Il Psd’Az critica Cappellacci, è già ora di verifica
CAGLIARI. Quaranta giorni e per la giunta Cappellacci è già tempo di verifica. Il Psd’Az ha chiesto un chiarimento sul metodo di governo e sul rispetto del programma concordato. Una presa di posizione che, persino prima del previsto, fa emergere tensioni politiche nel Centrodestra.
Il primo problema politico per Ugo Cappellacci è contenuto nelle sette righe di un comunicato diffuso ieri dal capogruppo sardista, Giacomo Sanna. «Spiace constatare – ha dichiarato Sanna – che sulle politiche agricole di scala locale e globale come pure sulla valutazione dell’operato di amministratori di nomina politica impegnati in settori strategici della società sarda, si registra, alla luce di dichiarazioni pubbliche e di imbarazzanti inerzie di importanti esponenti della giunta regionale, una preoccupante distanza dall’accordo programmatico e dal metodo partecipativo che hanno garantito l’importante recente vittoria elettorale».
Un comunicato che dichiara un dissenso ma senza specificare con esattezza su quali punti. Giacomo Sanna non ha voluto fare ulteriori dichiarazioni. Ma durante la riunione del consiglio nazionale del Psd’Az, nel pomeriggio, ne ha parlato con esponenti del partito. «Da parte del presidente – ha spiegato in sintesi – serve più ascolto, il metodo delle fughe in avanti è sbagliato. Lo voglio aiutare a evitare incomprensioni che, se non chiarite subito, possono avere conseguenze serie. Il riferimnto per tutti deve essere il programma concordato, non possiamo scoprire che maturano posizioni diverse». Dato che Sanna ha detto che su alcuni punti «è necessario un confronto politico», a chi gli chiedeva notizie più precise, il capogruppo ha risposto facendo riferimento ai temi agricoli (del resto già presenti nel comunicato) e al G8. Sull’agricoltura ha detto esplicitamente: «Sull’orientamento dell’assessore sui Gal non siamo d’accordo». Sul G8 Sanna si è limitato a ricordare che «il Psd’Az è sempre stato contrario» e ha aggiunto che la linea dell’associazione di cui fa parte anche il Psd’Az «va portata subito all’attenzione del Consiglio regionale anche per evitare che il dibattito politico monti all’esterno». Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi del G8, Giacomo Sanna ha fatto notare che «l’imprenditoria locale viene penalizzata» e che «le ricadute sul territorio sono inferiori alle attese».
Sul piano politico generale, secondo il capogruppo sardista, che ha evitato drammatizzazioni, «serve una messa a punto». Un altro dirigente dei 4 Mori ha commentato: «E’ il primo cartellino giallo. Il presidente sa che potrebbero arrivargliene altri, e non solo da noi».
Il riferimento potrebbe essere a recenti tensioni tra Ugo Cappellacci e alcuni alleati centristi, tensioni che però non sono emerse ufficialmente. I primi quaranta giorni della giunta sono stati febbrili e il presidente si è mosso su più fronti. I partiti avrebbero sicuramente voluto discutere di più, anche perché la linea politica principale del Centrodestra, in contrapposizione al metodo di Renato Soru, è quella della concertazione.
Stando a voci di corridoio, le tensioni politiche – non si sa se anche quelle denunciate dal Psd’Az – sarebbero legate all’imminente pronunciamento della Corte costituzionale (l’udienza è martedì) sulla legge statutaria. Se il provvedimento dovesse essere cassato, cadrebbe anche la norma sull’incompatibilità assessori-consiglieri. Per cui negli ambienti politici c’è chi ha l’interesse a far emergere malcontento nei confronti della giunta in carica per accellerare un eventuale rimpasto.
Comments
Maralai
Mi voglio pronunciare ma non voglio leggere di proposito l’articolo per non esserne “influenzato” dalla presa di posizione dei sardisti. Non sono peraltro interessato alla presa di posizione sardista se non nella misura dovuta a tutto ciò che la politica produce a favore del dibattito con i suoi alti e bassi, specie se dal versante “alleato”. Quindi dico la mia sull’avvio dell’azione politica dell’amico Ugo Cappellacci e della maggioranza che lo “sostiene”.Ugo Cappellacci ha commesso un errore proprio alla partenza della sua esperienza da “governatore”. Non ha saputo resistere (doveva dire NON, dodici sono troppi, ne facciamo NOVE!”) alle spinte rivendicazionistiche di potere, vecchia maniera. Non ha saputo dare un taglio netto col passato, non ha fatto emergere una vera e tangibile discontinuità soprattutto nell’attribuzione degli incarichi assessoriali. Dieci assessorati era un numero altamente sufficiente per improntare al nuovo il governo dell’Isola. Ma Cappellacci doveva “giocare” al ribasso: NOVE. Dodici assessorati è un numero eccessivo ed esorbitativo rispetto anche alla c.d. “statutaria” che ne stabiliva un minimo di otto ad un massimo di dieci. Questa storia dei dodici assessori a noi ha dato molto fastidio. Ugo Cappellacci deve sapere che è sotto “osservazione” più che dalla cordata (rispettosamente, intendo) dei nove “pretendenti”, dal pubblico, dai cittadini elettori che al centrodestra hanno dato la maggioranza per governare. Ed a loro, agli elettori, deve soprattutto prestare ascolto. I più fedeli sostenitori di Cappellacci ma soprattutto del Pdls (pidiellesardo) sono i più insoddisfatti. Allora occorre ricuperare tensione politica e ritmo amministrativo; ripristinare la corretta rispondenza tra politica ed elettore. Vado al sodo: l’art. 19 della statutaria va abrogato e gli assessori devono essere espressione della politica. Non possiamo votare Tizio e farlo vincere nella competizione elettorale, e poi per chiamata telefonica incaricare i c.d. tecnici, ossia Caio. E’ letteralmente assurdo che ciò avvenga! Mi sono preso la briga di leggere diversi ordinamenti di tante regioni e stronzate del genere non ne ho trovato da nessuna parte(salvo che non mi sia sfuggito). L’incompatibilità voluta da Soru rientra nella “logica” culturale della politica poliziesca di criminalizzazione della politica per redimerla, additandola al pubblico ludibrio come fonte del malaffare in nome della non politica facendo ed imponendo la politica peggiore e farla prevalere: quella di redimere la società anzichè servirla. Cancellare la statutaria, vuol dire cancellare anche tracce evidenti della passata maggioranza soriana; allora occorre azzerare la giunta (senza chiamarlo “rimasto”, ma azzeramento e basta), rimettere i politici al governo dell’Isola, accorpare assessorati, costruire “grandi assessorati”, valorizzare i “grandi assessori”, tenendo sempre in mente i “Grandi temi dell’Isola”, ossessivamente in mente come quel bengala che illumina a giorno la notte, ma sempre nel nome della buona e rigorosa politica dei tagli e dello sviluppo, e di quel coraggio di essere rigorosamente determinati nel condurre l’azione del buon governo della Sardegna, sempre guardando negli occhi i suoi cittadini; che potrebbero capire alla perfezione le difficoltà del presidente , od anche qualche riflessione sul cammino da percorrere o “ripercorrere” insieme.
Maralai
Maralai
del mio pensiero, al mio blog http://www.maralai.ilcannocchiale.it anche il titolo del post.
M
Gianmichele Nonne
Questa coalizione per vincere ha creato una compagine troppo eterogenea. Ora assistiamo alle prime avvisaglie di minoranze interne che ostacoleranno l’operato dell’amministrazione regionale.
Mi aspetto una risposta seria e ferma da parte del PdL.
Luca
Il Psd’Az? Non conta un fico secco! Non ha portato niente in dote. Ha dato poco, ma ricevuto tanto tra assessorati, commissioni e consiglieri. Si godano il bottino e tacciano, ormai la bandiera l’hanno infangata
Bruno
>maralai e gm, concordo e mi riservo un’ analisi più dettagliata. credo che sarà il caso di “invitare” cappellacci a nuoro. a noi sta l’ onere di una proposta che non guardi solo a nuoro ma che inserisca il centrosardegna nella battaglia per la sardegna nuova che vogliamo costruire. siamo all’ inizio ma non possiamo perdere troppo tempo. io ripartirei dai miei cinque punti e strutturei il pdl ovunque puntando sui giovani e sulle qualità. br
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Bruno 300 firme sicure in meno di un giorno contiamo di arrivare a 1000 in poco tempo! Ciao!
Antoni su Longu
E’ evidente a tutti quelli che vogliono vedere e ascoltare, che in questo primissimo periodo di governo regionale, tra il dire e il saper fare, c’è di mezzo il mare!!! E il mare in questo caso si identifica con la capacità di prevedere azioni di governo possibili. Ancora è presto per dare giudizi di merito, ma le avvisaglie di mal di pancia ci sono tutte!
Devo essere sincero ma quando ho visto la delibera sul ripristino del “simbolo” della Regione che risale al 1952 (se non ricordo male) ho pensato che questo rappresentasse effettivamente la patente necessaria per ripercorrere un percorso politico all’indietro. La fascia che “tappa” gli occhi dei 4 mori ha un significato preciso… la si mette, la fascia agli occhi, a chi e predestinato all’impiccaggione, in questo caso politica.
A menzus intendere
Antoni su Longu
Io la fascia sugli occhi non la voglio e non me la mette nessuno!
Bruno
>antoni su longu, secondo me il partito sardo vuole fare come la lega. dentro ma un po’ fuori. si sentono malumori. ma mi pare effettivamente molto presto per appiccare incendi. di una cosa sono sicuro: giacomo sanna non vuole buttare giù la maggioranza. br
Quirico Sanna
Sono sicuro che i sardisti saranno leali alleati, e come è giusto liberi di esprimere le loro idee, poichè nessuno a portato il cervello all’ammasso.
Cio premesso, Caro Bruno, ti prego di voler insistere con il governo affinchè si possano recuperare i fondi per la SASSARI – OLBIA, colgo l’occasione per “risvegliare”, anche, il progetto della Olbia – S. Teresa, poichè anche questa strada è una Via Crucis.
P.S.
Saluta il piccolo Pier Giovannino!!!!!
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Quirico ha ragione anche l’altra strada è una porcheria!
Maralai
Italia: Paese allo “sbando”.
Dicono che il nostro sia uno dei Paesi più belli al mondo, e forse è anche vero (grazie anche agli arenili-da favola-della mia cittadina), ma io credo che l’Italia sia più che altro un Paese allo “sbando”. Lo dimostra il fatto che bande di clandestini, forse del Niagara o di quelli con gli occhi a mandorla, travestiti da abigeatari del Supramonte e col viso coperto dal (solito) passamontagna arrivano nel cuore della notte, coperti dalle tenebre e, profittando del sonno profondo degli italiani, che fanno questi clandestini?…continua a http://www.maralai.ilcannocchiale.it