Le condizioni del carcere di Badu ‘e Carros
Interrogazione a risposta scritta.
Bruno Murgia – Al Ministro della Giustizia.
Per sapere, premesso che:
- nel carcere di Badu ‘e Carros oltre il 40% dei detenuti sono detenuti speciali e pericolosi;
- rispetto a un organico ministeriale previsto di 211 unità, ci si trova a far servizio in 194 unità;
- il quadro viene aggravato dal fatto che l’organico e’ stato determinato in proporzione ai detenuti e non tenendo conto dei posti effettivi di servizio che necessariamente vanno coperti per assicurare le condizioni minime di sicurezza;
- anche la sezione femminile, che dovrebbe ospitare 10-12 detenute, attualmente ne ospita quasi il doppio, ed essendo la struttura ubicata su due piani, l’unica agente che vi presta servizio oltre a sobbarcarsi del controllo delle detenute, ha anche il compito di vigilanza ai vari corsi scolastici, nonché’ i passeggi e le sale ricreative;
- se la situazione di Badu e Carros e’ grave, l’istituto di Mamone non può certo vantare tratti migliori;
- infatti a fronte di una dotazione organica di circa 110 unità di polizia penitenziaria si e’ in presenza di un carico di detenuti di 300 unità, proiettate a circa 500 in un imminente futuro;
- a ciò si aggiunga l’assenza di un direttore in pianta stabile, di un Commissario di polizia penitenziaria, e ciò determina un quadro di instabilità ed incertezza nei ruoli chiave rendendo impossibile qualunque azione programmatoria di lungo periodo impedendo così, di fatto, di definire una stabile organizzazione della struttura;
- inoltre il contesto risulta esasperato sia dall’assenza di personale amministrativo, che pone in carico agli operatori di polizia penitenziaria tale attività distogliendo ulteriori forze dal servizio istituzionale, sia dagli interventi di traduzione e piantonamento (circa 300 solo nel 2008 ) espletati oltre all’Istituto di Mamone anche a supporto degli altri istituti;
- a fronte di una prestazione indispensabile e pretesa per assicurare le funzionalità dei servizi, non trovi corrispondenza il trattamento economico dovuto ;
quali misure intenda adottare il Ministero affinché i carceri citati in premessa, non vengano identificati come luoghi di insicurezza, dove si registrano condizioni igieniche insufficienti, completa assenza delle più elementari misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, degrado, abbandono e sovraffollamento;
quali azioni intende intraprendere il Governo per far si che l’immagine dei suddetti istituti penitenziari non sia quella conseguente alla politica del disinteresse e dell’abbandono e che condanni, anche modelli dalle grandi potenzialità di recupero – come Mamone – alla morte per inedia;
se il Governo, ed il nuovo Governatore della Sardegna, abbiano intenzione di dar seguito all’accordo, siglato nel 2005 tra giunta regionale e amministrazione penitenziaria, per dare più vivibilità alle carceri e costruire la rete necessaria attorno ai detenuti, anche una volta fuori dal carcere;
se le Istituzioni interessate non ritengano necessario porre fine a questo quadro di incertezza derivante anche da un organizzazione del lavoro che comporta, non solo la rinuncia sostanziale ai riposi ed alle ferie, ma continue e spossanti prestazioni straordinarie che non vengono compensate perché abbondantemente fuori i tetti massimi sanciti dall’Amministrazione Centrale.
Comments
Daniele
Ben fatto, onorevole. Speriamo che le sue richieste vengano accolte.
andrea
Speriamo..
Massimiliano1975
Bene Bruno, sono contento di questa tua richiesta.
Il carcere di Nuoro e la stessa colonia di Mamone sono ormai al collasso. I detenuti non hanno un ambiente idoneo al loro reinserimento sociale e le guardie penitenziarie scontano turni massacranti. E’ inconcepibile questa situazione e spero che il nostro Ministro si adoperi al più presto affinchè le guardie penitenziarie, e non ultimi i detenuti, possano godere di condizioni di lavoro e di vita dignitosi.
Se le guardie non bastano ne devono assumere altre; non è che ripropongono la pazzia dell’indulto?!?!?!?!?
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
Speriamo proprio che l’indulto non venga rifatto sarebbe un grave danno e comunque AN per quel fatto ha la coscienza pulita avendo votato contro cosa che non ha fatto FI! Giorgio
Su Presidenti
Però diciamola tutta.
AN non ha votato per l’idulto alla Camera dove non esisteva rischio alcuno che non passasse.
Al Senato, dove si rischiava realmente che il provvedimento non passasse, cosa è successo…. invece?
Non ricordo perfettamente. Io e neanche Cappezzone, quello che si impuntò come una cardanca e disse: se no approvate l’indulto (meglio sarebbe l’amnstia) mi offendo e vi lascio.
Qualcuno gli fece presente che era risaputo che la destra avrebbe sciacallato e che il margine di 2 senatori (Dini e Mastella compresi) era troppo esiguo per un provvedimento così facilmente cavalcabile dal populismo ma Cappezzone non sentì ragioni.
Lui aveva si era fatto eleggere collegandosi ogni giorno con le carceri di tutta Italia e mandando regolarmente in onda “Radio Carcere”. Si era speso e pretendeva.
Ma questo Cappezzone non è, per caso il portaborse (ops… volevo dire portavoce) del Pdl? Devo essere sicuramente in errore. IO.
Giorgio Giovanni Gaias Scarpa
No questo Cappezzone non ci fa niente! E neanche Mastella!