Soru, una stella cadente?

Il destino dell'Unità è nelle mani di Soru
Non è passato nemmeno un mese e la stella luccicante di Renato Soru sembra sbiadirsi lentamente. In questi giorni a cavallo di fine mese ne sono successe parecchie all’Unità, che proprio con l’ex presidente della regione sembrava aver trovato nuova vita. Invece niente. Anche il presunto successo di vendite, amplificato dalla visibilità rosa di Conchita De Gregorio, sembra esser frutto dell’immaginazione, un po’ come gli otto punti di vantaggio vantati dal suo editore in un fantomatico sondaggio pre-elettorale. Di certo la campagna stampa dello storico quotidiano, praticamente al limite del culto della personalità, non ha giovato a nessuno.
Eppure va subito detto che tutto ciò sarebbe negativo. In primis quando chiude un giornale, in democrazia, a meno che non vi siano circostanze insuperabili, è sempre un male. Più voci discordanti ci sono, maggiore è il tasso di libertà. In secondo luogo la situazione è drammatica per chi vede messo il proprio posto di lavoro in discussione. All’Unità come a Tiscali. In terzo luogo Soru è un politico e anche un imprenditore e se gli si possono augurare delle sfortune politiche, in ragione delle sue vedute contrastanti dalle nostre, uguale sventura non la si può augurare alle sue aziende. Anzi.
Difficile dire cosa farà. Ha ragione l’amico Maninchedda a indicarlo comunque come risorsa per la Sardegna. Io, a causa del suo carattere ostico, lo vedo più come grande risorsa imprenditoriale, ma non mi metto certo a sindacare le sue scelte. Certo, deve ripartire all’interno di un mare agitato come quello del PD, che ha nelle europee forse l’ultima chance di ribadire l’importanza della propria esistenza. Prima di abbandonarsi all’idea della scissione.
Comments
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Ah! Ah! Non bisognerebbe mai ridere davanti alla perdita di posti di lavoro ma, questa è troppo bella, Renato vende e taglia…. vuoi vedere che adesso punterà alla Repubblica??? Bo…. lancio un idea a Berlusconi se Soru porta i registri in tribunale in Cav. prenda il giornale e lo trasformi in una testata del PDL, sarebbe lo schiaffo più bello alla sinistra, Bruno immagina L’Unità quotidiano fondato da Antonio Gramsci e sotto organo uficiale del Popolo della Libertà per Berlusconi presidente…. che figata!!!! Giorgio
Quirico Sanna
Da uomo di Destra, spero che l’unità continui ad esistere, poichè ogni testata che chiude e un lutto per la liberà e per chi come me si considera anche Liberale!!!
Quirico Sanna
ovviamente volevo scrivere Libertà……
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Quello è chiaro la mia era solo una provocazione agli amici del Partito Distrutto….. Giorgio
Maralai
se berlusconi dovesse rilevare il giornale fondato da antonio gramsci per formare una testata del pdl dovrebbe modificarne il nome: non più “unità”, ma “unità?”
saluti
M
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però sul piano imprenditoriale noi auguriamo a renato soru un sincero in bocca al lupo. non ci fa stare felici sapere che le sue imprese rischiano il tracollo. vorremmo che il termine licenziamento venisse soprafatto da quello più entusiasmante: assunzione. e poi occorre anche sottolineare, in omaggio ad una vittoria esaltante per il centrodestra e i suoi alleati (che non parlano mai di centrodestra ma dei loro simboli) che ha portato cappellacci al “trono” della r.a.s., che sul piano politico renato soru è stato un avversario “tosto” e che per conseguire la vittoria finale sono dovute sudare le fatidiche sette camicie. e pure brividi di freddo quando le prime intenzioni di voto davano soru in vantaggio di un punto e mezzo su cappellacci. fortuna che il lunedì il centrodestra s’è deciso di andare in massa ai seggi. ma il sudore a freddo c’è stato.
M
Antonello G.
Caro Bruno,
spero tanto e mi auguro nell’interesse dei dipendenti della Società Tiscali , dei lavoratori dell’Unità nonché degli azionisti, che l’on.le Renato Soru dedichi un po’ del suo preziosissimo tempo a trovare soluzioni che possano garantire la sopravvivenza delle società di cui è direttamente o indirettamente proprietario.
Per quanto riguarda l’impegno politico ritengo possa avere ragione Manichedda, Soru deve essere una risorsa come tutti i consiglieri eletti.
Credo che il lavoro in “Consiglio” e la necessità del confronto potrà essere molto utile al nuovo consigliere.
p.s.
in Italia ci sono due politici che portano sfiga il primo M.S. di Sassari ,figlio di un Presidente della repubblica di cui non oso scrivere il nome e cognome ( cazzo!! ho già preso un virus) il secondo è l’ex segretario del PD W.V.
Pensate che non sia vero ….. leggete il comunicato stampa e capirete
20 maggio 2008 – Ufficio stampa del P.D. – Comunicato stampa
Editoria: Veltroni, “Con Soru per ‘L’Unità’ si apre fase di sviluppo e rafforzamento’’
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
“che non parlano mai di centrodestra ma dei loro simboli” Io parlo del centro-destra ma, dentro c’è anche Alleanza Nazionale….. Giorgio
Maralai
gaias,non è rivolto a te, ma a quegli esponenti politici che hanno avuto successo anche grazie all’accoglienza nel centrodestra , ma che pure facendone parte lo vogliono scucire e non lo nominano mai e mai e poi mai fanno riferimento al pdl se non per scucirlo. mentre ho elogiato anche bruno murgia che senza timori di alcun che già da tempo non sospetto si è definito e non a parole “deputato del pdl”, senza rinnegare l’appartenenza politica originaria. gli alleati vanno sempre rispettati, ma se un alleato vuole ostinatamente scucire quello che io voglio costruire, e non nomina mai lo schieramento d’appartenenza ma esulta soltanto il suo simbolo, per me non è un alleato vero, ed allora è mio diritto osservarlo e giudicarlo con diffidenza.
cumpresu?
M
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Ok avevo capito male! Ciaoo Giorgio
Maralai
premetto che l’uno vale l’altro essendo entrambi del pdl; ma mi domando perchè ancora stamane i giornali continuano a scrivere che artizzu è risultato il candidato più votato in sardegna. ciò non corrisponde al vero perchè -salvo che non siano sbagliati i numeri sulle preferenze- il più votato risulta giorgio la spisa:
Artizzu Ignazio 6486
La Spisa Giorgio 6671
mn
Massimiliano
Per Tiscali mi dispiace, spero si risollevi.
Per l’Unità mi dispiace ugualmente ma non dimentico le fesserie scritte per qualche mese: pura propaganda.
Credo che il futuro dei quotidiani sarà garantito solo se riusciranno a raccontare il Paese, senza vendere l’ottica di chi tiene il guinzaglio… sono comunque pessimista.
Massimiliano
PS dimenticavo:
Soru si rifiuta di ricapitalizzare l’Unità con 6 mln.
che fine hanno fatto tutte quelle belle dichiarazioni etiche e spirituali sul giornale fatte circa sei mesi fa?
oramai è palese che soru stava facendo una “scalata” di borsa al PD.
G. Satta
Massimiliano,
tu hai un figlio malato, lo porti una prima volta da uno specialista che gli propina una cura da cavallo che lo salva per un anno (i 25 milioni di € versati da Soru nell’operazione) e che indica quali medicinali prendere in futuro per non avere ricadute (riorganizzazione aziendale, tagli occupazionali nei rami “secchi” aziendali e via dicendo)..
il bambino però è viziato, non prende le medicine e la situazione climatica all’esterno (leggi recessione globale) non aiuta certo la sua salute cagionevole..
A questo punto il genitore ha 2 scelte.. bruciare altri 6 milioni per qualche mese, o prendere il figlio per le orecchie per fargli prendere le medicine necessarie!
Il resto è la solita speculazione politica, da parte di chi sta cercando di aggirare la staturia per avere 12 assessori, in piena logica clientelare!
Marcello Desole
A proposito di Europee, come citate nell’articolo.. sarebbe importante capire se la Sardegna avrà o no una circoscrizione separata per l’elezione di propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Come citato nel programma partecipato a pagina 60:
“Con rinnovato impegno intendiamo riproporre, infine, la questione del riconoscimento del diritto di tribuna nelle sedute del Parlamento Europeo attraverso l’elezione di un rappresentante della Sardegna [..]”
On. Murgia, sa fornire qualche notizia in tal senso? Perchè far svanire questa possibilità quando anche l’opposizione l’avvallerebbe?
Buon lavoro.
Su Presidenti
Come contributo alla discussione, riporto anche qui (avendo sbagliato il post e il posto) questo articolo a firma di Cinzia Isola. Ambasciator non porta pena.
L’Isola dice addio a Strasburgo. Il Governo snobba la Sardegna. Parlamentari sardi, unità inutile
da L’Altra Voce 3 Marzo ‘09, martedì
Sembra ormai sfumato il sogno di ottenere una rappresentanza della Sardegna a Strasburgo. A nulla è valsa la convergenza trasversale dei deputati e senatori sardi. All’amico elettorale dei sardi, all’onnipresente in campagna elettorale Silvio Berlusconi, non gli importa un granché se a sedere sui banchi del parlamento europeo ci sia o meno un sardo. Il tempo per tentare la corsa alla conquista di due seggi regionali è scaduto.
La denuncia arriva dal senatore Pd Francesco Sanna: «A distanza di 15 giorni dall’affossamento dell’emendamento del Pd al Senato sulla separazione della Sardegna dalla Sicilia, nella legge elettorale per le europee, e dall’annunciato disegno di legge del Governo sull’istituzione della circoscrizione Sardegna, nemmeno nel consiglio dei ministri di oggi c’è traccia del provvedimento».
Per Sanna, «bisogna amaramente prendere atto che da parte del Governo si è trattato di un annuncio fatto con leggerezza che si è rivelato privo di reale volontà politica. Il tempo per sanare la grave disparità che priva la Sardegna di essere rappresentata nel Parlamento europeo è ormai scaduto e chi si è assunto la responsabilità di tale atto ne risponderà politicamente dinnanzi alla società sarda».
Per la verità, non sarà certamente l’ennesimo voltafaccia del presidente “amico” Silvio Berlusconi, a far vacillare il fedele sostegno che la maggioranza dei sardi ha voluto tributargli in occasione delle recenti elezioni regionali. Il tema non era neppure all’ordine del giorno, nessun punto programmatico prevedeva un impegno preciso da parte del Governo. Neppure il Psd’az, nel formulare i 12 punti programmatici dell’alleanza col centrodestra lo aveva preso in esame.
Fin dal primo momento, quindi, la gita Romana del 19 febbraio scorso del neo eletto presidente della Regione, Ugo Cappellacci, era palesemente pro forma. Certo, incontrò realmente il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, per parlare del collegio unico per la Sardegna per le elezioni europee. In ballo c’era un disegno di legge sull’argomento da presentare il venerdì successivo in Consiglio dei ministri.
Una strada da percorrere tutta in salita. Persino nella fedele cronaca dell’inviato dell’Unione Sarda si tirò il freno: “I seggi europei per la Sardegna sono in bilico”, era stato l’esordio. “Ci vorrà un formidabile lavoro di squadra, in questa corsa contro il tempo, perché anche i sardi possano avere i loro parlamentari europei – i posti sarebbero due – nella legislatura che comincerà alla fine di giugno”.
E infatti: il Consiglio dei ministri non ha approvato alcun disegno di legge istitutivo della circoscrizione Sardegna. Anche in quella occasione il senatore sardo del Partito democratico Francesco Sanna, denunciò l’immobilismo del Governo rispetto all’esigenza di dare una rappresentanza europea ai sardi: «Il governo non ha dunque assolto ad un impegno che aveva preso in aula al Senato, ma che era stato ampiamente confermato, ed amplificato sugli organi di informazione, in un incontro con i parlamentari Pdl e con il neoeletto presidente Cappellacci».
Ad aggravare la memoria corta dei sardi ci pensa quella cortissima dell’informazione fedelmente allineata. La notizia, ad oggi, è che il presidente del Consiglio non ha mosso un dito per riconoscere questo diritto alla Sardegna e ai sardi. Si dirà a chiare lettere? Chissà. La questione sembra irrimediabilmente giunta al capolinea senza esito. Nonostante la partita vedesse giocare con lo stesso obiettivo le due squadre in campo. Nonostante i proclami di amicizia sbandierati in ogni occasione utile dal Cavaliere. Utile per il suo tornaconto, ovviamente.
di Cinzia Isola
Marcello Desole
Ho letto l’articolo perchè postato altrove, anche se non amo quel giornale, troppo veleno vi è passato nei mesi scorsi e non lo leggo – ho cose piu’ costruttive da fare. La giornalista dice una mezza verità, il governatore Cappellacci ha letto le condizioni che ponevano i sardisti per aprire le alleanze programmatiche e lì quella voce è inserita, ha scritto un programma che ne contiene molte parti. Le ha fatte sue perchè sono temi giusti. Poi a Birori il Consiglio Nazionale del PSdAz ha votato i temi più importanti, altrimenti si sarebbe presentato alla trattativa con la lista della spesa.
Rimango in attesa di capire se la coalizione ha intenzione di chiedere questo scorporo o meno. E’ vero che c’è la finanziaria da fare e che ci sono stati 15 giorni di ritardo per i risultati elettorali, ma meglio avere oggi la possibilità di poter parlare dei problemi sardi anche in Europa e poter tirare la giacchietta ai nostri rappresentanti.
E’ un tema sentito anche dai giovani che non hanno aderito all’idea di votare Cappellacci, il centro destra e gli alleati, dimostrerebbe attenzione verso la Sardegna e nessuna paura che a candiarsi siano persone forti del centro sinistra sardo. Chiunque vada al Parlamento Europeo deve fare gli interessi dei sardi.
JULIA
Bravo ” su presidenti ” …
Su Presidenti
Bacino Julia. Bacino presidenziale.
Bruno
>marcello desole, ho partecipato anche io all’ incontro con calderoli, cappellacci e i colleghi parlamentari. schiettamente: ho avuto la sensazione che il ( o i ) seggi per la sardegna fossero molto difficili da ottenere. nella prima versione di riforma della legge ( cioè con le liste bloccate ) questo era possibile. adesso mi pare complicato. non dispero ma non so quanti margini vi siano. un saluto. br