Fabio Granata a Cagliari in difesa del Colle di Tuvixeddu

F. Granata su Tuvixeddu la pensa come Soru
Il capogruppo in commissione cultura del Pdl Fabio Granata parteciperà il 3 luglio all’incontro organizzato da Legambiente sull’emergenza Tuvixeddu.
Nel comunicato stampa dell’associazione si sostiene che si voglia “scongiurare una ulteriore e grave compromissione del Colle, già martoriato in passato da azioni di trasformazione che ne hanno pesantemente alterato i valori archeologici e paesaggistici e riaffermare il valore culturale, sociale ed economico del bene, che rimane ed è sancito da studiosi di chiara fama, oltreché dalla diffusa percezione dei cittadini. Un valore di legami, appartenenza e identità storica, non negoziabile con promesse di sviluppo economico di breve durata, ma, al contrario, suscettibile di vantaggi economici importanti e durevoli, se utilizzato in modo saggio e lungimirante”.
Il sopralluogo dei parlamentari (con Granata ci sarà il senatore del Pd Roberto Della Seta) è finalizzato ad accertare lo stato dell’area e a presentare nuove iniziative per la salvaguardia del sistema paesaggistico. La proposta è quella di creare un parco paesaggistico-archeologico che preservi il sito. Granata ha già presentato un’ interrogazione sul tema al ministro Bondi. Il centrodestra regionale, come è noto, si era schierato a favore del progetto dell’imprenditore Cualbu di costruire ai margini dell’insediamento archeologico.
E’ facile pensare che la visita di Granata, normalmente portatore di posizioni anticonformiste dentro la stessa maggioranza di centrodestra, non mancherà di riapire la vecchia polemica che a suo tempo aveva coinvolto il presidente Soru. E’ anche nota l’amicizia tra i due.
Nei commenti la risposta di Alessandro Serra, consigliere comunale del Pdl ( area An) a Cagliari.
Nella rassegna parlamentare la mia proposta sull’esame di maturità.
Comments
Bobbore
… che proposta innovativa quella del parco! In questo bel post su quanto è perspicace e attento alla causa tuvixeddu neanche una riga su tutto quello che c’è stato negli scorsi anni intorno a tuvixeddu? Sul ricorso del consiglio regionale contro il TAR e i mattonari che si stavano sbranando uno dei siti più importanti della regione? …e la signorina corona che ne pensa del parco? …
Alessandro Serra
Chiedo cortesemente all’amico Bruno di invitare l’on. Granata a venire più spesso a Cagliari. Mi offro volontario per mostrare al nostro parlamentare non solo i luoghi di cui si tratta, ma altresì tutto il carteggio che riguarda la vicenda dall’inizio alla fine. Spero di poter dare il mio contributo a completare la sua conoscenza della questione, affinché si formi un’opinione libera dal fascino generato dalla figura dell’ex presidente della Regione in chi vive dall’altra parte del mare e non ha avuto la percezione di quanto egli fosse, per usare un eufemismo, sopravvalutato. Se l’onorevole vorrà, sarò lieto di accompagnarlo anche a vedere dove ha colato il cemento colui il quale per anni ha millantato di voler difendere le coste, l’ambiente e i nostri beni paesaggistici. Poi Il nostro rappresentante resterà libero di continuare a credere agli “effetti speciali” di un grande curatore della propria immagine più che ai propri occhi, ma almeno avrò la cosceizna a posto. Riporto qui, di seguito, una sintesi della nostra ultima conferenza stampa sul tema.
Il comparto urbano interessato dall’intervento si estende per circa 48 ettari, dal versante
del colle di Tuvixeddu che dà sulla Via S. Avendrace sino al versante orientale del colle di
Tuvumannu, e comprende un’area archeologica risalente al periodo fenicio-punico di circa 6 ettari.
Sino ai primi anni ’90 la proprietà di tali aree era completamente privata. L’area sottoposta a
vincolo archeologico (istituito negli anno ’60 dal Ministero per i Beni Culturali) era pari a circa un
ettaro.
In seguito ad un contenzioso tra i privati proprietari delle aree ed il Comune di Cagliari che
ne aveva espropriato una parte (in modo illegittimo secondo il TAR e il Consiglio di Stato) per
realizzare edifici di edilizia popolare, il Comune viene condannato a risarcire i privati per una cifra
non inferiore (a metà degli anni ’90) a 63 miliardi di lire, mentre veniva riconosciuta ai privati la
piena titolarità delle aree non irreversibilmente trasformate e dotate di piena potenzialità
edificatoria secondo lo strumento urbanistico allora vigente (circa 600.000 metri cubi).
Fin dal 1986 l’Amministrazione Comunale ha operato, insieme alle Sopraintendenze e ai
privati interessati, per addivenire ad un accordo finalizzato alla definizione del contenzioso e alla
riqualificazione, valorizzazione e tutela dell’intera area, all’epoca totalmente degradata.
Negli anni, data la fattiva e leale collaborazioni tra i soggetti interessati, si sono succedute
diverse soluzioni progettuali; inoltre nel 1996 il vincolo archeologico fu esteso ad un’area di 22
ettari. Finalmente nel settembre del 2000 fu stipulato – tra il Comune di Calgiari, la Società Nuove
Iniziative Coimpresa (titolare della quasi totalità delle aree), l’Assessorato Regionale all’Urbanistica
e quello alla Pubblica Istruzione e le diverse Sopraintendenze interessate – un Accordo di
Programma denominato “Progetto di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di S.
Avendrace”che prevedeva la realizzazione di :
un parco archeologico e naturalistico di circa 23 ettari
un parco urbano attrezzato di circa 6 ettari come collegamento con gli altri parchi cittadini
una zona di edificazione residenziale e di servizi di circa 10 ettari, localizzata nelle aree
degradate dalle attività di cava e della ex cementeria (esterna alla zona di vincolo e ai
rinvenimenti archeologici)
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una zona di edificazione di residenza economica e popolare, con relativi servizi, di circa 4
ettari nella zona di Tuvumannu
strade e parcheggi per una superficie complessiva di circa 5 ettari
Tutto il versante occidentale del colle di Tuvixeddu, in cui solo per una piccola parte insiste
l’intera necropoli punica, è stato lasciato privo da potenzialità edificatorie. Le volumetrie private
sono state concentrate nella zona delle attività di cava prospiciente la Via Is Maglias.
Tutte le Amministrazioni pubbliche coinvolte (comunali, regionali e statali) hanno
sottoscritto la bontà del progetto lodando l’iniziativa finalizzata al recupero, alla valorizzazione e
alla tutela dei colli e del loro paesaggio.
Inoltre, è stata ridotta di quasi 200.000 metri cubi la volumetria realizzabile, che si attesta a
circa 407.000 metri cubi di cui 95.000 di volumetria pubblica.
Il progetto prevede, tra le altre cose, la cessione al Comune del Parco archeologico e
Ambientale di Tuvixeddu (23 dei 48 ettari), la realizzazione di un Museo Archeologico e la viabilità
di collegamento tra l’Asse Mediano e la Via San Paolo.
Nello stesso accordo si raggiunge anche la definizione del contenzioso tra Comune e privati
che viene ridotto alla cifra complessiva di 43 miliardi di lire (rispetto ai quasi 80 – 63 più gli
interessi maturati – sanciti in sede giudiziaria).
Nel giugno del 2003 viene stipulata una convenzione tra il Comune e la Coimpresa per la
realizzazione delle opere previste e per la formalizzazione, tra le altre cose, dei trasferimenti al
Comune della titolarità delle aree destinate ai servizi pubblici e alla viabilità.
Tra il 2003 e il 2004 sono esperite le gare d’appalto per la realizzazione del Museo
archeologico, del Parco di Tuvixeddu e del primo lotto funzionale della viabilità di penetrazione
urbana Via Cadello – Via S. Paolo. Per la realizzazione del Parco archeologico viene anche
individuata anche l’area strettamente oggetto di attività archeologica per cui è prevista una
separazione fisica con recinzione atta ad impedire l’ingresso di persone non autorizzate al fine
della tutela dell’incolumità dei fruitori del parco.
Nel novembre del 2005, con i lavori già iniziati, si ha una prima rimodulazione dell’Accordo
di Programma, che prevede di stralciare il terzo lotto della viabilità di penetrazione tra la Via
Falzarego e la Via S. Paolo che avrebbe interessato la demolizione di alcune aule del Liceo Siotto.
In tale rimodulazione si sottoscrive ulteriormente l’assenso per la restante parte del programma.
Tale rimodulazione è sottoscritta anche dall’allora Presidente Soru (se aveva qualcosa da eccepire, perchè non lo ha fatto allora?).
Il progetto era in corso di realizzazione, le attività relative al Parco Archeologico si
sarebbero concluse al termine del 2007, rendendo fruibile il Parco per tutti i cittadini e l’intera
collettività regionale, rendendo accessibile un’area che prima era abbandonata e degradata,
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valorizzandola al punto di tutelare e mettere a disposizione dei flussi turistici la più grande
necropoli punica del Mediterraneo.
Ma a partire dall’agosto del 2006 prende il via un incredibile susseguirsi di provvedimenti
dell’Amministrazione regionale volti ad impedire la realizzazione del progetto:
i decreti 2323 e 2836 del agosto e ottobre 2006 emanati dall’Assessore regionale alla
Pubblica Istruzione (all’epoca ancora l’Assessore Pilia successivamente estromessa dalla
Giunta) e poi ritirati il giorno prima della pronuncia del TAR sul ricorso presentato
dall’Amministrazione Comunale e dai privati
La delibera 46/1 del 14.11.2006 che conferma l’avvio della procedura per la dichiarazione
di notevole interesse pubblico per le aree oggetto dell’accordo
La determinazione n. 4 del 11.01.2007 del Dirigente regionale della Tutela del Paesaggio
con la sospensione cautelare di tutte le opere pubbliche e private
L’istituzione (successivamente dichiarata illegittima da TAR e Consiglio di Stato) della
Commissione regionale per il Paesaggio di cui è membro l’attuale Assessore regionale alla
Pubblica Istruzione, prof.ssa Mongiu, che propone, con parere contrario del
Sopraintendente ai Beni Archeologici (uno tra i pochi membri di diritto della commissione)
che un area di 177 ettari fosse dichiarata di notevole interesse pubblico e che fossero
completamente annullati tutti gli interventi previsti dall’accordo di programma
La delibera 5/23 del 7.2.2007 che prende atto – prima che siano state redatte e consegnate
- delle conclusioni della Commissione per il Paesaggio e anticipa il “costituendo Parco
Karalis”!
Di cosa si tratta? Chi lo sta costituendo? Perché?
Tutto si chiarisce con la delibera 31/12 del 22.08.2007 dove viene dato mandato agli
assessori competenti affinché venga rapidamente realizzato il progetto di tutela secondo le
indicazioni contenute nello studio del prof. Gilles Clement.
Svelato l’arcano: il progetto Clement, presentato a sorpresa durante l’iniziativa “Festarch”
realizzata il mese precedente, diventa il progetto da attuare, nonostante il Parco Archeologico di
Tuvixeddu sia ormai realizzato per oltre il 70%. Inoltre il progetto Clement è in totale difformità
rispetto agli stessi vincoli imposti dalla Regione.
In data 8.2.2008 il TAR regionale con la sentenza n. 128/2008 annulla la deliberazione
31/12 e tutti gli atti connessi e conseguenti e sancisce per la Regione il vizio grave di eccesso di
potere sotto il profilo dello sviamento al fine di realizzare un progetto diverso da quello approvato
e in fase di realizzazione.
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Nel mentre, su segnalazione del Corpo Forestale Regionale, il magistrato penale dispone il
sequestro del cantiere per sospette difformità delle opere realizzate rispetto al progetto
presentato.
Con sentenza 3893/08 del 4.8.2008 il Consiglio di Stato si pronuncia contro il ricorso
presentato dalla Regione avverso alla sentenza del TAR e conferma tutti i profili di illegittimità
evidenziati.
Oggi i lavori del Parco, del Museo e della viabilità tra Via Cadello e Via S. Paolo sono fermi e
producono danni che ammontano a svariati milioni di euro, mentre l’area continua a rimanere
inaccessibile ed abbandonata.
Bobbore
Il parco archeologico di tuvixeddu è inaccessibile e abbandonatop, o è ultimato al 70%?
Una zona edificata di 10 ettari su una zona vincolata pari a 23 ettari, sembrano ragionevoli? E per “parco urbano di collegamento” pari a 6 ettari, esattamente, cosa si intende?
Un parco archeologico deve essere una specie di giardino circondato da condomini (un po’ di lusso, un po’ di edilizia popolare), o deve essere una ampia area con all’interno evidenze archeologiche fruibili da chi se ne va a spasso per il parco?
Abuso d’ufficio da parte della regione? Molto probabile, ma quel gruppetto di privati non è una fondazione, e la regione ha bloccato un progetto di edificazione, con modi purtroppo opinabili, non un progetto di valorizzazione archelogica dell’area. Questo deve essere chiaro.
Vogliamo discutere di come si sia arrivati ad affidare il progetto a Gilles Clement? Vogliamo considerarlo l’ennesimo delirio di onnipotenza di Soru? Va bene. Ma Gilles Clement non è il geometra di Coimpresa, e anche questo deve essere ben chiaro.
La conferenza stampa da cui è tratto il commento al post di chi era?
Tutti i fondi stanziati nel corso degli anni che fine hanno fatto? Sono congelati da qualche parte, non sono mai stati erogati? Sono evaporati? Si è fatto qualcosa? Sono stati rubati? Si riesce a stabilire a quanto ammontano?
Bruno
>bobbore, iniziativa organizzata da Legambiente. br
Bobbore
l’opposizione (velata?) di granata ai soliti palazzinari della risma di quelli che hanno privato il mondo della valle dei templi gli fa grande onore, a prescindere da chi abbia organizzato l’evento. La città non ha bisogno di quel complesso residenziale, tuvixeddu tanto meno. Si è salvata dalla Carlo Felice, si salverà anche dai mattonari e dai politici compiacenti.
tiago
Ma!!!!
Quindi la politica ambientale di Soru sembrerebbe giusta?
Lui si è dimesso,via libera ai palazzinari.
Colare cemento su Tuvixeddu patrimonio dell’umanità.
Adesso il centrodestra si accorge dello sconcio ma prima dove eravate?
Forse vi siete liberati dai tentacoli della piovra del mattone?
Io ho i miei dubbi …..