La politica dei vecchi schemi

Franceschini tenta di riconquistare voti a Sinistra
E dei vecchi insulti...
Berlusconi accusa Franceschini di essere catto-comunista, l’altro risponde accusando Berlusconi di essere clerico-fascista. In mezzo Fini, che sembra diventato il baluardo della democrazia per la sinistra e Bossi che appoggia la proposta di tassare i ricchi, fatta da Franceschini. Non vi sembra che ci sia un attimo di confusione?
Separare le cose.
Si, molta confusione. Ma un po’ di spiegazione c’è nella pratica. Non prendete tutto per vero, al di là delle schermaglie quotidiane, c’è molta attesa per quello che sarà il risultato delle elezioni Europee che dovrà confermare le linee guida intraprese dai maggiori partiti. Il PDL voterà Berlusconi come presidente del partito, per voto palese, come suggerito intelligentemente da Fini. Cioè senza ipocrisie. Berlusconi è il leader e pur ammettendo un’altra candidatura non c’è bisogno del voto segreto. Altrimenti si dà adito a voci che nella maggior parte dei casi non sono vere, perché la leadership del presidente del consiglio è nei fatti.
Il Partito Democratico: ora o mai più.
Il PD ha deciso di cambiare strategia… non è una battuta. Completo la dichiarazione: il PD, messo all’angolo da Berlusconi, ha deciso di tornare ad essere antiberlusconista, con un leader ad interim. Sembra che la strategia si risolva in un enorme “o la va o la spacca”. Franceschini prova a riconquistare spazio alla sua sinistra: frasi dure contro Berlusconi, proposte demagogiche a ogni più sospinto, finto orgoglio democratico e via dicendo. E se alle Europee il PD non si risveglia che strategia propongono? Quella delle manette preventive è appannaggio di Antonio Di Pietro. Quella del “volemose bene con tutta la famiglia dc” è appannaggio di Casini (e non è poi tanto sbagliata, in periodi di crisi, tra l’iper-ottimismo e lo scassamento di palle un bel sorriso brizzolato può far effetto…). Gli rimarrebbe da giocarsi l’ultima carta: provare ad essere socialisti, dalemiani, senza piccoli rutelli tra le gengive. Impossibile dai.
Il PDL.
In Sardegna come altrove, ovunque, nasce il PDL. Cosa deve essere l’ho già scritto. Cosa vorrei che fosse in questo anno non lo so, non penso che si rischi l’equivoco del PD, perchè il PDL nei fatti esiste dal 1994. An e FI non si sono mai separate, sono sempre state insieme, la gente le ha percepite come unite o pronte ad unirsi. E la questione della leadership è davvero un contorno, a patto che si decida di fornire alla nuova struttura gambe agili e forti e che non si cementifichi la nomenclatura attuale, permettendo anzi al partito di far crescere nuove classi politiche. Un conto è un partito personale del 5% come l’IDV, che senza Di Pietro non può esistere. Un altro conto è l’eredità politica di Berlusconi, che mira a costruire un polo unico moderato del 40%.
Comments
Daniele
Lapsus? Mi sa che Franceschini ha accusato Berlusconi di essere clerico-fascista, non comunista.
Bruno
>ovvio corretto, grazie :)
Bobbore
>che la strategia si risolva in un enorme “o la va o la spacca”. Franceschini prova a riconquistare spazio alla sua sinistra: frasi dure contro Berlusconi, proposte demagogiche a ogni più sospinto …
Vero, ma si sbaglia alla grande se pensa di conquistare voti a sinistra col suo superstite neurone antiberlusconiano, abbiamo bisognio di altro a sinistra.
Verissimo, la sua proposta sull’estensione della disoccupazione ai parasubordinati è pura demagogia..figurarsi se il PD al governo avrebbe mai anche solo pensato di fare un uscita del genere. Col curriculum che hanno in fatto di “giuslavorismo”…franceschini dovrebbe prima fare un mea culpa grande grande, ammettere gli errori, dare ragione a chi ha sinistra-sinistra da anni dice che la mancanza di queste tutele presto o tardi avrebbero provocato uno tzunami sociale (che sta per arrivare).
Bobbore
Brunetta: “quelli che hanno perso il lavoro e i cassaintegrati l’assegno ce l’hanno già. Se vuole al segretario Franceschini gli dò un po’ di lezioni di economia del lavoro”
Chissà se è scemo o fa finta. L’ennesima dimostrazione di cosa siamo noi parasubordinati agli occhi dei parlamentari. Un problema che non sussiste.
Maralai
“Il PDL voterà Berlusconi come presidente del partito, per voto palese, come suggerito intelligentemente da Fini”. condivisione piena, per di più Fini “illumina” il pur bravissimo Alemanno che tuttavia propendeva (se non erro) per il voto “segreto”.
M
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Maralai hai ragione Fini sotto sotto è molto più di destra me ne sto accorgendo sembra così ma vedrete quando non sarà più presidente della camera, riprende il fez e andiamo!!!
Daniele
E dove vuoi andare Giorgio, sulla Sassari-Olbia?
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Sulla SS-Olbia voglio che diano i soldi punto e basta solo questo!