Beppe Pisanu

Beppe Pisanu

C’è come una clamorosa contraddizione, o forse un brutto scherzo del destino, nella Sardegna contemporanea che prova a crescere e diventare grande.

Leggendo le pagine de La Nuova Sardegna si passa dalla drammatica crisi dell’industria, acuita dalla recessione mondiale mai così grave, ai successi dei ragazzi e delle ragazze sarde in televisione, esattamente da Maria De Filippi (non sto a dirvi i nomi perché non li conosco). Nel mentre si parla della “Parentopoli” sarda nelle Università. I rettori eterni si difendono, ma insomma non è che ci voglia molta immaginazione per capire dove sta il problema.

Un po’ di dibattito in verità c’è e mi verrebe da dire: finalmente! Come al solito a smuovere le acque ci ha pensato l’amico Beppe Pisanu, la cui lucidità e capacità di analisi è sempre preziosa. In questi giorni il presidente della commissione antimafia ha tuonato con un appello che la stampa ha definito “bipartisan”, per il solo fatto di essere stato rivolto indistintamente ai Sardi, cioè a coloro che governano e che sono governati.

“Sardegna svegliati”.
«Caricate le sveglie per sturare le orecchie più sporche, mettete le frecce sulle prime ore del mattino perchè non c’è tempo da perdere. La nostra isola sta davvero andando male, deve cambiare strada, darsi gambe forti. L’unica via possibile è quella della sostanziale unità dei sardi intorno a un comune progetto di sviluppo e, in questo momento, mi sento di dire: Sardegna svegliati!».

Appello all’unità dunque, ma più che unità politica, oserei dire unità d’intenti, nel senso che la politica non deve ignorare che c’è un grosso problema di SVILUPPO, che dev’essere affrontato e che tale PROBLEMA, non può essere oggetto di speculazione politica. Non può dividere, né nell’analisi dei numeri, che sono nudi e crudi, né sui tentativi di porre un argine, sia che provengano da destra, sia che provengano da sinistra.

Pisanu se l’è presa contro la politica degli annunci, delle emozioni, che sembra spostare l’obbiettivo dai reali problemi:

Brutta situazione perchè le idee stanno cedendo il passo alle emozioni, le analisi reali della società e l’economia si svolgono soprattutto in televisione, con la comunicazione più sbrigativa, più propensa alle semplificazioni e agli slogan piuttosto che all’approfondimento delle questioni complesse che abbiamo davanti.

Quindi Pisanu chiede quello che chiedo io da tempo: una maggior attenzione all’analisi dei problemi, una presa di coscienza realistica della nostra situazione, uno studio completo sullo stato attuale dei sardi, eliminando dalla nostra vista il cliché di isola fortunata (per le bellezze naturali). Uno sguardo realistico e concreto nel quale prendere atto non solo dei problemi, ma anche delle possibili soluzioni, che non sono impossibili.

La premessa è che ci sia un’analisi seria, posta al riparo dalle polemiche politiche. Penso che lo dobbiamo ai sardi.