Scalfarotto, quando buone idee e web non bastano

Ivan Scalfarotto
Non ci crederete ma, dopo i risultati della mia Sardegna, ho cercato di capire se Ivan Scalfarotto ce l’avesse fatta o meno.
Scalfarotto era candidato in un difficile collegio del nord. Ha preso circa 23 mila preferenze, il Pd ha dato ordine di votare gli uomini di partito e non è stato eletto. Un po’ come succede ovunque. Controllo del partito uguale elezione quasi sicura.
Mi spiace, sinceramente. Non conosco Scalfarotto ma credo che potesse portare elementi di chiarezza in un Partito Democratico che non si capisce che cosa cavolo sia. Un po’ laico, un po’ cattolico, appena appena riformista, intransigente o debole con gli immigrati e così via: confusione. Ma ho tifato per Scalfarotto anche per capire quanta influenza elettorale potesse avere il web. E, mi pare di poterlo dire con una certa sicurezza, in Italia poca o nessuna. O meglio: ti aiuta a far circolare le buone idee di base, crea una corrente tranquilla di aficionados, ma poi alla lunga non costruisce i consensi necessari per le elezioni.
L’America di Obama è lontana e qui da noi, in questa strana Italia del 2009, valgono sempre le vecchie regole. Se sei fuori dal circuito del partito ti segano. Come già scrissi: a Obama internet servì a rinforzare la pubblicità negli altri media, a finanziarla, ma soprattutto a imporre un personaggio presso strati di voto che potevano influire.
Il fatto è che da noi bisogna andare in tv. Senza Floris, Vespa o Matrix sei poca cosa. Il tuo blog super partecipato non è in condizione di competere alla pari. Se i giornali e le tv spingono la Serracchiani stiamo certi che diventerà un fenomeno anche se le cose che dice non sono per niente trascendentali.
Magari, ma non ne ho la controprova, al posto di Scalfarotto avrebbe potuto farcela un Luca Sofri. Non entro nel campo del merito ma parlo della pura e semplice notorietà. Se hai passato la vita in tv come David Sassoli sei eletto sicuro, partito o non partito.
L’Italia è indietro. Internet, checché se ne dica, è affare per pochi. Vogliamo rinnovamento, buona politica, idee fresche: poi la gran parte dei cittadini se ne frega e vota i vecchi tromboni.
(Oddio, ho pure pensato che il futuro di Scalfarotto fosse dentro Fare Futuro. Non sono stato il solo).
Comments
luca
bè bruno avresti potuto citare il caso di Debora Serracchiani che grazie a un video che ha spopolato su Youtube dove criticava apertamente i vertici del PD è stata candidata da quegli stessi vertici che sbertucciava: ha preso piu’ voti – nella circoscrizione di nordest – di Berlusconi e del capolista Berlinguer.
Una Serracchiani tra l’altro molto dotata come si è notato ieri a Ballarò. Non che mettere sotto la Brambilla sia poi così arduo.
Forse da bravi (il fatto che sia giovane è un dettaglio) politici come lei passa la strutturazione e definizione del PD. E aiuterebbe pure te ad avere le idee piu’ chiare su cosa sia il Partito Democratico.
Saluti…
Bobbore
…infatti chi è sto scalfarotto… :) direi che la Serracchiani è ben più alla ribalta di lui.
Bobbore
A proposito, era ovviamente un complimento, peccato che hai sbagliato partito, o quantomento il tipo di destra ;) oppure, sotto sotto lo sai anche tu che sei un compagno.
Bruno
>luca, se leggi con attenzione vedrai che ho citato la serracchiani. e giungo a conclusioni diametralmente opposte alle tue: non è assolutamente niente di particolare. se poi il pd ha bisogno di una meteora… in ogni caso il problema posto è un altro. ciao
>bobbore, :-)
luca
bè bruno dire che la serracchiani è una meteora o niente di particolare mi pare un azzardo. Sopportiamo i Bondi, i Gasparri, i Latorre credo che possa avere degna cittadinanza pure la Serracchiani.
Ti assicuro che sarebbe entrato pure Scalfarotto avesse avuto un minimo di supporto degli apparati PD piu’ concentrati a spingere Cofferati. Questo per dire che internet da sola non basta ma se le unisci il lavoro delle sezioni e nel territorio l’accoppiata è vincente…