Bruno Murgia

Deputato del PDL

Visualizza gli articoli pubblicati sotto giugno 2009

Sull’uranio impoverito sono intervenuto diverse volte, l’ultima per esprimere la mia gioia personale per il riconoscimento del risarcimento effettuato dal ministro La Russa.

Purtroppo, oltre al fatto che non esista una cifra di ricompensa in casi tragici come questi, si aggiunge quello che può essere delineato come un quasi mistero di Stato, anche se il Governo ha un proprio bilancio ufficiale, sebbene in contrasto con quello dell’osservatorio militare. In ogni caso è una storia maledetta.

Per questo pubblicizzo volentieri questa inchiesta-documentario, che può servire a prendere coscienza del problema, a renderlo evidente. Un piccolo contributo che spero possa servire, come sempre io sono a disposizione.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]

Il caso Iran dimostra un fatto inequivocabile: Internet è lo strumento dei popoli.

150.000 iraniani iscritti su Facebook, consapevoli delle libertà estreme che una finestra sul mondo può regalare si sono messi d’accordo per protestare. Hanno ragione gli analisti, ha ragione Obama: in fin dei conti Moussavi non può essere tanto diverso da Ahmadinejad, perchè il potere è nelle mani degli Ayatollah e le forze politiche iraniane, benché chiamate riformatrici, sono espressione della Rivoluzione Islamica. Non dimentichiamolo mai. Ricordate le speranze riposte in Khatami e negli studenti in Teheran? Noi tutti in Occidente ci speravamo, ma ci speravamo nella misura in cui non conoscevamo bene quella cultura.

Persino l’incidente diplomatico con la Gran Bretagna deve insegnarci a vedere le cose con la giusta lente. E’ probabile che in questo frangente abbiano ragione i nostri amici britannici, ma non possiamo certo dimenticare che il novanta per cento dei casini di quell’area sono dovuti al disimpegno e alle false promesse britanniche (con annessi colpi di stato, per l’appunto). Questo anche per dire che metà dell’antiamericanismo mondiale è bello che sprecato…

Tornando al web, la potenza mediatica non tradizionale della protesta iraniana illumina sul fatto che oggi potrebbe bastare un po’ di cervello, coraggio, un computer e una linea adsl per far scattare la rivoluzione. Troppo ottimista? Ovvio, in Honduras i militari non hanno aspettato di caricare i loro profili su Facebook per dare l’assalto al palazzo presidenziale. Grillo ne sarebbe invidioso però…

Resta il fatto che Internet è strumento democratico, per questo è temuto e per questo c’è una gran voglia di regolarlo, passando per la scorciatoia della difesa del diritto d’autore. Come spiegato abbastanza in queste pagine su Internet vive l’individuo. I reati vanno repressi come si reprimono per strada… e farebbe davvero sensazione uno Stato che mostra i muscoli nei doppini e allo stesso tempo promuove indulti perché non riesce a costruire carceri. Per ogni cosa ci vuole misura. E molta, molta informazione.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]
  1. Ieri a Olbia Cappellacci ha firmato l’accordo che stanzia circa 94 milioni di fondi Fas (fondi statali per le aree sottoutilizzate) da investire per il sistema infrastrutturale dell’ Isola. Trenta milioni sono per il finanziamento del promo lotto della Sassari-Olbia. Dunque, impegni mantenuti. A margine della conferenza stampa tenuta nella hall della nuova aerostazione per i voli privati, l’ Aga Khan, presente alla cerimonia, ha fatto capire che Meridiana non viaggia in buone acque. Sarà pure ma una compagnia che opera in regime di monopolio dovrebbe avere almeno aerei nuovi (non quelli abituali, vecchi di 20 o 30 anni), più voli ( molto, molto difficile viaggiare in questo periodo ) e maggiore puntualità.
  2. Si discute di piano casa. C’è la proposta nazionale di Pili e appoggiata da circa 130 deputati e quella del governo regionale. Alcune indiscrezioni dicevano che la regione prevedesse un ampliamento delle volumetrie non oltre il 5% nella fascia che va dai 300 metri ai due chilometri. Nella sostanza, poche novità rispetto al ppr di Soru. Cappellacci smentisce. Continuo a dire che pensare lo sviluppo urbanistico sulla base dei metri sia sciocco e inutile. Il Piano casa ha valore se riprogetta lo sviluppo del paesaggio facendo cose belle, bloccando gli scempi, gli abusi edilizi, le schifezze nelle periferie, sulle campagne e sulle coste
  3. Insomma, tra infrastrutture, piano casa e intervento in prima pagina sull’Unione, il governatore sardo sta provando un’ offensiva mediatica. Il lungo intervento sul quotidiano cagliaritano prova a ridefinire la politica del centrodestra e l’ iniziativa della Giunta. Consapevole di qualche scricchiolio, Cap sostiene che non tutto può essere avvenimento mediatico.
[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]
F. Granata, su Tuvixeddu la pensa come Soru

F. Granata su Tuvixeddu la pensa come Soru

Il capogruppo in commissione cultura del Pdl Fabio Granata parteciperà il 3 luglio all’incontro organizzato da Legambiente sull’emergenza Tuvixeddu.

Nel comunicato stampa dell’associazione si sostiene che si voglia “scongiurare una ulteriore e grave compromissione del Colle, già martoriato in passato da azioni di trasformazione che ne hanno pesantemente alterato i valori archeologici e paesaggistici e riaffermare il valore culturale, sociale ed economico del bene, che rimane ed è sancito da studiosi di chiara fama, oltreché dalla diffusa percezione dei cittadini. Un valore di legami, appartenenza e identità storica, non negoziabile con promesse di sviluppo economico di breve durata, ma, al contrario, suscettibile di vantaggi economici importanti e durevoli, se utilizzato in modo saggio e lungimirante”.

Il sopralluogo dei parlamentari (con Granata ci sarà il senatore del Pd Roberto Della Seta) è finalizzato ad accertare lo stato dell’area e a presentare nuove iniziative per la salvaguardia del sistema paesaggistico. La proposta è quella di creare un parco paesaggistico-archeologico che preservi il sito. Granata ha già presentato un’ interrogazione sul tema al ministro Bondi. Il centrodestra regionale, come è noto, si era schierato a favore del progetto dell’imprenditore Cualbu di costruire ai margini dell’insediamento archeologico.

E’ facile pensare che la visita di Granata, normalmente portatore di posizioni anticonformiste dentro la stessa maggioranza di centrodestra, non mancherà di riapire la vecchia polemica che a suo tempo aveva coinvolto il presidente Soru. E’ anche nota l’amicizia tra i due.

Nei commenti la risposta di Alessandro Serra, consigliere comunale del Pdl ( area An) a Cagliari.

Nella rassegna parlamentare la mia proposta sull’esame di maturità.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]
Vaporidis e Capotondi

Vaporidis e Capotondi

Parafrasando Venditti al contrario. Cosa ce ne facciamo dell’esame di Maturità oggi? Fosse per me lo abolirei.

E’ inutile.
Costoso.
Ansiogeno.
Estivo.

E in più non apporta nulla di realmente concreto nel cammino di crescita dello studente. Fosse per me sostiturei l’esame di maturità con un periodo di orientamente universitario, organizzato dalle facoltà del luogo in appendice ad un anno di quinta superiore concluso a Maggio. Due settimane di full immersion  nelle problematiche dello studio universitario, con una panoramica dei principali contenuti che si affronteranno durante il cammino costoso per la laurea. Un orientamento che potrebbe avere due o tre anticipi durante l’anno, invece di tentare di chiudere, male come sempre, l’anno scolastico esaurendo argomenti di cui poi non si saprà nulla.

Il voto di diploma sarà formato al 70% dalla media dei voti dei primi 4 anni e al 30% dalla media dell’ultimo anno, il quale peserà giustamente più degli altri. Così ogni studente sa che il suo voto di diploma sarà influenzato dalla prima interrogazione del primo anno, ma comunque in un contesto generale di media nel quale peseranno anche le materie che predilige, perché è giusto che lo studente riconosca nel percorso di studi quali sono le sue qualità e le sue aspirazioni e su quali materie si esprime meglio.

Abolire la maturità dunque e sostituirla con un orientamento che colleghi anche col mondo del lavoro: ogni corso di laurea organizza il suo orientamento, a proprie spese, dato che ha interesse ad attirare iscrizioni. Manda un docente nella scuola per 3-4 giornate nelle quali illustrerà anche gli sbocchi professionali e poi tutti al mare. Che tanto lo studio vero è quello che viene dopo.

UPDATE. Sempre sul mondo della cultura, della scuola e dell’università, leggetevi questo interessante articolo su ciò che succede nella prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Roma –> clicca per leggere.

UPDATE. Il viceministro Adolfo Urso ha appena detto in Aula che la Sardegna non sarà regione preposta all’ accoglimento del nucleare. I deputati di sinistra insistono in una polemica che non ha senso, con tono lamentoso.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]

Continua la battaglia a Teheran, in mezzo ad una strano silenzio del mondo occidentale. Ambiguo il comportamento di Obama, nullo, come sempre quello dell’ Europa. E’ pur vero che oggi gli accordi commerciali si fanno con il regime vigente ma io mi chiedo: Bush-Cheney sarebbero stati così inermi?

Intanto, fa il giro del mondo la morte della giovane Neda, per la quale il regime iraniano ha vietato i funerali.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]

Il referendum è andato, il quorum – a meno di fatti sconvolgenti, tipo regalare soldi ai seggi – non si raggiungerà nonostante il contemporaneo ballottaggio in alcune città. E’ la seconda volta di fila, la prima vide protagonista AN, che il referendum sulla legge elettorale fallisce.

La considerazione a margine che si può fare, credo quella più giusta, è che i cambiamenti politici e gli assetti programmatici (ammesso che ne esistano in periodi di forte crisi) non possono essere indotti artificialmente dalle leggi elettorali.

Queste devono assecondare la realtà del paese e non trasformarla. Al massimo possiamo concederci che una legge elettorale interpreti lo spirito del paese e vedere come va. L’ultima legge elettorale, caratterizzata dallo sbarramento, agli italiani è piaciuta. Anche se è lecito domandarsi come sarebbe il quadro politico senza lo sbarramento e la dinamica del “voto utile”.

L’idea di questo referendum era buona, buonissima nelle intenzioni e meritava di essere appoggiata, magari in un periodo diversi, con meno problemi alle spalle (noi italiani votiamo troppo, è la pena del contrappasso che ci siamo inflitti dopo il Ventennio). Ma forse, tutto sommato, il paese non è maturo da affidarsi a un solo partito, nonostante il grande successo del PDL e la possibilità di crescita del PD. Di contro il clamoroso exploit di Lega e IDV certifica che l’era del partito di maggioranza probabilmente non è ancora arrivata.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]

Tutti sanno che il mio vecchio sogno è una Università autonoma a Nuoro. Anni fa, prima dell’ attuale crisi devastante, c’erano tutte le condizioni. Il governo Soru non ci ha mai creduto, l’ attuale consorzio universitario guidato dall’ architetto Russo ha fallito clamorosamente. E anzi, con la poca voglia di battersi veramente, ha ulteriormente peggiorato le cose. Non parlo, per amore di carità, dell’ amministrazione comunale. Il sindaco Zidda non ha mai avuto una strategia e infatti galleggiamo, come galleggia la nostra città, vittima di un passato nobile ma di un presente sbiadito.

E intanto, mentre gli amministratori della sinistra assistenzialista nuorese parlavano di chissà quali eccellenze, Alghero attraverso la sua facoltà di architettura cresceva concretamente. E oggi il Censis stabilisce che Architettura è la migliore d’ Italia, prima per internazionalità e nuove tecnologie.

Il preside Maccioco dice che la facoltà è integrata con la città. L’amministrazione lavora per dare tutti i supporti possibili. In Sardegna dunque si possono fare ottime cose. In Barbagia è sempre tempo di mesti convegni sul come eravamo.

Continuo a pensare che la Sardegna sia ideale per studi, ricerca e qualità della vita.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]
Fini predica ottimismo

Fini predica ottimismo

In Italia una mentalità da emergenza continua, quasi fossimo sempre all’ultima spiaggia“.

Spesso condannato da una lettura superficiale delle sue posizioni al ruolo di equilibrista, il Presidente della Camera dimostra invece di possedere ottime doti di equilibratore, non tanto fra i sistemi o le istituzioni, quanto fra la realtà e la nostra volontà programmatica di modificarla.

I problemi dell’Italia, infatti, per Gianfranco Fini non sono dissimili da quelli di qualunque altro stato europeo. L’aggravante è che noi ci vediamo deformati, sempre in emergenza, sempre sull’orlo del precipizio. E ho notato che i media cavalcano parecchio questa spinta, forse perché spinti dalla crisi delle vendite, riducendo le notizie a un dramma, a un’emergenza continua. Lo si fa da tutte le parti, è proprio un comportamento generico e generalizzato che non trova conferme nel sentire reale degli italiani.

Fini non nega i problemi, anzi, è chiarissimo:

Spesso la percezione del destino comune appare ed e’ assai labile. La necessità di valori condivisi è riconosciuta, almeno a parole, da tutti, ma tale aspirazione risulta di fatto smentita dal frequente ricorso alla delegittimazione reciproca tra avversari politici. Sono convinto che la nostra società e la nostra democrazia siano assai più solide di come possono apparire talvolta, però disorientamento, sfiducia e paura risultano sentimenti diffusi e in crescita.

Fini però non è pessimista, intravede la via di uscita:

Non nego l’esistenza di gravi difficoltà nella vita nazionale, a partire dalla crisi economica, ma l’elenco dei problemi che affliggono la nostra vita collettiva è antico, noto, e sarebbe superfluo ora compilarlo. Al di là della doverosa considerazione delle debolezze strutturali del nostro sistema e di nuove criticità, dobbiamo riconoscere che non si tratta in realtà di questioni molto diverse da quelle che interessano qualsiasi altro Paese europeo.

Si tratta di passare, come si suol dire, dalle parole ai fatti: il governo deve essere in grado di risolvere i problemi, il Parlamento deve affiancarlo nel superare le difficoltà che incontra la collettività. Serve uno sforzo di maturità complessiva, che ci consenta a tutti, come classe politica, di saper individuare con certezza quali sono i nodi da sciogliere, preservando la democrazia e lo spirito di unità nazionale dalla sterile polemica quotidiana, che ha il grave torto di rendere più insicuri tutti, dato che si trasmette l’idea di pensare poco all’utile e molto al futile.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]

lamaddalenaIl tema dei vincoli paesaggistici di Soru ha dominato una buona parte del dibattito politico degli ultimi anni in Sardegna. Il famoso o famigerato PPR voluto dall’ex governatore ha avuto il merito, questo bisogna dirlo, di spostare l’attenzione sul tema sempre più cruciale dell’ambiente e dello sviluppo.

Soru, a mio parere, ha fallito nella risposta alla domanda: e adesso come sfruttiamo l’ambiente? Il problema della mancata risposta deriva dal contenuto negativo attribuito al termine “sfruttare” e all’equivoco di fondo che si crea intorno al tema dell’intoccabilità delle coste sarde. Soru è stato miope, su questo punto, da aver affermato testualmente che la Sardegna sarebbe più facile da “conservare” se fosse disabitata. Un’eresia facile da comprendere, ma che non fa i conti con la realtà. La Sardegna sarebbe assoggettabile a molti vincoli, se si preferisse appunto questa visione che fa a meno dell’antropizzazione, per dirla in termini strettamente ambientali e biologici.

Tenuto conto che l’isola va protetta, ma anche abitata e che tale abitazione contempla lo sviluppo, non possiamo esimerci noi da rispondere alla domanda che ha fatto tramontare la stella di Soru: come possiamo trarre reddito dall’ambiente mantenendolo il più possibile incontaminato?

C’è quasi una tautologia, mi sembra: la coscienza ambientalista degli ultimi trent’anni, che appartiene anche alla destra, forse in maniera più sincera di quella barzelletta tutta italiana chiamata Verdi, che erano contrari ai pomodori geneticamente modificati, ma favorevoli alla ricerca sugli embrioni per scopi terapeutici… dicevo, la coscienza ambientalista ritiene – a ragione – che un ambiente meglio conservato produca più reddito di un ambiente rovinato dalle industrie.

Sono temi che ho studiato ormai da un bel pezzo e che sono contenuti documento sull’ambiente (c’è poi l’intervista all’ Unione del collega Vella che segue i temi della proposta Pili in materia di riqualificazione): l’antropizzazione non è sempre distruttiva soprattutto se indirizzata verso modelli di qualità.

Aggiungo: il tema dei limiti di costruzione è fallace. Che significato hanno trecento metri o tre chilometri? Per me, nessuno. E’ un modo singolare di affrontare la questione. Ci possono essere spiagge e coste che necessitano di una protezione ben superiore a quella imposta dal PPR, e altre che magari si prestano a uno sviluppo integrato, cioé in accordo con la delicatezza ambientale dell’insieme.

Per questo continuo ad auspicare una revolution sarda: abbandonare l’industria pesante, di trasformazione del petrolio, per mettere in moto piccole farm ad alta tecnologia e basso o nullo impatto ambientale, mentre il turismo dev’essere in grado di unire il centro alla periferia, differenziandosi per luogo, con una lotta senza quartiere all’abusivismo. Altrimenti si corre il rischio di trovarci di fronte alle ipocrisie che hanno coinvolto la giunta Soru, la quale – secondo Giacomo Spissu – non ha cambiato di tanto il regime  delle cubature concesse in costruzione, la maggior parte delle quali erano in terreni prospicienti il mare…

Da ultimo. Decine di paesi sardi, un tempo con una identità riconoscibile, sono stati distrutti da assessori incompetenti e clan di progettisti scarsi. Guardiamo i centri storici e le assurde zone industriali crsciute nelle periferie. Niente di più brutto. Una cosa brutta è brutta ovunque: a un metro dal mare come a venti chilometri.

[Facebook] [MySpace] [Segnalo] [Email]
Powered by WordPress Web Design by SRS Solutions © 2010 Bruno Murgia Design by SRS Solutions