Continuo a ribadire la mia contrarietà riguardo alla laurea honoris causa al colonnello Gheddafi. E’ vero: per anni il mito degli “italiani brava gente” ha gettato una coltre di nebbia sulla colonizzazione italiana della Libia. Gli italiani non si sono solo comportati male, cioè da colonialisti nella media, ma hanno fatto di peggio, soprattutto quando si è trattato di reprimere l’indipendenza libica. Fatte le scuse, non credo che si possa considerare Gheddafi meritevole di una laurea in giurisprudenza. L’Italia con la Libia sta pagando ed è giusto che paghi. Questa laurea però, da un ateneo sardo, è una contraddizione pazzesca. Le lauree ad honorem in diritto, per quanto mi riguarda, dovrebbero essere sempre attinenti a un concetto chiaro: democrazia.

Sempre sul tema cultura: ho appena presentato una interrogazione a risposta in Commissione sulla Biblioteca Nazionale di Firenze, chiedendo che il Governo si faccia carico della situazione: non abolire i prestiti pomeridiani, tenere nel giusto conto gli istituti di cultura come quello di Firenze e di Roma.

Intanto viene scoperto che si volevano fare degli attentati al G8 de La Maddalena. Al di là dell’ingiusto spostamento, il problema della sicurezza, in un luogo del genere, è stato quasi sempre insormontabile.

Un italiano ferito gravemente in Afghanistan. A volte mi chiedo perché le nostre missioni non ricevano adeguata copertura mediatica. Ce ne ricordiamo solo in questi momenti molto gravi.

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