Ahmadinejad

Ahmadinejad

Si chiamava Omid Reza Mirsayafi. Dicono si sia suicidato. E’ morto ieri nella prigione iraniana di Evin. Ventinove anni, Mirsayafi era stato condannato nel novembre scorso a due anni e mezzo di carcere per attacchi al capo della Repubblica islamica Ali Khamenei. Era stato giudicato da un tribunale rivoluzionario, in un regime in cui il diritto è l’apparato della forca.” (Il Foglio)

Sembrerà strano, ma non si può non notare il fatto che Obama abbia scelto il momento peggiore per aprire al regime degli ayatollah. Nel giorno della sua comparsata da Jay Leno, accoppiata a un messaggio video di berlusconiana e valentinorossiana memoria, al presidente americano non sarà sfuggito lo schiaffo del destino: un blogger iraniano morto in carcere, dov’era finito per aver espresso la propria libera opinione. Un blogger come noi. Cioè un protagonista di quel mondo di internet che ha tanto contribuito all’affermazione personale di Barack e alla creazione anticipata del suo mito.

Probabilmente le questioni economiche interne sono troppo importanti, per inseguire tutte le possibili crisi mondiali, ma l’apertura così manifesta all’Iran, sebbene supportata da nobili intenzioni, pare un deciso cedimento.

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