Saras, accertare le responsabilità
Saras, Murgia (Pdl): Di lavoro non si può morire
“Servono più controlli e rispetto delle leggi”
Cagliari, 26 mag. (Apcom) – “Questo grave, ennesimo lutto nel mondo del lavoro in Sardegna colpisce tutti quanti”. Lo ha dichiarato Bruno Murgia, parlamentare del PDL, commentando la tragica morte di tre operai nella raffineria Saras di Sarroch, nel cagliaritano.
“La politica ha il compito di rendere più sicuro il lavoro – ha spiegato Murgia – non è possibile andare avanti così, perchè sono cose che capitano in tutti i contesti anche quelli giudicati più sicuri. Controlli, prevenzione, rispetto delle leggi. E’ ora di darci una mossa. Di lavoro non si può più morire”.
Aggiungo. nel cordoglio ai familiari, che non penso queste cose accadano per una fatalità. Bisogna circoscrivere le responsabilità, perseguire i colpevoli, aumentare i controlli per assicurarci l’osservanza delle leggi, che ci sono. Bisogna riaprire il tavolo per la sicurezza sul lavoro, che in Sardegna assume i contorni di un dramma sociale.
Comments
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Esprimo a nome mio personale e di tutto il gruppo del movimento Gioventù Italiana Nuoro e della Destra Nuoro tutto il mio cordoglio ai parenti delle vittime di questa immane tragedia.
Giorgio Giovanni Gaias dirigente provinciale Gioventù Italiana
Enzo Cumpostu, Nuoro
Di lavoro non si può e non si eve morire, è verissimo Bruno: ma quel che è capitato negli stabilimenti SARAS è la punta di un iceberg che vede ogni giorno migliaia di lavoratori a rischio, in diverse attività lavorative e non solo nel petrolchimico.
Più volte ho urlato virtualmente sul web l’esigenza di considerare anche sotto ilprofilo del’emergenza ciò che potenzialmente potrebbe capitare in una regione come la nostra priva di vulcani, dove grazie a Dio non vi saranno mai scosse telluriche devastanti ma con immani pericoli per moltreplici ragioni e quelle dei poli industriali sono una delle aree più sensibili in questo senso.
Pevisione, prevenzione, soccorso: dobbiamo prevedere e far sì che tragedie come quella di oggi non capitino: indubbiamente ci sono delle responsabilità, oggettive e soggettive che chissà se verranno alla luce e giustamente punite.
Ier, per esempio è morto un mio zio che ha lavorato per anni nella miniera di S. Giovanni a Lula. come minatore dove si ha beccato la silicosi e a quella è sopravvisuto: poi un tumore alla gola nel 1995 e anche quello, con un intervento brillantemente riuscito, lo superò. Nulla però ha potuto contro il caldo di ieri.
Venticinque anni di miniera, con la creta calcificata nei polmoni, logicamente lasciano il segno.
I rischi del lavoratore di ieri e quelli di oggi. Ciao
Enzo Cumpostu, Nuoro
Su Presidenti
E’ sconcertante ed estremamente doloroso, al di la dei luoghi comuni e dello sconcerto legato alla circostanza, dover assistere ancora una volta all’ennesimo sacrificio di tre persone dignitosamente cadute nel posto di lavoro.
Ragazzi sicuramente splendidi di 26, 30, 52 anni ma tutto questo sembra quasi una assurdità.
Sembra assurdo anche solo immagginare una persona umana costretta a guadagnarsi il pane dovendosi calare in una cisterna di quelle dimensioni priva di maschera, sa tanto di grisù.
E questo vale comunque, bonifiche o non bonifiche, consuetudine o non consuetudine, prassi o non prassi.
Io non so davvero chi abbia colpe in una tragedia di queste dimensioni o quanto peso abbiano il destino e le circostanze (e sicuramente qualcuno ha colpe) ma quello che lascia basiti è il fatto che si costringano delle persone a scendere disarmate e senza possibilità alcuna di difesa in luoghi in cui, se qualcosa non va per il verso giusto, si muore in pochi secondi.
Quelle erano quasi certamente persone sane e forti eppure non hanno fatto in tempo neanche ad affacciarsi ed erano già morte.
Quello che mi fa senso, per farla breve, è il fatto che in una situazione lavorativa come questa sia stato trascurato il fatto che qualcuno possa morire per imperizia altrui, per negligenza di altri o anche solo per errore umano, tutte circostanze da tenere sempre e bene nel dovuto conto.
Come mai non è stato considerato con tutte le cautele possibili questo “fattore di rischio”?
In casi come questi dovrebbe essere obbligatorio sempre l’uso della maschera.
E comunque, senza voler colpevolizzare nessuno in assenza di conoscenza e di prove, ha ragione Bruno Murgia: FUORI I COLPEVOLI e che nessuno si sogni di dimenticare le famiglie.
Addio ragazzi.
Antoni su Longu
Nella speranza che l’ultimo lutto collettivo sui luoghi di lavoro possa far ripensare sull’opportunità di modifica sulle norme esistenti sulla sicurezza sul lavoro (semplificazione, riduzione degli adempimenti per i datori di lavoro, ecc…) per il rispetto dovuto ai morti e a quelli che tutti i giorni mettono a rischio la propria incolumità per guadagnarsi da vivere.
Gallura
Un nuovo morto sulla Olbia-Sassari, la strada più pericolosa dell’Isola. Nel pomeriggio di ieri, il furgone guidato da Lorenzo Demurtas è finito contro un camion. Per l’autista non c’è stato niente da fare. Il collega, in gravissime condizioni è in rianimazione…….
Angelo Cabras Macomer
Caro Bruno, tutto il popolo italiano piange per altri suoi figli morti in una “guerra” che continua a mietere vittime innocenti. La politica può fare di più, è vero, ma possiamo fare di più tutti noi rispettando sempre e comunque le regole che, ahimè, spesso e volentieri vengono derise. Poi quando accade il peggio ci si guarda intorno e affranti dal dolore gridiamo “mai più”. E’ giunta l’ora di dare un contributo perchè non accada veramente mai più, non solo da parte di Voi politici, ma, credo, anche da parte nostra. Al posto di quei poveracci ci potevamo essere noi!!!
Sempre tuo amico
Angelo
Angelo Cabras Macomer
“Servono più controlli e rispetto delle leggi”
Questo purtroppo è il punto dolente! Controllo e rispetto. Più controllo ed io aggiungo più serio e fermo, più rispetto delle regole anche da parte di noi lavoratori. Fuori i colpevoli di questa tragedia, ma per evitarne delle altre sarebbe opportuno dedicare più spesso qualche ora lavorativa alla prevenzione in modo che non ci siano più colpevoli…..e più morti!
Angelo
Daniele
Che è successo alle 10 domande?
*** il blog è in fase di collaudo, saranno presto di nuovo on line – ciao :-)