Mattone & Nucleare
La scorsa settimana si è molto parlato di Nucleare in Sardegna, a causa della relazione del professor Boschi, che ha individuato nell’isola il luogo migliore per la loro costruzione. Terra stabile dal punto di vista geologico, ma delicata e in equilibrio instabile dal punto di vista ambientale. Come già affermato nei Documenti la Sardegna non può accettare una centrale, semplicemente per la propria vocazione turistica e ambientale. Al di là del fatto che l’energia nucleare è la più pulita del mondo e la sicurezza dei reattori di ultima generazione è conclamata.
Il No al nucleare va esteso fermamente anche alle scorie. Che sono più inquinanti e pericolose del reattore. Per cui su questo punto non può non esserci un’alta soglia di vigilanza da parte del sottoscritto.
Il mattone.
Non credo all’allarmismo di Repubblica e ai soliti sospetti. Ricordo che quando Tremonti fece una finanziaria di taglio ai comuni, scrissero ripetutamente – con Veltroni sindaco di Roma a capeggiare la rivolta – che i comuni sarebbero stati costretti a spegnere i lampioni. Non è mai avvenuto. Per rilanciare l’economia ci sono vari modi, considerando anche la crisi e il debito pubblico che ci sovrasta. Uno di questi è rilanciare i cantieri, perché danno lavoro e rilanciano i consumi. Le Grandi Opere sono un passo necessario e strategico. La Sinistra con la scusa del finto ambientalismo fa ostruzione ideologica a piani che stanno su tutti i manuali di economia pubblica del mondo occidentale.
F. D. Roosevelt uscì dalla crisi del 1929 con i cantieri, le bonifiche, la partecipazione statale e da ultimo (fatto decisivo) con il riarmo e le commesse belliche provenienti dall’Europa. Ora, noi guerre non ne possiamo fare (nemmeno l’America e non mi sembra una prospettiva auspicabile, non vi pare?), fermi comunque non possiamo stare, ergo…
La Sassari-Olbia.
La questione va vista da vicino. Proporrò già questa settimana una interrogazione parlamentare, presentando semplicemente le cifre nude e crude dei feriti e dei morti. Non servono nemmeno i volumi di traffico o discorsi elevati sulla necessità di collegare due poli turistici. Bastano gli incidenti.