Un Pdl forte per una giunta forte
Il Consiglio è fatto, al netto dei ricorsi la maggioranza dovrebbe aver doppiato i seggi che sostengono Renato Soru. Mentre rimane un grosso buco nero intorno al futuro dell’ex governatore, le trattative per la formazione della giunta vanno avanti, tra spifferi e indiscrezioni. Molti mi hanno scritto per sapere qualcosa. Dico che i giornali presto scriveranno tutto ciò che serve.
In questi giorni si è molto parlato delle due anime del PDL: quella di Fini, eterodossa, e quella berlusconiana, che parte dal presupposto che il presidente del consiglio debba essere riconosciuto come leader del PDL per acclamazione. Sto con Alemanno. Niente acclamazione. Le cose vanno fatte seriamente, anche pensando al futuro, perché se si cede alla tentazione di ricostruire un partito personalistico oltre a costruire un doppione di Forza Italia, con tutti i pro e i contro, si rischia di rimanere a mani vuote e di non aver consegnato nulla alle generazioni future.
Posto che Berlusconi abbia sempre parlato di futuro, intendendo la costruzione della “casa dei moderati” come rivolte alle prossime generazioni, non ho dubbi sul fatto che accetterà una normale votazione, come proposta da Gianni Alemanno. A meno di non voler essere a tutti i costi sbrigativi, tra una elezione regionale e una votazione europea.
Anche per la Sardegna la questione è importante, perchè riguarda strettamente aspetti programmatici che non possiamo disattendere. La crisi occupazionale è troppo grave per far finta di nulla, e anche se la tentazione di bollare certi aspetti come perdite di tempo è forte, io dico che un PDL più equilibrato, più attento, con una base programmatica certa è la miglior assicurazione contro le cattive decisioni. Dobbiamo governare, ma per farlo bisogna avere idee forti.