Ora, provate solamente a immaginare se la candidatura di Grillo venisse accettata. Se vince siamo alla commedia.

Se non vince, la commedia l’ha già fatta Marino che indirettamente ha dato degli stupratori a migliaia di iscritti del Pd (e sarebbe lui il rinnovamento…).

Se perde male, come penso, forse si metterà l’anima in pace. Ma ho come la sensazione che i seguaci di Grillo, quelli disposti realmente a votarlo, votino già Antonio Di Pietro. Un ruolo per essere credibile non può essere diviso a metà.

Perché poi per chi gioca la parte di Bruto e Cassio c’è sempre Filippi dietro l’angolo.