Noi, la Lega e alcune cose da mettere in chiaro
La Lega ha più meriti che difetti. Lo dico subito: ha contribuito, nella sua storia, a ripulire la politica romanocentrica dei palazzi, ha dato voce a determinati settori produttivi, ha messo in campo tematiche interessanti, ha costretto la politica a misurarsi sull’economia delle piccole imprese (che la politica sia sensibile ai grandi gruppi industriali è cosa nota), ha fornito una interpretazione della realtà forte, dinamica, schietta. Magari non condivisibile in tutto o in parte, ma in qualche modo portatrice di consenso.
Il modello comunicativo della Lega poi è riuscito a travalicare il leaderismo di Bossi, che era molto accentuato. La Lega negli anni Novanta e Ottanta era un partito-persona, legato alle vicende di Bossi. Invece è andata avanti anche senza di lui, o con lui in posizione defilata. Segno che le intuizioni di Bossi non erano campate per aria e che il consenso creato intorno al messaggio è duraturo. Questo messaggio ricorda un po’ la vecchia opposizione del PCI e del MSI: slogan martellanti, semplici, immediati, politica di opposizione nei quartieri. Con la differenza che la Lega è radicata solo al Nord e che lancia questi messaggi pur essendo al Governo.
Insomma, a differenza di AN (prima che confluisse nel PDL), la Lega non ha mai affievolito la spinta che le proveniva dalla sua base di consenso. I temi sono sempre quelli, anche se nella versione ammorbidita, tanto è vero che Bossi e Maroni pur di far passare il Federalismo strizzano l’occhio al PD.
Ai giorni nostri ciò che appare evidente è la differenza tra i toni usati da Fini su immigrazione e sicurezza e quelli usati dalla Lega. E tutto il PDL dove sta? In che posizione si mette di fronte a queste due prese di posizione nette? Io penso che PDL debba avere una posizione, e che questa posizione non possa essere predeterminata dalla LEGA, con testi portati in Aula senza discussione, con dibattiti superficiali e semplificazioni giornalistiche. Perché anche Fini interpreta la realtà, con una visuale, a mio parere, più ampia e profonda di quella proposta dalla Lega. La ex – AN, in particolare, non dovrebbe farsi sfuggire la paternità di certe tematiche. E il confronto con la Lega va fatto in modo sano, virtuoso, senza agguati e senza nascondersi.
Se un testo non viene condiviso si deve aver il coraggio di negoziarlo prima che arrivi in Aula, avendo altresì il coraggio di sostenere le proprie posizioni, altrimenti ne rimane colpita l’azione di Governo. Tra l’altro nel PDL dobbiamo essere bravi a slegarci dalla dicotomia Nord-Sud presentata in una dimensione senza dubbio favorevole all’interpretazione della Lega (o di coloro che da Sud, perorano le istanze del Mezzogiorno contrapponendosi al Nord), per proporre una visione della società d’insieme, che guardi al Sud in termini di legalità e sicurezza, come primo reale obbiettivo da raggiungere per una completa modernizzazione.
Comments
Bobbore
Io credo che Fini abbia un idea ben chiara dell’Italia, che è ben diversa da quella della Lega. Se dovessero chiedermelo, mio malgrado, sto decisamente con Fini, piuttosto che con il leghismo becero.
Detto questo, la lega non gode di nessuna mia simpatia. Non è possibile altrimenti. Posso, come mi sembra che fai tu, darle atto che ha qualcosa che manca a tutti gli altri, che ha un legame con il territorio che altri non hanno più, e ha una solidità che tutti i partiti italici si sognano. Cosa ben dimostrata dall’uscita di scena di Bossi per cause di forza maggiore, cui ha fatto seguito un risultato elettorale che ha lasciato basiti i quadri verdi stessi.
Ora, visto che dubito che la lega abbia una specie di pozione come quella del druido di Asterix e Obelix, ci dev’essere ben dell’altro. Quest’altro da una parte è il malcontento per la strisciante crisi economica del nord, e in particolare del nord-est, in atto da almeno 15 anni. Io non ho un quadro chiarissimo, lo ammetto. Ma il nordico, che sembrava essere diventato un modello scandinavo di ospitalità, dopo il quasi apartheid degli anni del boom nei confronti dei meridionali, ha ritirato fuori i forconi contro l’immigrato. E qui si è infilata la lega. Il nord, come tutti i nord del pianeta, ha visto impoverirsi il ceto medio e scappare in volata l’altissima borghesia, che delocalizzava o subappaltava al subappaltatore che per coprire i costi non poteva che rivolgersi ai Sik, ai rumeni ecc. ecc.
Ovviamente, la lega ci si è infilata con tutto quel patrimonio simbolico snobbato o addirittura osteggiato dal resto dei partiti: la nazione, la tradizione, la lingua, il territorio, la purezza dei gestori della cosa pubblica come solo i nordici sanno gestire (e quindi l’attacco al sud sprecone, e a roma ladrona).
Per arrivare a … “e mo’ so cazzi nostri!”. La lega è l’ago della bilancia della politica italiana. E lo è al punto, che nonostante si batta cassa dappertutto, spenderemo quanti? 400 milioni? per far votare gli italiani per 3 domeniche di seguito, per non pestare i piedi all’ingombrante e necessario alleato.
Pensateci bene però, perchè anche alla base della lega potrebbe non piacere la mossa. Scandalosamente irrispettosa delle tasche e dell’intelligenza di tutti gli italiani.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Ciao Bruno, ho aperto questo blog http://pdlbolotana.blogspot.com/ ciao condivido in pieno quanto detto da te in questo post….. ciao