Qualcuno dice che ho sangue di sinistra nelle vene. E’ vero. Mio nonno materno era comunista. Faceva il muratore, poi il capo-cantiere. Tentò l’avventura dell’impresa nel campo dell’edilizia: gli andò male.
Era un uomo severo. Dopo pranzo si chiudeva in un salotto e leggeva l’Unità da cima a fondo. Poi ritornava al cantiere con, ahimè, uno stuzzicadenti piazzato tra i denti.

Negli anni ’80 detestava Craxi, come tutti i compagni che non ne capivano le evoluzioni moderniste. La domenica era dedicata alla vendita dell’Unità: cascasse il mondo.
Era un’ altra sinistra. Solida, bisogna dire. Chiara. Popolare, non indulgente. Giusta. Noiosa, mi viene da dire oggi, ma rispettabile.

Perchè penso a mio nonno quando leggo Repubblica ?

Forse perchè non riesco a capire quale sinistra si celi dietro il glorioso quotidiano fondato da Scalfari. Leggo Rep ogni giorno ma sempre più spesso volo alle pagine della cultura e degli spettacoli. Leggo Rampini, casomai, e Flores D’Arcais e il mio ottimo amico Gianpaolo Cadalanu. Ma tralascio la politica. Me ne frego altamente: non sopporto queste dieci domande a Berlusconi, questo scavare continuo nella spazzatura, questa presunzione di superiorità. Mi sembra un giornale diverso dagli albori, quando dava conto di un’ altra Italia che nasceva, di nuove pulsioni ed era effettivamente un giornale della nuova classe dirigente.

Da ragazzino me lo compravo e lo nascondevo in un cassetto. Temevo che mio padre, un rautiano duro e puro, si scocciasse. Invece, una volta scoperta la raccolta, mi disse che Rep era un giornale intelligente e diverso.
(Fu allora che mi resi conto che i fascisti di sinistra erano veramente un’ altra specie di intellettuali e politici e mi fa veramente ridere chi oggi critica Fini).

Dopotutto,allora il Giornale di Montanelli – insomma, lo dico, eh – era palloso, rigido, conservatore. A me interessava il nuovo, il diverso, il cinema e il rock e la letteratura americana.

Oggi siamo finiti nel sottoscala del giornalismo. Tra evasioni fiscali, festini, direttori-molestatori che fanno la morale agli altri, con questa perenne ossessione berlusconiana.
Forse Rep risente del fatto che la sinistra italiana non ha più leader e non ha più innovatori in cui credere. Forse li deve costruire. Se abbandonasse le escort e tutto il resto, questo campionario moraleggiante, potrei ritornare a leggere le pagine della politica.

Se ti piace, fallo conoscere:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • MySpace
  • StumbleUpon
  • Tumblr
  • Twitter
  • Wikio IT