L’Autonomia è per sempre
Nel complicato rapporto tra Stato e Regione, il tema dell’Autonomia entra quasi sempre di sbieco, perchè ogni rivendicazione è una richiesta di autonomia di per sé stessa. Il problema è che viviamo in un’epoca di grande crisi, nella quale le richieste sembrano piagnistei e le soluzioni sono semplicemente dei fazzolettini passati per asciugare le lacrime, non interrompere il pianto.
Concordo che la richiesta di maggiore autonomia della Sardegna, a causa della sua specificità, debba passare da quattro fattori “economici”, la cui mancata applicazione porterebbe a risultati esiziali. Il federalismo è una questione di risorse, prima ancora di buon governo (fermo restando che nel patto federativo si dovrebbe consacrare l’unione di intenti, piuttosto che la separazione):
1) Continuità territoriale per i passeggeri e per le merci
2) Minor Costo dell’Energia
3) Politica Fiscale di Sgravi basata sull’Insularità
4) Insularità Europea: in termini di contributi permanenti alla Sardegna
Questi 4 passaggi sono fondamentali. O ci sono o non se ne fa nulla. L’autonomia è negoziabile solo per le sfumature, per il resto vanno riconosciute queste condizioni e posti adeguati rimedi.
Al di là di questo, io dico che prima di essere Sardi fuori, bisogna esserlo convintamente dentro. La mia idea è che i grandi partiti sardi espressione dei partiti nazionali in una dimensione per l’appunto sarda. Ho già prefigurato l’ideale percorso del PDL, solo in questo modo, dando forza e pressione a questo sentire, riusciremo a imprimere la reale svolta autonomistica di cui abbiamo bisogno.
UPDATE. Un’interrogazione sui problemi del tribunale di Nuoro
Comments
freedom
Gentile Onorevole,
questa volta debbo ammettere che il Suo post mi è assolutamente incomprensibile, e questo non significa che la colpa vada a Lei addebitata. Ho letto un insieme di concetti slegati, non ho capito ciò che propone e, soprattutto, non ho capito a chi si rivolgeva. Non riesco assolutamente a comprendere perché, per Lei, i quattro fattori economici citati siano esiziali. Io invece li ritengo essenziali, fondamentali per il futuro della nostra Isola. Se volesse precisare quali sarebbero i disastri che la loro concretizzazione porterebbe alla Sardegna potremmo fare un passo avanti, fuori dal recinto del vano politichese. Grazie.
freedom
*** era semplicemente spiegato male, lasciato sottinteso, grazie, sono d’accordo
Adriano Bomboi
E’ chiaro che la continuità territoriale nel momento in cui assume una dimensione Europea non dovrebbe più essere rivolta solo verso i grandi hub aeroportuali ed economici italiani ma verso tutte le altri grandi capitali Europee, dunque con una potenziale connessione commerciale maggiore. Ma i parlamentari Sardi devono passare ai fatti e sostenere concretamente un passaggio istituzionale ineludibile come quello che dovrebbe attivare un nuovo Statuto Sardo. Se ne parla da tempo, ma per adesso ancora silenzio.
Fabrizio Mureddu
Caro Bruno,
Parli di “sgravi”, “minori costi” e “contributi”. Poni al sentro del federalismo le risorse e non il buon governo.
Non ti sembra di perseverare, ponendo al centro delle rivendicazioni autonomistiche contenuti economicistico-rivendicativi, nella poltitica del piagnisteo ?
Davvero non abbiamo null’altro da (pro) porre (e non rivendicare) come fondamento della autonomia speciale?
Ci sono notevoli (in termini di spessore e novitá delle soluzioni proposte) contributi politici (Pietro Soddu) e giuridici (Piero Pinna) a riguardo.
saluti
Fabrizio
freedom
Caro Onorevole, La ringrazio per la risposta che non mi soddisfa.
Lei vuole dire che è d’accordo con me che dico il contrario di ciò che dice Lei?
Che cosa è rimasto sottinteso? Scusi, ma sono difficile di comprendonio.
Cordialità – freedom.
Bruno
freedom, ammetto di non capire neanche io ciò che lei dice. quei quattro punti sono fondamentali per lo sviluppo. nessun governo di nessun colore ha mai portato quei risultati. oggi la palla è nel campo del centrodestra, sta agli uomini al governo provarci. un saluto.
fabrizio, rivendicazioni ? perchè la sardegna è cambiata negli ultimi dieci o vent’anni ? davvero pensi che sia solo “lamentarsi” parlare di bassi costi dell’ energia ? mah.
io sto lavorando ad una proposta di legge sull’ isola no tax area. una cosa semplice semplice ma che nessuno vorrà mai fare, non ho dubbi in proposito.
cosa intendi per buon governo ? il buon governo è alla base di tutto:lo do per scontato, se vogliamo tirarci fuori dalle secche.
non mi pare che pietro soddu proponga cose nuovissime, per quanto lo stimi molto. un saluto. br
Daniele
Gli abitanti della sardegna non sono panda da tutelare e coccolare. La “specificitá” è uno specchietto per le allodole che serve per consolare chi vive alla periferia di qualcosa. Anche negli zoo tengono conto delle specificitá dei diversi animali e cercano di rendere loro la vita piacevole fornendo cure e cibo. Peró negli zoo hanno giá tolto agli animali la cosa piú preziosa che potessero avere: la libertá.
A me pare che con tutti questi discorsi di specificitá, continuitá territoriale, diritti dei sardi all’interno dell’italia ed il fatto insulso che i sardi sarebbero “italiani speciali” voi politici di PD e PDL stiate solo cercando di perpetrare questa condizione. Chiedete che vi sia concesso di fare, di avere e che vi siano dati vantaggi per compensare l’handicap di essere isola. L’essere isola è un handicap solo per il fatto di essere periferia dell’Italia, altrimenti sarebbe una grossa opportunitá di sviluppo.
Dall’800 ad oggi non è cambiato nulla nell’atteggiamento dei politici italiani nei confronti dell’Italia, e infatti nulla si è ottenuto. Ora Lei, onorevole, propone 4 punti che considera “fondamentali”. Piú di 2 secoli fa altri politici sardi di punti ne avevano proposti 5, ma sono stati trattati a pesci in faccia e li hanno ritirati abbassando le orecchie. Allora come oggi hanno fallito perché la loro richiesta era priva di sbocco, come la sua. Non mi sembra infatti che Lei sia disponibile a mettere in discussione l’appartenenza della Sardegna all’Italia in caso di rifiuto, vero? Al massimo metterá il muso quando la liquideranno con un paio di pacche sulle spalle, ma non sia mai che le sue labbra pronuncino la bestemmia piú grande per un politico di PD o PDL: indipendenza.
Cappellacci col dialogo con il “governo amico” ha preso solo schiaffi e collezionato figuracce, ma sempre con il sorriso; Soru era tutto “bububu”, ma con il suo di “governo amico” è stato bravo e non si è lamentato piú di tanto. In tutto questo gli unici a perderci sono stati gli abitanti della sardegna.
L’autonomia è chiedere competenze, non soldi.
Un’altra curiositá: quali sarebbero le sfumature “negoziabili” dell’autonomia?
Saluti
freedom
Io spero invece che la proposta che Lei intende portare avanti per la “no tax area” trovi successo, anche se La vedo un pò scoraggiata. Per il resto vorrei capire un pò meglio che cosa il governo da Lei appoggiato abbia fatto e stia facendo per concretizzare, anche se solo in parte, i quattro punti fondamentali da Lei rimarcati ed in merito ai quali riconosco che l’altra parte non ha fatto nulla.
Grazie – freedom.
Bruno
Ok Freedom. Non sono scoraggiato però. Vediamo come va.
Fabrizio Mureddu: se non chiediamo, non facciamo / se chiediamo, piangiamo. Potrei anche essere d’accordo, probabilmente bisogna che le cose ce le prendiamo direttamente. Anche se in politica si stabilisce sempre un compromesso. Parli di scritti di politici che hanno governato e avuto ruoli importanti, ma considerando dove siamo adesso si può dire che hanno solo scritto e poco fatto.
Daniele
“io sto lavorando ad una proposta di legge sull’ isola no tax area. una cosa semplice semplice ma che nessuno vorrà mai fare, non ho dubbi in proposito.”
Chi sarebbe l’ostacolo principale alla no-tax area?
leo
cito_
“io sto lavorando ad una proposta di legge sull’ isola no tax area. una cosa semplice semplice ma che nessuno vorrà mai fare, non ho dubbi in proposito.”
Chi sarebbe l’ostacolo principale alla no-tax area?
interessa anche me, grazie!
Daniele
Una plausibile risposta la dá Beniamino Moro nell’editoriale di oggi dell’Unione Sarda:
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090905&Categ=0&Voce=1&IdArticolo=2377788
“Tuttavia, sugli incentivi fiscali non sembra che la classe politica meridionale sia disposta a fare battaglie. Da ultimo, ne costituisce un esempio il fatto che la fiscalità di sviluppo, già prevista esplicitamente nella bozza sul federalismo fiscale proposta dal governo, nel testo di legge definitivo approvato dal Parlamento il riferimento esplicito è nuovamente scomparso. Perché?
Queste vicende stanno a dimostrare quanto sia forte nel Mezzogiorno l’attaccamento della classe politica locale agli incentivi tradizionali alimentati dai trasferimenti statali, da cui traggono sostentamento le clientele. Gli incentivi fiscali, invece, hanno natura automatica e perciò mal si adattano alla contrattazione politica e a soddisfare clientele. Perciò, nel conflitto tra la promozione dello sviluppo con incentivi automatici e il mantenimento dei trasferimenti tradizionali, non vi è dubbio che la classe politica meridionale attuale, fatte le debite eccezioni, propenda per il secondo. Ha ragione Panebianco, solo un conflitto feroce tra le forze modernizzatrici e quelle parassitarie nonché il rischio concreto dello sfaldamento dell’unità nazionale possono fare il miracolo. ”
L’On Murgia mi sembra un tipico caso di “debita eccezione” citato dall’articolo di Moro. Leggetelo l’articolo, parla anche dell’Irlanda… e pensare che IRS ci ha fatto una campagna elettorale parlando di queste cose, ma l’Ugnone ci è arrivata 8 mesi dopo… al tempo mica poteva parlare di queste cose, doveva fungere da megafono dell’uomo che sorride. Se avesse parlato di Irlanda e fiscalitá di vantaggio allora rischiava di portare acqua ad un “pericolosissimo” movimento indipendenista, non sia mai.
MARCELLO FOIS
Bruno, com’è che continui a parlare come se fossi parte integrante dell’opposizione? Le proposte che tu fai da chi dovrebbero trovare ostacoli se non dalla tua compagine che sta governando? Sai bene che aldilà dei Partiti l’uomo fa la differenza, ma questo doppio salto mortale carpiato in cui tenti di far capire che aldilà di tutto esista al momento un’opzione Sardegna per il governo centrale mi sembra francamente incredibile. Come incredibile pare che tu ti ostini a glissare sulla piega francamente imbarazzante che il leader maximo sta prendendo. Capisco che lo smarcamento progressivo di Fini stia dando coraggio agli uomini di buona volontà della Destra storica, ma l’imbarazzo è talmente evidente che non basta più fare proclami. Hanno ragione a chiederti spiegazioni. E hanno ragione a farti notare che a furia di tentare di conciliare l’inconciliabile si finisce per diventare sibillini. Sai bene, Bruno che siamo in una condizione di assoluta impossibilità di rivendicare alcunché. Non siamo tanti, non è nemmeno necessario tenere in conto le piccole promesse fatte in campagna elettorale, e, infatti nessuno si è minimamente preoccupato di mantenerle. Il governo regionale, come previsto, è occhiutamente inadeguato. Sul piano del sardismo Bruno non puoi arrivare dove i sardisti stessi non vogliono arrivare, potresti lavorare perché escano dalla narcolessia in cui sembrano piombati. Per la prima volta comincio a pensare che l’unica strada sia quella di porre un aut aut serio, e sventolare quell’ipotesi che mi ha sempre fatto paura: Indipendenza. Magari scopri anche tu che, aldilà delle tue buone e onestissime intenzioni, i tuoi compagni di partito, non vedevano l’ora di liberarsi definitivamente di questa zavorra dei sardi…
Marcello
Bruno
marcello, non metterla in politica così. i quattro punti sono rivendicazioni storiche della sardegna: non hanno mai trovato nè risposte nè applicazione da nessuna – DICO NESSUNA -compagine politica al governo dell’ isola.
oggi c’è cappellacci: spero che la coalizione di governo si muova in questo senso. i segnali non sono particolarmente positivi: che devo fare ? stare in silenzio ?
prendi soru: ha ottenuto i risultati sperati ? ok: aveva delle idee. ce le ho anche io ! i risultati ottenuti ? è cambiata la sardegna ?
sai che c’è ? in sardegna fare riforme radicali, senza chiedere particolari aiuti allo stato, mettendo in moto i cervelli che pure ci sono, fare scelte profonde è difficilissimo. non è un problema di destra e sinistra. è un problema della nostra storia ! qualcuno mi ha detto di leggere le ultime proposte di pietrino soddu. l’ avevo già fatto. risultato: un’ agenzia che coordini lo sviluppo delle aree svantaggiate. può essere utile. ma è una novità? se dovessimo verificare quante promesse sono state vanificate beh, tu ci potresti scrivere un romanzo di mille pagine con personaggi che ritornano spesso.
sto elaborando una proposta sulla sardegna no tax area. sai bene che approvarla sarebbe un fatto epocale. ma pensa a mario melis, ne parlava quando aveva un enorme potere politico e carismatico. come la flotta sarda: non se ne è fatto niente.
indipendenza: lo dico a te, l’ ho detto a maninchedda. è un falso problema. all’ indipendenza ci arrivi con il sentimento popolare e la forza economica. non abbiamo nessuna delle due cose. lasciami fare questo lavoro, può darsi che un domani porti a qualche buon risultato.
andrea, sì ho letto ieri l’ articolo di beniamino moro che contiene molte delle cose di cui discutiamo. già durante l’ estate panebianco ha parlato di sud e fisco in termini di sfida. è la linea che deve essere perseguita. aggiungo: fare il parlamentare di maggioranza non significa essere al governo. al governo ci sono altri. a me spetta sostenere e, se possibile, indicare qualche strada. un saluto. br
MARCELLO FOIS
Bruno, sei un politico, la metto in politica sì. E sai che sono disposto a saltare qualunque fosso per essere al tuo fianco, con la debita distanza che le nostre biografie determinano, in progetti comuni per la Sardegna. Tu sai bene che Soru ha ottenuto quanto gli è costato la rielezione. In termini di rivendicazioni e di risultati ha conseguito quanto non era mai stato conseguito (poi per partito preso si può anche far finta che ciò non sia stato); questa magnifica svolta l’abbiamo pagato col G8, l’abbiamo pagata con l’Olbia-Sassari, l’abbiamo pagato con le imprese che non si sono slavate. Niente di niente Bruno nel silenzio tombale, nemmeno un tentativo di ricordare che le condizioni del cappotto a Soru erano di migliorare in termini sociali, culturali, economici. Ma tant’è Muratori, massoni e medici hanno ottenuto la loro vendetta. Per il resto sono cavolacci nostri.
Giorgio Giovanni Gaias
>Bruno i punti che hai toccato sono punti importanti e come dici tu nessuna compagine di governo ne rossa ne nera ne bianca ne azzurra a mai fatto niente perchè queste quattro cose venissero realizzate..
L’amministrazione Cappellacci è un po’ strana mi dispiace di una cosa io ci ho creduto in Cappellacci in quel programma che ancora conservo nella scrivania, quest’uomo è completamente sparito dalla circolazione, l’Obama sardo parlava troppo quando non sapeva parlare questo fa il gioco delle tre scimmie non vedo non sento non parlo, questa è una terra con mille problemi e ogni giorno che passa ne emergono di nuovi, accantonata la storia del governo amico che non esiste nei fatti e non sto qui ad elencare le belle parole del Cav. a Nuoro. Se questa terra non si rialza nel vero senso della parola finisce male ci sono cinque anni per lavorare bene la Sardegna non può permettersi il lusso di perdere questo treno, sviluppo e lavoro devono essere le parole d’ordine io per il bene di tutti noi mi auguro che la giunta si metta a lavorare seriamente e la cosa che ancora mi fa girare le palle è che l’unica voce critica interna nel Pdl sia la tua, parlare alle spalle e tranquillo che cose se ne sentono di tutti i colori è comodo dire le cose come le dici tu non lo fa nessun altro e sei da ammirare per questo, presenta quella prop. di legge anche se sarà un cammino tortuoso ma le battaglie non si vincono se non si iniziano e spero che tu non sia solo in questa battaglia. Fra 10 mesi e non è molto anzi è pochissimo tempo ci saranno provinciali e comunali, li tornerà il Cav. a farci promesse e il Cap. si sveglierà dal lungo letargo?? Se vuoi, volete un consiglio quisti “pezzi grossi” evitate di portarli perchè fanno perdere solo voti ragionare sui programmi che spero abbiano un forte indirizzo di destra perchè è quella che manca all’azione del governo nazionale, la Lega ha offuscato quelle che sono le battaglie della destra sociale che è la sola vera cura a tutti i mali, il mutuo sociale è una risposta credibile e importante e questo è solo un esempio di tanti che si potrebbero fare..
Ps. Ultima cosa l’indipendentismo è un falso mito e non potrà mai e poi mai essere la soluzione ai problemi della Sardegna non mi stancherò mai di fare opposizione a questa scemenza.. Saluti.
A NOI!!!
Daniele
“i quattro punti sono rivendicazioni storiche della sardegna: non hanno mai trovato nè risposte nè applicazione da nessuna – DICO NESSUNA -compagine politica al governo dell’ isola.”
“prendi soru: ha ottenuto i risultati sperati ? ok: aveva delle idee. ce le ho anche io ! i risultati ottenuti ? è cambiata la sardegna ?”
Onorevole, ci ha offerto un quadro desolante del panorama politico isolano e poi ci dice che si appresta ad andare a combattere contro i mulini a vento. Un eroe senza macchia che combatte per dei grandi ideali, ma ritorna sempre con le pive nel sacco.
“sto elaborando una proposta sulla sardegna no tax area. sai bene che approvarla sarebbe un fatto epocale. ma pensa a mario melis, ne parlava quando aveva un enorme potere politico e carismatico. come la flotta sarda: non se ne è fatto niente.”
Mario Melis ne parlava quando aveva un enorme potere politico e carismatico; lei ne parla e del suo potere politico di allora non ha neanche la metá. E quindi? Cosa le servono, pacche sulle spalle?
Dopo tutto questo ci dice che l’indipendentismo è un falso problema. Certo che è un falso problema, non è neppure un problema, è l’unica soluzione auspicabile alla luce del fallimento dell’autonomia. Il vostro fallimento, quello dei politici sardi che offrono un autonomismo senza sbocchi; quelli che la parola indipendenza non sono disposti a pronunciarla neanche sotto tortura per non turbare il “governo amico” di turno.
Lei propone la no tax area, le dicono di no e se ne torna a casa. punto. Sará per la prossima volta.
Dice che non abbiamo il sentimento popolare? E allora perché si è fatta una campagna elettorale tutta improntata alla sarditá? Perché si è fatto un accordo elettorale con il PSd’Az che è dichiaratamente indipendentista? Certo, tutti i vostri sforzi sono tesi ad instillare nella gente quanta piú sfiducia possibile, ma non ostante questo, dopo 150 anni di unitá, si parla ancora di indipendenza, come mai?
I sardi sono per caso piú inetti di altri popoli indipendenti? Ditelo chiaramente se è cosí, magari pure in campagna elettorale.
Bruno
daniele, non ho alcun bisogno di alcuna pacca sulle spalle. faccio proposte e analisi. il gioco che qui viene praticato è: uno fa una proposta,se questa non viene messa in atto è perchè cappellacci ( o il berlusconi cattivo ) se ne frega dei sardi. banale. non ho la pretesa di sapere tutto e potere fare tutto: non ho potere diretto nelle mie mani. ho gli strumenti che la politica mi mette a disposizione: progetti di legge, interrogazioni, ordini del giorno e comunicazione. oggi la lombardo dice che va cambiato lo statuto. io condivido e tengo i piedi per terra.
mi faccia capire il suo pensiero: lei è indipendentista ? di grazia: come si arriva ad essere indipendenti ? che cosa ha prodotto il pensiero indipendentista in sardegna ? per me poco e nulla.
Daniele
Certo che le è concesso, ma nel momento in cui le scrive sul blog li sottopone a critiche. Cosa vuol dire tenere i piedi per terra? È la stessa cosa del rimanere fermi?
Come si arriva all’indipendenza? Smettendola di chiedere aiuti o compensazioni derivanti dal presunto “svantaggio” di essere isola. L’autonomia priva di sbocchi, quella che purtroppo sta esibendo Lei, non porta da nessuna parte, infatti, come dice giustamente quando parla delle soluzioni proposte a suo tempo da Soddu e altri, da nessuna parte siamo andati da allora.
Se vi manca la fiducia di potercela fare senza il “sostegno” dello stato italiano, come pretendete che questi vi “conceda” maggiori competenze e maggiore autonomia?
Se invece iniziaste a sdoganare quella parola che trattate a mo’ di bestemmia (indipendenza) e dimstraste maggior sicurezza di poter gestire il tutto anche senza il “governo amico”, otterreste sicuramente maggiori risultati.
Daniele
Non la butti sulla difensiva trattandomi dal solito comunistello che attacca Cappellacci-Berlusconi per partito preso. Io ho parlato di governo italiano e di governo sardo, a prescindere da chi vi sia a capo. Vuole cambiare i soggetti con Soru e Prodi? Per me non c’è nessun problema, lo faccia. Ricordiamo tutti gli schiaffi presi da Soru grazie al suo “governo amico”.
In Sicilia quella parola detta un paio di volte da Lombardo ha prodotto 5 miliardi di euro e un bel po’ di strizza nel governo centrale.
Il “pensiero indipendentista” avrá anche prodotto poco e niente, ma cosa ci si poteva aspettare visto che è sempre stato stigmatizzato dai politici unionisti ed autonomisti che, facendo cosí, si sono castrati da soli ed hanno castrato i sardi? Quello autonomista, oltre ai danni, che cosa ha fatto? Lo sappiamo tutti quello che ha fatto perché ce lo abbiamo davanti. Pure Lei lo vede, ma quella parola non è disposta lo stesso a pronunciarla.
Bruno
daniele, io mi sottopongo a tutte le critiche del mondo. ma queste non devono essre forzate e capziose. lei si fidi della mia buona fede. non sono ministro o sottosegretario o assessore. tengo i piedi per terra perchè sento questi discorsi da quando ho i calzoni corti e ho incontrato molta gente che di tutto si occupava tranne che del benessere della nostra isola. su una cosa convengo: governa cappellacci, a lui l’ onere di cambiare.
sul “concedere”:facciamo parte dell’ italia, dipendiamo da leggi unitari
quanto alle parole: se bastasse la comunicazione avremo irs al 25 %. così non è.
si è mai chiesto perchè non abbiamo un partito autonomista ( o anche indipendentista ) del 20-25 % ? io un’ idea me la sono fatta.
saluti.
Bruno
daniele, la freccia cappellacci-soru non era per lei ! ho appena commentato.br
Giorgio Giovanni Gaias
Semplicemente perchè l’indipendentismo non ha nessuna ragione di esistere poi sono divisi in mille sigle e mille movimenti.. e sinceramente parlando un Sollai che credibilità da??? Suuuu
Daniele
“se bastasse la comunicazione avremo irs al 25 %. così non è.”
Eh giá, con tutti i giornali e televisioni che possiede IRS… :D
“si è mai chiesto perchè non abbiamo un partito autonomista ( o anche indipendentista ) del 20-25 % ? io un’ idea me la sono fatta.”
Sará perché ricevere i soldi dal governo centrale e gestirli in prima persona è molto piú comodo e conveniente?
Bruno
gggs, sollai era simpatico. non quanto il cuneo di gavino, però!!!br
Bruno
daniele, proprio lei…la storia della tv la tira fuori il pd. la lasci stare a loro !
a volte è pure meglio non andare in tv.
comunque il problema delle tv non esisteva ai tempi di mario melis, e il partito sardo ha ballato una sola stagione.
( non è necessario copiare e incollare, ricordo bene le cose che scrivo, anche le cazzate ! :-) )
Daniele
Giorgio, ti mancano gli argomenti, usi solo la propaganda. Prendo in prestito una frase dell’On. Murgia:
“leggiti molte altre cose, poi ne riparliamo.”
Giorgio Giovanni Gaias
>Bruno sulla simpatia ok :)
>Daniele non puoi bollare chi non la pensa come te come un ingnorante!! fai le domande che vuoi non ho paura di risponderti riguardo all’indipendentismo.. io penso così non mi puoi inculcare che è il paradiso l’indipendentismo ci siamo capiti????
Daniele
Ma è Lei che ha tirato fuori la storia della comunicazione, mica io. Poi il PD è in ottima compagnia se è per questo nelle sue sparate… chi è che dice che tutti i giornali sono in mano alla sinistra?
Il problema delle TV al tempo di Mario Melis esisteva eccome, anzi, forse era ancora maggiore: erano in mano a DC, PCI e PSI, i partiti piú centralisti e bugiardi che siano mai esistiti (bugiardi lo sono anche quelli attuali, ma quelli erano piú centralisti), è giá un miracolo che abbia ballato.
(copio e incollo per rendere piú chiaro quello che sto commentando, ma ora eviteró ;) )
Daniele
Certo che l’indipendentismo non è il paradiso, ma la destra sociale da te auspicata è un qualcosa che all’inferno si avvicina molto. Abbiamo giá parlato piú volte sull’indipendentismo, anche sul blog di Pintore. Tiri sempre fuori la storia dei soldati morti per la Patria ecc… propaganda patriottica appunto, ma poco o niente a che fare con la realtá.
Giorgio Giovanni Gaias
Poco o niente a che fare con la realtà?? Ti ricordo che tu o altri avete osato dire che Garibaldi era un sanguinario delinquente… offendendo la memoria di quanti hanno versato il sangue per costruire l’Italia unita.. e sono io che non parlo di realtà??? Voi vivete nel vostro mondo fatto di solo bandiere di $ mori altro che realtà!!!
Giorgio Giovanni Gaias
La Destra sociale si avvicina all’inferno?? Certo è più utile l’indipendentismo del niente più tosto che il mutuo sociale che permette a ogni ITALIANO di avere di diritto una casa di sua proprietà??? Prima di parlare leggi leggi molto..
Daniele
Bhe, Garibaldi era piuttosto sanguinario ed i garibaldini lo erano anche di piú, basta vedere cosa hanno fatto a Bronte. L’Italia è stata fatta male ed ha continuato peggio e la tua retorica che usa continuamente la memoria dei morti non puó cambiare le cose.
Il mutuo sociale è l’ennesima porcheria che alimenterá il mercato clientelare della politica italiana, oggi come in passato.
Giorgio Giovanni Gaias
Oiii Daniele il mutuo sociale porcheria??? Passa e non ti curar di loro dicevano.. scusa ma quando leggo certe coglionerie mi girano la balle…
Daniele
È una porcheria perché è una tipica misura assistenzialista piú adatta a paesi come Cuba ce all’Italia. Perché dovrei pagare con le mie tasse una casa a chi non lavora? Invece di dare loro i pesci, perché non gli date una canna da pesca e non gli insegnate a pescare?
Se si vuole uscire dal pantano bisogna creare le condizioni per dare lavoro, altrimenti con una casa a tutti oggi, avremo una casa a pochi domani.
Certe idiozie solo dalla destra sociale e dai comunisti possono essere partorite!
Giorgio Giovanni Gaias
Idiozie sono le vostre gente che non arriva a fine mese con 2 o 3 figli a carico che ha un solo stipendio che viene strozzata dalle banche per pagare il mutuo e non paraganonare la destra sociale alle zecche!!! Xpiacere basta non fare le cretinate del Ponte sullo stretto vedi quante case si fanno più utile di quella porcheria il solito regalo a questi siciliani che devono sempre raccogliere una barca di soldi per poi finire nella mani di quei porci mafiosi..
Daniele
Ma se solo pochi mesi fa difendevi la scelta del ponte sullo stretto! Cambiato idea?
Bisogna mettere le persone nelle condizioni di avere un lavoro e di potersi comprare una casa, non regalarla a chi non lavora. Poi fino a quando ci saranno proposte di questo tipo la destra sociale la paragono eccome ai socialisti-comunisti. Litigate tanto, ma in fondo siete uguali.
Giorgio Giovanni Gaias
>Daniele trovami dv io ho difeso il ponte sullo stretto?? Sono sempre stato constrario..io non sono uguale a quella massa di drogati rasponi cannati luridi no global perpiacere rispetta come gli altri stanno rispettando te!!!
Daniele
“io non sono uguale a quella massa di drogati rasponi cannati luridi no global perpiacere rispetta come gli altri stanno rispettando te!!!”
ahahahahah, è una battuta, vero? Hai appena insultato un’intera categoria di persone e chiedi rispetto? Io poi non ti ho mancato di rispetto, ho solo espresso una mia opinione. I termini comunista e socialista, per quanto possano non piacerti, non sono insulti. “drogati rasponi cannati luridi no global” sono invece insulti belli e buoni.
La destra sociale poi è no global tanto quanto la sinistra.
Giorgio Giovanni Gaias
Con la differenza che nessuno si è mai sognato di rovesciare macchine incendiare negozi buttare sopra un carabiniere estintori come ha fatto quel verme di Giuliani che dopo anni finalmente è stato riconosciuto colpevole..
Io ho parlato di insulti tra me è te non penso tu sia nella categoria di quelle persone se persone si possono chiamare che io ho volutamente insultato poichè così merita chi non sa stare nella società civile..
Giorgio Giovanni Gaias
Ps. Te lo chiedo gentilmente allora la prossima volta non paragonarmi mai più ai rossi!!
Daniele
Non sono tutti cosí, peró tu li hai insultati tutti. Di criminali incivili ce ne sono anche a destra, ma non per questo tutta la destra si merita insulti.
Daniele
Io poi non l’ho messa sul personale, ho solo detto che per certe cose la destra sociale e i comunisti sono molto piú simili di quanto diano ad intendere. Questo, semplicemente, non è un insulto, è un opinione.
Giorgio Giovanni Gaias
Non ho parlato della sinistra in generale ma di quelli che si drogano cannano i raspono i no global gli incivili insomma… poi è chiaro che anche a destra ci sono gli elementi che meritano calci nel culo…
Giorgio Giovanni Gaias
>Daniele i comunisti non hanno mai parlato di mutuo sociale parlano di dare le case popolari agli exstracomunitari lasciando i nostri concittadini per la strada mi pare che leggere ma leggere differenze ce ne siano!! Aiòòòò..
Adriano Bomboi
Bruno, sai cosa vedo io? Vedo parlamentari che fanno cose diverse (anzi, le auspicano soltanto) nello stesso schieramento politico. Ad esempio: L’Onorevole Massidda è favorevole ad una riscrittura dello statuto sardo e tu difendi questi 4 punti (sacrosanti pure loro per carità)…qual’è il nocciolo? Che andate in ordine sparso, non fate sistema, non siete un gruppo coeso attorno ad un progetto. Il progetto stesso non si capisce quale sia, nè con quali finalità. Ci sono casomai tanti progetti, ma poche cose di questi progetti trovano continuità nel tempo e soprattutto trovano continuità nella proposizione di progetti di legge che poi vengono compattamente sostenuti (magari) da deputati/senatori Sardi. Tutto questo non avviene, abbiamo un parlamentare che propone una cosa, una che ne propone un’altra…in buona sostanza…anche questo modo di procedere non si discosta molto dall’inconcludenza dell’indipendentismo sardo (spesso pregno di ritardi ideologico-culturali e più frantumato di un cristallo scagliato nel cemento armato). La prima cosa da fare dunque sarebbe alzare la cornetta e parlare con i colleghi parlamentari per sviluppare una piattaforma programmatica d’azione. Però questa cosa si può fare quando si ha ben chiaro che lo sviluppo di un territorio non si ha manovrando singole competenze ma l’insieme degli interventi quadro: Non solo trasporti ma anche fisco, formazione, accesso al credito, ecc. A che ci serve ad esempio migliorare i trasporti se poi non si interviene su quelle capacità di investimento nel territorio che quegli elementi possono sviluppare? E a cosa serve sapere che questi elementi possono essere utili se non li si riversa con convinzione nell’unico strumento che può dargli maggiore operatività? Parlo di un nuovo statuto regionale. Il futuro dell’indipendentismo invece è qualcosa di più complesso ma senza la riscrittura di uno statuto (che dovrebbero fare in questa fase i maggiori partiti italiani), non ci saranno mai le basi su cui operare perché la gente fin’ora non conosce nel tessuto sociale veramente la sua storia, nè la sua lingua viene dignitosamente veicolata e tutelata (parlo di Pubblica Istruzione e media). Ed ovviamente, sul lato economico: se lo statuto regionale non avrà l’obiettivo di potenziare le competenze amministrative (soprattutto) sul versante fiscale, sarà ben difficile che gli indipendentisti riescano ad uscire con i loro (comunque buoni) temi dalle solite basse percentuali. L’autonomia, quella vera insomma, è tutta da costruire. Spetta a voi parlamentari trovare intese che producano un nucleo progettuale da lanciare. Diversamente, le proposte scoordinate -e prive di sostengo persino nella stessa truppa parlamentare- moriranno rapidamente così come sono nate. L’indipendentismo dal canto suo…. l’unica cosa seria che possa fare in questo frangente storico (senza particolari mezzi) è unirsi il più possibile e disarcionare comportamenti vetusti ed imcompatibili con la lotta al bipolarismo centralista attuale.
Bruno
adriano, hai moltissima ragione. poco altro da dire. br
Salvatore Tedde
Marcello Fois (che, mi par di capire, conosce Bruno Murgia meglio e prima di me e di molti dei frequentatori di questo Blog), ha posto al suo amico una domanda brutale e diretta; proprio come dovrebbero fare gli amici:
“Bruno, com’è che continui a parlare come se fossi parte integrante dell’opposizione? Le proposte che tu fai da chi dovrebbero trovare ostacoli se non dalla tua compagine che sta governando?”.
Anch’io, per un paio di volte, stimolato dalla lettura attenta del Blog, ho avuto la necessità di porre all’attenzione del “politico” Bruno Murgia, identici quesiti; l’ultima è stata sul suo post “Tutti su Intrnet tranne noi italiani”; ma eravamo alla vigilia delle ferie estive e Bruno l’ho immaginato come in uno dei più belli e classici “muttos” a chitarra : ” in sas renas de mare bi jogo e mi recrèo ca b’est su meu coro…” etc etc..); o goi o gai, anche stavolta, Bruno, interrogato, “non” rispose.
Le mie osservazioni erano più o meno queste che copio/incollo di seguito:
“Fatte le considerazioni di premessa circa la formula del Blog (aperto ai commenti di tutti, moderato solo contro la volgarità e mai contro i contenuti, molto aggiornato sugli argomenti e anche “fresco” editorialmente), si è passati a parlare appunto di politica e, segnatamente, del politico-blogger; perchè Bruno Murgia, soprattutto, è un Deputato della Repubblica Italiana eletto in Sardegna e, dulcis in fundo, collocabile in termini di “rappresentatività” diretta nel territorio delle zone interne-provincia di Nuoro; abbiamo discusso a lungo ed anche animatamente. Quindi, se a Bruno Murgia son fischiate le orecchie… eravamo noi.
Alcuni (io in primis) sottolineavano in sintonia con quanto esprime Laura, l’evidente attuale disagio del Murgia-blogger a misurarsi con gli interrogativi ed i temi più aderenti all’agenda del Bruno politico e Deputato;
tempi duri, insomma, per restare in ambito di provenienza AN, per chi non è Artizzu o Mario Diana; e ne sa qualcosa il povero Matteo Sanna (collega ex AeNnino di Bruno), alter ego del barbaricino Bruno in Gaddhura e dato per disperso negli ultimi mesi a causa di qualche problema verificatosi in quel territorio ad opera del Governo amico ( ma tranquilli, c’è : http://www.matteosanna.it/).
Dura la vita, insomma, per chi ha un un normale QI (anche di più, nel caso di Bruno, dice l’ottima Michela Murgia e ci crediamo);
non è facile far finta di non sentire o star con le mani in mano mentre a Roma e in Castheddu i tuoi colleghi – (dal Papi al buon e mite Ugo e via a seguire), non collezionano esattamente performances da Guinness (salvo, forse, quelle del lettone di Putin a palazzo Grazioli… ma col sospetto del doping da pillola gusto Puffo!); anzi non solo i tuoi compagni di squadra più fedeli non sono in forma, quelli ultimi entrati nello spogliatoio e nella rosa dei titolari, ti provocano un giorno sì e l’altro pure (adesso, ieri, anche le bandiere e gli inni regionali! E ite cazz… ite manèra!). E poi, almeno dessero un minimo di ascolto ai sommessi “moniti” del Presidente della Camera Fini (Fini? who? where? what?); macchè lo irridono addirittura…; il ruolo del Parlamento? Le leggi da discutere, emendare, migliorare? Meglio i voti di fiducia che sarà mai il Parlamento? abbiamo il 78% degli italiani con lui/noi; glielo/ce lo dicono i sondaggi, il Suo/nostro specchio magico e anche Emilio Fede!
Il PIL a meno 6%? I dati economici mai così male tornando indietro fino al 1980? Operai del Nord (non di Portoscuso) di una Impresa sana (non della Legler) con abbondanti commesse per il prossimo semestre, ma che viene venduta a “ferru ‘ezzu” che si appendono in una gru?
Mezza Sardegna arrustìda in un giorno; Bertolaso riferisce in Commissione Ambiente alla Camera (magari passavi vicino e lo avrai ascoltato con le tue orecchie…) che la colpa dei ritardi negli interventi è da ricercare in Sardegna; mannaggia a Soru e Cicito Morittu! Ah non ci sono più loro? No, sorry; non più.
A fronte di questo disagio, mi chiedevo, come reagirà il deputato Bruno Murgia, sardo di Nuoro che più sardo non si può?
Per la verità una domanda gliel’avevo fatta quando lui, scherzosamente, ne voleva 10, sacrificandosi al posto del Suo Premier nei confronti di quei faziosi di Repubblica. Forse gli è sfuggita; e allora io, che sono “conchidorto” l’ho riproposta qualche giorno fa sul post “noi tra partito del Sud e Sicilia”; niente nemmeno lì… ma in questo caso capisco; forse è andata smarrita fra i 787 commenti di Adriano Bombòi.
No problem; sarànno Bossi e Calderoli, fra un pò a ricordare anche a Bruno che:
“avremmo potuto trasformare quest’aula in un bivacco di manipoli di camicie…verdi!”; ma preferiamo non farlo; almeno finchè nelle Hostarìe di Trastevere si mangerà un’amatriciana decente e da Giolitti al Pantheon i gelati saranno così gustosi e profumati; (per trombare – niente Roma; gli onorevoli Leghisti tornano oltre il Pò; non s’ischìt mai si rompa il preservativo e si contamini di purezza celtica qualche terrona, magari barese!).
Mannaggia; son stato lungo?
Massì… parliamo di Twitter che Facebook ci ha stancato.”
rileggendo, mi rendo conto che, forse, stiamo ancora sulla/sulle notizie…. o no?
istàmos a bìer….
Adriano Bomboi
Tedde e la Conchidortos Band: la cultura dei vostri beniamini politici (come IRS ad esempio) è incentrata sul settarismo, l’esatto opposto del mio commento in cui parlavo della necessità di fare sistema (anche tra i parlamentari di “Papi”) proprio per dare organicità e concretezza alle varie proposte. Posso condividere la sua critica a Bruno Murgia e aperta da Marcello Fois sulla differenza tra il Bruno-blogger e il Bruno-deputato (che quasi parla da oppositore ad una maggioranza di cui è parte), ma quali sono le vostre proposte?
Salvatore Tedde
Bombò…; assèliadi aìzzu;
benestare accordato per quanto riguarda la “condivisione” della critica a Bruno (M. Fois vedrà lui se concedere analoga liberatoria);
su tutto il resto (che è, in ordine di scrittura del tuo post, il “prima”), vieni a parlarne tranquillamente a casa della Conchidortos Band, neppuru tue… che diversamente da altri luoghi già non ti “banniamo” ista tranquillu;
paret feu mettersi a discutere di altro in casa d’altri;
Infine, sui difetti culturali (il settarismo nel caso) dei presunti beniamini politici della Conchidortos Band (“come IRS ad esempio”), puoi rivolgerti direttamente a loro; hanno un sito internet ed anche un forum.
Perdona Bombò; ma il tempo è tiranno, gli impegni e le passioni tante… e occorre selezionare;
e io, per ora, ho selezionato.
cerco di costruire, fare proposte: adesso questo è il mio ruolo. domani magari farò altro, comunque mi espongo e dico la mia: visibile a tutti. però non accetto quello che in grande avvine con il presidente fini: dici una cosa e o non sei di destra oppure sei contro berlusconi e, per me, la giunta regionale. affronterei le cose di petto in sardegna e mgiliorerei la giunta, pure di molto. niente contro nessuno sul piano personale ma- dopo la non-era soriana ( che cosa ha prodotto, qualcuno infine me lo può dire ? )- c’è molto lavoro da fare. a volte bisogna risvegliare le coscienze, le idee e la pancia. nel frattempo i miei corrdinatori sono delogu e lombardo. gli assessori li conoscete, la rappresentanza sarda al governo scarsa di numero. mi sono epsresso sulle diverse questioni e i miei interlocutori conoscono ciò che dico. molti di voi citano marcello fois. per me è, effettivamente, un mito. è nuorese, ha detto molte cose dure sulla mia città. ha lavorato sodo e ci ha messo la faccia. ma da lui mi aspetto il giudizio che meritano zidda e compagni per la loro incredibile cattiva amministrazione. vorrei che lo dicesse con chiarezza, senza tirare fuori berlusconi, soru e cappellacci. vorrei che lo facesse con franchezza, scrivendo nomi e cognomi e che dicesse sì ad una nuova politica nelle zone interne.
se qualcuno mi toglie il gusto della proposta e della polemica che rimane alla politica ? grazie per gli interventi. br
Adriano Bomboi
Sarebbe bello, ma purtroppo nel forum di IRS non mi è concesso di replicare: altrimenti ne salterebbe fuori che i vari non-nazionalismi/nazionalismi, metodiche comunicative ed europeismi vari, che hanno l’ardire di chiamare “elaborazione concettuale”, sono farina del nostro sacco da quando ancora passavano il tempo a rincorrere Sardigna Natzione e sporcare i muri a suon di bombolette spray. Per il resto ripeto: Se avete proposte da fare anche all’Onorevole Murgia, la discussione è stata aperta proprio per parlarne. Siamo quì per questo.