Meglio lui
Ci credete se vi dico che ad Obama sta comunque meglio un presidente del consiglio discusso, ma stabile e capace di assumersi impegni concreti, piuttosto che un presidente del consiglio in balia di verdi, centristi impazziti, vetero-comunisti, che ritirerebbero le truppe oggi – dico oggi – dall’Afghanistan?
No, giusto per avvisare gli zuccones di Repubblica…
Comments
Saverio di Senorbì
Per la proprietà transitiva, Cappellacci sta bene ad uno come Berlusconi.
A parte le truppe, s’intende, ma non sia mai …
Pietro
Complimenti a Saverio: trova ospitalità e offende chi lo ospita. Vatti a sfogare da un’altra parte, su.
Quirico Sanna
Penso al dolore che, il Presidente Obama, ha procurato al Sig. Travaglio e al Sig. Santoro………. e qualcuno informi anche il Leader di IDV……..
Daniele
Secondo me in Italia e in Sardegna ci sono non poche persone che stanno impazzendo… è da ieri che guardo i titoli che si alternano sul sito internet dell’Unione Sarda… mi hanno fatto rimpiangere di non potere ascoltare qualche notizia un po’ piú obbiettiva dal TG4 condotto da Fede in persona. Le foto ritraggono sempre e solo Berlusconi e Obama; ogni minchiata che dice Obama viene riportata come se fosse l’evento del secolo.
Le notizie messe maggiormente in risalto sono i complimenti dei leader all’organizzazione… qualcuno è a conoscenza di casi in cui i leader partecipanti abbiano detto che l’organizzazione fa cagare? Se si mi si riporti il link, perché io non ne conosco.
Due anni fa c’è stato il G8 in Germania e non mi sono capitati giornali tedeschi che parlassero di quanto è stato bravo il cancelliere ad organizzare tutto e di quanti complimenti abbia ricevuto; si parlava dei temi affrontati e dei problemi con i manifestanti.
I giornali italiani invece no: quelli pro-Berlusconi amplificano ogni minimo e doveroso complimento fatto dagli altri leader, in particolare quelli provenienti da sant’Obama, il messia sceso tra noi; quelli contro stano invece attenti a fotografare l’esatto momento in cui il santo arriccia il naso per magari titolare che Egli è rimasto schifato per il modo in cui è stato gestita l’organizzazione ecc…
Se ci interessa cosí tanto quale presidente del consiglio piaccia maggiormante a Obama, talgiamo la testa al toro (povero toro): la prossima volta portiamo a Sant’Obama una lista di nomi e gli facciamo scegliere quello che piú gli piace; si risparmierebbero un sacco di soldi e tutti sarebbero felici.
IoMe
Hai ragione , meglio molto meglio essere in balia solo della Lega.
IoMe
Obama starà pure meglio ma noi un po’ meno
giollygo
On. Murgia,
questo Suo post vanifica parecchie speranze, che non ero l’unico ad avere, di vedere in Lei una persona “diversa”, più “avanti” rispetto a molti Suoi compagni di coalizione. Io non ho mai e mai potrò mettere una croce su un simbolo che copre idee arretrate ed incondivisibili improntate al razzismo, al totalitarismo, alla delega assoluta di poteri nelle mani di uomini indegni che ignorano il senso profondo della parola “libertà”. Per identiche ragioni non ho mai apposto una croce su una falce ed un martello perché ritengo che non vi sia speranza di giungere, nella pratica, a quella realizzazione piena dei diritti dell’uomo neppure orientandosi verso quell’estremo. Lei mi sembrava un uomo “oltre” questa dicotomia tra due speranze, tra due visioni diverse del nostro futuro. La mia idea era confortata dalla carica da Lei conquistata che mi spingeva a pensare che Lei avesse raggiunto un livello più alto di capacità critica. No, non mi sembra sia così. Anche Lei si diletta nello sport della piccola vendetta, del trovare magre soddisfazioni a grossi dispiaceri. Non ho visto in questi due giorni di “parata” dei nostri governanti nulla che fosse fuori dal lecito, non ho sentito battute “del cazzo” (scusate il termine), non ho visto atteggiamenti inadeguati, non ho notato comportamenti che avrebbero consentito critiche da parte dei vostri inventati nemici. Voi temevate eventuali “soprese”. Non ci sono state ed è meglio così. I giornali murdocchiani o Kaggebbisti non hanno infangato il vostro datore di lavoro (lo chiamo così sapendo di essere pesante ma siete stati scelti tutti da sopra e non da sotto, ovvero da noi). Perché non si parla da due giorni delle cavolate berlusconiane? Semplicemente perché non ci sono state e la tristemente gioiosa macchina bellica italiana sta riuscendo ad essere all’altezza dell’impegno assunto, a prescindere dal luogo in cui tale inutile parata di pseudopotenti si svolge. E Lei, Onorevole, si arroga la capacità di dire a noi cosa pensa Obama!! Carissimo Murgia, goda del fatto che il Suo berlusconi non abbia fatto cappellate e non del fatto che Repubblica non parli di ciò che non esiste ma solo di ciò che, purtroppo, colui che Lei difende ha fatto fino ad oggi.
freedom.
Massimiliano
Sono d’accordo con la tua considerazione.
Su Presidenti
In merito agli impegni concreti magari facciamo qualche piccolo distingo e lasciamo da parte le “fregnacce di papi in Sardegna” o, come minimo, diciamo che qualche volta anche il Divino papi è “un compagno che sbaglia o che dimentica”.
Berlusconi e quella fregnaccia elettorale in Sardegna. Che nessuno ricorderà.
Tutto come previsto. L’Eni fermerà il cracking del petrolchimico di Porto Torres dal primo di agosto «e per un periodo temporaneo di almeno due mesi». L’ azienda ha dato le motivazioni chiare, che sono anche queste note: “risultato operativo annuo negativo per circa 70 milioni di euro, scenario sfavorevole per tutto il settore petrolchimico europeo, cracking «strutturalmente inefficiente, con un margine di contribuzione unitario consuntivo nei primi cinque mesi di -179 euro/ton di etilene prodotto (contro una media degli altri cracker di Polimeri Europa di 19 euro/ton)“. Lo scrive la Nuova Sardegna, segnalando che oltre ai sindacati e all’opposizione anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, parla di “decisione sconcertante“, e ancora più severo è il capogruppo PDL.E la decisione sembrerebbe ancora più sconcertante se i sardi fossero di lunga memoria, e ricordassero (”Berlusconi presidente piccolo chimico. Piccolo piccolo”, 19 gennaio 2009) di un piuttosto pomposo comunicato uscito da Palazzo Chigi: “Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è personalmente intervenuto questa sera sulla vicenda della chimica in Sardegna e ha chiesto e ottenuto precisi impegni dall’A.D. dell’Eni Paolo Scaroni. Il Presidente Berlusconi preoccupato per l’aggravarsi della situazione della chimica nell’isola ha chiamato il dottor Scaroni e gli ha chiesto una soluzione rapida in maniera tale da eliminare la grave situazione di incertezza e disagio che vivono decine di migliaia di famiglie sarde“. Pochi lo ricordano, ma d’altronde si era in piena corsa per l’elezione del presidente della Regione. E si sa, “figliolo una volta qui era tutta campagna elettorale” (cit.).
Peccato che già all’epoca si dicesse quello che tutti, tranne Berlusconi e Cappellacci, sapevano. “Dietro l’annuncio si mantiene la decisione di Eni su cumene e fenolo, che infatti non sono state nominate nella replica di Scaroni e, nella prospettiva di medio termine, porterebbero a compromettere il Petrolchimico di Porto Torres“. Come mai? “L’impianto si regge per metà sull’esistenza di cumene e fenolo; se l’aresto della produzione è solo congiunturale e non strutturale lo sapremo solo quando conosceremo il piano industriale di Eni per la chimica. Una ripresa parziale dell’attività degli impianti senza un riferimento temporale per gli altri è una manovra elettorale. Serve a prendere in giro chi qui ci lavora e basta“, diceva Salvatore Corveddu, segretario nazionale Filcem-Cgil. Insomma, Scaroni mentre da un lato faceva sì sì con la testa al presidente del Consiglio riguardo gli investimenti dell’Eni in Sardegna durante la campagna elettorale nella regione, dall’altro non poteva che operare come l’amministratore delegato di una grande azienda il cui stabilimento è strutturalmente in perdita: si dava da fare per ridimensionarlo, tagliarne i rami secchi, cominciare a chiuderlo. Ipocrisie a cui è costretto a sottostare – o se preferite: furbizie che deve utilizzare – il rappresentante di un capitalismo di Stato.
Sia come sia – e immaginando che magari l’Eni dopo le proteste di questi giorni possa fare dietrofront – rimane questa storia, che comunque vada sarà un insuccesso. Chiudere definitivamente getterebbe sul lastrico minimo 500 persone con relative famiglie, ed è un costo “politico” che la Sardegna non si può permettere. Tenere aperta, o riaprire, Porto Torres non sarebbe comunque gratis. L’Eni però potrebbe chiedere un corrispettivo al governo per questo, sia in termini diretti che indiretti: quindi, in un modo o nell’altro, i costi di questa soluzione verrebbero scaricati sulla collettività (sarda e italiana, in che misura è difficile dirlo). In ogni caso, come si faceva notare, “gli enormi investimenti necessari comunque andrebbero a gravare sui costi di produzione a livello di ammortamenti e quindi il problema se è strutturale difficilmente sarebbe risolvibile“. Con l’aggravante che i maggiori colpevoli, ovvero chi negli anni ha prima creato e poi perpetuato questo stato, lasciando incancrenire la ferita, non pagherà mai. Vabeh, poi ci sarebbe anche la fregnaccia elettorale di Silvio a completare l’opera. Ma quello alla fin fine è soltanto folklore ormai.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Non resta che fare questa volta i complimenti al Presidente Berlusconi forse è uno dei suoi più grandi capolavori politici dal punto di vista dell’organizzazione veramente complimenti.
W l’Italia…..
tiago
Fattegli anche i complimenti per i capolavori che ha fatto in Sardegna …..
E’ tutto una farsa dell’uomo più Bugiardo del pianeta…..
Come è anche una farsa la sfilata dei grandi del G8,grandi sorrisi e pochi fatti concreti.
tiago
Leggete i commenti di altri,altro che complimenti, caro GGGS.
“In Africa c’è un miliardo di persone affamate e il G8 dà loro da mangiare nient’altro che parole. Stanno falsificando i libri contabili: 15 miliardi di dollari possono sembrare tanti ma è come incartare lo stesso regalo per donarlo una seconda volta”, Farida Bena, Oxfam-Ucodep, 9 luglio
Bruno
>tiago, la notizia, ahimè, è il successo di berlusconi all’ aquila. br
tiago
Continute a complimentarvi con papi e a prendervi gli stipendi da parlamentare,ed essere succubi del nano bugiardo .Andate a chiedere ai poveri terremotati cosa pensano del nano…
Vergogna
Più volte è stato specificato di non trasformare questo sito in uno sfogatoio antiberlusconiano, e di lasciare che ci siano discussioni civili, è evidente che a te proprio non riesce
tiago
Cosa crede lei Onorev. Murgia che non ho capito il senso del post.?
Non cercate di sviare il discorso sul casino che a creato anche in Sardegna il suo Governo amico,il successo di Berlusca è un castello i carta che alla prima scossa crollerà stia tranquillo.
L’Aquila altro non è se non l’emblema della volontà predatoria del governo nazionale nei confronti della Sardegna e dei sardi.