No all’identità stracciona, sì alla cultura forte
Ho espresso molte perplessità sullo spostamento del G8 dalla Maddalena a L’Aquila. Non certo per gli amici abruzzesi, ma per le sostanziali ricadute negative per la nostra Isola. Un evento del genere ci avrebbe rilanciato sui grandi mercati internazionali del turismo senza troppa fatica, sarebbe stato il migliore degli spot. In più, non ho ancora capito bene come ci si comporterà con gli imprenditori e tutti coloro i quali erano al lavoro da mesi. Berlusconi ha garantito che le opere infrastrutturali si faranno, a partire dalla Sassari-Olbia. Deleterio non mantenere un sacrosanto impegno per la “strada della morte”.
Ci sono state, per la verità, anche posizioni non conformiste persino nel campo della sinistra. Il prof. Pigliaru ha criticato il governo, ma ha scritto su La Nuova dell’altro giorno che i danni veri erano per La Maddalena, punto e basta. Di diverso avviso il mio amico e collega Luca Barbareschi: infuriato per lo spostamento mi ha detto, al telefono, che non era possibile esportare il terremoto e che la vera Italia non era quella.
Detto questo, c’è qualcosa che non torna in tutta la vicenda. Non ho sopportato il corollario di lamentazioni in stile sardo-sfigato o sardo-piagnone, con la tiritera dell’Italia padrona e cattiva. Molti politici e la gran parte dei commentatori si sono prodotti nel campionario bolso delle recriminazioni. In realtà era contro-propaganda: colpire Berlusconi con argomenti risibili.
Spero che oggi, giornata de “Sa die de Sa Sardigna”, non offra il piatto sardo del conformismo isolano, anche se so che andrà più o meno così.
Lo sviluppo del “sistema Isola” passa da noi stessi e dalla capacità di costruirci le opportunità e di realizzarle concretamente. Questa è la sfida che Cappellacci deve vincere, questo è il mandato ottenuto dai sardi. Tutto il resto è roba già sentita, dibattito di anni e anni fa, che continua sotto mentite spoglie.
Renato Soru ci ha provato. Aveva immaginato una Sardegna e l’ha proposta: ha perso, perché principalmente non ha risolto le contraddizioni insite nella propria visione. Adesso è il nostro turno.
A proposito di culturà e identità.
Mi era sfuggito questo intervento di una scrittrice sarda: Michela Murgia. La mia omonima, giusto per attaccarmi poiché di destra, ammette di esser rimasta a bocca aperta perché ho sostenuto che la destra non si è mai posta il problema della cultura che “genera e organizza il consenso”. Secondo la Murgia la cultura deve produrre consapevolezza democratica (una chiave di interpretazione così sinistra e retrò da far dubitare seriamente dell’età di chi l’ha proposta) e anche dissenso. Michela Murgia si lancia poi in un contorto discorso dal quale si evince che io – noi, la destra da odiare – saremmo a favore dell’utilizzo dei fondi pubblici per comprare il consenso di cui sopra.
Dunque, il succo del mio discorso viene ridotto alla distribuzione di qualche manciata di euro a questo o a quello. Ignorato il profilo totalmente democratico della mia considerazione, ovvero quello di far diventare maggioranza politica e pensiero forte, una proposta minoritaria e inizialmente debole. Con una strategia culturale, basata sullo scontro di idee.
Produrre consenso su idee forti significa non solo propagandare messaggi, ma in minima parte anche indicare delle soluzioni. Come è stato per il Pci per tantissimi anni. Faccio un esempio. Lo scrittore Marcello Fois ha combattuto strenuamente Cappellacci usando argomenti molto forti: ha cercato di lavorare sulle idee per persuadere i sardi a votare per Soru. Ma se questo lavoro lo faccio io, o qualcuno come me, c’è sempre l’autoproclamatosi intellettuale di turno che rimane a bocca aperta.
Il direttore editoriale del Maestrale Giancarlo Porcu ha criticato la mia idea di inserire Attilio Deffenu come padre nobile della destra sarda. Legittimo. Ma Giancarlo non si sognerebbe di dirmi che la cultura non può generare consenso politico, perché saremmo nel campo delle stupidaggini.
Tra le altre cose, penso che l’assessorato guidato da Lucia Baire debba sostenere le iniziative culturali, siano esse festival, cenacoli, iniziative editoriali o altro. L’ importante è che ci sia dibattito e novità, la mia idea della Biblioteca Sarda vuole andare in questa direzione. Se poi questa azione della Regione Sardegna nuova e contemporanea coincida con una coalizione di centrodestra lungimirante e innovativa tanto meglio per il sottoscritto. Agli altri il compito di cogliere le opportunità, liberandosi dei preconcetti e giudicando i risultati senza il velo spesso dell’ipocrisia e della presunzione. A me non piace chi scarta le proposte a priori solo perché provengono da determinate persone. Ho avuto il fegato di leggere dei libri che poi ho trovato brutti, mi aspetto di essere ripagato con la medesima moneta, alla fine del giro.
Chi si preoccupa di come la cultura vede la politica dovrebbe preoccuparsi del contrario. Mi è difficile, in questo caso, uscir fuori dalla seguente metafora: l’intellettuale è uno dei tanti vitelli, che non perde occasione di succhiare il latte dalla mammella della politica. Qualche volta lo fa per convinzione, qualche volta per appetito, spesso per soddisfare la propria vanità e crearsi un ruolo dietro le quinte, che sopperisca alla qualità della propria opera. Il fatto che ciò venga fatto passare come sincero spirito e coinvolgimento democratico o come voglia di partecipare è solo l’altra faccia di una discutibile e malcelata medaglia.
Comments
Daniele
Va bene non sopportare la tiritera del sardo piagnone ecc…, ma dopo una campagna elettorale improntata sul “governo amico” che reazione si aspettava? Gli argomenti sono risibili perché risibile e assurda è stata la trovata del “governo amico”. Ora, come è logico, la destra sarda sta sperimentando le conseguenze di quell’impostazione, e non senza notevoli imbarazzi.
Poi parla della Murgia: va bene rispondere alla critica, ma dire “giusto per attaccarmi poiché di destra” mi sa un po’ di vittimista.
Saluti
Pasquale Mascia
Caro Bruno,
il tema è l’intelligenza non la cultura e tanto meno l’uso strumentale che dei suoi prodotti, sottolineo questo passaggio, chi ha il potere cerca di fare.
Tema intrattabile perché nessuno può essere tacciato di essere/non essere intelligente senza che la tassonomia così impostata, ovviamente in maniera specularmene inversa, non coinvolga anche ed inevitabilmente il suo autore.
Tralascio il tema afferente del ruolo dell’intellettuale, che poi sarebbe colui che fa dell’uso dell’intelligenza il suo mestiere, perché è un rasoio affilato che taglia in profondo la carne di parecchi. Mi piace ricordare, come uno degli innumerevoli esempi di rapporto tra potere ed intellettuali, un confronto di vecchia data ma dimostrativo e per questo rimosso proprio nel nome della consapevolezza democratica all’epoca definita (così si diceva: potere della moda applicata alle parole) centralista,. Era il dopoguerra intenso di complessità e di coraggio di scegliere e un uomo su tutti scelse con forza d’animo di essere un intellettuale vero.
Era Elio Vittorini ormai dimenticato come altri “giganti” sulle spalle dei quali tutti ci siamo arrampicati.
Così scriveva a chi gli negava l’uso dell’intelligenza:
«Rivoluzionario è lo scrittore che riesce a porre attraverso la sua opera esigenze rivoluzionarie diverse da quelle che la politica pone; esigenze interne, segrete, recondite dell’uomo ch’egli soltanto sa scorgere nell’uomo…»
[Elio Vittorini, Lettera di Vittorini a Togliatti, su «Il Politecnico», 1947]
Mi pare che non si possa aggiungere altro.
Allora torniamo all’inesausta ricerca dell’intelligenza della politica e ripartiamo, anche e soprattutto da questo blog, da dove sono falliti gli ultimi tentativi perché chi fa politica deve essere contestuale e responsabile dei propri tempi che impongono azioni e necessitano di intuizioni.
Ecco che propongo alla discussione quello che mi pare essere il vero tema: l’intelligenza delle “strutture culturali”.
In altre parole la nostra consapevolezza democratica, va bene comunque, non cresce se non abbiamo una buona scuola, biblioteche ed archivi aperti al pubblico, cinema teatri e spettacoli provocatori, colori e bianco e nero illuminanti, spazi per oziare alla latina, occhi che brillano di curiosità e di disponibilità al futuro.
Sembra difficile ma attenzione queste strutture esistono e lavorano male allontanandoci ogni giorno di un centimetro da quella terra agognata in cui finalmente avremo misura e tolleranza grazie a tutti quegli intellettuali che sapranno scorgere nell’uomo quelle esigenze interne, recondite e dunque rivoluzionarie. In fondo è questa la ricerca dell’identità.
Daniele
Un’altra cosa non ho capito dell’intervento dell’On. Murgia: Marcello Fois ha fatto campagna per Soru da libero cittadino, come sua scelta, così come gli altri “intellettuali”. Su che base dice che lei non lo avrebbe potuto fare a favore di Cappellacci?
Bruno
>pasquale, bellissimo intervento.
>daniele, lei è inutilmente polemico. se ha letto ciò che dice la murgia con attenzione si renderà conto che nelle sue parole c’è un notevole pregiudizio. lei rimane a bocca aperta perchè tra le righe sostiene che io sarei per l’ utilizzo dei fondi pubblici per comprare il consenso. la qualcosa è- su uno mi conosce bene- ridicola. non a caso ho citato gramsci, che forse la signora non conosce. per ciò che riguarda fois: non capisco la domanda, mi pare di essermi espresso chiaramente. cioè: un intellettuale può schierarsi apertamente, in questo caso fois per soru, nel tentativo di accrescerne il consenso. non ci vedo niente di male.br
IoMe
Dunque , la sua perplessità e l’infuriarsi di Barbareschi sono perfettamente legittime, dopo di ciò il diluvio delle geremiadi bolse, sfigate e piagnone.
Ma non mi risulta che il G8 una mattina si sia svegliato e abbia deciso di cambiare aria. Si dà il caso che sia stato proprio Berlusconi a decidere di farlo , lui sì con argomenti risibili, ma guai a sottolinearlo perché, poverino, lo si attacca . Bisognava limitarsi a commentare asetticamente l’effetto e non la causa eh già, troppe implicazioni, convien che si tralasci di dire come il Governo amico tratti l’amico Ugo e come questi si faccia trattare , meglio fare buon viso e mostrare il minimo sindacale di perplessità.
Il problema ha implicazioni maggiori che non la poca considerazione riservata alla Regione Sardegna, quelle espresse da Pigliaru il quale non si è limitato a dire che i ‘danni veri erano per la Maddalena, punto e basta’.Cito:’
‘Se la politica locale farà bene il proprio mestiere, vigilando sul rispetto degli impegni e dei contratti in atto, il rischio di trovarsi con opere incompiute dovrebbe essere davvero limitato’
e ancora
‘Se si evitano eccessi di localismo nel valutare vicende politiche come quella dello spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila, si scopre che il danno fatto da Berlusconi è più grave e meno maddalena-centrico di quel che sembra a prima vista.’
Eh sì, il problema è ancora una volta il poco rispetto delle regole con tutto ciò che ne consegue soprattutto a livello internazionale in merito a probabili investitori che non sono molto attratti da situazioni ondivaghe in merito al rispetto delle regole.
Cito: “Questo è il costo nascosto dell’improvvisa decisione di Berlusconi. Sotto gli occhi del mondo intero, una volta di più i governanti italiani si sono dimostrati capaci di ignorare accordi presi anni fa, sulla base dei quali investitori nazionali e internazionali avevano definito le proprie scelte e la propria programmazione, per scoprire all’improvviso che parte di quegli accordi possono essere profondamente modificati sulla base di una frettolosa riunione del Consiglio dei Ministri.”
Saremmo noi esagerati sempre pronti a lanciare gli strali ma non fareste male neanche voi ad alzare un po’ di più la testa.
Paradossalmente lei è più vicino a Soru di quanto non creda dicendo che lo sviluppo passa da noi stessi, che dobbiamo crearci le opportunità e cercare di realizzarle; era il fulcro della sua campagna elettorale contrapposta a quella vostra del Governo ‘amico’.
Soru ci ha provato, ha detto bene.
Cappellacci neanche ci prova a tenersi quello che è suo e dovrebbe vincere la mega sfida dello sviluppo??!!???
Eppoi non esiste la satira di destra…….
Ernesto Massimetti
Caro Bruno,
sto seguendo il dibattito sulla “cultura di destra “ in svolgimento anche sul tuo blog. Concretamente, guardo il lato sardo della vicenda.
Non mi sembra che, finora, la giunta Cappellacci abbia segnato un vero momento di svolta da questo punto di vista. Forse, non ne ha avuto il tempo?….
E’ un fatto che le iniziative culturali nell’isola sono al 90% assistite; quel che mi preoccupa è piuttosto che siano sempre i soliti noti a mungere la vacca Regione. Non si tratta , è chiaro, di un “redde rationem”, ma è evidente che è sempre e comunque la stessa occhiuta e vorace cricca a spillare tutti i finanziamenti disponibili.
Forse non c’è lo spazio (o la voglia) di un vero spoiling system nell’isola. Ma, chiedo sommessamente, perché continuare a rovesciare ancora valanghe di soldi sui soliti “compagni militanti”…???Chi ha rilasciato ad essi la patente unica di “illuminati” fra il popolo che essi stessi considerano bue?
Oppure, subito dopo i risultati elettorali di febbraio, bisogna credere che questi signori sono dunque improvvisamente diventati amici o “compagni di strada”del pensiero conservatore e moderato???
Un vero consenso non è soltanto vittoria elettorale, ma piuttosto drastico ribaltamento di quel predominio ideologico che la sinistra ha esercitato ( e continua ad esercitare) da almeno un trentennio. Anche e soprattutto in Sardegna, dove il sistema culturale resta chiuso e sigillato nella morsa dei soliti decrepiti baroni.
ciao!
Daniele
E che pa…, è fissato con questa storia dell’inutilmente polemico! Lei tra le righe legge quello che vuole leggere, ma sta di fatto che l’insinuazione che Lei sarebbe per l’utilizzo dei fondi pubblici per comprare consenso non c’è. Neppure a me convince la sua visione della cultura, ma è liberissimo di averla. Quella della Murgia invece non l’ho capita granché, ma anche lei è libera di vederla come vuole. Si puó rispondere benissimo nel merito di una critica senza tirare in ballo i pregiudizi.
Fois, come chiunque, è libero di schierarsi, ma in virtú del suo essere cittadino, non in virtú di presunte patenti da intellettuale. E nessuno vieta a chi legge le sue opinioni di rimanere a bocca aperta e di non essere d’accordo.
Saluti
Franco-M.
Daniele, forse non sei polemico ma insolente si.
Daniele
Franco-M., non ti sarai sforzato troppo per arrivare a concepire un pensiero cosí arguto e articolato?
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Buongiorno a tutti, condivido in pieno quanto detto da Ernesto quando scrive “Un vero consenso non è soltanto vittoria elettorale, ma piuttosto drastico ribaltamento di quel predominio ideologico che la sinistra ha esercitato ( e continua ad esercitare) da almeno un trentennio. Anche e soprattutto in Sardegna, dove il sistema culturale resta chiuso e sigillato nella morsa dei soliti decrepiti baroni”. Ha ragione e questo è lo stesso mio pensiero la sinistra per troppi anni ha avuto il monopolio incontrastato della cultura e nonostante oggi ci sia un governo di centro-destra ( per la verità più centro che destra) la cultura rimane in mano alla sinistra. Detto questo mi permetto di fare una mia analisi personale, come prima cosa tu Bruno stavi portando avanti una causa giusta quella di Deffenu continua su quella strada, seconda cosa che a me preme tanto dirla dove sta la destra in questo paese??? Io non ne vedo quindi che senso ha cercare una cultura di destra senza destra??? Scusa ma quella del 25 aprile Giorgio non la digerisce tanto facilmente, non c’è destra è logico che non c’è cultura di destra, la cultura di destra si ferma ai soliti De Felice, Montanelli, Guareschi siamo li siamo fermi perchè non c’è destra. Mi dispiace dirlo ma è la santissima verità. Saluti.
andrea
Caro On. Murgia,
Stracciona o meno, il giorno della “grande umiliazione” all’identità e alle istituzioni sarde avvenuta in mondovisione, mi è parso di percepire un certo suo nervosismo.
Prima ha pubblicato una scarno comunicato e l’ha chiosato in modo brusco con un “a voi i commenti”, che sapeva tanto, per i suoi lettori e quindi anche per me, di incitamento alla polemica.
Poi ha modificato il post, “attenuandolo” di certi aspetti che potevano far presagire certe sue posizioni spigolose in merito a tutta la sporca faccenda.
Modifiche certo piccole, insignificanti: direi quasi “risibili”.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Bruno io penso che la cultura di destra sia stracciona semplicemente perchè l’Italia è povera di Destra ex AN fuori le palle!!!
Bruno
>andrea, hai ragione: la vicenda g8 mi da molto fastidio e non è che ci siano molte cose da aggiungere: una cazzata. ho ricevuto una marea di messaggi personali di gente totalmente incazzata e la maggior parte di centrodestra. la polemica riguarda però il generale lamento di tanti commentatori su questa specie di identità sarda che è lamento continuo. hanno detto- da sinistra- cose in controtendenza francesco pigliaru e stamattina sulla nuova andrea pubusa. ma sì, cerco la polemica. sono sardo, eh!br
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Grande Bruno, sono curioso di sentire una tua risposta alla mia domandina secondo te quanta destra c’è in Italia? Ciao…
Bruno
>giorgio, il tema non mi appassiona molto. io sono di destra e contro la legge sul testamento biologico uscita dal senato. come la mettiamo ? br
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Ciao be io credo prima di tutto che quei temi come testamento biologico o temi etici in generale siano soggettivi nel senso che ogni politico in questi casi senza guardare colore debba decidere secondo la sua coscienza senza che il partito a cui appartiene dia le direttive :) !
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Ps. Scusa un partito come AN avrebbe mai candidato veline, letterine o come cavolo le chiamano? E poi che bella la lite suoi quotidiani Silvio vs Veronica, non voglio essere sempre bastian contrario però dio mio ma non è che alla fine veramente si stava meglio quando si stava peggio? Ops! :) scusa mi è uscita :)
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Quasi dimenticavo ONORE A SERGIO RAMELLI UCCISO DA MANO BARBARA E COMUNISTA! La comunitá di Azione Giovani non dimentica!
massimo dessena
“E’ un fatto che le iniziative culturali nell’isola sono al 90% assistite; quel che mi preoccupa è piuttosto che siano sempre i soliti noti a mungere la vacca Regione”. Non che si muga dalla regione… ma che siano i soliti noti. Insomma, Francia o Spagna purchè se magna. Bruno all’inizio centra il problema dicendo addirittura di aver avuto il fegato di leggere libri brutti. Bravo! fa si che questi libri brutti e osceni non li debba pagare la comunità, cosa che il debito già accumulato nella campagna elettorale non vi permetta di fare. Dobbiamo smetterla di colpire Berlusconi perchè la colpa non è sua. la colpa è nostra che non abbiamo voglia di lavorare e preferiamo lucidare andando e venendo i corridoi della regione. E quello non è lavorare!
massimo
Onore alla compagna Mano Barbara anche se non so chi è!
nessuno
onorevole complimenti per i suoi interventi sempre un pò al di sopra della media, creo che lei sia un intelletuale, di destra. a me non piace come scrittore fois, (non perchè è di sinistra). mi hanno invitato ad occuparmi di un evento culturale credo e penso di accettare dopo aver letto il suo intervento sulla cultura .Grazie, sono indignata dello spostamento del G8 solo perchè un uomo da solo non può stravvolgere decioni così importanti questa è dittatura, tutti voi politici dovete opporvi ogni qual volta non sia rispettata la libertà,
Gallura
Nella gara di abiure e tradimenti, Gianni Alemanno, vice-Sindaco di Roma è riuscito a superare, persino Gianfranco Fini, oramai radicaleggiante compagno di Benedetto Della Vedova.
L’ultima chicca dell’ex del Fronte della Gioventù è stata quella di firmare la petizione, promossa dall’ANPI (avete letto bene la comunista ANPI), per chiedere il ritiro della Proposta di Legge, presentata da un deputato del PDL , che voleva, finalmente, riconoscere i Combattenti della Repubblica Sociale Italiana.
Alemanno, invece di starsene zitto come la stragrande maggioranza degli ex dirigenti di AN, ha voluto essere più antifascita degli antifascisti, e si è sdegnosamente scagliato contro questa proposta politica volta, veramente, alla unità e pacificazione nazionale.
Niente da fare, per Gianni Alemanno, i Combattenti della RSI (compresi Giorgio Almirante, Pino Romualdi e suo suocero Pino Rauti) non sono degni di alcun riconoscimento ufficiale, in quanto stavano dalla parte sbagliata!
Attendiamo le giustificazioni degli Alemanniani sulla loro rivista Area.
Sono uomo di mondo e posso capire tutte le strategie politiche e tutte le esigenze istituzionali ma questo è veramente troppo, ma questo è decisamente altro: è vendere l’anima per trenta denari!
Il silenzio è un tacito consenso: chiarite le Vostre posizioni!
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
http://giorgiogaias92.blogspot.com/2009/04/il-pdl-e-fini-che-delusione.html non c’è destra in Italia.
ernesto massimetti
riguardo a qule che scrive il signor dessena,
io non sono mai stato il fautore di iniziative TOTALMENTE sovvenzionate dal pubblico. Probabilmente, fossimo in Lombardia o in Emilia, non ci sarebbe neppure bisogno di “scocciare” gli enti pubblici per chiedere dei soldi. vede, signor dessena, non è soltanto il problema di rimboccarsi le maniche. forse, il problema sta ancora più a monte: continuando nella metafora, c’è qualcuno che non ti permette neppure di trovare il terreno da zappare, con le tue maniche rimboccate. penso di esser stato chiaro.
in altre parole, sì ai privati che vogliono investire in cultura (magari di destra, magari!!!) ma perchè i compagni devono SEMPRE avere tutte le porte aperte? non mi sento un monatto perchè non la penso come l’augusto antropologo giulio angioni o come la signora murgia. a saper guardare, la libertà è anche una questione di prospettiva. qualcuno, artatamente, ha voluto nascondere la vicenda IMPORTANTE dei cosiddetti “sardofascisti”, ovvero coloro che videro nel fascismo una soluzione al problema sardo. Non scopriamo niente di nuovo, la storia la fanno i vincitori. Magari, bruciando (o ignorando) i libri e i personaggi che danno fastidio.
cordialità
emassimetti
Maralai
bruno, noi del pidielle illuminato non sappiamo mentire; non sappiamo mentire anche perchè abbiamo un cuore sardo; un cuore sincero; un cuore identitario, specie quando di mezzo ci va il ns orgoglio, turbato dal disimpegno alla parola data(viva l’Isola!); tu la metti così: “ho espresso perplessità…”. Non è vero, ossia non ci credo; sei un tenace barbaricino e la “cosa” t’è dispiaciuta moltissimo, ne sono più che convinto. A volte le ragioni della politica divergono dalle ragioni del cuore. E i torti che fanno male sono soprattutto quelli ricevuti dagli amici. Berlusconi è un ns amico; Berlusconi e il leader incontrastato del fronte più vasto della politica italiana; noi non lo mettiamo in discussione, ma ci ha fatto star male; ha fatto star male Ugo Cappellacci; la Lombardo e a tantissimi sardi, alleati e non. Ed io dico che lui è stato indotto a fare la scelta, a mio avviso veramente inopportuna sotto tutti i punti di vista, quella di spostare il G8 dall’incantevole La Maddalena a l’Aquila. Al governo c’è “anche” Letta che è abruzzese, e ieri l’abbiamo visto ricevere gli ospiti in Vaticano, e accanto a lui il papa. Al governo mancano ministri con le pelli di muflone; mancano anche sottosegretari della ns etnia, della “razza” sarda; della “razza barbaricina”. Contro quella scellerataggine abbiamo protestato poco e in pochi; mi sa che avevo protestato da solo. Non m’interessa il campanilismo ma di siciliani ministri ce ne sono cinque. Noi abbiamo un solo sottosegretario con Cossiga figlio che oramai da tempo si è “continentalizzato” e non vive –mi pare- neppure in Sardegna. Conta avere ministri sardi che vivano nella ns Terra. Altrochè se conta. Io sono convinto, conoscendoti, che anche a te la “cosa” del G8 ha fatto girare le eliche. Vedi; io sono leale è l’ho scritto, a modo mio s’intende, più volte nel mio blog; e forse per questo vengo guardato in cagnesco proprio dal “mio” schieramento (questo fatto mi ompe le scatole). Nel ns schieramento delle libertà se sollevi un po’ la testa in libertà ti guardano in “cagnesco”. A me però piace pensare libero, e pensare proponendo e non contestando. E’ errore gravissimo tacere nel Pdl quando le cose non vanno bene. Se noi continuiamo a “tacere rispettosamente”, la Sardegna continuerà a restare sempre a mani vuote e ad essere poco considerata, e trattata amichevolmente da colonia (ahi ahi, ho detto colonia!). Anche l’azione politica della giunta sarda dev’essere sorretta da una più attiva e determinata partecipazione di tutto il movimento politico del centrodestraliberale, blog compresi. Nel caso, sollevando anche la voce e la testa. Il “silenzio rispettoso”, senza pretendere mai niente, nei confronti del potere romano mi ispira l’aneddoto di un settembre di anni fa, che mi trovavo a Dorgali per l’esame di riparazione alle medie(ero già da allora in conflitto con gli editori). Passano i carri a buoi con le ceste dell’uva cannonau e pasquale. Uva lucida(luchente), stimolante, deliziosa. E noi ragazzi andavamo appresso chiedendone un grappolo al contadino che conduceva il carro. Io (come sempre) ero timido e non chiedevo mai uva, sinchè non ci pensò per me una mia amichetta: “ziu”(zio) daissillu (dateglielò) un grappolo d’uva al nostro amico di (il paese degli arenili e delle calette da favola ad este da Nuoro)”. “No”, rispose il contadino dorgalese; “se lui non chiede niente si vede proprio che l’uva non la vuole”. Quell’uva che io tanto desideravo ed anche con tenera e innocente cupidigia.
mn
Maralai
errata corrige; ho scritto …”ompe le scatole…”, intendendo “rompere le scatole”
http://www.maralai.ilcannocchiale.it
M
Maralai
al mio blog ho “ampliato” la discussione.
ingresso gratuito.
saluti
M
Bruno
>maralai, la tua analisi non fa una piega. berlusconi è un nostro amico carissimo, il nostro leader e ha indici di gradimento altissimi: la sardegna si aspetta molto di più. un saluto. br
Daniele
Certo che con amici così… i nemici sono veramente superflui. Ditegli, per favore, di smettere di mostrare la sua amicizia per i sardi così spudoratamente, non sia mai che così facendo spunti fuori una Sassari-Olbia.
Avete letto l’articolo sul Sardegna? Si intitola “Hotel, la beffa delle disdette non è previsto risarcimento”… lo sapete si dove glielo metterebbero l’indice di gradimento al PdC quegli albergatori, si? :)
Buonanotte
Daniele
Mannaggia, un “si” di troppo!
Su Presidenti
C’è da dire una cosa: non si può certamente negare la variabile impazzita e neanche quella pirotecnica riscontrabile in determinati contesti e situazioni.
Durante il Regno di Mauro la variabile impazzita e il fatto pirotecnico erano rappresentati dalla certezza assoluta dei Franchi tiratori (Franchi alla Caudillo?) che mettevano regolarmente in minoranza la Giunta Regionale 49 volte su 50, mentre la grande attesa era quella legata all’unica e improbabile occasione in cui la Giunta, alla stregua di un evento ecceziunale veramente, reggeva l’urto dei peones.
Peraltro e invece, durante l’iniziale approccio al Regno di Cappellacci il fatto pirotecnico, abituale e ripetitivo è lo scippo giornaliero carpiato e ritornato ai danni della Sardegna da parte e per conto di Silvio Peron e della sua corte simpatica, variegata e variopinta molto.
Come dire che conviviamo ormai con fatti, opere e parole sempre più divertenti e consuete, con effetti pirotecnici spettaccolari e molto graditi e che le dolci sorprese sempre copiose e intriganti non mancano mai perchè propinate con cadenza regolare prima, dopo e durante i pasti.
Ma adesso deve succedere per caso che ci tolgano anche i collegamenti marittimi da Porto Torres e Olbia?
C’entrano qualcosa anche in questo caso i no global, Soru e/o l’Abruzzo?
Comincio a non raccappezzarmi troppo bene e continuo a non capirci più niente anche se non è drammatico perchè (forse) è semplicamente una questione legata al mio carattere schivo, poco festaiolo e pirotecnico e alla mia magra tendenza e aspirazione del “terra terra”, insomma.
Tuttavvia mi rendo conto che dovrei cercare di essere più festaiolo, aperto alla vita e alquanto più lungimirante, ma prometto che ci tenterò. Con tutte le mie forze.
Nell’attesa spero fortemente che – non dico al fine di rispettare gli impegni elettorali presi ma anche solo al fine di evitare le sorprese del giorno per giorno – necessiti un terremoto anche in Sardegna perchè a quel punto… lasciamo perdere proprio!
E che la festa continui.
A proposito…. dov’è la festa?
Bruno
>su presidenti, concordo nell’ analisi e aggiungo il commento fatto sul blog dell’ amico maralai :
“dunque mario, io la vedo così: per il momento credo che il governo abbia un po’ trascurato la sardegna nelle scelte concrete. niente di definitivo, ovviamente, o niente di diverso da quello che è successo negli ultimi anni. ma sai che non sono uno che si lamenta a caso. lo spostamento del g8 danneggia molto la maddalena, l’ha scritto persino pigliaru, meno l’ isola in senso generale. ma il danno d’ immagine e la repentinità dell’ azione, fatta senza avvisarci, sono cose incontestabili. trovo però che qualsiasi cosa non avvenga come si vuole dia fiato alla opposizione senza senso a berlusconi. l’ altro giorno ho sentito una persona di sinistra dire che ” berlusconi non ha risolto il problema dell’ industria nel sulcis”. ridicolo. a parte che soru ha avuto 5 anni per non fare niente, dico che due mesi sono molto pochi. se fossi cappellacci cercherei di comndare l’ agenda ribaltando i temi. non inseguirei ogni grave problema incancrenito e cercherei di lavorare su nuovo sviluppo e su nuove idee. convocherei giovani, professionisti, aprire al dialogo con la società. questa è la mia idea, ma non comando un bel niente e dunque posso solo suggerire in solitudine. conosco poi il meccanismo del consiglio regionale: saranno concentrati sulle nomine. so, per esperienza, cosa non deve essere fatto al governo di una regione difficile come la nostra. tutto questo avviene nel deserto del pd e della sinistra sarda. finito soru, non c’è un cavolo di niente. una stanca e spesso stucchevole critica a berlusconi per tirare a campare. ma al governo ci siamo noi e dunque le carte sono nelle nostre mani. mi piacerebbe più lavoro di squadra. ma – ahimè- questo dipende da altri” br
IoMe
Ribadisco, Pigliaru non ha detto che ci rimette solo la Maddalena,o meglio, a breve termine, può darsi.
A lungo terrmine, quelli che lui chiama i danni invisibili saranno dati dal mancato investimento a causa de fatto che le aziende che per anni hanno programmato e lavorato su proprio per investire in Italia, vi rinuncerebbero perchè c’è la possibilità che tutto venga vanificato da decisioni “frettolose del Consiglio dei ministri”.
A riprova del fatto che siamo un tanticchia inaffidabili in termini di rispetto delle regole, con tutto ciò che ne consegue.
L’articolo di Pigliaru lo potete leggere su Saregna EU.
Bruno
>IoMe, pigliaru: un colpo al cerchio e uno alla botte. se il g8 all’ aquila andrà bene, il “mondo” penserà tutt’altre cose.saluti. br
Gallura
Mentre il Mondo penserà ad altre cose , la Sardegna continuerà ad essere presa in giro da Piazzisti da 4 soldi….ops, dimenticavo alla lista Sassari-Olbia, G8, si sono aggiunti anche i tagli ai collegamenti della Tirrenia con la Penisola…..Intendiamoci, non è che erano il massimo del confort, però anche quello è un altro servizio che, magicamente, scompare…..