Dal Ppr allo sviluppo integrato, l’ambientalismo intelligente sta nel centrodestra
Il tema dei vincoli paesaggistici di Soru ha dominato una buona parte del dibattito politico degli ultimi anni in Sardegna. Il famoso o famigerato PPR voluto dall’ex governatore ha avuto il merito, questo bisogna dirlo, di spostare l’attenzione sul tema sempre più cruciale dell’ambiente e dello sviluppo.
Soru, a mio parere, ha fallito nella risposta alla domanda: e adesso come sfruttiamo l’ambiente? Il problema della mancata risposta deriva dal contenuto negativo attribuito al termine “sfruttare” e all’equivoco di fondo che si crea intorno al tema dell’intoccabilità delle coste sarde. Soru è stato miope, su questo punto, da aver affermato testualmente che la Sardegna sarebbe più facile da “conservare” se fosse disabitata. Un’eresia facile da comprendere, ma che non fa i conti con la realtà. La Sardegna sarebbe assoggettabile a molti vincoli, se si preferisse appunto questa visione che fa a meno dell’antropizzazione, per dirla in termini strettamente ambientali e biologici.
Tenuto conto che l’isola va protetta, ma anche abitata e che tale abitazione contempla lo sviluppo, non possiamo esimerci noi da rispondere alla domanda che ha fatto tramontare la stella di Soru: come possiamo trarre reddito dall’ambiente mantenendolo il più possibile incontaminato?
C’è quasi una tautologia, mi sembra: la coscienza ambientalista degli ultimi trent’anni, che appartiene anche alla destra, forse in maniera più sincera di quella barzelletta tutta italiana chiamata Verdi, che erano contrari ai pomodori geneticamente modificati, ma favorevoli alla ricerca sugli embrioni per scopi terapeutici… dicevo, la coscienza ambientalista ritiene – a ragione – che un ambiente meglio conservato produca più reddito di un ambiente rovinato dalle industrie.
Sono temi che ho studiato ormai da un bel pezzo e che sono contenuti documento sull’ambiente (c’è poi l’intervista all’ Unione del collega Vella che segue i temi della proposta Pili in materia di riqualificazione): l’antropizzazione non è sempre distruttiva soprattutto se indirizzata verso modelli di qualità.
Aggiungo: il tema dei limiti di costruzione è fallace. Che significato hanno trecento metri o tre chilometri? Per me, nessuno. E’ un modo singolare di affrontare la questione. Ci possono essere spiagge e coste che necessitano di una protezione ben superiore a quella imposta dal PPR, e altre che magari si prestano a uno sviluppo integrato, cioé in accordo con la delicatezza ambientale dell’insieme.
Per questo continuo ad auspicare una revolution sarda: abbandonare l’industria pesante, di trasformazione del petrolio, per mettere in moto piccole farm ad alta tecnologia e basso o nullo impatto ambientale, mentre il turismo dev’essere in grado di unire il centro alla periferia, differenziandosi per luogo, con una lotta senza quartiere all’abusivismo. Altrimenti si corre il rischio di trovarci di fronte alle ipocrisie che hanno coinvolto la giunta Soru, la quale – secondo Giacomo Spissu – non ha cambiato di tanto il regime delle cubature concesse in costruzione, la maggior parte delle quali erano in terreni prospicienti il mare…
Da ultimo. Decine di paesi sardi, un tempo con una identità riconoscibile, sono stati distrutti da assessori incompetenti e clan di progettisti scarsi. Guardiamo i centri storici e le assurde zone industriali crsciute nelle periferie. Niente di più brutto. Una cosa brutta è brutta ovunque: a un metro dal mare come a venti chilometri.
Comments
Bobbore
Beh, tenersi a un tot di km dalla fascia costiera era un buon inizio per cercare di continuare a creare redditi preservando le preziose coste. Era, ed è li che bisogna andare a parare, rendere quella bellissima spiaggia che c’è nella foto a cornice del tuo post, fruibile da un albergo, centro vacanze, campeggio, ostello o quel che vuoi che resti pressocchè invisibile anche se la foto la scatti la mare.
Tiago
Renato Soru in ritardo ma è stato premiato della sua politica ambientale lungimirante, ALTRO CHE MIOPE..
commento editato in quanto copiato di pari passo – e non è la prima volta – dal sito: http://www.sardegnademocratica.it/j/x/105?s=4&v=9&c=404&va=x&id=7878&b= al quale si rimanda
andrea
E come diavolo farà la destra sarda e inetta a conciliare tutela ambientale e sviluppo? Sui ddl presentato da Mauro Pili preferirei non esprimermi, vista la conclamata non/in credibilità del personaggio. Intanto, cosa diavolo mai s’inventerà la Zunk-giunta dopo i disastri di questi primi mesi? Meglio sarebbe che lasciassero tutto com’è, un’isola in “congelamento”, in attesa di tempi meno ignobili. Gira voce che assessori/e in quota massoneria si stiano dando parecchio da fare per rimediare qualche tappetto decente per rendere più piacevole l’arredamento del loro quinquiennale soggiorno istituzionale in quel di Via Trento. Qualcuno ha parlato di fannulloni in piena regola, o sbaglio? Per ora, sembra che procedono a ritroso, come sbronzi d’odio e cecità, verso una condizione ex ante che cancelli agli occhi dei sardi il disgraziato passaggio del tirannosaoru. Certo, la distruzione reazione hai i suoi costi, ma che importa ad un esecutivo in mano ai palazzinari? Come si concilia ambiente e svilppo? Abolendo pochi, simbolici balzelli facoltativi? privatizzando un terzo delle spiaggie isolane dandole in concessione a questo o a quell’ “illuminato” del turismo fai da te? Poi farà come ha preannunciato l’on. Villa, proclamando il “liberi tutti” e facendo carta straccio di un ppr che ci invidiano in tutto il mondo. Mi spiace, on. Murgia, ma i progetti in tal sensi sono stati annunciati da Berlusconi in campagna elettorale, ricorda? Giardinaggio generalizzato, grandi sale convegni dedite al nulla se non allo stupro costiero, e modello Villa Certosa a stufo. Ma Berlusconi è un 74 enne, è vecchio: ad un uomo un po” all’antica come lui si possono pure perdonare certe fregnacce, no?
E i suoi, nel frattempo, quelli con meno anni alle spalle e un po’ di cervello in più, che fanno? Dia retta, on. Murgia, consiglii alla giunta regionale di attenersi alla faccende ordinarie, di NON TOCCARE NULLA: cinque anni passano in fretta e l’elettorato sardo ha dimostrato di avere memoria corta.
Vedrà, non se ne accorgerà nessuno.
Bruno
>andrea, “come diavolo farà la destra sarda e inetta…”:complimenti per l’ approccio intelligente.
>tiago, per l’ antiberlusconismo esistono buone medicine.
Massimiliano
Parto da un presupposto: penso che ogni sardo, di destra, di sinistra, di lollove, ci tenga ad avere un ambiente quanto più incontaminato e in grado di restituirgli il respiro della natura.
…L’Uomo è natura… Penso che l’errore commesso da Soru sul PPR sia stato quello di voler imporre un blocco (per molti ma non per tutti) che è stato rigettato. Pisanu a proposito del PPR disse: “si avvicinava il temporale e bagnò tutti salvo alcuni che avevano l’ombrello”.
Sono convinto che questa visione che accentra in una persona il potere del divieto e della concessione sia quanto di più gretto e infantile per una società matura come dovrebbe essere la nostra.
Pensiamo al futuro e voltiamo pagina. Cosa mi aspetto?
1 – che i Comuni abbiano almeno il 60% di voce in capitolo sul proprio territorio;
2 – che si punti sulla riqualificazione turistica in maniera sistemica (cioè non solo case ma anche fogne, strade, servizi, intrattenimento, offerte turistiche integrate con le zone interne);
3 – che si favorisca la bio edilizia e i materiali da costruzione sardi: granito, marmo di Orosei, pietra a vista, legno, calce;
4 – che più che di limiti in chilometri si parli di stop ad alcune tipologie edilizie troppo impattanti (ad esempio vieterei per sempre le case a schiera e le palazzine stile La Caletta);
5 – che si riducano gli indici di cubatura e le altezze per le residenze (un solo piano ed un lotto minimo di 4-5000 mq consentendo costruzioni poco invasive);
6 – che nelle città si consentano edifici molto alti (grattacieli) in modo da risparmiare nel consumo orizzontale del territorio;
7 – che si punti nell’alberghiero su nuovi concetti più intimi e meno massivi di ospitalità (ad es. un villaggetto di stazzi piuttosto che il villaggio vacanze).
Massimiliano
Andrea
ho letto il tuo intervento e ritengo che sia quanto di più ingenuo e infantile si possa scrivere in materia.
Bobbore
…ancora con sta balla dell’accentramento nelle mani di una persona…Soru il bobbotti ecc. ecc.
Quello che non capisco è com’è che continuate con sta sindrome dissociativa che pretende contemporaneamente granitico il PPR e derogato continuamente agli amici. Tutto questo senza mai prendervi la briga di andare a verificare l’elenco delle deroghe concesse, da cui si evince che è quantomeno improbabile che fossero tutti amici suoi, e dai cui verbali è chiaro che non ha deciso Soru fra un cappuccino e un cornetto a chi derogare e a chi no.
Bobbore
intanto aspettiamo di vedere cosa combinano i corona.
Massimiliano
…a me basta vedere cosa è stato concesso questi due anni a Budoni sullo stagno di Agrustos a 200 metri dal mare… non so mai se troverò la delibera e le connections… tuttavia la costa che conosco io è stata ipercementificata ultimamente. So anche che se avessi avuto un terreno non mi avrebbero lasciato fare niente come capitato a qualche parente…
ergo: a me la carta non interessa contano i fatti.
Bobbotti è a casa a leccarsi le ferite.
Bobbore
e se è stata ipercementificata com’è che continuate a stressare con questa visione della Sardegna congelata di soru…
Bobbore
ora si, ora no, ora si ora no…com’è che stavate aspettando che se ne andasse soru per stracciare il ppr e far così ripartire l’economia … e poi scopriamo che è tutta una colata di cemento.
Bobbore
e se tu ti informassi su chi ha deciso per budoni, magari anche chi non si è presentato ai tavoli tecnici, forse ti risparmieresti le uscite grossolane su Soru che stacca condoni e permessi edilizi fra una pizza e una birra.
Bobbore
al posto di parlare con la scusa che ti bastano i fatti e non ti interessa la carta, perhcè a meno che li a budoni non sia tutto abusivo ci sarà più di una firma, su più di un documento, come sarebbe stato anche prima del ppr
Massimiliano
Guarda forse la mia risposta sarà troppo sottile perchè tu la capisca davvero nella sua essenza, ma confido che questa mia premessa ti invoglierà a capire un pò meglio le mie affermazioni a prescindere da Soru, Corona, Massoneria ed altri polveroni ingenui:
Il problema non è che con il PPR si cementificava o si tutelava.
Il problema non è cementificare o tutelare anche a prescindere dal PPR e da Soru.
Quello che a me sta a cuore è una cosa:
l’EQUITA’
o non costruisce nessuno o costruiscono tutti.
siccome propendo per la seconda ipotesi vorrei che le concessioni d’ora in poi vengano erogate senza andare con il valvassino, che parla col vassallo, che mi indica il conte, che mi porta dal gran duca… non so se è chiaro.
REGOLE CERTE PER TUTTI E RISPETTO PER L’AMBIENTE.
andea
Caro Massimiliano,
Ti ringrazio dei complimenti, anche se devo confessare che purtroppo essi sono immeritati in quanto io ho parlato unicamente per sentito dire. In breve, mi sono limitato ad una crono-storia degli ultimi mesi documentata su tutti i quotidiani e i siti web che puoi trovare sulle vicende sarde. E’ vero, sono piuttosto ingenuo! Sono così ingenuo che mai avrei creduto possibile un giudizio elettorale come quello del febbraio scorso…E devo ammettere che la vostra è stata una estenuante campagna elettorale con una strategia comunicativa eccelsa, molto sofisticata, come ben ha rilevato anche Bobbore quando evidenzia il vostro atteggiamento spudoratamente contradditorio in tema di ppr. Insomma, a seconda delle circostanze o delle convienienze contingenti, l’idea che ne date è che o ingessi qualunque attività o ingessi troppo poco: nè carne nè pesce, e comunque nè carne nè pesce troppo ideologizzati.
Ma veniamo al punto, cos’è che ti rode? Trovi ingenuo il fatto che l’attuale giunta sia stata insediata – con totale sprezzo delle regole in fatto di propaganda elettorale – da un pesudo-comitato d’affari edilizio occulto a forti tinte clerical-massoniche? Pensi che fosse ingenuità la mossa dell’Unione Sarda nei confronti del referendum salva-coste? Ricordi i bollini in prima pagina che nemmeno il più oltranzista dei giornali di partito? Per piacere, tu che ti dici avveduto, spiegami eventuali nessi e, visto che ci sei, spiegami perchè questo quotidiano non ha ha mai sentito il dovere di intervistare in Presidente della Regione su questioni importanti e delicate per tutti i sardi. Oh, ma forse ti rode che ti rammenti il PROGETTO BERLUSCONI PER LA SARDEGNA
Franco
Nel 2004 quando fu varata la salvacoste, c’era il vuoto con la bocciatura dei PTP. La giunta Soru con la delibera di agosto pose un tampone provvisorio a quel vuoto normativo? Che fece chi c’era stato prima di lui? NIENTE. Ecco il merito di Soru, aver innescato un ampio e profondo dibattito sulla conservazione dell’ambiente che è straripato ben oltre l’isola, anche nell’Italietta che più di ogni stato europeo consuma territorio
Massimiliano
Franco la tua opinione è legittima, ma è alquanto riduttiva.
Vi era la Legge Urbani e l’insieme delle norme urbanistiche che impediva il saccheggio del territorio.
Il PPR è stato uno strumento giusto in astratto ma iniquo nel concreto.
Massimiliano
Ora Franco occorre salvare la parte più giusta del PPR e renderlo maggiormente equo e condiviso, anche perchè quando le riforme non sono condivise vengono rigettate alla prima occasione.
Bobbore
allora il problema non era nelle regole, ma nell’applicazione. Perchè ti assicuro che il motivo per cui tutti ci invidiano il PPR è la pluralità degli attori coinvolti nei diversi livelli di valutazione delle eventuali deroghe.
Bobbore
mi spiego…è impossibile che il sindaco ti impedisca di costruire se assessoreto, vigili del fuoco e soprintendenza danno l’ok. E viceversa. E lo strumento di tutela paesaggistica più democratico che si possa pensare. Eppure “era Soru che decideva chi costruiva e chi no”…no ragazzi, o si dimostrano i castelli pressioni fatte o la pretesa ingerenza amicale è semplicemente impossibile.
Massimiliano
Mah Bobbore, che dire…
“Tutti ci invidiano il PPR” – perchè non ce l’hanno loro! Che lo adottino, nessuno gli lo impedisce, e poi vediamo. Non è l’approvazione degli intellettuali da salotto che fa un buon PPR e l’accettazione e la comprensione da parte dei cittadini che vivono il territorio.
“pluralità degli attori coinvolti” – guarda sono stato ad un paio di conferenze di copianificazione. Gli enti locali prendevano la parola, con i tempi contingentati a qualche minuto, segnalavano correzioni leggere o importanti. Gian valerio Sanna se ne stava li, a braccia conserte, a guardare in faccia chi parlava con la bocca ad arco rovesciato…. ma poi le istanze sono state ignorate. Tanti cittadini hanno fatto osservazioni al PPR e non ne è mai stato dato riscontro. I comuni dovevano adottare i PUC e non ci riescono visto l’impostazione integralista. Perchè fare i PUC se non si può sviluppare il proprio territorio?
andrea
Chiedo scusa, ma si è persa una parte del mio intervento. Per questo sembra concludersi in modo brusco e aggressivo…
Massimiliano
Dunque Andrea non mi ero accorto della tua precedente risposta.
perchè dico che vi sono delle affermazioni ingenue?:
cosa vorresti provare quando affermi che si tratta di una giunta clerical, massonico, immobiliare?
che la chiesa complotta insieme ad immobiliaristi, massoni, unione sarda per cosa? per cementificare la sardegna?
Daniele
A me pare che si cada sempre nella solita contraddizione: da una parte si imputa a Soru la colpa di aver bloccato tutto… e poi si dice che “non ha cambiato di tanto il regime delle cubature concesse in costruzione, la maggior parte delle quali erano in terreni prospicienti il mare”.
Ha bloccato o non ha bloccato? Prima si fa il discorso, che condivido, che i limiti insormontabili dei 3 Km o dei 300 metri sono stupidi, poi si dice che quesi limiti, viste le cubature concesse in terreni prospicienti al mare, non erano affatto insormontabili.
Bello il discorso sule coste, ma chi lo decide e come lo decide se una determinata costa è da lasciare incontaminata o se magari si presta ad uno “sviluppo integrato”?
Invece di giocare in maniera piuttosto populista con le cubature concesse, perché invece non si entra nel merito delle concessioni? Si dica chiaro e tondo se i progetti approvati sono dannosi per il territorio oppure se vanno in direzione di una riqualifica di esso.
Indirizzare l’antropizzazione verso modelli di qualitá non implica necessariamente che vi siano delle forti limitazioni rispetto a modelli o iniziative la cui qualitá è quanto meno dubbia?
Saluti
Bruno
>daniele, su molte cose hai ragione. penso sempre che la regione debba avere una funzione di indirizzo. se fossi assessore all’ urbanistica mi farei anche una rapida ricostruzione delle innumerevoli schifezze prodotte dai comuni e poi direi con chiarezza ciò che voglio fare, dove costruire, dove non costruire e tutto il resto. non terrei un basso profilo. farei una campagna sulla “bellezza” dei comuni e dei nostri piccoli paesi. userei tutti gli strumenti possibili alla luce del sole.non farei niente in deroga anche se sono convinto che siano cose meravigliose: farei un patto con i sardi piuttosto che con i politicanti locali che sono poi spinti dai costruttori. in questi giorni l’ assessore asunis è in giro ad ascoltare i sindaci. ma tra questi ci sono molti di quelli che hanno devastato il paesaggio, dunque andrei già con una proposta e lavorerei per un cambiamento culturale.ci sono le campagne intorno alle città devastate da orrende case, roba improponibile.
l’ azione di soru, vista con gli occhi di oggi, aveva il pregio di porre il problema territorio ma poi si impiccava ai 3 km e alle deroghe, con una certa “ruvidezza” nel porre il problema. egli stesso aveva una casa sul mare. il paradosso è che se avesse evitato la questione dei 3000 metri avrebbe potuto fare un discorso semplice, del tipo: vedete? si possono fare cose bellissime anche in riva al mare.come la certosa. br
andrea
Il limite dei 3000 metri, che è preesistente alla Giunta Soru, deve essere la regola: poi è chiaro che spetta alla pubblica amministrazione perseguire la tutela ambientale tenendo in dovuto conto le singole caratteristiche locali, onde evitare inutile e dannose rigidità burocratiche del tipo “garbage”.
Massimiliano, io non voglio provare niente. Vorrei soltanto evidenziare che nell’attuale giunta non siedono persone come te e come Murgia, che dite sull’ambiente cose del tutto condivisibili sulle quali possiamo dibattere come meglio ci aggrada, ma appunto degli esponenti tutt’altro che sensibili a queste questioni, tanto più che gira e rigira ci sono quasi tutti gli uomini delle amministrazioni Pili-Floris-Masala e, cioè, di una delle legislature più nere della nostra autonomia.
Mha, l’on. Murgia c’informa sulle attività di Asunis, l’assessore in partenza, e quindi la giostra riprenderà presto a girare. Ma sempre dal principio.
Ecco, mi sembra che volessi dire esattamente questo
Daniele
Soru, con il limite dei 3000 metri, ha sbagliato. Ha sbagliato nel senso che non è stato in grado di farne capire il senso, per quanto ci abbia anche provato. Si volevano costringere i comuni perennemente privi di PUC a dotarsene, pena l’immobilismo. Costruire vicino al mare, soprattutto per un’isola, non è un peccato capitale, ma il farlo senza una pianificazione precisa e condivisa rischia di danneggiare un patrimonio fondamentale.
Purtroppo è passato il messaggio che l’immobilismo era colpa di Soru e non dei comuni che da decenni non sono stati in grado di dotarsi di regole.
Un comune importante come Alghero non ha ancora un PUC e, probabilmente a causa della mancanza di un piano di accessi al mare, si stanno moltiplicando i casi di privatizzazione di spiagge accessibili solo attraverso proprietà private: i proprietari innalzano muri e cancelli ed affittano i loro appartamenti ai turisti pubblicizzandoli su internet e dicendo che a loro disposizione (dei turisti, non dei sardi) ci sarà una spiaggia “praticamente privata”.
Portate pure avanti il vostro modello alternativo, ma fatelo in fretta ed in maniera decisa, così da poter lasciare giudicare i sardi se va bene o no.
Saluti
Massimiliano
andrea
mi limito a dire che non sono d’accordo, anche perchè a 3 mesi dall’insediamento della Giunta mi sembra prematura una sentenza senza appello sulla non sensibilità ambientale.
ciao
Bruno
>andrea, daniele ( in parte anche massimiliano ): pensavo che la tutela dell’ ambiente e del paesaggio fosse una prerogativa dei comuni per una sorta di federalismo interno. oggi non sono così sicuro di questa posizione perchè ho visto troppi scempi portati avanti da comuni e assessori all’ urbanistica e progettisti di villette indecenti. poi, quello che dice la giunta di centrodestra vale per i risultati che si ottengono: se fanno male criticherò di brutto. per il momento, fanno i tour a sentire i sindaci.credo che su questi temi anche il presidente della commissione urbanistica matteo sanna sia d’accordo, pechè ha una buona coscienza ambientale. br
Daniele
Mi fa piacere vedere che le posizioni sulla tutela del paesaggio non sono poi così distanti e delle soluzioni condivise non sono poi una mera utopia… peccato che spesso l’appartenenza di partito e/o l’ideologia si mettano di traverso, speriamo non sia questo il caso.
Vorrei ora sottoporre all’On. Murgia e agli altri utenti un’altra questione riguardante la delibera del 9 giugno 2009, n. 27/4, che al punto 4 recita così:
“4) Disposizioni sulla pubblicazione delle deliberazioni nel sito internet della Regione
Al fine di conseguire una maggiore snellezza operativa si adotta la seguente procedura:
- tutte le deliberazioni della Giunta regionale sono di norma pubblicate sul sito internet senza
obbligo di specifica menzione prescrittiva nel dispositivo di ciascuna;
- le deliberazioni non sono pubblicate in tutto od in parte nel sito internet della Regione, nel
caso in cui la Giunta lo prescriva, su espressa indicazione del proponente nella lettera di
trasmissione della proposta e nella richiesta di inserimento dell’argomento all’ordine del
giorno o in corso di seduta, per motivi riguardanti la tutela della riservatezza.
Per lo stesso motivo non vengono pubblicate le deliberazioni riguardanti atti di natura legale.”
A me pare un notevole passo indietro per quanto riguarda la trasparenza degli atti della giunta. Non vorrei che passasse sotto silenzio.
Bruno
>daniele, sono per la chiarezza sempre e comunque. br
Daniele
Lo so che Lei è per la chiarezza sempre e comunque, chiedevo solo se la mia interpretazione è corretta e se questa delibera possa effettivamente rappresentare un passo indietro rispetto alla trasparenza del lavoro della giunta.