Finiani ante-litteram
“Mi fa sorridere il tentativo di contrapporre la politica del fare con quella del pensare, anche perche’ mi pare che prima si pensa a cosa si puo’ fare e poi si agisce, di solito. Sono due cose che si possono fare contemporaneamente”. (Gianfranco Fini)
Comments
Bobbore
…si può fare ciò che si pensa e pensare a ciò che si fa…quest’aforisma finiano sembra un bushismo di internazionale…
nanni
è semplicemente una dichiarazione scontata. ma ci siamo ridotti a contraporre acqua calda e fredda? uno scatto in avanti, suvvia!
Pietro
Io non penso che sia scontata: è chiaramente un’allusione a un certo tipo di propaganda che mostra muscoli con la politica del fare, e spesso, a furia di annunciare le cose da fare, spesso non ci si pensa prima alle conseguenze che potrebbero portare.
L’arte del buon governo non la si esercita solo “facendo”. Perchè è facile fare con la decretazione d’urgenza. E’ che invece i tempi richiedono probabilmente grandi decisioni politiche, che per la loro sostanza richiedono appunto un’elaborazione.
Altrimenti, nella propaganda, sembra che pensare alle cose signfiichi cazzeggiare, mentre si fa finta di governare a colpi di dl.
Antoni su Longu
Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, due dei 14 membri della Corte costituzionale che dovrà esprimersi sul Lodo Alfano sono stati a cena con Silvio Berlusconi. In altri Paesi qualche testa sarebbe saltata. In questo caso prima si è pensato e poi si è fatto e ancora si farà!
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Gianfranco…..lo statista signori questa frase passerà alla storia come quella Mussolini è il più grande statista del novecento? O come quella Azione Giovani ha il dovere di riconoscersi nei valori dell’antifascismo……Fini non può parlare di queste cose che prima si pensa e poi si fanno i fatti perchè non è coerente con se stesso quindi o prima agiva e non pensava o pensa prima adesso e poi agisce…secondo me qualche hanno fa pensava prima e poi agiva ora non più…..
Antoni su Longu
GGGS, Fini pensa e pensa BENE. Il problema principale in questi ultimi tempi, ma non solo, sta nella coerenza non sempre presente fra pensiero, manifestazione del pensiero e azione, conseguenza del pensiero ragionato. Molti, troppi (per fortuna non tutti) nostri rappresentanti vogliono farci credere di essere i paladini e i sostenitori indefessi di valori etici e morali indistruttibili e inderogabili, quali la famiglia, il credere cristiano, la difesa della vita a partire dal contatto spermatozoo – ovocita, il divieto d’uso personale di stupefacenti.
Nelle loro manifestazioni “politiche elettorali” e sullo scranno delle Aule (Camera e Senato) si incazzano e battono i pugni sui banchi, a difesa dei principi, mentre nelle loro vita privata di tutti i giorni, a volte sputtanati da qualche solerte osservatore, si sollazzano con prostitute, fanno magari abortire la moglie, l’amante a volte la figlia, tirano coca o si fanno le canne.
Indifendibili e indefinibili.