Tra Fini, Mussolini e i giudizi sulla storia

L'influenza di Mussolini nel '900 è fuori discussione
Gianfranco Fini oggi ha incontrato la stampa estera romana e non ha fatto a meno di suscitare nuove discussioni. Ormai è come Mourinho, ogni cosa che dice sembra sollevare un polverone. Anche quando dice cose che ripete da mesi, in altre sedi.
Domanda: 15 anni fa definì Mussolini il più grande statista (italiano) del secolo. E’ ancora dello stesso parere?
Fini risponde: “Sono affascinato dalla sua domanda… è evidente che la risposta sia in quello che ho fatto in questi anni e di cui mi ha dato atto anche lei. La mia risposta è no, non sono dello stesso parere, altrimenti sarei schizofrenico. Un minimo di coerenza, altrimenti avremmo fatto bingo…”
Ma chi è stato allora il più grande statista italiano del ‘900? Difficile dirlo. Rispetto a Mussolini, più che utilizzare l’aggettivo “grande” che sembrerebbe connotare positivamente la figura, bisognerebbe utilizzare “influente”. Ecco allora che nella categoria dei più influenti ovvero di coloro che hanno maggiormente influenzato la politica italiana dal 1900 al 2000 Mussolini è sicuramente al primo posto. La sua ascesa politica e anche la sua caduta hanno provocato delle conseguenze presenti ancora oggi (non ultima la Costituzione repubblicana). Ugualmente influenti sono stati Antonio Gramsci, Aldo Moro, Giovanni Giolitti, Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Enrico Berlinguer, Francesco Cossiga e Silvio Berlusconi ciascuno per un motivo proprio.
Quindi se a me chiedessero qual è stato il politico italiano più influente del ‘900 non avrei dubbi: Mussolini, seguito immediatamente da Gramsci. Su quanto affermato oggi da Fini non si può che concordare.
Spesso per giudicare i dittatori si usa dire: “ma ha fatto alcune cose buone”. Vero: anche Hitler ha risollevato l’economia tedesca e ridato potere d’acquisto al marco. Ma non c’è cosa buona che tenga di fronte agli errori ed orrori commessi.
Non si tratta nemmeno di mettere le cose buone e le cose cattive su due piatti della bilancia. La dittatura, cioé la privazione della libertà, destituisce di fondamento ogni tentativo di metter in luce degli aspetti positivi, anche quando ci sono e il Fascismo, come espressione di governo, poteva vantare successi persino superiori al precedente stato liberale. Insomma, quando c’è la libertà di mezzo non si può andare per sottrazione e penso che Fini, 15 anni fa, fu soprattutto mal compreso.