Il finto garantismo e i danni connessi

Legalità e garantismo
Il dossier raccolto da Repubblica rivela un mondo a due facce: carceri nuovi inutilizzati, carceri pieni e traboccanti. L’errore di valutazione dell’indulto lo si paga anni dopo. Fa bene, in questo caso, il ministro Alfano a rilanciare l’edilizia penitenziaria, perchè in questo paese sembra che sia impossibile chiedere una politica di rigore, di inflessibilità sull’applicazione della legge, che si viene fatti passare per manettari. Mentre i manettari sono altri.
Il garantismo facile che vuole carceri vuote nuoce alla stessa idea di pena detentiva che è propria della nostra Costituzione. Reinserire, educare, riabilitare i detenuti. I diritti dei carcerati sarebbero oltremodo garantiti se ci fossero nuovi penitenziari, non c’è nulla di scandaloso nel costruirne di nuovi, a parte ammettere, in modo sottinteso, che lo Stato (non parlo del Governo) non riesce a limitare il numero di reati.
Per questo motivo le strade sono obbligate, a livello di grandi scelte degne di un grande paese che si considera patria del diritto.
1) La certezza della pena è fondamentale. Non c’è alcun diritto reale per i detenuti, per tutti i membri della comunità nazionale, incensurata o gravata di condanne, se non c’è la certezza della pena. Inoltre va rivisto il sistema della legislazione sui benefici e gli sconti di pena. Questo significa investire sulla sicurezza. In termini concreti.
2) Una volta fatta la scelta della Sicurezza ogni strada parallela o trasversale è sbagliata e trasmette un messaggio opposto. Non posso oggettivamente parlare di sicurezza se: a) non costruisco nuovi carceri b) depenalizzo alcuni reati allo scopo di svuotare gli istituti di pena c) non pianifico una ristrutturazione della giustizia e della sua amministrazione, ma piuttosto mi affido a inseguire i casi di cronaca.
Insomma, se fossi io il Ministro della Giustizia prenderei una strada decisa, senza paure, contando sul fatto che la certezza della pena è posta a garanzia di tutti, detenuti compresi. Se invece voglio perseguire una linea garantista, ammesso che ne esista una in relazione alla certezza della pena, devo avere il coraggio di applicarla fino in fondo. E quindi: meno carceri, depenalizzazione di molti reati per fare spazio ai detenuti, meno potere ai pm, et cet, et cet.
Inutile concludere dicendo che in Italia, allo stato attuale, le istanze non sono universali e complete. Il centrodestra esprime un po’ di garantismo e un po’ di legalismo e così fa il centrosinistra quando appoggia convintamente la magistratura e i pm, rafforzando l’idea che la Giustizia possa essere sempre perseguita, anche a costo dei diritti della difesa.
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