Leggendo l’ultimo sondaggio diffuso da IPR si può dire che abbiamo molte conferme e diversi argomenti che possiamo affrontare.

Le conferme: la Lega avanza, l’Italia dei Valori pure, scende il PD, rimane stabile il PDL. Le sorprese: l’UDC fa un grosso balzo in avanti, la divisione in Margherita e DS sarebbe anche peggio.

Vediamo di analizzare uno per uno i punti.

Perché la Lega avanza? Semplice, perché all’interno del governo è autonoma, visibile e riconoscibile. Il governo ha preso provvedimenti che rappresentano il marchio di fabbrica del partito di Bossi, dalle ronde alla stretta sull’immigrazione. I leghisti, insomma, possono dire ai loro elettori che le promesse elettorali stanno per essere mantenute. Manca solo il federalismo, e la Lega pur di vederlo votato flirtava con Veltroni…

L’Italia dei Valori up! Nell’immaginario collettivo rappresenta il punto di massima opposizione anche verbale a Berlusconi. Di Pietro, per un misterioso calcolo del destino, riesce ad essere più visibile di molti altri politici. Fa antiberlusconismo militante insieme agli stessi giornalisti presso i quali è spesso invitato. E soprattutto sembra raccogliere le adesioni della sinistra radicale, svuotata di ogni referenza parlamentare. Strano per un partito che ha posizioni di ultra-destra di ispirazione cattolica…

Scende il PD! La più conferma delle conferme. Il cambio di guida ha fatto pure male. Il problema l’ho già spiegato in questo post. Non sono né carne né pesce e la gente se ne è accorta. Soprattutto la gente di sinistra che chiede politiche di sinistra e invece si ritrova un surrogato della vecchia dc dossettiana, incapace di fornire soluzioni alternative, credibili e realmente spendibili. L’idea dell’assegno ai disoccupati dimostra tutto lo sbandamento dei Democratici, che potrebbero desiderare il ritorno di Prodi, o votare persino un professore puntiglioso come Parisi…

Il PDL tiene! E’ il partito di Berlusconi, ma anche di Fini. Ed è quello più esposto alla crisi economica, in quanto espressione del governo. Se l’esecutivo sbaglia qualche mossa, che è possibile in una situazione intricata come questa, il partito tende a perdere. E poi vale il principio della specializzazione, non vi sembra? Il PDL è un grosso partito generalista, può rappresentare tutto e niente e il Congresso fondativo è una grande occasione per capire meglio.

L’UDC avanza, strano ma vero. Chi pensava che l’UDC potesse morire alle Europee dovrà rivedere i suoi calcoli. In Sardegna ha confermato una vitalità insospettabile. Ma è qui che entra in gioco la mia teoria della specializzazione, che vale anche per la Lega e per l’IDV. Quanto più un partito si specializza in un tema, tanto più radicalizza quel voto, riuscendo ad attrarre tutti i simpatizzanti possibili verso quell’area di consenso. Il giochino è valido solo se si riesce a dominare l’agenda politica, e in questo Berlusconi è un maestro. Per questo motivo il partito generalista tiene. Ma attenzione: chi riesce a tener vivi certi argomenti nell’opinione pubblica viene premiato: sicurezza e immigrazione per la Lega, famiglia e benessere sociale per l’UDC, giustizia e legalità per l’IDV. Sono partiti iper-specializzati, che vivono in funzione di temi che essi stessi contribuiscono a tener vivi all’attenzione dell’elettorato.

Okay, non sono Mannheimer, ma mi avete capito no?

Se ti piace, fallo conoscere:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • MySpace
  • StumbleUpon
  • Tumblr
  • Twitter
  • Wikio IT