Sapete com’è uno allevato a pane e politica, padre rautiano e dunque figlio di fascista. Non c’è tempo per il gossip in politica, quella è roba per edonisti anni’80. Anche se allora, di nascosto, Bettino piaceva persino alla destra. E dunque, chi è questa Noemi Letizia ? Ma che diavolo fa? Com’è che è in grado di fare tutto questo baccano intorno alla figura del premier?

Non ho risposta: molto si evince dai giornali. Le strade della nuova politica gossipara sfuggono al militante politico,dunque anche a me. Però, come è noto, la politica è lastricata di gossip fin dai tempi di Giulio Cesare, che non tollerava sospetti sulla propria moglie (e nonostante che molte storie circolassero sul suo conto).

Un mese fa alla Camera rimbalzavano queste notizie incredibili. Tutti con Repubblica sul tavolino a studiare i volti delle probabili candidate. Ma sarà vero, ci si chiedeva ?  E giù battute: hai visto quella? Bravissima in aula e in commissione, ma non è carina… forse non emergerà mai. 

Sostanzialmente acque calme fino alla vicenda Noemi. Che il Cav. ami circondarsi di belle ragazze, che FI fosse diversa da An, dall’ Udc o dalla Lega, è cosa nota. Sulla mancanza di understatement del Cav hanno scritto volumi. Ma non è nemmeno questione di contorno o di gnocche messe alla rinfusa qui e là. Berlusconi ha un’idea della politica molto meno rituale, ingessata. Se pensa che ci voglia una persona intelligente, sceglie Capezzone (non mi vorrete dire che Capezzone ha più fascino del candidato PD Sassoli adesso? Chiedetelo alla vostra moglie, fidanzata o mamma!), se pensa che ci voglia una donna di bella presenza sceglie la Matera, se pensa che serva un tipo calmo e riflessivo propone Bondi. Berlusconi se ne frega dei riti dei vecchi partiti, secondo i quali andrebbero avanti solo i “migliori”, che spesso sono i “meglio raccomandati”. In questo è molto più meritocratico del resto dell’arena politica. Le altre sono insinuazioni più frutto di una generale incomprensione del fenomeno, che altro.

Aveva cominciato la Palombelli in quella furibonda puntata di Anno Zero, con Ghedini a difendere il Cav. e la Bonino che sembrava una massaia smagrita, immemore del passato radicale. La Palombelli sosteneva che Berlusconi avesse dato una possibilità a tutti, anche a questi giovani in fila per il provino per il Grande Fratello, anche loro con la possibilità di entrare in politica, in un modo o nell’altro e senza le enormi fatiche di un distributore di volantini.

Poi le prime avvisaglie, il caso si è gonfiato: la durissima lettera di Veronica Lario, nuova icona della sinistra progressista e di molte sfigate pseudo-intellettuali area Pd, ammesso che esista ancora un’area PD. La partita è diventata seria: Feltri randella con le foto di Veronica a tette nude. Pagina prima di Libero, giornale esaurito in edicola.

Ecco, fino ad allora, mi è sembrato che Veronica avesse le sue ragioni. Le mie colleghe, quelle della gavetta, donne militanti toste meritavano la nostra comprensione di maschi. Mia mamma -che  è tipo la mamma di Angelino Mellone, cioè elettrice media di centrodestra, con pulsioni anti-sinistra anche quando va a comprare la verdura- ha sentenziato: ha ragione Berlusconi.

Ho riflettuto abbastanza se scrivere un post sul mio blog, che è una specie di luogo franco, su questo argomento. Mentre correggo l’ articolo, c’è già un aficionado (l’interessante Bobbore) che mi scrive che il post è uno schifo. Il mio suggeritore di riferimento mi ha fatto abilmente pensare di lasciar perdere.

Ma, dico, di cose ne stanno succedendo per non spenderci un po’ di parole. Repubblica e l’ Espresso sono scatenati. Allo stesso modo il Times di Murdoch e i giornali della famiglia Berlusconi. E’ abbastanza difficile non occuparsene anche perchè da tempo gli uomini del Cav alla Camera sono preoccupati dal trappolone che qualcuno ordirebbe contro il capo del governo.

Trappolone o meno, non riesco ad accettare che la stampa progressista come al solito ci faccia la solita morale. detta la linea, con la lezioncina morale incorporata. Non solo perchè è con il gossip che aumentano le tirature ma perchè, Filippo Facci che attacca D’Avanzo lo dimostra, ci sono cani da caccia del giornalismo italiano con il finale già scritto.

Così abbiamo quel Gino-fidanzato-di-Noemi che spiattella un sacco di cose (ma a Rep non verifica i precedenti del giovane) e i cronisti dell’Espresso che secondo quelli del il Giornale a tutti i costi vogliono sapere degli affari “pubblici” tra Berlusconi e una del GF, con l’Espresso che smentisce e tutti che smentiscono tutti. Una volta Enrico Berlinguer (omettendo dei soldi che arrivavano al suo partito dalla casa madre russa) parlava di questione morale. I comunisti allora erano di pasta diversa. Oggi c’è voglia di infilarsi dentro le lenzuola, anche se l’affare ha un retrogusto di fregatura. Passate le Europee si dimenticheranno di rifare il letto, vedrete.

Nel vecchio militante rimane la sensazione di aver già visto molto e abbastanza e che alla fine, giocando con le carte scoperte, tende a premiare sempre Berlusconi, perchè sa essere più umano, schietto e imperfetto di tutti questi perfezionisti che un giorno si e l’altro pure si permettono di dirci come dobbiamo comportarci.

Tutto qui: il romanzo italiano è anche questo. Oggi sappiamo tutto di tutti e la noia è dietro l’angolo. Ma,nel frattempo, questo è ciò che passa il convento e noi un poco ci divertiamo.

 


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