Bel colpo, Cap:«Il Festival si farà, la Regione pronta a finanziare Gavoi»
Voi sapete che ho lavorato molto perchè si facesse il Festival di Gavoi e tutte le altre manifestazioni culturali dell’estate: da Cala Gonone Jazz a Berchidda di Paolo Fresu fino al seminario jazz di Nuoro di fine agosto. Mi pare che ci siamo. E devo dire che oggi Cappellacci, con una lettera garbata ma con le punzecchiature giuste, chiude la polemica e si prepara al confronto con il mondo della cultura. Lo scopo ultimo è sempre quello, sul nostro versante : dialogo, ma la sfida è aprire nuove strade.
Lettera aperta alle cittadine e ai cittadini di Gavoi (e a chi crede alla libera circolazione delle idee e della cultura). C’era una volta… Così i nonni cominciavano a raccontarci favole e leggende che hanno accompagnato l’infanzia di tanti di noi. Mi pare il modo migliore per proporre qualche “piccola” riflessione su una delle iniziative più meritorie per la valorizzazione di Gavoi e dell’intera Barbagia: il Festival letterario.
L’appuntamento di luglio con gli scrittori e i libri, organizzato anche quest’anno dall’Isola delle Storie, è senz’altro un modo intelligente e accattivante per testimoniare le tante potenzialità e capacità di noi sardi.
Eppure… eppure in certe occasioni non rinunciamo ad assumere i comportamenti da martiri a tutti i costi.
Una settimana fa, qualcuno abituato a scrivere racconti di fantasia, ha voluto farvi credere che la Regione avrebbe rinunciato a sostenere il Festival di Gavoi.
Forse quelle sue parole derivano dal fatto che lui, al nostro posto, si sarebbe comportato così.
Questa Giunta regionale no. È diversa: alla logica della vendetta e dell’insulto preferisce l’uso della ragione.
Se c’è chi alimenta visioni manichee, che tendono ad accentuare i momenti di divisione a scapito di modelli che esaltano l’appartenenza alla comunità, evidentemente lo fa per tornaconti egoistici a noi del tutto ignoti.
È davvero difficile, come è successo nei giorni scorsi, replicare ad attacchi che non si basano sui dati di fatto, ma su atteggiamenti che sembrano rispondere unicamente a logiche di schieramenti contrapposti.
Come spiegare altrimenti l’accusa – del tutto infondata – del pericolo di taglio dei contributi? Lo voglio dire chiaramente: la Regione Sardegna finanzia anche quest’anno il Festival letterario di Gavoi.
Anzi lo farà prima del 15 giugno, in anticipo rispetto a quanto accaduto nel 2008.
L’impegno è solenne.
Sbaglia sapendo di sbagliare chi ha pensato di “salvare” il Festival di luglio minacciando di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico di Presidente dell’associazione organizzatrice. Chissà, magari non crede più in quello che fa.
In tutti i casi, il Festival letterario è un patrimonio della comunità di Gavoi e non è di proprietà di questo o quello… Perciò noi ci sottrarremo mai alle nostre responsabilità istituzionali.
Non mi sembra il caso di aggiungere altro. Questi i fatti. Il resto – compreso, ovviamente, l’impegno della Regione a sostenere un’iniziativa meritoria – lo lasciamo al giudizio delle cittadine e dei cittadini di Gavoi e di tutti i sardi. Il C’era una volta dei nostri nonni si concludeva sempre col e vissero felici e contenti, oggi non è forse tempo di sogni ma è senz’altro tempo di responsabilità e di serietà. UGO CAPPELLACCI
Comments
Pasquale Mascia
Caro Bruno,
quel che finisce bene…!
L’importante adesso non è ascrivere i meriti (sono sotto gli occhi di tutti) ma immaginare scenari nuovi a partire da una “crisi” che non si è risolta col test del DNA, alla ricerca di padri nobili e sdegnati, ma con la misura del QI di chi doveva intervenire e lo ha fatto.
Voglio riportare la discussione su quel campo, invece attentamente evitato un pò da tutti almeno finora, e da me accennato in altre circostanze. L’intervento sul tema “cultura” è un intervento di medio-lungo periodo sulle strutture. Il resto, Festival compresi da Calgonone Jazz a Gavoi, se non è immaginato come corollario della quotidianità rischia di essere solo una splendida vetrina.
Gavoi ne è l’esempio migliore se lo paragoniamo allo stato catatonico in cui versa il presunto Sistema Regionale delle Biblioteche cioè quella struttura che quotidianamente dovrebbe garantire libero accesso all’informazione ed alla lettura.
Molti non lo sanno, ma io c’ero e lo posso testimoniare, Gavoi è nato grazie ad un finanziamento ricavato dagli stanziamenti per la promozione e la cooperazione bibliotecaria che erano a disposizione del Servizio Beni Librari dell’Assessorato alla Cultura della RAS. Azione degna e lungimirante che non ha raccolto i frutti, cioè l’incremento in qualità e quantità dei servizi bibliotecari ed informativi a tutti i cittadini della Sardegna, proprio perchè Gavoi è solo uno splendido corollario di una politica che che non c’era e che deve essere ancora creata. Questo è il vero terreno di gioco. Aspettiamo il fischio d’inizio.
mario
Bel colpo fois, bella figuraccia, complimenti!
Ottima risposta di Cappellacci (e mi dispiace pure ammetterlo!)
Gallura
e in tanto la tratta marittima Golfo Aranci- Civitavecchia non ci sarà più…..grazie Papy…….
andrea carboni
Certo che è incredibile.
Anche uno con poco senso politico capirebbe che questo festival si farà solo perchè la gazzarra tirata su da Fois ha costretto Cappellacci a prendere posizione, proprio mentre speravano di far passare il mancato finanziamento nella sordina delle pastoie burocratiche, e lì lasciarlo. Senza la voce di Fois – vergognosamente lasciata sola dai direttori artistici degli altri festival, che pure beneficieranno di questo risultato – Gavoi non si sarebbe fatto, semplicemente.
La cosa veramente simpatica è che il presidente della regione, invece che rivolgersi ai suoi naturali referenti politici, scriva sui giornali sardi una lettera aperta prendendo di mira con una retorica di grana grossa uno che alla fine dei conti ha solo detto: “le banche mi hanno chiesto di ipotecarmi la casa per fare Gavoi: che fate, finanziate o no?”
La vittoria c’è, ma è di Fois, E anche di chi ha capito che con questa gente bisogna urlare forte per far scappare i piccioni, altrimenti ti ritrovi senza pane.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Finalmente si sente Cappellacci!
Daniele Pinna
“Forse quelle sue parole derivano dal fatto che lui, al nostro posto, si sarebbe comportato così”
Questa sarebbe una giusta punzecchiatura?
L’unica cosa lieta è che il Festival di faccia. Parlare di bella figura della Giunta è quantomeno ridicolo.
Bobbore
No, il Minculpop ha deciso che con sua somma bontà finanzierà il festival. E questo non c’entra niente con il fatto che le banche siano arrivate a chiedere a Fois di garantire con i suoi beni personali per staccare i fondi, visto che la regione cercava di capire se “la legge la OBBLIGAVA a finanziarlo” (cit. assessore Baire). E questo non c’entra niente con il fatto che Fois abbia strillato come un maiale sgozzato per denunciare lo sgarro che si stava facendo non contro il festival, ma contro la sua persona.
Il Minculpop, infinitamente buono e giusto, ha dimostrato che Fois era pazzo e che anche se gli anni scorsi a quest’ora la regione aveva già dato il suo patronage alle banche per l’erogazione dei fondi, era tutto sotto controllo.
Quel maledetto pazzo di Fois si deve dimettere (ma non l’aveva già fatto?) per riparare al suo isterismo, e lasciare il festival a chi non si fascia la testa prima che gli scagnozzi del Minculpop gliel’abbiano spaccata.
Davvero vogliamo credere che la regione, con le chiare parole infastidite dell’assessore alla cultura, avrebbe preferito chiudere la baracca di Gavoi?
Bobbore
…che poi dai, qua siamo in casa di uno di quelli che ha scongiurato il pericolo e che si è speso in prima persona in questa faccenda mi pare. O vuoi farci credere che stavi bluffando, o che Fois ha fregato anche te?
Bobbore
…macchiavellico Fois…
Bruno
>bob, che si arrivasse alla polemica l’ avevo intutito un bel po’ di tempo fa. marcello è sanguigno e cap uno che ha aplomb fino a che non gli pesti un callo. certo: all’ inizio speravo nel colpo mediatico: cap e lo scrittore di sinistra che collaborano: incredibile. poi la cosa è andata secondo i canoni più tradizionali. tieni conto che qualcuno ha storto il naso per il machiavellico marcello, anche a sinistra. ma forse è un fatto di leggerissima invidia…. uno dei miei prossimi post: marcello fois, unico oppositore di cap e nuovo canddato alla presidenza della regione…. un saluto. br
andrea carboni
Bruno Murgia si è distinto in questa maretta, gliene rendo atto, anche se poi per dovere di scuderia deve scrivere cose come “Bel colpo, Cap” o “lettera garbata con le giuste punzecchiature”. In realtà è evidente che si tratta di una lettera livorosa, garbata un par di ciuffoli, frutto amaro dell’essersi trovato con le spalle al muro: se Cappellacci non avesse finanziato Gavoi avrebbe fatto la figura di quello che soffoca la cultura per ragioni di bassa macelleria politica, oltre a dare al presidente della provincia di Nuoro l’occasione di fare il colpo mancino come salvatore della patria. In tutto questo, oltre alla sconfitta mal parata di Cap, resta anche la comica figura dell’assessore all’inadeguatezza, la Baire, giustamente oggetto di un esilarante sfottò su Radio Press.
E Fois è ufficialmente capo dell’opposizione, perchè quando un presidente di regione attacca così spudoratamente qualcuno da un giornale, è perchè lo teme.
Pagare uno spin doctor no, he?
Bruno
>andrea carboni, non ho alcun dovere di scuderia, mi pare che questa frase avresti potuto evitarla. dico solo che nella polemica cappellacci ha sparato un colpo e ha attaccato marcello fois. i motivi sono chiari a tutti. la mia posizione è stata quella di sostenere il festival di gavoi per il valore della manifestazione. la domanda è: i soldi ci sono o meno ? adesso sì. la manifestazione si farà ? sì. si faranno tutte le altre: ancora sì. lo scopo del centrodestra è fare politica culturale anche con altri soggetti e con nuove iniziative. br
andrea carboni
Bruno, lei è un uomo intelligente e io ho stima del suo buon senso. Per questo sono certo che lei non pensi affatto che questo di Cap sia un “bel colpo”, ma l’unico colpo che poteva dare per salvare la faccia. Oggettivamente la scelta era tra finanziare a denti stretti o lasciar morire per dissanguamento la più grossa manifestazione culturale dell’isola. Nel silenzio la seconda cosa poteva pure riuscirgli, vuoi per malafede o anche, a voler pensar bene, per semplice incompetenza. Ma dopo il polverone alzato da Fois non si poteva più mettere una croce su Gavoi senza farci una figura barbina.
Andiamo avanti, tutti aspettiamo le “altre iniziative”, ma converrà da sè che se la regione avesse avuto una programmazione culturale alternativa a Gavoi, avrebbe avuto anche un buon motivo per non finanziarla e dire: fermi tutti, noi abbiamo un’altra visione. Il fatto che non lo abbia fatto dimostra solo che un’altra visione non c’è.
Si ponga il cuore in pace: nella sua coalizione la cultura interessa solo a lei.