Veltroniade
Ieri a L’Aquila è arrivato George Clooney. Il divo di Hollywood ha fatto un discorso ineccepibile: vengo qui per fare in modo che se ne parli. E in effetti c’era subito il codazzo di telecamere e giornalisti che lo seguivano e gli facevano domande. Come ogni buon divo di Hollywood che si rispetti George si è mostrato molto preparato sugli argomenti: insomma, ci si dedica senza la superficialità che vedo spesso nei nostri testimonial, troppo impegnati a far vedere che si impegnano piuttosto che a comprendere i problemi.
L’idea complessiva è che tra un giro di Obama, uno dell’inseparabile Sarkozy, uno della Merkel, uno di Medvedev (ma quanti anni ha? 24?), uno di Carlà e uno di George alla fine il messaggio di soccorso alla città abruzzese sia passato, raggiungendo quello scopo umanitario che il Governo si era prefissato spostando il G8 da La Maddalena. Ciò non rende meno fastidiosa la vicenda, ma sicuramente il dolore degli aquilani merita una costante attenzione. I ruderi impressionano, hanno bisogno di aiuto e di riflettori puntati.

Più interrogativa la presenza di Veltroni. Si, lo so. Era con George perchè con George e Bill Lost In Translation Murray è impegnato in un’associazione volontaristica di supporto… credo sia il Summit permanente dei premi Nobel, lui Veltroni, noto premio Nobel…
Alla fine si è capito che a Veltroni questo mondo ammerigano piace. E’ sempre stato così: dalle vhs allegate all’Unità al mito di Bob Kennedy, dalle primarie in salsa democratica fino al Festival der Cinema de Roma. Il cinema gli piace, meglio se a stelle e strisce. Mi viene il sospetto che alla fine abbia voluto troppo dalla vita. Non è mai stato bello per fare l’attore, duro e spietato per fare il leader, troppo buono per fare il professore. Ecco, direi che poteva fare la comparsa. Una di quelle comparse ricorrenti, come il classico tirapiedi dei film di Bud Spencer e Terence Hill… entra in scena, fa due battute, da tre cazzotti allo stomaco di Bud, viene steso con un colpo alla nuca e arrivederci a tutti.
Comments
Roberto Bernabò
Lo dico con molta serenità.
Ma non trova che, oltre ad essere alquanto squallido, sia anche un po’ di cattivo gusto, fare un attacco di discredito verso un avversario politico che comunque si è recato a in Abbruzzo, nel contesto di un post che, invece, era partito così bene?
Torva davvero che utilizzare, così platealmente, toni denigratori ed offensivi verso l’ex segretario del Partito Democratico, che per carità, ha certamente grosse responsabiità sulle sconfitte elettorali del suo partito, ma che comunque rappresenta una parte rilevante degli italiani, sia una cosa della quale fregiarsi?
A me, soprattutto in un contesto del genere, francamente, un’esternazione del genere fa molta tristezza.
Con stima.
RB
Bruno
>caro bernabò, con altrettanta stima: sono un deluso veltroniano. le potrà sembrare un paradosso: ma è così. ho sempre seguito l’ attività dell’ ex sindaco e pur essendo dall’ altra parte dello schieramento ne apprezzavo toni e novità. poi l’ altalena di contenuti, esternazioni, di pietro-non di pietro, berlusconi come putin, non ci ho più capito niente. e rivederlo in giro con lo stesso clichè dopo le speranze infrante per la modernizzazione del sistema italiano mi ha fatto tristezza. saluti. br