Poche righe per descrivere una situazione comune a tanti giovani che come me investono e sacrificano diversi anni della propria formazione in lauree, masters, stages, qualifiche varie con la giusta aspettativa e riconoscenza sociale non di un posto di lavoro (concetto che voglio evitare perché ormai troppo retorico) ma almeno della possibilità d’intraprendere e costruire la propria vita e carriera professionale…

Chi l’avrebbe immaginato invece che ogni stimolo, ambizione e spirito d’iniziativa si smorzasse al suono della frase che spesso va a ripetersi: “le faremo sapere” o “la teniamo comunque in considerazione per eventuali
collaborazioni”…

Chi l’avrebbe immaginato che dopo anni di studio e preparazione rimanga condannato al precariato a vita o
debba ‘conoscere’ per un diritto primo ed unico come quello del lavoro…

Chi l’avrebbe immaginato che tornando indietro nel tempo avrei intrapreso volentieri la carriera militare
quando negli anni dell’università, allo scadere dell’anno accademico, si rimaneva soddisfatti per aver raggiunto il numero di esami sufficiente per il rinvio al servizio militare …

Chi l’avrebbe immaginato che il mio più grande nemico sarebbe stato il tempo: più passa e più ti logora, ti inibisce e soprattutto si rischia di diventare troppo vecchi per lavorare e non invece abbastanza maturi per iniziare…

Chi l’avrebbe immaginato che la laurea sarebbe risultata in diverse situazioni più un fattore penalizzante che una garanzia attestante preparazione e maturità … ed esser costretti a metter da parte i propri sogni, le proprie ambizioni cedendo alla ‘logica’ filosofia dell’accontentarsi che alla fine altro non rivela essere che la tomba nella quale seppellire le proprie aspirazioni…

Chi l’avrebbe immaginato…

Domenico Solinas