Il progetto del PDL sardo

In attesa del pdl sardo
In attesa del Congresso regionale, che si terrà dopo il congresso nazionale, ecco le idee che intendo portare avanti per definire meglio il nuovo progetto. Una cornice dentro la quale portare quattro proposte per la Sardegna, anche di carattere programmatico. Questo è un sunto, nei documenti ho già espresso qualche idea in merito, ci sarà un documento riassuntivo, più asciutto, che presenterà le proposte in modo analitico.
La cornice: Il PDL sardo dev’essere il Partito del Popolo Sardo: autonomista, aperto e democratico. Dev’essere differente dal PDL nazionale a causa della sua specificità identitaria, una declinazione sarda del partito italiano, con le sue caratteristiche. Questo perché in Sardegna sperimentiamo alleanze con forze locali o iniziamo a sperimentarle con una grande forza storica autonomista, come il PSD’AZ. Il Partito del Popolo Sardo, dev’essere pertanto in grado di possedere una propria identità, una propria indipendenza decisionale, dev’essere in grado di formare classi dirigenti sarde, preparate a governare il nostro territorio. Un partito conservatore si, ma non retrogrado. In grado di corrispondere, con le sue diverse voci, alle problematiche della società.
La parte programmatica si fonda su quattro voci, per quanto mi riguarda:
1) Ambiente e turismo: dobbiamo mostrare la formula per coniugare la conservazione dell’ambiente con lo sviluppo turistico. L’equivoco principale sorge dal fatto che in molti sostengono l’equivalenza turismo=coste (molti anche della mia parte). Non è così: l’equazione è turismo=sviluppo e coste=interno. Bisogna cioé fare un grande sforzo promozionale, culturale, economico, per rendere fruibile l’interno, in modo da liberare le coste dal sovraffollamento, ammesso che vi sia, senza per questo diminuire l’afflusso turistico. Migliorare le reti viarie interne, i collegamenti, mettere in rete gli eventi, allungare la stagione, proteggere i nostri prodotti, promuovere la nostra isola, sfruttare le potenzialità del marketing online, patrocinare la cultura. L’ambiente va considerato non come una campana di vetro, che sarebbe preferibile veder deserta – era il pensiero di Soru. L’ambiente è anche dove viviamo, non possiamo sradicarci da qui. Per cui: strumenti flessibili e non rigidi, concertazione costante con gli enti locali, blocchi più severi dove servono, bonifiche, recuperi e divieto di nuove costruzioni in presenza di abusi edilizi non sanati.
2) Agricoltura, artigianato e allevamento: una politica costante di sostegno a tutte le aziende in difficoltà, valorizzazione dei prodotti sardi, a partire dalla pecora sarda, che è specifica. Sostegno ai distretti artigianali: cave, sughero e altri settori in difficoltà.
3) Università e sviluppo integrato: le università devono servire a laureare giovani in grado di operare nel territorio, con una preparazione coerente con la nostra economia attuale e con quella che vogliamo instaurare. Salvare il salvabile per quanto riguarda l’industria, non propriamente ecologica, portare a casa quante più assunzioni possibili, riconvertire le imprese in difficoltà in settori compatibili con l’ambiente. Aprire a delle farm tecnologiche a basso impatto ambientale, creare dei corsi universitari in grado di soddisfare l’eventuale domanda di lavoro.
4) Cultura: patrocinare gli eventi culturali. Costruira la Biblioteca Nazionale Sarda, in senso fisico, non solo digitale, che ha il compito di preservare il nostro patrimonio culturale, creando delle copie digitali, per archivio e mettendolo a disposizione degli studiosi e del pubblico. Una Biblioteca che conservi tutto: dalle arti ai saperi, dalla musica all’enogastronomia, dai costumi tradizionali fino alle feste religiose, dal diritto al canto a tenore. Affidata a personalità di chiara fama: studiosi, storici, antropologi, filologi.
Questi 4 punti, che sono chiaramente espandibili in diverse direzioni, anche programmatiche, dovrebbero rappresentare l’impronta identitaria del partito del popolo sardo. Ed è ciò che intendo portare avanti.
UPDATE. Cappellacci sulla possibilità di una centrale nucleare nell’ Isola: «Devono passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. comunque Berlusconi manterrà le promesse»
Comments
nessuno
NO, NON POSSO CREDERCI CHI SCRIVE E L’ONOREVOLE MURGIA? bravvvvvoooo sei super spero solo che tutto questo amore per la tua terra non sia solo una manovra politica, come mai sei cosi “sardista” adesso, forse perchè sai qualcosa che noi possiamo solo intuire . caro politico forse ti accorgi che ti saresti dovuto candadare e dare il tuo contributo d’idee e esperienza nei vari campi, politici,culturali,ecc.–
Daniele
Le linee generali sono, in liena di massima, buone… siamo ancora abbastanza sul vago, quindi aspetto le proposte e gli atti concreti del governo regionale.
Peró non capisco come si facci a dire che Soru consideri l’ambiente come una campana di vetro che sarebbe preferibile vedere deserta ed allo stesso tempo imputare a lui la “grave colpa” di aver dato il permesso di edificare 1milione e 300000 metri cubi. Ci mettiamo d’accordo? Campana di vetro o sfruttamento esagerato del territorio?
Quella che poi lei definisce come grande forza storica autonomista, il PSD’AZ, è da tempo che si definisce indipendentista, chieda a Maninchedda. Poi non so se i sardisti abbiano preso in giro voi facendovi credere di essere autonomisti oppure abbiano preso in giro i sardi facendo loro credere di essere indipendentisti.
Su Presidenti
Sul nucleare, inviato anche a “Sardegna e libertà”.
Non si scherza, amici, belle parole!
Avete pensato a cosa accadde con le cattedrali nel deserto di Rovelli? La gente era entusiasta e, purtroppo, anche il Psd’Az.
Avete idea della campagna mediatica che ci e vi attende in favore dell’energia nucleare e avete presente quanti posti di lavoro si creerebbero come per i muratori di Cualbu o per Ottana? Vogliamo vedere che qualche Sindaco ispirato e illuminato sarà d’accordo e si proporrà pure? Accetto scommesse.
Purché la potentissima macchina mediatica sempre quella è e, se è il caso, non guarda in faccia nessuno, né nemici, né amici di vecchia e data o di data più recente e prossima.
Forse è meglio rimaniamo in attesa degli sviluppi anche se non inoperosi e magari non è neanche detto che tutto diventi all’improvviso cupo e nero come il carbone. Chissà.
Amici cari, io vi confesso che qualche perplessità e qualche pensiero l’ho avuto anch’io (non lo nego) ma i miei dubbi e le mie perplessità si sono dissolti in un attimo: dopo la calata in forze e in maniera scomposta di Berlusconi ho sentito una puzza di bruciato talmente forte e irritante che tutti i dubbi e tutte le perplessità residue mi sono passate all’improvviso e in modo definitivo. Troppo invadente la discesa, sospetta assai e, soprattutto, fatta in maniera da evitare anche il minimo rischio perché, vedete, io sono convinto che se in America un candidato alla Presidenza si fosse sottratto a un confronto televisivo non avrebbe vinto mai, neanche se si fosse girato a testa in giù. E penso anche che non solo un Pisanu, un Manichedda, un Giacomo Sanna, un Floris, un Mauro Pili ma neanche chiunque delle persone che scrivono in questo forum avrebbe avuto paura di un confronto con Soru nè avrebbe fatto tanti tatticismi perché su una cosa almeno Soru ha ragione: la gente, al di fuori dei sondaggi e dei tatticismi va messa nelle condizioni di scegliere e di farsi un’idea ascoltando le due campane e non sull’onda dell’ultima adunata alla quale ha partecipato. Magari un confronto non serve a spostare voti ma è una semplice e riconosciuta questione di democrazia e di…. palle.
Naturalmente, come detto da altre parti, io non sarò per niente convinto, qualora avessi visto bene, di dire che “ho avuto ragione” e continuo a fare, a questo punto, un tifo sfrenato per essermi sbagliato in maniera clamorosa e per aver pensato cose e fatti che magari non avverranno mai. Ma sono fatto così, ho pensato quelle cose e… non posso cambiarmi.
Tuttavia il discorso è anche di un altro tenore: davanti a decisioni di questo genere e di questa portata, davanti a scelte di carattere nazionale e forse sovranazionale, forse non sarebbe sufficiente neanche avere un Consiglio Regionale unanime e unanimista, figuriamoci un Consiglio Regionale costituito in buona parte da fautori del nucleare.
E, in tal senso, va senz’altro bene dire che “sul nucleare non si scherza” e che “ne consegue che il nucleare in Sardegna non si fa”, però rimangono i numeri e la realtà dei fatti e contro quelli risulta difficile far finta di niente. Attualmente i numeri sono crudeli, direi talmente precisi da essere quasi matematici e antipatici e dicono: 54 contro 26. Cosa cambierebbe se fossero anche 49-50 contro 30-31? Gente come Oppi e come Fantola pensate siano tanto sensibili a questi problemi? Non contateci. Forse lo sarebbero di più Floris (che però conta pochino) o qualcuno di AN o, al limite, se entra, un vecchiaccio testardo come Felicetto Contu, ma poi è tutto da vedere e verificare.
Una cosa è mobilitarsi contro la monnezza di Napoli e buttare sacchetti nel giardino di Renato Soru (crea folclore, colore, calore e applausi a più non posso), diverso è mobilitarsi sul nucleare in questa situazione di fatto, fatta in solitudine e in panciolle rimirandosi i successi elettorali e con i media aizzati contro: bisogna verificarne le forze in campo e gli effetti. La Sardegna non si mobilitò neanche in difesa delle scorie nucleari e preferì non andare a votare per seguire la campagna mediatica del parroco e dell’embrione uno trino e divino. Si mobiliterebbe ora?
Comunque non disperiamo più di tanto purché per costruire una centrale nucleare servono corsi d’acqua con caratteristiche difficili da trovare in Sardegna, per cui ritengo, semmai, che il problema sarà più quello relativo alle scorie e che forse dalle centrali nucleari ci salverà esclusivamente il fatto che una centrale nucleare in Sardegna troverebbe difficile realizzazione anche in Provincia di Oristano (probabilmente, quindi, ci salverà il caso e non certo la volontà di chi deve prendere le decisioni). Per contro abbiamo l’hancicapp (o il pregio?) di avere una scarsa densità di popolazione…… Achtung!
Comunque il 2020 ha ancora da venire e chissà cosa succederà nel frattempo!
Rimane sempre una questione per me di fondamentale importanza: è sicuramente un caso, ma l’accordo Italia-Francia è avvenuto una settimana dopo le elezioni… tuttavvia io sono il solito maligno, sono quello che continua a parlare sempre di Berlusconi quasi come se in Sardegna conti o abbia contato qualcosa e in qualcosa e perciò…. me ne rendo conto e chiedo venia, insomma.
Ma, sinceramente, ce lo vedete Cappellacci messo di traverso contro Berlusconi? Io spero che non ce ne sia bisogno perchè altrimenti, sempre e rigorosamente secondo me…. mala tempora currunt.
Comunque e infine, se serve mobilitazione contro le centrali nucleari, sono qui e non sarò uno di quelli che si tira indietro.
Saludi e trigu.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Nucleare, non in Sardegna
Smentita Scajola-Cappellacci
“Non se ne parla, solo invenzioni”. Dopo le indiscrezioni pubblicate da alcuni quotidiani sulla possibile realizzazione di una centrale nucleare nell’Oristanese, arrivano le rassicuranti smentite del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e del neo governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci.
“Non ci saranno centrali nell’Isola, dalla stampa solo illazioni senza peso”, hanno detto, “non sono stati individuati neanche i siti”. Intanto, arriva un coro di “no” anche da un buon gruppo di regioni italiane, all’ipotesi di dover ospitare una centrale nucleare. Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, comprese alcune province e comuni, tutti compatti contro l’accordo Italia-Francia sulla costruzione di quattro impianti sul territorio nazionale.
TANTO PER CAPIRCI E PER NON INIZIARE UNA DELLE SOLITE BUGIE DELLA SINISTRA…. Giorgio
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Bruno ciao…. buone le tue idee, portale avanti, speriamo solo che ti ascoltino….. e speriamo che nasca bene il Popolo Sardo della Libertà…… Giorgio
Bobbore
Nucleare per forza in Sardegna. Ieri alla radio sentivo uno che lanciava un’idea geniale: si rifà un referendum, come quello che lo ha bandito. Le nuove centrali si faranno nelle zone in cui prevalgono i si. :P
Se mi permettete la volgarità, anche sul nucleare si fa all’italiana: facile fare i froci col culo degli altri. Voglio proprio vedere la prova della comunicazione dei siti eletti, visto che c’è tanto entusiasmo per il ritorno al nucleare nel popolino.
Poi, permettetemi una considerazione…l’Italia è l’avanguardia europea, se non mondiale, nello studio del nucleare di 4a generazione, quello -per intenderci- che non produce scarti riciclabili a fini bellici. E noi che facciamo? Accordi con la Francia per accollarci tecnologia ormai vecchia? Non c’è male.
Per il resto, ottimo “post programmatico” Bruno, ma condivido l’obiezione di Daniele su Campana di vetro vs metri cubi che si rinfaccia un po’ schizofrenicamente a Soru.
Ho in mente anche due o tre cose sulla chiusura al punto cultura, ma vado di fretta, scriverò poi ;)
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Nucleare, Cappellacci: no a centrali in Sardegna
Cagliari – Dopo la firma dell’accordo sul nucleare tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy, le Regioni si dividono sulla possibilità di ospitare o meno le centrali nucleari sul proprio territorio. Un “no” pesante arriva dalla nuova giunta sarda con il governatore Cappellacci che assicura: “Dovranno passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile”. Ma il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha assicurato: “I siti non li decide unministro”.
Il no di Cappellacci “State certi che dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. E comunque nessuna centrale in Sardegna: il Presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta. Ricordo anche che l’accordo programmatico da me firmato con il Partito Sardo d’Azione recita: riconoscimento della esigenza che tutto il territorio della Sardegna sia denuclearizzato”. E’ quanto assicura il neo-presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dalla sua pagina Facebook rispondendo alla domanda di un internauta sull’eventualità che in Sardegna vengano realizzate centrali nucleari. Ieri alcuni quotidiani nazionali avevano scritto che anche l’Isola, e in particolare la piana di Arborea, nell’Oristanese, erano inseriti nell’elenco dei territori “candidati” ad ospitare una centrale nucleare dopo l”accordo fra Italia e Francia.
Il bonus elettrico Il bonus elettrico è una misura concreta a favore di circa 5 milioni di famiglie. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, il governo ha fatto sapere che diventano operative le modalità per usufruire del bonus elettrico, una misura di sostegno da 400 milioni di euro introdotta dal ministero e definita nelle modalità applicative dall’Autorità per l’energia e il gas. Il bonus permetterà alle famiglie a basso reddito, a quelle numerose e agli ammalati che utilizzano apparecchiature elettromedicali, di ottenere uno sconto sulle bollette compreso tra i 60 e i 150 euro all’anno e retroattivo dal gennaio 2008.
Scajola: “I siti non li decide un ministro” “Avrei paura di vivere in un Paese dove i siti per costruire le centrali nucleari li decidesse un ministro”, ha dichiarato Scajola aggiungendo che “le centrali non le mettiamo secondo gli umori dei ministri”. Il ministro ha, poi, sottolineato che “il nostro provvedimento stabilisce che saranno emanati criteri di assoluta trasparenza per le caratteristiche che dovranno avere i luoghi dove costruire le centrali. Sono norme molto severe”. “I primi sondaggi sono maggioritari”, ha poi detto il titolare dello Sviluppo Economico facendo sapere che la maggior parte dei cittadini italiani ritiene che “di fronte alla crisi del gas tra Russia e Ucraina e alla dipendenza dell’Italia dall’estero sia necessario diversificare, anche con il nucleare”.
Giorgio
Marcello Desole
Gentile On. Murgia, le riporto (da “sardista”) i due articoli fondamentali (per me) del Partito Sardo d’Azione:
(dallo Statuto)
Art. 1 – Il Partito
Il “Partidu Sardu – Partito Sardo d’Azione” è la libera associazione di coloro che si propongono, attraverso l’azione politica, di affermare la sovranità del popolo sardo sul proprio territorio, e di condurre la Sardegna all’indipendenza.
Art. 4 – Valori sociali
Il ” Partidu Sardu – Partito Sardo d’Azione” esalta i valori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza fra gli uomini e fra i popoli. Si batte affinché tutti gli uomini e le donne godano di pari diritti, pari opportunità e abbiano gli stessi doveri. Combatte ogni forma di razzismo e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Tutela la libertà religiosa, di manifestazione del pensiero, di parola, d’informazione, di comunicazione, di sindacato e di associazione. Rifiuta il primato della guerra nella risoluzione delle controversie e adotta la non violenza come metodo di lotta politica. Difende i diritti fondamentali di tutto il popolo sardo ed in particolare il diritto al lavoro ed il diritto alla libertà di impresa. Valorizza e tutela il territorio della Sardegna, in un quadro di sviluppo economico e di partecipazione delle popolazioni.
Il PSdAz è un partito indipendentista democratico che sa benissimo di dover e poter contribuire nella cornice autonomista a patto di poter garantire la sovranità dei sardi sul loro territorio, difendere e valorizzare la loro economia e il rispetto della propria cultura e specificità. Se il Pdl sardo vuol costruire una propria specificità definendo un forte legame della propria classe dirigente con i valori della propria terra ed essere il più “autonomo” possibile dalle scelte delle segreterie romane ben venga. I Sardisti, sono sicuro, metteranno nelle loro scelte sempre tali prerogative e ci sarà una collaborazione fattiva e leale, rimanendo però per l’Indipendenza da realizzarsi attraverso la conquista progressiva di spazi di sovranità fino al pronunciamento del suo popolo.
Riporto anche la rispettosa presa di coscienza del governatore Cappellacci che ha permesso l’accordo con il PSdAz:
(Dalla lettera al segretario del PSdAz)
“Gentilissimo Segretario,
il recente dibattito svoltosi in Consiglio Regionale sulla conclusione anticipata della legislatura, conferma la possibilità che tra il Psd’Az e il Pdl possano realizzarsi intese programmatiche necessarie per i Sardi e la Sardegna. Mi è chiarissima la scelta federalista e indipendentista del tuo Partito, per cui sono perfettamente consapevole che nella sostanza il Psd’Az si sente in competizione con tutti i partiti italiani, il nostro compreso. Tuttavia, mi è parso di intendere dai documenti pubblicati e dai ripetuti interventi pubblici di esponenti sardisti di riconosciuto spessore culturale e politico, che nello scenario bipolare imposto dalla legge elettorale, non intendete rinunciare ad accordi elettorali fondati su specifiche intese di merito e di metodo.”
E la rispota del Partito Sardo attraverso il suo Consiglio Nazionale che ha fatto partire la trattiva programmatica:
[..]
Preso atto dell’importante e corretto invito della Pdl ad aprire un confronto programmatico in vista delle prossime elezioni regionali, sottolinea che nessun altro segretario di partito ha mostrato analogo interesse per il percorso culturale e politico del Partito Sardo.
[..]
Tutto ciò per dire che il Partito Sardo d’Azione ha una prospettiva diversa ma rispettosa degli altri partiti. Ora impegnamoci a realizzare gli accordi programmatici con il PSdAz, il programma partecipato del governatore Cappellacci e i suoi interessanti spunti programmatici su Ambiente e turismo – Agricoltura, artigianato e allevamento – Università e sviluppo integrato – Cultura.
Buon lavoro e complimenti per la democraticità del sito.
Un sardista.
Su Presidenti
Si complimenti per la democraticità del sito.
Fa piacere notare che il mio intervento è stato pubblicato in questo sito e bannato in quello di “Sardegna e Libertà.
Evidente che le virgolette non sono del tutto casuali, specie se riferite alla parola “libertà” (di parlarsi da soli e mandarsi i bacini e le coccole?) e, siccome potrebbe anche capitare che dalle mie parti venga proposto qualcuno del muretto a secco, se deciderò de torrai su pratu, ci penserò.
Saluti da Elio di “Sardegna e Libertà” anche a quelli di Sardegna e “Libertà”.
ermogene
Deduco Bruno da quel che scrivi che in Sardegna Soru e la Dirindin non sono andati male…
ermogene
Intendevo dire in Sanità…
Marcello Desole
Elio alis Su Presidenti ha scritto:
“anche a quelli di Sardegna e “Libertà”.”
Non faccio parte della redazione del sito S&L, ho comunque letto il suo intervento qui e per adesso mi fido dell’accordo sulla completa denuclearizzazione del territorio sardo – ovvero nè scorie, nè fabbriche di scorie. Qual’ora non fosse rispettato ne prenderò le dovute e ferme conseguenze.
Mi spiega per favore la metafora del muretto a secco così che ci chiariamo da conterranei civili (e, magari solidali)?
Ps: è lo stesso Su Presidenti che scriveva nel sito della Fed. di Cagliari?
(mi scuso per il fuori tema con la redazione del sito)
Su Presidenti
“a quelli di Sardegna e “Libertà”.” semplicemente un saluto, visto che, preferendo parlarsi da soli e senza intrusi, non solo non hanno pubblicato il post di cui sopra, ma non mi hanno neanche consentito di salutare e, siccome sono fatto male e all’antica, ho pure il diffetto tutto sardaccio di tenere all’ospitalità, siccome in quel post non ho scritto parolacce ma osservazioni personali (giuste o sbagliate è una questione di gusti e non sta a me stabilirlo), siccome pareva che dopo le elezioni si potesse parlare anche in quel sito (giusto perchè le elezioni sono ormai andate) e siccome potevano dirlo prima che preferivano interventi sempre in linea e mai fuori dal coro, si è trattato e trattasi di un tranquillo e benevolo saluto.
Come succede nelle migliori famiglie.
Il muretto riguarda certi personaggi della mia parte politica che, sensazione del tutto personale, non si sono impegnati più di tanto e, comunque, è ancora argomento da appurare e indagare a fondo.
In merito all’ultima domanda, si.
Ultima considerazione: avrei preferito vedere le mie tesi confutate anche se, mi rendo conto, che bannare è decisamente più facile e meno impegnativo.
Ma anche queste cose capitano e…. capitano nelle migliori famiglie sia in “Sardegna” sia in “Libertà”.
PS
Se questo post e anche quelli precedenti a questo dovessero essere eliminati, capirò senza problema alcuno e rimarrnno comunque intatte la mia stima e i miei complimenti per la democraticità del sito.
Saluti.
Marcello Desole
Sig. Elio,
ho seguito in parte ciò che scriveva nel sito della Fed. di Cagliari e non sono più intervenuto perchè c’erano troppi anonimi e non gradivo il linguaggio. Quando l’ho fatto mi sono firmato.
Non ho ben capito a chi si riferisce. Comunque parto dal presupposto che le decisioni democratiche si rispettano e che non tollero nè le ritorsioni nè le denigrazioni.
Scriva tranquillo sul sito però evitiamo allarmismi catastrofistici e impegnamoci affinchè gli accordi presi vengano rispettati. I Sardi che hanno conosciuto le proposte sardiste e hanno deciso di aderirvi chiedono questo.
Un abbraccio. Fortza paris!
Su Presidenti
Marcello
rispetto le decisioni democratiche e non ho alcuna intenzione di provvedere a ritorsioni o a denigrazioni di alcun tipo. Tranquillo. Semplicemente una notazione e forse un arricchimento: se dovesse capitare che qualcuno mi chiedesse un voto, diciamo così, per spirito di corpo, e mi convincesse di più quanto detto da Bruno Murgia, non esiterei un solo istante a votare Bruno Murgia e a farlo votare. Tutto qui. Ma, pensandoci bene, si tratterebbe senza dubbio alcuno, di una buona cosa. Semplicemente che lo direi in faccia a chiunque e non lo farei nascondandomi o facendo finta.
Ricordo di un amico di vecchia data che, per avergli detto “tu sei un amico e non ti dirò mai balle, siccome ho già promesso il voto ad un’altra persona, non posso dartelo” non mi ha più parlato (da notare che gli promisi e gli feci dare voti dai miei familiari). Secondo me io avevo agito da amico evitando di prenderlo in giro, ma lui non la pensò così. Sono andato un pò fuori tema ma capita anche questo e capitano anche queste cose.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Io l’ho sempre sostenuto che Bruno si deve candidare alle prossime regionali come PRESIDENTE, serebbe perfetto!!! Ciao Giorgio
Tiago
Onorev.le Bruno Murgia è vero che c’è un disegno di legge nel governo,che dopo la scelta del sito per la costruzione delle centrali,il governo può imporre la costruzione scavalcando le amministrazioni del territorio e i cittadini.
Ridicolo Capellacci “dovete passare sul mio corpo”.
Quale corpo se è uno zerbino….
COMUNQUE LEGGETE E INFORMATEVI SUL NUCLEARE.
Berlusconi deve dei soldi a Sarkozy. Non si spiega altrimenti! Nel giro di pochi mesi ha prima svenduto Alitalia ad Air France per 320 milioni, dopo averla risanata a spese degli italiani, evitando di fargliela acquistare per un miliardo e mezzo sull’orlo del fallimento. I francesi, da par loro, non si sono risparmiati a prenderci per il culo. Stavano ancora ridendo, quando ieri gli abbiamo finanziato l’industria nucleare. Il grande ballista delle regionali dice che negli anni ‘70 eravamo protagonisti del nucleare, ma poi abbiamo ceduto al fanatismo ideologico. Vediamolo insieme, questo fanatismo ideologico.
Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo”, che è avvenuta invece a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti. Ha contaminato l’acqua di 30 milioni di ucraini e irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, e c’è il raddoppio delle malformazioni. Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi. Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto. Incidenti analoghi, poco pubblicizzati, si sono verificati in Francia e in Yugoslavia.
A tutt’oggi non si sa dove smaltire le scorie, e l’unica soluzioni è sotterrarle nella speranza che niente e nessuno le tocchi per migliaia di anni. Stiamo ipotecando un futuro talmente lontano che al confronto la storia della civiltà è un raccontino. Si accettano scommesse: quanti terremoti potrebbero verificarsi nei prossimi diecimila anni?
Ma vediamole, queste centrali nucleari di terza generazione sbandierate da Silvio Berlusconi come assolutamente sicure. Si chiamano EPR (European Pressurized water Reactor), e manco a dirlo sono peggio, molto peggio di quelle alla Chernobyl. Non lo dico io, lo dice la stessa industria del nucleare, che in un paese dove ci sono ancora giornalisti liberi consegna a The Indipendent una serie di dati impressionanti.
I reattori nucleari europei ad acqua pressurizzata in caso di incidente sono più pericolosi, molto più pericolosi di quelli vecchi. Secondo EDF, Électricité de France, la maggiore società produttrice e distributrice di energia in Francia, l’emissione di isotopi radioattivi di bromo, rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore rispetto alla fuoriuscita che si verificherebbe in un reattore tradizionale. Secondo la società di smaltimento scorie radioattive finlandese Posiva, l’emissione dell’isotopo iodio 129 sarebbe perfino sette volte maggiore. Non basta, per la cugina svizzera Swiss National Co-operative dor the Disposal of Radioactive Waste, la fuoriuscita di cesio 135 e di cesio 137 sarebbe superiore di 11 volte!
Conti che non fermano il governo. Del resto, il ritorno al nucleare era espressamente previsto dal Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, e il Discepolo 1816 era e resta, a dire dello stesso maestro venerabile, il migliore allievo e l’unico in grado di portarlo a compimento. Poichè di energie rinnovabili e di fotovoltaico la P2 non sapeva un acca, è comprensibile che dalle nostre parti nessuno ci investa. Senza il bigino di Gelli, Silvio è perduto.
Cittadini di Oristano, Caorso, Latina, Garigliano, Trino Vercellese, Palma, Agrigento, Scanzano Jonico, Mola, Termoli, Ravenna, Chioggia, Monfalcone, San Benedetto (AP), Scarlino e Fossano… siete stati nominati! Tra tutti voi entro aprile Scajola sceglierà, tramite televoto, i fortunati che ospiteranno una fantastica centrale nucleare super-sicura. Garantisce il pignattaro di Arcore.
Tiago
Forse la Sardegna col Nucleare sarà Regione Berlusconizzata e non Denuclearizzata.
Meditate Gente
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Tiago come al solito cerchi di montare una polemica inutile condita da insulti gratuiti verso il GOVERNATORE UGO CAPPELLACCI…..Giorgio
Tiago
Ti ricordi la tua battaglia sull’amianto di Bolotana?
Questa sul nucleare e più DURA perché’ esiste una ignoranza in materia I° fra tutti il tuo presidente’ Berlusca ,che non sa’ distinguere un Astrologa da uno
scienziato Astrofisico per come ha definito la signora Margherita Hack.
Perfino Rubbia ha bocciato in Italia il nucleare.
Attenti adesso che siete al governo anche Regionale.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Non ricordarmi quello dato che alla fine è una battaglia persa…. Cappellacci ha rassicurato tutti in modo giusto…. Giorgio
Quirico Sanna
Questa è la strada giusta!!!, il vecchio progetto di una destra sociale sarda…….portava a questo ragionamento, penso che i tempi siano maturi!!!