Venti di crisi

Barack Obama ha di fronte la Crisi
La crisi è tale che, secondo gli organizzatori, colpisce anche il concertone del primo maggio. L’organizzatore, con una grande prova di coraggio, cioé con immenso disprezzo del ridicolo, chiede aiuto indirettamente al Governo (che sarà al 90% l’obbiettivo degli slogan lanciati “su e giù dal palco”):
«È chiaro che la crisi economica sta colpendo, ma forse pesa anche la cattiva fase delle relazioni industriali. Sarebbe un peccato, perché mai come quest’anno il concerto è un’occasione per rilanciare la musica italiana. Credo che in un caso così in Francia ci sarebbe un intervento del governo a sostegno della musica nazionale».
Ma veniamo alle cose serie:
Del summit di Londra in Italia, come al solito, faticano ad arrivare le notizie veramente importanti. Ci si preoccupa di un possibile rimbrotto di Her Majesty The Queen a Silvio Berlusconi, che stava semplicemente richiamando l’attenzione di un divertito Mr. Barack Obama. Berlusconi non è tipo da mettersi d’accordo col ceriminoniale, e nemmeno Obama, visto che spiazza tutti fin dal primo momento in cui ha messo piede a Londra. C’è una curiosità morbosa nei suoi confronti: tutti vogliono sapere cosa fa, se a casa si comporta in un certo modo, cosa pensa, cosa dice. A me sembra un uomo brillante, che deve comunque fornire molte risposte politiche. E’ nel suo ruolo.
Ma la crisi? A livello di schieramenti si è riproposto il doppio asse già presente ai tempi della guerra all’Iraq. La vecchia Europa (Old Europe come la definiva George W. Bush) rappresentata da Germania e Francia si contrappone al binomio Gran Bretagna – Stati Uniti. Le decisioni prese rappresentano un compromesso.
Gordon Brown ha annunciato: 1000 miliardi al Fmi. I leader del G20 si sono impegnati a garantire 1.000 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e altre istituzioni internazionali. E’ stato deciso di triplicare le risorse a disposizione del Fondo fino a 750 miliardi di dollari, ha precisato il premier britannico, di cui 500 miliardi in nuovi fondi e 250 miliardi per il cosiddetto ‘Special drawing rights’ (diritti speciali di prelievo, una sorta di valuta virtuale del Fmi che può essere scambiata con dollari, euro, yen e altre monete ‘pesanti’). I paesi emergenti e quelli in via di sviluppo avranno “più voce” nelle istituzioni internazionali. I leader del G20 hanno deciso di immettere 5.000 miliardi di dollari nell’economia mondiale entro la fine del 2010. (Repubblica).
In aggiunta abbiamo la blacklist dei paesi considerati “paradiso fiscale“. Su questo punto Berlusconi e Tremonti, che si sono scambiati delle battute salaci in conferenza stampa, si ritengono particolarmente soddisfatti. Al ministro dell’Economia non va giù che si intervenga spargendo denaro, senza ridefinire il quadro di regole “etiche” per la finanza mondiale. Un quadro che Berlusconi vorrebbe vedere fissato a La Maddalena, in Sardegna.