Mezzogiorno di fuoco
Il Sud. Questo il tema caliente ispirato dal caldo di questi giorni. Sarò estremamente sintetico e preciso:
1) La prima vera politica per il Meridione consiste nella lotta alla criminalità organizzata. Non che questa non sia presente al Nord (anzi), ma è come tracciare una linea: una questione del tipo ci sei o non ci sei. E non riguarda la classe politica ma lo Stato, la legge, i diritti di tutti.
2) Non servono partiti del Sud. C’è il PDL. Basta organizzarlo bene e fare in modo che attragga le migliori energie del Meridione. Il patto per il buon governo lanciato 15 anni fa può essere ancora valido, dimostriamo di poter dare la spinta.
3) Anche se a volte viene dimenticato, nel Meridione ci sta pure la Sardegna. Anche qui bisogna trarre la lezione dalle nostre specificità e spingere per modelli di sviluppo alternativi, moderni, compatibili con l’insieme.
UPDATE: Barbareschi in Aula si scaglia contro i tagli del Fus. “Sono stato scelto in Parlamento per fare gli interessi della cultura italiana, quello che succede mortifica centinaia di migliaia di persone che rischiano il posto. Siamo indietro nella innovazione e nella capacità di fare prodotti per il futuro. Dobbiamo mettere le persone migliori alla guida dei nostri grandi enti, a partire dalla Rai. Mi vergogno di appartenere a questa coalizione”.
Comments
Daniele
1) Dovrebbe far riflettere il fatto che quel tipo di malavita sia in pratica nata con la nascita dello stato italiano, quindi, oltre a combatterla, bisogna cambiare profondamente la struttura di questo stato;
2) I partiti del sud servono eccome e servono anche dei forti partiti indipendentisti in grado di supportare gli autonomisti, nel senso che questi ultimi devono essere disposti a spostarsi verso l’indipendentismo qualora lo stato centrale si opponesse ad una maggiore autonomia; al sud vanno dati meno aiuti e piú responsabilitá e poteri.
3) La Sardegna non è Meridione, non è centro e non è Settentrione. La Sardegna è solo Sardegna; è isola; è decentrata rispetto al resto d’Italia; è ALTRO geograficamente, storicamente, linguisticamente e, a parte l’omologazione delgi ultimi anni, anche culturalmente. Il volerla considerare come una qualsiasi parte dell’Italia è una forzatura. Sono i sardi che devono tutelare la propria specificitá; sono i sardi che devono trovare ed applicare modelli di sviluppo alternativi senza chiedere il permesso allo stato italiano, che non ci deve mettere il becco.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Sia chiaro che la Sardegna è Italia noi siamo italiani e per quanto mi riguarda fiero e orgoglioso di esserlo detto questo il problema del governo per cui non si riuscirà mai ad aiutare il sud ha nome e cognome Laga Nord!
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Si Bruno c’è il PdL alleato della Lega??? Ma come si fa a tutelare il Sud con quel branco di pazzoidi?? Me lo spieghi come tu che vieni da AN riesci a stare fianco a fianco di questi personaggi??
Fini disse non sederemo mai più a un tavolo con la Lega eccoci serviti….ciao.
Daniele
Se solo a scuola si studiasse la storia della Sardegna… molti ragazzi non sarebbero cosí orgogliosi di essere italiani. Non è un caso infatti che, a parte la lontana civiltá nuragica, non si studi per niente.
bruno
>gggs, la lega branco di pazzoidi ? ahimè, non è così. a meno che non voglia parlare di lucida follia… br
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Certo non tutti Bru per carità non faccio di tutta l’erba un fascio però sai chi fa il dito medio al tricolore, chi fischia il nostro inno nazionale, chi dice che Venezia sarà la capitale della Padania che vuole distruggere l’Unita della nostra Patria non saprei come definirlo dammi la tua spiegazione?
>Daniele ne ho piene le scatole di queste storielle noi siamo Italia. Punto.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Nessuno interviene a bloccare l’indecenza. Ma c’è un ministro della Repubblica verso il quale al massimo ci si può limitare a ticchettare il dito sulla fronte a dire che è matto o è necessario invece che sia finalmente richiamato all’ordine?
Umberto Bossi ha ricominciato con le sue provocazioni antinazionali, nel silenzio generale, è tornato a inneggiare all’inesistente Padania e a profetizzare che Venezia ne sarà la Capitale.Lui e quelli che non conoscono la storia d’Italia non sanno che cosa vuol dire il sangue versato per la Patria.Ma il presidente della Repubblica, il premier, i presidenti delle Camere, la maggioranza e l’opposizione silente dovrebbero invece parlare e dire a Bossi di stare finalmente zitto.
Sembra un Paese ormai paralizzato l’Italia, nel quale l’infamia secessionista sembra diventare un fenomeno con cui convivere.
Ma è sicura questa politica che gli italiani tollererebbero pacificamente la prosecuzione del gioco leghista contro la Nazione?Chi rappresenta in Parlamento e nelle istituzioni il no popolare allo smembramento – per ora sloganistico e fanfarone – del nostro Paese?Chi ha paura di dirgliene quattro a Umberto Bossi?
Ormai la Lega è sempre più un movimento imbroglione. Ma fa male, molto male, a questa nostra Nazione, con la propaganda dei suoi accoliti e del suo leader.
La Costituzione, almeno in questo, è precisa: L’Italia è una e indivisibile.E come ogni volta che qualcuno va fuori le righe si elevano le grida dei sepolcri imbiancati appartenenti a certa cultura, ci indigna ora il silenzio delle istituzioni di fronte all’ennesima provocazione di Bossi contro l’articolo 5 della Carta costituzionale che tanti dicono di adorare.
Questo è un fatto Bruno dimmi tu?
Le parole di Barbareschi fanno rifllettere e anche molto…
Daniele
Giorgio, il fatto che a te dia fastidio non cambia assolutamente nulla: la Sardegna è ALTRO rispetto all’Italia sotto tutti i punti di vista: Geografico; Storico; Linguistico. PUNTO
Peró è anche vero che non è colpa tua, la storia della Sardegna a scuola non te la insegnano, anche perché immagino che nemmeno il tuo professore la conosca, a meno che non sia un appassionato. Per non parlare poi di come insegnano la storia del Risorgimento, piena di eroi senza macchia che si battono per la libertá, che da una parte puó anche essere vero, ma dall’altra ci stanno tutte le porcate fatte dai Savoia e dai piemontesi in generale.
Conosci poi la storia della Sardegna sotto il regno sabaudo? Hai studiato come ne sono entrati in possesso? Quando? Come hanno amministrato?
Queste cose non le insegnano DI PROPOSITO a scuola.
Pietro
speriamo passi presto questa giornata infernale.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Daniele tu continui con questa storia ma non cambia ciò che è cioè noi siamo ITALIA CHE TI PIACIA O NO E’ COSI’.
Se discutiamo delle ingiustizie subite dai sardi e dalla Sardegna in passato ti posso dare anche ragione è vero che i Savoia non si sono comportati bene ma è anche vero che Savoia non è sinonimo di Italia so benissimo che vi erano imposte molto alte nei confronti dei sardi e sono state fatte molte ingiustizie ma attenzione a non confondere Savoia con Italia e poi se tanto mi da tanto durante il ventennio fascista la Sardegna è stata rincompensata di alcune ingiustizie, non potete negarlo perchè è storia e neanche questa si studia a scuola.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
>Bruno scusa se avevo fatto tanti commenti me l’avevi gia detto ;) dai però sono curioso di sapere il tuo parere sulla Lega e su questo episodio in particolare che ti ho fatto notare magari hai ragione tu ;)
Daniele
Certo, il fascismo, la repressione, il tentativo di soffocare le tradizioni (per fortuna non riuscito, allora) ed il confino per chi non vi aderiva. Miglioró la situazione della borghesia, ma il mondo rurale dopo poco si trovó punto e a capo.
Il fascismo poi diede la mazzata decisiva alle velleitá di autonomia della Sardegna e del resto d’Italia. I fascisti erano poco meno che criminali.
Comunque a te una Sardegna indipendente cosa ti cambierebbe? Nessuno ti impedirebbe di sentirti italiano.Fosse per me potresti pure tenerti la cittadinanza italiana e continuare a vantarne le splendore, basta che lasci agli altri la LIBERTÀ di essere solo sardi.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Io vivo in una Stato chiamato Italia in una Patria chiamata Italia questo è il fatto la Sardegna è la mia terra, la mia regione, la terra dei miei avi ma fa parte dell’Italia e lo sarà sempre non è possibile nessuna altra strada.
Il fascismo ha creato più opere in 20 anni che la repubblica in 60 anni.
Daniele
Il fascismo avrá anche creato opere, ma ha oppresso la libertá delle persone. È piú che abbastanza.
Che non sia possibile nessun altra strada lo dici tu. È non solo possibilissima, ma è auspicabile.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Un altra strada invece nonè auspicabile assolutamente impossibile.
Daniele
vedremo ;)
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
>Bru sarò pedante se ho preso da Peppone molto probabilmente però me la dai questa risposta sulla Lega?
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
>Daniè che mi dice della questione Lega?
Daniele
Giorgio, non c’è nessuna questione Lega, purtroppo. Bossi nemmeno se gli concedessero la secessione saprebbe dove e come tagliare e separare. Sono cose che dice per riempirsi la bocca, per sentirsi ancora giovane. Ha capito che piú “minaccia” la secessione piú lo stato centrale da poteri al nord. Lui e la Lega in generale non hanno alcuna intenzione di secedere, soprattutto ora che stanno raccogliendo a piene mani i frutti del potere romano. La loro unica funzione in questo momento è la lotta ai clandestini, tutto il resto, federalismo compreso, è folklore tanto per far parlare di loro.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Io credo comunque che rappresentino una minaccia a lungo andare.
Daniele
Ma magari avessi ragione, Giorgio! Purtroppo si sono perfettamente integrati con la politicuzza italiana.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Perchè magari scusa????!
Daniele
Perché se avessi ragione tu (cioé se la LEga facesse sul serio e minacciasse veramente la secessione) ci sarebbe qualche speranza di cambiamento per questa Italia malata. Il modello statalista invece trionfa sempre, per questo è un paese sostanzialmente arretrato.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Daniè lasciamo perdere!
Luca
Appasionante dibattito direi, lega e proiezione futura stivalica.
Comprensibile e abbastanza prevedibile la posizione di GGGS, vista peraltro l’iconcina che lascia poco spazio alla fantasia.
Direi che in parte è storicamente legata a quella ereditata concezione politica nostalgica, in quanto il primo a “fare gli italiani…” fu proprio il capostipite della destra latina, ovvero mussolini e fu lui a costruire la peranco e purtroppo attuale “identità nazionale”.
Dico “purtroppo” perchè se i presunti valori identitari sono quelli rappresentati da cattolicesimo, discriminazione, autoritarismo, ipocrisia e prevaricazione come mi sembra di ravvisare, temo di non dovermi identificare come “italiano” pur avendo la regolare cittadinanza.
Credo che invece la strada europea sia maggiormente sensata, in tal senso, vedo come poco attuabili le istanze ad esempio indipendentiste, che comunque hanno dei punti molto interessanti e positivi (probabilmente molto ironicamente inattuabili proprio per l’italianità oramai pesantemente acquisita, nel bene e nel male).
Saluti anche al proprietario del blog, si ricordi da chi viene pagato il suo stipendio, buon lavoro.
Bruno
>luca, valutazioni interessanti per quanto non nuove, da queste parti. ricambio i saluti ma non ho bisogno che qualcuno solletichi la mia memoria.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
>Luca sono contento che la mia icona non lasci spazi a dubbi proprio perchè dubbi non voglio lasciarne, ti chiedo solo una cosa finitela tutti di farvi questa sega mentale che chi è della Destra o di Fiamma Tricolore sia un nostalgico del Ventennio Fascista non è così….. io faccio parte della Destra sociale credere in valori nazionali non è un reato, credere nei valori cattolici non è un reato anzi mi pare una cosa giustissima da insegnare ai miei figli così come il valore di famiglia e di Patria. Tu e tanti altri continuate a vedere Mussolini ovunque nonostante sia morto da più di 60 anni finitela lasciatelo riposare in pace se proprio dovete nominarlo fatelo il 29 luglio con un ricordo dato che è la sua data di nascita, e comunque io ringrazio il Duce di aver creato L’IDENTITA’ NAZIONALE.
Daniele
Luca, se pensi che indipendenza ed europeismo siano antitetici, ti sbagli. Al contrario l’indipendenza nel caso della Sardegna e una netta autonomia nel caso di altri popoli e regioni costituirebbero un ulteriore passo in avanti verso la costruzione di un’Europa dei popoli, in cui la rappresentanza non è una gentile concessione, ma è un diritto da tutti riconosciuto.
L’italianitá in sé poi non è un ostacolo per l’indipendenza, ché l’essere sardo di nascita ed il parlare sardo non li reputo requisiti fondamentali per essere indipendentisti; per me puó essere indipendentista chiunque viva in Sardegna, vi lavori e ami la libertá (e anche i sardi che, come me, al momento lavorano all’estero), a prescindere da nazionalitá, razza, colore e lingua parlata. L’ostacolo maggiore è lo statalismo insito in molti sardi che reputano normale, giusto e naturale il ricevere ordini ed il richiedere l’approvazione di chi vive a piú di 300 Km di distanza e che l’isola la vede qualche volta in estate. Un maggiore amore per la libertá renderebbe l’indipendentismo meno “utopico”.
francesco murru
>e comunque io ringrazio il Duce di aver creato L’IDENTITA’ NAZIONALE.
Io no… Mussolini è stato un BOIA che ci ha portato al disastro e ha sputtanato per secoli il nostro paese.
Ti auguro di provare sulla tua pelle quello che le idee pseudo nazionaliste di quell’ invasato
hanno causato a chi è morto nei campi di concentramento in Dalmazia o nei deserti della Libia,
o quello che hanno patito gli inermi Etiopi a causa dell’ iprite scagliata persino sulla Croce Rossa,
oppure il ‘piacere’ di crepare congelati provato dalle armate italiane in Ucraina
perché equipaggiate in una maniera ridicola e… tanto altro che mi fa schifo persino ricordarmelo.
Il 29 di luglio, se proprio devo ricordarmi di quel deficiente, lo farò chiedendo idealmente scusa
alle vittime dei suoi deliri imperialisti.