Fini: basta con la sindrome da “deserto dei Tartari”

Fini predica ottimismo
“In Italia una mentalità da emergenza continua, quasi fossimo sempre all’ultima spiaggia“.
Spesso condannato da una lettura superficiale delle sue posizioni al ruolo di equilibrista, il Presidente della Camera dimostra invece di possedere ottime doti di equilibratore, non tanto fra i sistemi o le istituzioni, quanto fra la realtà e la nostra volontà programmatica di modificarla.
I problemi dell’Italia, infatti, per Gianfranco Fini non sono dissimili da quelli di qualunque altro stato europeo. L’aggravante è che noi ci vediamo deformati, sempre in emergenza, sempre sull’orlo del precipizio. E ho notato che i media cavalcano parecchio questa spinta, forse perché spinti dalla crisi delle vendite, riducendo le notizie a un dramma, a un’emergenza continua. Lo si fa da tutte le parti, è proprio un comportamento generico e generalizzato che non trova conferme nel sentire reale degli italiani.
Fini non nega i problemi, anzi, è chiarissimo:
Spesso la percezione del destino comune appare ed e’ assai labile. La necessità di valori condivisi è riconosciuta, almeno a parole, da tutti, ma tale aspirazione risulta di fatto smentita dal frequente ricorso alla delegittimazione reciproca tra avversari politici. Sono convinto che la nostra società e la nostra democrazia siano assai più solide di come possono apparire talvolta, però disorientamento, sfiducia e paura risultano sentimenti diffusi e in crescita.
Fini però non è pessimista, intravede la via di uscita:
Non nego l’esistenza di gravi difficoltà nella vita nazionale, a partire dalla crisi economica, ma l’elenco dei problemi che affliggono la nostra vita collettiva è antico, noto, e sarebbe superfluo ora compilarlo. Al di là della doverosa considerazione delle debolezze strutturali del nostro sistema e di nuove criticità, dobbiamo riconoscere che non si tratta in realtà di questioni molto diverse da quelle che interessano qualsiasi altro Paese europeo.
Si tratta di passare, come si suol dire, dalle parole ai fatti: il governo deve essere in grado di risolvere i problemi, il Parlamento deve affiancarlo nel superare le difficoltà che incontra la collettività. Serve uno sforzo di maturità complessiva, che ci consenta a tutti, come classe politica, di saper individuare con certezza quali sono i nodi da sciogliere, preservando la democrazia e lo spirito di unità nazionale dalla sterile polemica quotidiana, che ha il grave torto di rendere più insicuri tutti, dato che si trasmette l’idea di pensare poco all’utile e molto al futile.
Comments
Massimiliano
che dire… il buon Gianfranco sta sempre più spesso gettando l’amo.
Massimiliano
FINI “Spesso la percezione del destino comune appare ed e’ assai labile. La necessità di valori condivisi è riconosciuta, almeno a parole, da tutti, ma tale aspirazione risulta di fatto smentita dal frequente ricorso alla delegittimazione reciproca tra avversari politici”.
come non dargli ragione. tutti i giorni si assiste alla minoranza che incapace di attività politica vera e percettibile, sfodera argomenti sfiancanti.
Non se ne può più: Cristiano Ronaldo è un campione e non me ne frega niente se poi un altro attaccante meno prolifico dice che a casa sua fa cose turche. Uno vive nel bene e nel male come sceglie, in libertà, e mi fa ridere il moralismo che considera le veline e ignora le privatizzazioni fatte a palazzo chigi quando D’Alema guidava la sua merchant bank.
Io distinguo sempre tra vita pubblica e vita privata.
Non me ne frega nulla dei po***ni di Clinton.
Massimiliano
IL VERO TEMA POLITICO
Oramai è intollerabile che quella fetta di Paese che non si riconosce in Berlusconi ma che ha perso, continua e continuerà a perdere le elezioni in modo fragoroso, sia talmente a digiuno da potere che sta orchestrando un colpo di mano continuo in vista del G8 e della conquista del “palazzo”.
Sono schifato da questa situazione ed ho l’impressione che dopo i primi anni 90 dove qualcuno voleva papparsi le aziende di stato con le privatizzazioni (fate fare al centro sinistra) ora gli stessi abbiano nel mirino le privatizzazioni delle così dette “utilities” (acqua, servizi ai comuni, gas…).
A queste persone Berlusconi da molto fastidio, anche perchè si presenta a Cernobbio o alle assemblee di confindustria non con il cappello in mano verso le banche e le imprese, ma forte di un consenso senza precedenti che ora si tenta di fiaccare.
I potentati che governano l’economia e la finanza e che, ora, hanno le banche sotto lo scacco dei Tremonti bonds, gridano vendetta. Non vogliono governi forti e autonomi, vogliono burattini da manovrare per avere la cassa integrazione, i grandi progetti, i fondi pensione, la gestione dei servizi pubblici… insomma essere loro a governare il paese tramite facce e persone dotate di scarsa leadership o che comunque debbano ringraziarli, tornando ad andare con il cappello in mano alle assemblee della finanza, con regali in cambio di un potere di facciata.
La stampa… che dire è in mano ai potentati economici e politici. Ce n’è di tutto e di più
La magistratura in tutto questo non è collegata da un disegno golpistico.
E’ semplicemente un grande potere che in parte (magistratura democratica), vuole affossare un Berlusconi che ritiene nemico e fonte di ogni male, politico, morale e civile. berlusconi è il pericolo per la democrazia. Ecco perchè qualsiasi inchiesta collaterale porta sempre a mirare alla balena bianca… anche solo per sputtanare… in modo da delegittimare qualsiasi intervento politico sulla magistratura. Oramai è guerra aperta e caccia all’uomo.
Il PD gode di una situazione che nasconde la conclamata incapacità politica e le faide interne per la conquista della segreteria del partito e, come avvisa D’Alema, si tengono pronti per la “scossa”.
Italia dei Valori ha dimostrato che il giustizialismo paga. Ma proprio l’Italia dei valori, che reincarna il giacobinismo rivoluzionario post tangentopoli, è facile prevedere che avrà problemi perchè nel giacobinismo si trova sempre qualcuno più puro e onesto che ti fa le scarpe.
Berlusconi, certo è un potente… non è un pivello illibato, e ha i suoi difetti e compagni di partito che mirano alla successione.
Il PDL è ancora in fase di avvio ed è indebolito dalla assenza di un vero percorso di costruzione della leadership interna. Tuttavia PDL e PD sono una conquista che modernizza il paese. Ecco perchè occorrerebbe votare e far votare si ai referendum.
Tutto quanto continua a confermare l’Italia come PAESE DEI GUELFI E GHIBELLINI.
Dove si mira a sputtanare l’avversario anche a livello internazionale. Cosa mai vista in Francia, Spagna, Inghilterra, Svezia…
Quindi sono d’accordo con Fini quando parla di paese politicamente immaturo, ma non concordo con lui quando lascia ad intendere che non ci sarebbero complotti.
Sono così evidenti le regie e i percorsi…
Stiamo attenti che “il Governo dei Migliori” verrebbe subito dal Paese, ma non voluto se non da quella parte che vuole manovrare i burattini.
Ma forse proprio quanto sta avvenendo è il vero pericolo per la Democrazia.
Angelo
Ok, il problema c’è! La crisi c’è ma scusate se oso in Sardegna c’è già da diversi anni. Non solo crisi economica, ma crisi di identità. Quell’identità del popolo sardo conosciuta in tutto il mondo. Vi faccio un esempio che arriva dal Regno Unito dove vive un mio amico, inglese, che mi ripete spesso: “gli inglesi non amano tantissimo gli italiani ma sono innamorati dei sardi”. Se manca l’identità mancano le idee forti, quelle che vanno oltre il credo politico pur di salvaguardare il bene della propria terra. E se ci allarghiamo possiamo dire che lo stesso problema si ha anche a livello nazionale. Dice bene Gianfranco Fini. La crisi non si può negare, ma la si vive oltre la sua gravità. I media ci “sgazzano” pur di vendere le proprie notizie e la gente somatizza. Fini dice ancora: “Serve uno sforzo di maturità complessiva, che ci consenta a tutti, come classe politica, di saper individuare con certezza quali sono i nodi da sciogliere, preservando la democrazia e lo spirito di unità nazionale dalla sterile polemica quotidiana, che ha il grave torto di rendere più insicuri tutti, dato che si trasmette l’idea di pensare poco all’utile e molto al futile”. Sono profondamente d’accordo ma non credo che l’attuale livello politico-culturale di molti dei nostri rappresentanti possa concederci un periodo di VERE riforme condivise bipartisan. Probabilmente ancora per qualche anno continueremo a conoscere non tanto gli affari del Parlamento ma quelli personali dei suoi componenti. Se un giorno arriverete alla “maturità complessiva” sappiate che anche noi siamo pronti sia come sardi che come italiani.
Massimiliano
De Catilinae coniuratione
PANORAMA – Il 24 luglio dell’Elefantino
“… A ricordarglieli però ci si mette anche un “amico politico non servile” del Cavaliere (nonché suo stretto collaboratore e ministro in passato): Giuliano Ferrara, oggi direttore del Foglio. In un editoriale, a firma Elefentino e con un titolo che è già un programma: 24 luglio (cioè il giorno prima del Gran consiglio del fascismo che nel 1943 dimissionò Mussolini), Ferrara immagina che siamo ancora al giorno prima, che quindi si sia in tempo per fermare congiure di palazzo e ribaltare la scena: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera”.
Che cosa dovrebbe fare il premier, secondo l’Elefantino? “Tirarsi fuori da questa incredibile condizione di minorità civile in cui si è ficcato e reagire con scrupolo, intelligenza e forza d’animo…”
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Ciao Bru come va io sono rientrato l’altro giorno uff mi sono perso tanti bei post :(
Bruno
>gggs, non ti preoccupare,l’ italia è rimasta uguale!
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Si si non cambia :)
Enzo Cumpostu, Nuoro
Per trovare il modo di far calmare le acque e per far sì che il Governo torni ad essere “risolutivo dei problemi” – ovvero una delle sue funzioni più sentite dalla gente affrontare il quotidiano e i problemi a medio-lungo termine – – deve saper ritrovare la sua forza.
fini ha ragione nel dire che lo sbaglio di questo esecutivo è quello di far apparire la crisi molto più drammatica di quanto realmente sia, seppur condividendo la realtà dei fatti che vede diverse difficoltà nel lavoro, nella crisi economica e altro ancora.
Io sono terribilmente tentato di dire qualcosa, su questo PdL che non è PdL ma una Forza Italia che egemonizza, insieme al Senatùr del varesotto, il potere decisionale in Italia.
Ritroviamo una seria linea politica, tra Parlamento e governo e la sua delicata liaison, capace di creare, così come ha sottolineato Bruno, un ponte, una liaison appunto tra questi due importanti organi democratici della vita politica italiana, determinanti in ogni paese democratico. Ho detto dmocratico, non piduista ;-)
Saluti a Juanneddu e alla bella Ago ( intravista alcuni giorni fa ma non mi ha visto )