Perché la questione Tirrenia va risolta
Il problema Tirrenia, sollevato anche in questi giorni a causa della paventata cancellazione delle tratte Olbia-Genova e Porto Torres-Genova, rischia di diventare una fastidiosa “Questione Sarda”, che sarebbe meglio evitare. Perché in fin dei conti, chi viene penalizzato e tirato in mezzo a questioni riguardanti i bilanci, l’economia, è sempre e solo l’utente sardo. C’è un limite al sacrificabile per quanto mi riguarda e la Tirrenia avrebbe dovuto essere privatizzata da tempo.
I principali motivi a favore della privatizzazione sono noti e li ribadisco.
1) Con la privatizzazione si toglie un privilegio clamoroso a favore di un’azienda pubblica, che riceve soldi dallo stato per ogni biglietto emesso dai sardi
2) Si avrebbero servizi migliori e prezzi concorrenziali
3) I sardi non si sentirebbero prigionieri di una compagnia statale che ha fatto di tutto, tranne che dare lavoro ai sardi
In questi giorni il presidente della giunta Cappellacci ha ottenuto da Matteoli, ministro dei Trasporti, una sospensiva sulla cancellazione delle tratte, affinché venga prima aperto un tavolo di concerto Stato-Regione. Era sinceramente il minimo che si potesse fare, perchè l’errore sta sempre a monte. Il problema è la Tirrenia. E anche la Saremar che garantisce il collegamento con le piccole isole. A Febbraio Matteoli aveva dichiarato “nessun taglio a personale, rotte o servizi”, ma la riorganizzazione, qualunque ne sia il motivo (la crisi ha certo colpito) è in atto e non può colpire i sardi. Il progetto privatizzazione deve andare avanti, anche se non si possono accettare tagli indiscriminati, pur se l’obbiettivo è vendere meglio il prodotto.
Comments
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Mi aguro che almeno questo si faccia :(
Daniele
Esatto On. Murgia, la privatizzazione della Tirrenia si sarebbe dovuta fare giá molto tempo fa. Poi sarebbe opportuno che il governo italiano desse facoltá alla regione di indire una gara internazionale per le tratte tra i porti sardi e gli altri porti mediterranei.
Ultimo, ma non meno importante… ma l’idea di una flotta sarda è cosí ridicola da non meritare neanche di essere discussa? Eppure i corsi ce l’hanno.
Bobbore
Ci vuole una gara d’appalto internazionale, come farebbe un qualunque paese civile. Ops…siamo in Italia, e qui in Italia quando (ad esempio) la commissione europea ci dice che blocca i fondi per il passante nord a Bologna (Bologna, non Crotone eh) finchè non si fa una gara d’appalto regolare, i giornali titolano “La Commissione Europea boccia il passante”.
…io scommetto che non ci sarà nessuna gara d’appalto, e la Tirrenia continuerà a incassare soldi pubblici per offrire un servizio peggiore e più costoso di altre compagnie.
Tiago
La giunta Soru con l’Ass. ai Trasporti Broccia avevano già pensato anni luce prima di voi,per risolvere il caso Tirrenia=Alitalia.
Forse ci aiuteranno le preghiere del Santo Padre?
Atricolo da l’Altra Voce
Pantomima Tirrenia: dalla difesa del monopolio al taglio delle tratte
È lo stesso governo, quello guidato da Berlusconi, che avrebbe intenzione di sopprimere i collegamenti Genova-Porto Torres e Genova-Olbia effettuati da Tirrenia. La denuncia arriva dal capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, e dai deputati Giulio Calvisi e Guido Melis: «Chiediamo al ministro Matteoli di riferire in Parlamento e di smentire una notizia che allarma non poco i cittadini sardi e gli utenti, oltre alle famiglie di trecento lavoratori che perderanno il posto».
Visto il servizio che la compagnia napoletana offre da qualche decennio, con grande sperpero di soldi pubblici, ci sarebbe da esultare. Invece no: perché, continuano i deputati «con il processo di privatizzazione della Tirrenia già deciso, la soppressione di due linee così strategiche con la relativa vendita delle navi, determinerebbe un deprezzamento notevole del valore della compagnia di navigazione e una perdita per le casse dello Stato all’atto di vendita. Una vicenda che ricorda la privatizzazione di Alitalia: un’Alitalia due, il cui prologo fu proprio lo spezzatino aziendale con la creazione della bad company. Un regalo, insomma, ai privati che subentreranno alla Tirrenia, alla futura Cai del mare».
In sostanza, dicono Calvisi e Melis, «il governo vuole svendere Tirrenia». Al danno – il servizio già molto precario – si aggiunge la beffa. Nella passata legislatura quella sulla compagnia di navigazione fu una delle grandi battaglie messe in campo da Renato Soru e Sandro Broccia: l’ex presidente della Regione e il suo assessore ai Trasporti avevano chiesto più volte la fine del monopolio partenopeo e una gara internazionale, sulla base di quelle già studiate per la continuità aerea, per l’affidamento dei collegamenti marittimi.
Il governo rispose picche. Chiese alla Commissione europea, che aveva già aperto le procedure di infrazione per aiuti di stato, la proroga di un anno per favorire il processo di privatizzazione della compagnia. Salvo poi introdurre nel famoso decreto anticrisi un articolo, il 26, tutto dedicato ai baracconi bianco azzurri: con 65 milioni di euro all’anno per il periodo tra il 2009 e il 2011, in parte recuperati dai fondi Fas già destinati alla Sardegna. Cioè la Regione dovrebbe pagare un servizio che non vuole, o non voleva, più: Ugo Cappellacci su questo tema non ha mai detto nulla.
Era l’inizio di dicembre. Broccia aveva sottolineato: «Nel 2006 la Tirrenia prendeva 230 milioni di euro, e conosciamo il servizio che offriva: cosa succederà ora con appena 65 milioni l’anno?». Succede che la compagnia non riesce a sostenere i costi: da qui la decisione del governo, ancora non ufficiale, di tagliare i collegamenti per il nord Sardegna. In ogni modo, conclude Calvisi, «a pagare sono sempre i sardi». Cornuti e mazziati: e meno male che il governo dovrebbe essere amico.
Pantomima Tirrenia: dalla difesa del monopolio al taglio delle tratte
È lo stesso governo, quello guidato da Berlusconi, che avrebbe intenzione di sopprimere i collegamenti Genova-Porto Torres e Genova-Olbia effettuati da Tirrenia. La denuncia arriva dal capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, e dai deputati Giulio Calvisi e Guido Melis: «Chiediamo al ministro Matteoli di riferire in Parlamento e di smentire una notizia che allarma non poco i cittadini sardi e gli utenti, oltre alle famiglie di trecento lavoratori che perderanno il posto».
Visto il servizio che la compagnia napoletana offre da qualche decennio, con grande sperpero di soldi pubblici, ci sarebbe da esultare. Invece no: perché, continuano i deputati «con il processo di privatizzazione della Tirrenia già deciso, la soppressione di due linee così strategiche con la relativa vendita delle navi, determinerebbe un deprezzamento notevole del valore della compagnia di navigazione e una perdita per le casse dello Stato all’atto di vendita. Una vicenda che ricorda la privatizzazione di Alitalia: un’Alitalia due, il cui prologo fu proprio lo spezzatino aziendale con la creazione della bad company. Un regalo, insomma, ai privati che subentreranno alla Tirrenia, alla futura Cai del mare».
In sostanza, dicono Calvisi e Melis, «il governo vuole svendere Tirrenia». Al danno – il servizio già molto precario – si aggiunge la beffa. Nella passata legislatura quella sulla compagnia di navigazione fu una delle grandi battaglie messe in campo da Renato Soru e Sandro Broccia: l’ex presidente della Regione e il suo assessore ai Trasporti avevano chiesto più volte la fine del monopolio partenopeo e una gara internazionale, sulla base di quelle già studiate per la continuità aerea, per l’affidamento dei collegamenti marittimi.
Il governo rispose picche. Chiese alla Commissione europea, che aveva già aperto le procedure di infrazione per aiuti di stato, la proroga di un anno per favorire il processo di privatizzazione della compagnia. Salvo poi introdurre nel famoso decreto anticrisi un articolo, il 26, tutto dedicato ai baracconi bianco azzurri: con 65 milioni di euro all’anno per il periodo tra il 2009 e il 2011, in parte recuperati dai fondi Fas già destinati alla Sardegna. Cioè la Regione dovrebbe pagare un servizio che non vuole, o non voleva, più: Ugo Cappellacci su questo tema non ha mai detto nulla.
Era l’inizio di dicembre. Broccia aveva sottolineato: «Nel 2006 la Tirrenia prendeva 230 milioni di euro, e conosciamo il servizio che offriva: cosa succederà ora con appena 65 milioni l’anno?». Succede che la compagnia non riesce a sostenere i costi: da qui la decisione del governo, ancora non ufficiale, di tagliare i collegamenti per il nord Sardegna. In ogni modo, conclude Calvisi, «a pagare sono sempre i sardi». Cornuti e mazziati: e meno male che il governo dovrebbe essere amico.
Su Presidenti
Io questa volta non dispero.
Sono convinto che, passati i problemi legati alla pubalgia, ai disagi dovuti ai marinai napoletani della Tirrenia e a tante altre cose ancora, assisteremo a una prova di orgoglio senza precedenti da parte di RomboDiUgo.
Cos’è questa storia di incatenarsi o di farsi calpestare, ma stiamo pazziando, come dicono a Napoli? Molto meglio far vedere di che pasta si è fatti e mostrare gli attributi anche perchè RomboDiUgo ha una bella stazza fisica e quindi non resta che dire…
VAI RRRRRRRombodiUUUUUUgo e faisiddu biri.
|||||||||||||Arrogatottu||||||||||||
Antoni su Longu
Che cosa devono fare i nostri Presidente? ci sono altre priorità nazionali da risolvere:
Terremoto e ricostruzione, Inceneritore di Acerra che deve diventare termovalorizzatore, Ponte sullo Stretto, Accordo con la Francia per le Centrali Nucleari, G8….. e adesso si è messa in mezzo anche la sig.ra Veronica. La tirrenia non è un problema prioritario, non lo è la chimica e l’industria, non lo è la SS Olbia. Una cosa alla volta, prima le cose importanti.
Un’idea!!! Facciamoci dare un passaggio da Briatore con il suo Panfilo! Due o tre belle gnocche ci sono sempre!
Daniele
Intervista a Cappellacci sull’Unione (metto il link nel prossimo post) che il governatore conclude con questa frase:
“per i rifiuti dalla Campania, il centrosinistra parlava di atto dovuto nei confronti di una popolazione in difficoltà. Lo stesso centrosinistra, anche sardo, che oggi parte all’attacco su una decisione che ha lo stesso principio politico. Allora andava bene, e oggi?”
Secondo me il nostro governatore è nel pallone piú completo, non si rende nemmeno conto di quello che dice. Ma si ricorda l’assalto alla villa di Soru con Pili che protestava e guidava le truppe al porto? Ci sarebbe da ribaltare la domanda: allora non andava bene ed ora invece si? Almeno quella volta il governatore si era assunto le proprie responsabilitá prendendo una posizione netta. Vorrei poi conoscere quale danno economico è derivato dall’accoglimento dei rifiuti campani. Se è la stessa cosa allora sarebbe opportuno che i maddalenini e gli altri danneggiati del nord sardegna dessero l’assalto alla casa del nuovo governatore, non vi pare?
Giuro che da questo governatore non mi aspettavo grandi cose, ma un’inizio cosí va oltre le peggiori aspettative.
Lei cosa ne dice On. Murgia, è la stessa cosa?
Saluti
Daniele
Ecco il link:
http://regione.sardegna.it/j/v/491?s=113467&v=2&c=1489&t=1
Antoni su Longu
Vorrei conoscere lo stato dell’arte sull’argomento “Pecorino ai poveri”. Iniziativa lodevole per fare vendere allo stato Italiano un prodotto sardo per darlo alle persone con poche risorse economiche.
Quanto formaggio DOP, ma anche non DOP è stato acqistato e donato? la Coldiretti e i produttori caseari erano giustamente entusiasti di questa innovativa e vincente iniziativa.
Come stanno le cose?
No casu, no party?
Bobbore
>Almeno quella volta il governatore si era assunto le proprie responsabilitá prendendo una posizione netta.
…bei tempi andati…