Entries from: luglio 2009

Marcello Fois: “Destra e sinistra? Esistono ancora”

No Bruno, Destra e Sinistra non sono affatto categorie superate, solo artatamente svuotate di senso. E’ consolatorio e qualunquista affermare il contrario. Certo ci si può, anzi si deve incontrarsi intorno a un tavolo, ma solo portando ognuno la propria visione e la propria differenza, perché la cultura è fatta di differenze, di punti di vista, di senso critico. Io credo che gli interlocutori portatori sani di cultura siano quelli disposti a cambiare idea, ma anche a difenderla a dispetto di tutto. La melassa “destra e sinistra sono la stessa cosa” giustifica, non è certo il tuo caso Bruno, posizioni di medietà in cui prima si vede come gira il vento e poi si parla. Io sono decisamente uno di sinistra, ma discuto con te, e mi piace farlo, proprio perché so che c’è differenza tra noi, che lo sguardo che tu proponi non fa parte della mia cultura, ma da esso ho comunque qualcosa da imparare. Ecco perché sorrido quando fai il tuo “sporco” lavoro di politicante che qualche volta deve sostenere l’insostenibile: è quello che devi fare, è la tua natura, è la tua differente specificità è la vita che ti sei scelto. In questa chiarezza si instaura il rispetto, senza quest’ultima c’è solo il pregiudizio. Senza una cultura della differenza ci sono giornali locali che arrancano per accontentare tutti, dove i giornalisti si trasformano in opinionisti. Senza la cultura della differenza ci sono intellettuali pusillanimi che parlano a comando e si rifugiano nei salotti buoni in attesa che passi la buriana; senza la cultura della differenza la parola “servizio” alla società, diventa “servizietto” al signore di turno. Molti ne avete accolto nella vostra nuova grande casa della Destra di questi figuri e molti di loro abitavano già a casa nostra quando eravamo noi a governare. Io dico che non avete fatto un buon affare perché cambiare idee ad ogni legislatura non significa certo che “tanto destra e sinistra sono la stessa cosa” ma che di idea ce n’è una sola: Francia o Alemagna purché se magna. Allora almeno la Cultura la teniamo fuori da questi luoghi comuni?
Marcello Fois
La mia vecchia idea : prima o poi Marcello scenderà in politica e sarà il nuovo Soru. Ne vedremo delle belle. (br)

Veltroniade

Ieri a L’Aquila è arrivato George Clooney. Il divo di Hollywood ha fatto un discorso ineccepibile: vengo qui per fare in modo che se ne parli. E in effetti c’era subito il codazzo di telecamere e giornalisti che lo seguivano e gli facevano domande. Come ogni buon divo di Hollywood che si rispetti George si è mostrato molto preparato sugli argomenti: insomma, ci si dedica senza la superficialità che vedo spesso nei nostri testimonial, troppo impegnati a far vedere che si impegnano piuttosto che a comprendere i problemi.

L’idea complessiva è che tra un giro di Obama, uno dell’inseparabile Sarkozy, uno della Merkel, uno di Medvedev (ma quanti anni ha? 24?), uno di Carlà e uno di George alla fine il messaggio di soccorso alla città abruzzese sia passato, raggiungendo quello scopo umanitario che il Governo si era prefissato spostando il G8 da La Maddalena. Ciò non rende meno fastidiosa la vicenda, ma sicuramente il dolore degli aquilani merita una costante attenzione. I ruderi impressionano, hanno bisogno di aiuto e di riflettori puntati.

bud

Più interrogativa la presenza di Veltroni. Si, lo so. Era con George perchè con George e Bill Lost In Translation Murray è impegnato in un’associazione volontaristica di supporto… credo sia il Summit permanente dei premi Nobel, lui Veltroni, noto premio Nobel…

Alla fine si è capito che a Veltroni questo mondo ammerigano piace. E’ sempre stato così: dalle vhs allegate all’Unità al mito di Bob Kennedy, dalle primarie in salsa democratica fino al Festival der Cinema de Roma. Il cinema gli piace, meglio se a stelle  e strisce. Mi viene il sospetto che alla fine abbia voluto troppo dalla vita. Non è mai stato bello per fare l’attore, duro e spietato per fare il leader, troppo buono per fare il professore. Ecco, direi che poteva fare la comparsa. Una di quelle comparse ricorrenti, come il classico tirapiedi dei film di Bud Spencer e Terence Hill… entra in scena, fa due battute, da tre cazzotti allo stomaco di Bud, viene steso con un colpo alla nuca e arrivederci a tutti.