Il problema Tirrenia, sollevato anche in questi giorni a causa della paventata cancellazione delle tratte Olbia-Genova e Porto Torres-Genova, rischia di diventare una fastidiosa “Questione Sarda”, che sarebbe meglio evitare. Perché in fin dei conti, chi viene penalizzato e tirato in mezzo a questioni riguardanti i bilanci, l’economia, è sempre e solo l’utente sardo. C’è un limite al sacrificabile per quanto mi riguarda e la Tirrenia avrebbe dovuto essere privatizzata da tempo.

I principali motivi a favore della privatizzazione sono noti e li ribadisco.

1) Con la privatizzazione si toglie un privilegio clamoroso a favore di un’azienda pubblica, che riceve soldi dallo stato per ogni biglietto emesso dai sardi

2) Si avrebbero servizi migliori e prezzi concorrenziali

3) I sardi non si sentirebbero prigionieri di una compagnia statale che ha fatto di tutto, tranne che dare lavoro ai sardi

In questi giorni il presidente della giunta Cappellacci ha ottenuto da Matteoli, ministro dei Trasporti, una sospensiva sulla cancellazione delle tratte, affinché venga prima aperto un tavolo di concerto Stato-Regione. Era sinceramente il minimo che si potesse fare, perchè l’errore sta sempre a monte. Il problema è la Tirrenia. E anche la Saremar che garantisce il collegamento con le piccole isole. A Febbraio Matteoli aveva dichiarato “nessun taglio a personale, rotte o servizi”, ma la riorganizzazione, qualunque ne sia il motivo (la crisi ha certo colpito) è in atto e non può colpire i sardi. Il progetto privatizzazione deve andare avanti, anche se non si possono accettare tagli indiscriminati, pur se l’obbiettivo è vendere meglio il prodotto.

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