizione recondita o manifesta di andare al Quirinale. Non è degno di un grande partito e di un dibattito politico, il quotidiano stillicidio basato su queste tre ipotesi: follia, compagno travestito, vuole prendere il posto del Capo dello stato”. “E non mi diletto – ha chiosato Fini – con grembiulini e con compassi”.
La telefonata con Berlusconi – “Ieri al telefono Berlusconi mi ha detto che dal 27 di marzo non abbiamo deciso nulla. Ed è questo il punto. È impensabile che il partito non abbia deciso nulla dal 27 di marzo ad oggi. Per questo serve un cambio di marcia. Berlusconi non deve annunciarlo, ma farlo”.
“Un dibattito interno non è lesa maestà” – Chiedere che all’interno del PdL ci sia democrazia “non è lesa maestà”, ha fatto sapere con un riferimento esplicito a Berlusconi: il Popolo della Libertà, “epicentro del governo”, deve “avere coerenza fra quel che dice e quel che fa”. E ha ricordato alcune dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi in Tunisia sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione, sul quale Fini si è detto d’accordo.
“Continuerò a dire la mia” – “Io mi prendo il lusso di dire le mie idee – ha annunciato – e continuerò a farlo per una ragione semplicissima: è nella natura di un partito come il nostro discutere. Chi si aspettava il pensiero unico sbagliava”.
“Non sono un catto-comunista” – Uno dei temi più delicati che hanno suscitato dure reazioni nella maggioranza per le sue posizioni, è quello del diritto di voto agli immigrati. Chiederlo, ha risposto Fini, “non significa essere catto-comunista”. Non solo: “E’ miope pensare a questo grande tema solo sul versante della sicurezza. Non dico che è sbagliato. Il rigore è sacrosanto. Ma bisogna pensare anche all’altro versante, quello dell’integrazione. In un paese che ha 4 milioni di stranieri non si può continuare solo con una politica dei doveri, ma cominciare a pensare a una politica dei diritti”.
“Con la Lega occorre confronto” – Se “respingere i clandestini è legittimo”, è anche vero che “se sui barconi vedo bambini la verifica della sussistenza del diritto di asilo la pretendo da un paese civile come il nostro. Su questo tema la Lega ha una concezione diversa dalla mia e spero anche dalla vostra. Con la Lega occorrono comunque momenti di confronto, perché‚ se la legge Bossi-Fini porta anche il mio nome significa che è stata frutto di confronto”.
“Quello che dovero dire l’ho detto” – Parole che pesano, o almeno questo è l’augurio che si è fatto prima di lasciare Gubbio: “Abbiamo cominciato a discutere”, ha risposto Fini ai giornalisti che gli chiedevano quale impressione gli avesse fatto la platea di Gubbio. “Quello che dovevo dire l’ho detto, ognuno tragga le sue conclusioni”.
Devo dire che questo intervendo mi è piaciuto anche se non sonoin linea con le sue idee però almeno tira le palle… contro questi (FI) che credono di sapere tutto e di fare ciò che vogliono se solo tornasse a parlare di destra….. tempi andati.. del eravamo in pochi a essere contro l’immigrazione clandestina adesso siamo la maggioranza… e Fini Fini…
Giorgio Giovanni Gaias
Se si continua così il PdL rischia troppo allora Gasparri, La Russa, Verdini, Frattini, Bossi in queste ore si sono scagliati contro Fini.. qui si rischia ragazzi qui si va a casa.. se non si mette un freno la situazione sta diventando critica, si rischia di consegnare l’Italia nelle mani della sinistra e di quel morbo di Di Pietro non vorrei veramente che succeda una cosa del genere… anche se quancuno e anche autorevole personaggio prespetta la caduta di Berlusconi e lo sfaldamento del PdL.. come la mettiamo?? torna la sinistra dopo due anni cadono e siamo punto e a capo… povera Italia..
Bruno
>maralai, basta anche una piccola rivoluzione…
>ggg, in versione buona…
saluti. br
Giorgio Giovanni Gaias
Cioè da un lato mi va che tiri le palle ed è giusto perchè berlusca ha pauradei congressi perchè li chi ha la militanza più organizzata vince e li AN fa 10 a 0 agli azzurri però… ufff ci vuole più destra speriamo che il buon Almirante da su mandi l’illuminazione :) ciao saluti a tt..
Antoni su Longu
Ho sentito in diretta l’intervento di Fini a Gubbio (Radio Radicale) e ho avuto la sensazione di respirare aria fresca e nuova. Rimando per il mio pensiero ai post di ieri sulle tre correnti, e mi meraviglio di me stesso, immodestamente, se alcuni temi da me accennati, sono riapparsi nell’ intervento di Gubbio, come ad esmpio la “questione LEGA-PDL” e il meridione. GGG hai veramente la certezza che FINI davanti alla sua gioventù abbia poche possibilità di essere ascoltato e capito? Io non credo proprio!!!
Gli applausi ricevuti a Gubbio non hanno meno importanza di quelli “avvelenati” del PD. Quando FINI parla di ORGANIGRAMMA si riferiche alla schematizzazione e definizione di ruoli e responsabilità che è in uso nei Sistemi Aziendali e non di certo nei Partiti, dove pensieri e opinioni si confrontano, anche aspramente, ma dove non conta chi ha più azioni (moneta sonante) ma chi ha la capacità di sostenere posizioni politiche e idee che si devono tramutare possibilmente in azioni concrete.
E non guasta se fra pensiero espresso e azione intrapresa (di governo) sia presente un condimento sostanzioso di coerenza…vedi o ascolta ad esempio quanto detto da SB in Tunisia (accoglienza-diritti sanitari- diritti di asilo…ecc.) per gli stanieri.
Antoni su Longu
Aggiungo che all’acume e alla lucidità incontestabile, FINI ha dimostrato grande CORAGGIO e senso dell’istituzione che rappresenta. Quel coraggio che serve nella espressione delle idee e dei pensieri liberi e liberali. Non è facile mettersi, per adesso in apparente, sottolineo apparente, ristretta compagnia, in contrapposizione alle idee e ai progetti politici prevalenti, ripeto e ribadisco, dettati dall’asse costruito con la LEGA. Continuo a leggere e ad apprezzare l’Avanti e lo preferisco a Il Giornale e a Libero dove l’espressione editoriale è lo specchio dell’espressione politica attualmente prevalente e dove si continua a porre FINI nella lista dei nemici da combattere, sbagliando.
Antoni su Longu
Ho scritto l’Avanti, minchia che errore, volevo scrivere IL SECOLO. Mi autoinfliggo dieci frustate e 30 minuti di inginocchiamento su sale grosso….se per voi basta.
Antoni su Longu
Sarebbe stato peggio fare un’errore scrivendo La Repubblica o l’Unità….avrei dovuto espatriare e richiedere asilo politico in Francia! Fiuuuuu!
Bruno
>antoni su longu, bè, l’ avanti è stato il precursore del secolo … :-) br
Giorgio Giovanni Gaias
Antoni te lo perdono solo perchè un tempo il direttore di quel giornale era il DUCE :) cmq Bruno dissento il precursore del Secolo è stato il Popolo d’Italia :)