Ancora sul testamento biologico

Beppe Pisanu non voterà la legge sul testamento biologico
La questione, in fondo, è molto semplice. Cosa farei se un domani avessi un brutto incidente e fossi ridotto in una situazione di stato vegetativo permanente? Mi piacerebbe vivere e pesare sui miei familiari? Mi piacerebbe vegetare senza scampo? Potrei rispondere in molti modi. Sì, no, lascerei l’ultima parola ai miei.
Ecco perchè sono sempre stato favorevole al testamento biologico. Uno decide preventivamente. Firma un atto e stabilisce: restare o andare via. Ho il pieno controllo del mio corpo, altrimenti che testamento sarebbe? Mi rendo anche conto che ci vuole una certa maturità per compiere scelte del genere. Ma per questo ci sono già le regole del codice civile.
Prendiamo il caso di scuola Englaro. Il signor Englaro ha deciso di sospendere l’idratazione e l’alimentazione della figlia. E’ stata una scelta razionale, basata sulla presunta volontà espressa dalla figlia. Io non l’avrei fatto mai e poi mai. Avrei però esposto il corpo della figlia, fotografato da Oliviero Toscani: può darsi che quella immagine avrebbe avuto molta più efficacia delle comparsate televisive di Englaro.
Adesso la proposta del Pdl contiene molte buone cose e un’altra che non riesco a capire. E cioè l’obbligo di idratare e alimentare il malato. Questa norma cozza con la volontà testamentaria: o il corpo è pienamente disponibile oppure no. Ci fa fare un passo in avanti? Ho molti dubbi, voglio rifletterci sopra.
Ieri, in un’ intervista a Rainews, Beppe Pisanu ha detto cose quasi soprendenti per un cattolico. Fanno il paio con la posizione del presidente Fini che invoca libertà di coscienza. Pisanu dice che nessuna legge è meglio di una legge, che le decisioni vanno prese in scienza e coscienza. Non sono d’accordo completamente: il testamento biologico, senza altri obblighi, potrebbe essere la soluzione. Molte manovre intorno alla legge puzzano di politica, non mi piacciono. Importante che si precisi sempre che l’eutanasia nel nostro ordinamento non è ammessa. Ne oggi, né per quanto mi riguarda, nemmeno domani.
Comments
Luciano Mazzocchi
Condivido appieno la posizione assunta da Pisanu, per il senso di umanità e di rispetto verso i tanti aspetti dell’argomento in questione: verso la vita, la morte, il ruolo della coscienza, la professionalità medica, e soprattutto verso i sentimenti delle persone segnate dalla visita del dolore. Giunti alla soglia di vita e morte i riferimenti non sono più le leggi né i giudizi. Nel passato la chiesa, giudicando, non pregava sulla salma dei suicidi. Ora si è convertita. Quello è l’ambito oltre le prescrizioni e i giudizi; là la verità è rispettare. Luciano Mazzocchi, sacerdote e missionario saveriano.
Bobbore
Beppe Pisanu ha detto cose quasi soprendenti per un cattolico.
>Beppe Pisanu è anzitutto un membro del Parlamento di uno Stato laico. Mi farebbe piacere che si legiferasse di conseguenza (bei sogni in Italia).
Stessa considerazione per il passo finale
>Importante che si precisi sempre che l’eutanasia nel nostro ordinamento non è ammessa. Ne oggi, né per quanto mi riguarda, nemmeno domani.
Perchè mai io non dovrei avere diritto a una morte dignitosa, essendo io in pieno possesso delle mie facoltà mentali?
Solo perchè i politici cattolici (dico cattolici perchè siamo in Italia, ma vale anche per ogni politica integralista) sostengono che siamo su questa terra per soffrire, perchè così ha voluto Dio?
Bruno
bobbore, non puoi dimenticare di essere un cattolico in poltica: questa è stata la regola per 50 anni in italia. a me non appartiene, come è chiaro. scorgo qualcosa di inutilmente polemico, o mi sbaglio ? nella sostanza, se fai attenzione, diciamo più o meno le stesse cose, solo che io ci metto qualche dubbio, tu no. hai certezze. saluti. br
Bobbore
Mettere qualche dubbio significherebbe ammettere la legittimità della scelta di un ammalato di cancro di non morire solo nel letto di un ospedale (ad andar bene) fra atroci sofferenze.
Io non ho detto di non essere cattolico, nè che mi ucciderei con le mie mani piuttosto che morire in ospedale.
Fai bene a vedere la polemica nel mio tono, ma sei troppo affrettato nel giudicarne la sostanza.
Bobbore
Nel senso … sei tu il deputato che si schiera contro l’eutanasia oltre ogni dubbio e titubanza.
Io sono il cittadino che pretenderebbe dal deputato che si chieda su che basi fa queste affermazioni.
Bruno
>bobbore, se fossi un genitore non staccherei mai la spina. se capitasse a me sarebbe molto diverso, lo scrivo proprio in premessa. ho già detto di avere molti sul testo di legge proposto dal pdl. br
Bobbore
Eh…ammiro la forza delle intenzioni. Mi piacerebbe dire lo stesso, ma posso solo augurarmi di non dovermi mai mettere alla prova. E il caso Englaro implode su queste considerazioni, siamo tutti d’accordo.
ermogene
Complimenti a Pisanu, dimostra di aver colto il problema…. bisogna distinguer i fatti dai valori, che ora più che mai sono sempre più soggetivi di fronte a scelte come il fine vita.. Pisanu ha affermato che non voterà mai una legge come quella proposta dal Senatore Calabrò, perché dopo aver letto il testo non si può non rimanere impressionati dal ritorno del paternalismo medico, da una limitazione dell’autodeterminazione della persona, soprattutto quando uno perde conoscenza.Affermare che l’idratazione e la nutrizione artificiale, sono atti ordinari di sostegno vitale, significa andare contro tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale….affermare inoltre che nei DAT non possone essere espresse disposizioni di volontà per atti eutanasici intendendo, sia commissivi che omissivi, significa bloccare gli ospedali, in particolare i reparti di terapia intensiva.Il fatto che Rutelli proponga un emendamento che di fatto non cambia niente, significa che non sta partendo dai fatti ( scientifici) ma da valori, rispettabili, ma che che son suoi…Bruno questa é una battaglia di civiltà che importante che una persona come te capisca, non nasce da ideologia o da divisioni religiose, sta nascendo da un fraintendimento
ermogene
Dimenticavo chapeau a Luciano Mazzocchi,é coraggioso, ma se vuole avere spiegazioni sulla legge legga il discorso che Sua Santità Giovanni Paolo II ha rivolto alla comunità dei medici cattolici nel 2004 in occasione del convegno sullo stato vegetativo .E chiaro che il Papa ha ricevuto informazioni parziali.
ermogene
«La legge – scrive Panebianco con grande lucidità – è il luogo più inadatto, più inospitale per depositarvi visioni ultime della vita». Quella che si sta discutendo in Italia a proposito di fine vita non è una brutta legge, è una pessima legge. Molto meglio non farla.
Giuseppe Remuzzi
direttore dipartimento dei trapianti Ospedali riuniti – Istituto Mario Negri Bergamo [.]
Corriere della sera 25 febbraio 2009
Pierluigi Saiu
Cosa accadrebbe, nel nostro ordinamento, se un giorno il padre di un bimbo di pochi mesi, non sentendosi in grado di garantire al figlio un futuro felice (o quantomeno dignitoso) decidesse di sospendere la “somministrazione” di acqua e cibo?
Questo è esattamente quello che è successo con Eluana Englaro. Il padre, rassegnato all’idea di una figlia senza futuro, decide (e un giudice lo permette)che è il caso di non dare più acqua e cibo e di far morire la ragazza.
Non giudico la scelta di un uomo che per 17 anni ha dovuto affrontare un vero e proprio calvario. Trovo assurdo che lo Stato rinuci così superficialmente alla tutela del diritto alla salute e alla vita, che la nostra costituzione riconosce e garantisce a “tutti”!
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Bruno concordo con te per quello che hai detto quando parli che da genitore non toglieresti mai da BERE E DA MANGIARE a tuo figlio mentre per te è diverso! So che non hai molto tempo neanche io oggi però ti rifaccio la domanda di ieri: è previsto il congresso provincile di AN a Nuoro??? Ciao Giorgio
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
>Saiu colgo l’occasione anche se non è questo il luogo di chiederle in riferimento alla nascita del movimento giovani per la libertà Nuoro se è previsto qualcosa perchè mi è giunta voce di una riunione che però non si sarebbe ancora fatta! Grazie e un saluto Giorgio Scarpa
ermogene
Mi dispiace PierLuigi
continuiamo a negare che la scienza 20 anni fa, e la società ha l’accettato, ha stabilito un nuovo criterio per stabilire la morte, la morte cerebrale totale, pur se il cuore continua a battere e con l’ausilio del respiratore potrebbe continuare a farlo per molto tempo….nella vita di ogni giorno se qualcuno mi chiede dell’acqua, io offrirò un bicchiere, se qualcuno é affamato offrirò un pezzo di pane, questo é uno standard morale condiviso ma ti assicuro che dare l’idratazione e la nutrizione artificiale é diverso…infatti sono delle procedure tecniche e sono legate a manovre invasive, ad incerti benefici, e sono associati ad effetti collaterali importanti ( a disposizione per inviarti la documentazione scientifica). Un Padre che nega il biberon al figlio non é un buon padre e il bambino deve essere portato via per tutelarlo….
Bobbore
L’orrore, l’orrore, l’orrore. Pensate alla legge che si sta discutendo anzichè continuare a tirare m**** su un padre che ha perso la figlia costretta in un limbo per 17 anni. Gli avete dato del boia, sembrava sufficiente, ora lo paragonate a un padre che uccide un neonato. Non conoscete vergogna, oltre che rispetto.
nessuno
argomento molto delicato il testamento biologico, condivido in pieno l’idea di murgia, i figli non si toccano mai il loro bene è l’imperativo di una società civile, il padre di quella povera ragazza non lo colpevolizzo d’altro se non il fatto di essersi arreso al nulla, e di aver strumentaliz politicamente il caso, e non solo lui. speriamo adesso che la legge sul testamento non sia troppo sbilanciata alla fede, o alla scienza.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Englaro indagato per omicidio e il Pdl stringe i tempi per la legge
Ora è arrivata la denuncia. Nel quadro sempre più scomposto che si sta delineando dopo la morte di Eluana, soprattutto tra la piazza e il parlamento, a mancare era solo l’ultimo colpo giudiziario. Ed è arrivato. Questa volta, però, assestato nei confronti di Beppino Englaro. Proprio oggi è stato infatti reso noto che il padre di Eluana è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Udine per omicidio volontario. L’indagine è partita a seguito della denuncia che il “Comitato Verità e Vita” ha inviato al Procuratore, Antonio Biancardi, in relazione alla morte di Eluana, avvenuta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo “La Quiete” di Udine. Si tratta di un atto dovuto, si affretta a precisare il procuratore, il quale nel contempo ha specificato che l’indagine non riguarda solo Beppino ma 14 persone appartenenti all’associazione “Per Eluana”, tra cui l’anestesista di Eluana, Amato De Monte, che ha guidato l’équipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna.
Questa la notizia del giorno. Tornando al testamento biologico, il fronte politico è altrettanto caldo. Quanto è avvenuto negli ultimi due giorni, infatti, avrebbe aperto il campo a tutte le interpretazioni possibili – compresa l’ipotesi estrama e scongiurabile di un naufragio della legge – se proprio nella tarda serata di ieri dal Pdl non fosse arrivato il chiarimento e la rassicurazione che tutti si aspettavano: “Attorno al ddl Calabrò, ancora in discussione e suscettibile di miglioramenti, il PdL ha trovato una linea unitaria al di là di ogni steccato ideologico, e per questo può permettersi, come ha sempre fatto, di garantire libertà di coscienza ai pochissimi parlamentari che hanno manifestato l’intenzione di esercitarla”, hanno dichiarato in una nota congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, presidente e vicepresidente vicario del PdL al Senato.
Il chiarimento dei due capigruppo è stato anch’esso una specie di atto dovuto, venuto a seguito di una giornata piuttosto congestionata e ricca di colpi a sorpresa. Le ventiquattr’ore avevano preso l’avvio da una riunione di gruppo dei senatori del Pdl avvenuta nel pomeriggio di mercoledì. Nel corso della riunione tutti i parlamentari, corroborati anche dalla linea del governo, esposta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta (“fatta salva la libertà di coscienza di ognuno, mi auguro che la linea del gruppo e la linea del governo possano coincidere”) avevano trovato un accordo di massima sul testo di legge Calabrò. Così, almeno, sembrava fino a quando non si è avuta notizia che venti di loro, assieme a 33 deputati della maggioranza, avevano sottoscritto un documento in cui si chiedeva una consistente sterzata pro-life al testo base sul fine vita in discussione in Commissione sanità al Senato.
Il documento, immediatamente fatto oggetto di strumentalizzazione politica da parte dell’opposizione, lasciava intendere insomma che l’unità era solo una questione di facciata, e che all’interno del Pdl (così come molto più chiaramente sta avvenendo all’interno del Pd) sulla questione della morte non solo non sono tutti sono d’accordo, ma anzi che le divergenze appaiono molto più marcate di quanto si pensi. Ma tutti i senatori si sono sbrigati a rettificare: “La firma apposta in calce a un documento che segnala una serie di possibili miglioramenti al testo presentato dal relatore sen. Calabrò è stata strumentalizzata per accreditare l’idea di una spaccatura all’interno del gruppo del PdL al Senato sul tema del fine vita. Così come abbiamo fatto ieri pubblicamente nel corso dell’assemblea del gruppo, ribadiamo oggi che quel documento non esprime alcuna ostilità nei confronti del testo Calabrò, ma solo ipotesi migliorative che verranno discusse e prese in considerazione in armonia con le altre proposte formulate dagli altri parlamentari del gruppo. I nostri voti, sia palesi che segreti, non saranno mai nel senso di favorire le posizioni della sinistra, che consideriamo tendenti a introdurre l’eutanasia nel nostro Paese”. Pace fatta, quindi, almeno a Palazzo Madama. E ora si attende qualche segnale anche da Montecitorio.
Se non fosse bastato, ieri si è consumato anche l’ultimo atto di una storia che davvero rischia di apparire infinita: la richiesta di una moratoria bipartisan, firmata da esponenti della maggioranza come Lamberto Dini, Antonio Paravia, Maurizio Saia e Giuseppe Saro e dell’opposizione (tra le firme quelle della Bonino, di Pietro Ichino, di Stefano Ceccanti ed Enzo Bianco). L’idea è stata lanciata con lo scopo di procrastinare l’approvazione della legge sul fine vita di qualche mese almeno dopo le elezioni europee. Ma l’ipotesi di moratoria non ha trovato l’appoggio né del Pd né del Pdl, convinti entrambi in ogni caso che una legge serve e serve subito. E c’è chi dice che marzo rappresenta la data ultima per chiudere definitivamente la questione. Si spera.
Giorgio dall’Occidentale….