Polemiche sulle posizioni di Fini

Polemiche sulle posizioni di Fini

Patriottismo repubblicano, responsabilità, contemporaneità: questa è per me la corrente di Gianfranco Fini che mescola intellettuali apparentemente diversi (da Flavia Perina e Luciano Lanna ad Angelo Mellone, da Filippo Rossi ad Alessandro Campi) a parlamentari piuttosto liberi di dire quello che pensano senza particolari problemi. Tutti però con il gusto della lettura mai scontata, senza bava alla bocca e con il tentativo di fare un partito della destra europeo che in fondo è il primo esperimento continentale veramente post ideologico. Ci trovo un recupero delle radici movimentiste della Nuova Destra e spesso non è capito, perché la gran parte del mondo del Pdl è popolare, anti-aristocratico, odia gli snob, in perenne guerra con il mondo e magari con se stessi. Niente di strano se certe tesi sembrano di sinistra. L’attenzione al diverso, la voglia di ribellione, il viaggio e una certa lontananza dalla Chiesa fanno parte da sempre del dna di una parte avanzata della destra italiana. C’è qualcuno che fa finta di dimenticarlo. (A me, come si è capito, piacciono, perché c’è la sfida del nuovo).

I Bismarkiani: sono Alemanno, Tremonti e Sacconi. Campioni dell’anti-mercatismo, attenti alle ragioni profonde e sociali della Chiesa costituiscono un Pdl popolare, radicato nei territori, attento al dialogo sociale, imperniato sui corpi intermedi. Ha rapporti con la Lega che ognuno dei tre mantiene con attenzione, attraverso convegni e iniziative. Ferocemente legati al Papa sulle questioni della biopolitica. Alemanno è vicino a Fini su ronde e immigrati e – ritengo – cittadinanza. Oltre al fatto che la comune storia, dal Msi in poi, è cemento.

Il grande centro: il Pdl così come è. Un po’ fermo ma ampio, partito-casa, molto leaderistico. I capi sono ferocemente berlusconiani, da Gasparri a Quagliariello, fino a Verdini, con le fatiche tattiche di La Russa (tenere i rapporti tra Berlusconi e Fini) e poi tutti i ministri, da Bondi ad Alfano. Sono i pasdaran di Berlusconi anti-Repubblica e stampa di sinistra.

Ci sono problemi, ha detto Fini. Penso che stiano nel partito, nella non-organizzazione, dalla cima fino ai territori. Nel fatto che è difficile confrontare tesi diverse pena l’esclusione. Fini ha idee diverse dalla maggioranza? Dove è il problema? Bisogna anche vedere cosa ne pensano gli elettori di centrodestra delle posizioni di Fini… ci sarebbero sorprese.

L’unica paura è non diventare come il Pd, troppe linee discordanti fanno confusione e aprono liti incredibili. Potenzialmente guardo con sospetto al continuo abbraccio della sinistra a Fini. E’ molto strumentale: in funzione anti-Berlusconi. Quando Bersani vincerà la gara per il controllo del Pd le cose saranno più chiare e la sinistra si contrapporrà alla destra. Come sempre.