E Marcello nun ce vuole sta
Tratto dall’Unità del 16 Febbraio, un giornale reduce da una figuraccia internazionale di notevole entità e passato in mano a Soru nello scorso anno.
Lo spoglio minuto per minuto: le sezioni di Sassari, quelle di Cagliari – «feudo di massoni e costruttori» – e poi quelle di Nuoro, Olbia, e a seguire le altre in tutta l’isola. Un pomeriggio di attese e speranze per Marcello Fois, scrittore, giallista, sardo di nascita e cultura, bolognese d’adozione.
Solo in serata, a risultato quasi definitivo, arriva il momento della riflessione e dei commenti. Ed è l’ora dell’amarezza. «Questa vittoria per la Sardegna significa guai grossi. Sono enormemente deluso. Ugo Cappellacci, per bocca del premier Silvio Berlusconi, ha promesso un’autonomia non in grado di assicurare. Alla prima difficoltà dovrà chiedere aiuto a Roma, e la gente lo manderà a casa, come è accaduto con Mauro Pili. In quel caso si è trattato di uno scontro sollevato dalla questione delle scorie nucleari. E potrebbe essere così anche per Cappellacci».
La convinzione di Fois è che l’impegno di Cappellacci sia fondato solo su un calcolo di utilitarismo politico, senza riscontri futuri sul territorio. «Il fatto è che come presidente non può pensare di garantire l’autonomia dell’isola prendendo ordini da Arcore o da Roma – dice Fois - E purtroppo è questo lo scenario prevedibile. Del resto l’ho sempre sostenuto: il programma di Cappellacci è stato fondato su tre punti: i viaggi Cagliari- Roma; i viaggi Cagliari-Arcore; i viaggi Cagliari – Porto Rotondo».
Lo scenario viene descritto in modo pessimo: «Per noi sarà un disastro: cementificheranno tutto ciò che è possibile. E mi spiace davvero pensare che i sardi non hanno capito la prospettiva della politica di Renato Soru, una politica di sostanza e non di spot. Una politica che chiede a tutti di rimboccarsi le maniche, di lavorare sodo, per fare cose importanti. Per far crescere la Sardegna».
Nel caso di vittoria di Soru, secondo il giallista sarebbe stato premiato «un grande lavoro, un serio lavoro. Lontano da qualunque ruffianeria e centrato sugli interessi reali della Sardegna». E fa esempi precisi: «Sull’istruzione c’è stato un impegno eccezionale, che ha portato la Sardegna più avanti di altre regioni italiane. Tremila ragazzi sono stati mandati a studiare all’estero. Poi la modernizzazione delle infrastrutture, l’intervento sulle nuove tecnologie, il risparmio sul bilancio regionale – 40% in 4 anni – la difesa dell’ambiente».
Ma il premio non c’è stato e, al Pd, Fois non lesina qualche accusa: «Se si è arrivati a questo punto è anche colpa di una fronda del Pd, che ha ostacolato Soru. Dovrebbe pagare un prezzo politico per questo». E poi? «A questo punto considerato il risultato e il fatto che i sardi non hanno capito o apprezzato questa politica, consiglio a Soru di lasciare la situazione a chi se la merita. E occuparsi della politica nazionale. Certo avrei preferito fosse rimasto in Sardegna, per continuare quello che aveva cominciato. Ma ora spero almeno che la sua politica possa trovare spazio altrove».
IN RILIEVO: LE PRIORITA’ DELLA NUOVA GIUNTA
- Crisi dell’industria e lavoro
- Povertà
- Nuovo metodo di governo con i comuni
Comments
Massimiliano
Mi sembra che i sardi abbiano dato fiducia a Soru ed al suo sogno 5 anni fa.
Se adesso, dopo 5 anni di valutazione ritengono (la maggioranza si intende) che sia giusto voltare pagina non mi sembra giusto non prendere atto di questo con maturità.
Se Soru dovesse (come credo) attraversare il Tirreno ed essere uno dei candidati contrapposti a Bersani, gli auguro buona fortuna… si inserirà in una guerra tra bande dove, credo, i soriani (di Antonello Soro) cambieranno schieramento ancora una volta… e si assisterà ad una nuova telenovela a cui l’informazione di sinistra tenterà di far appassionare gli italiani (con scarso risultato).
Spero invece che si occupi di Tiscali che ne ha più bisogno… o la politica è una prescrizione medica?
Massimiliano
Bruno
a me sembra che certe persone che difendono Soru, legittimamente per carità, abbiano conosciuto un Soru da Cliché… puro, duro, sardo, senza compromessi.
La verità è che quasi tutti i suoi provvedimenti sono stati studiati da consulenti esterni, imposti senza discussioni in Consiglio Regionale (l’istituzione preposta a rappresentare i sardi!!!), anticipati spesso da delibere terroristiche sganciate dalla realtà (come quelle sulle cave) e dopo tutto questo essere puri, duri e soli contro tutti è arrivato il rigetto… la bocciatura dei sardi.
Soru e tanti con lui hanno perso contatto con la realtà. Si sono dimenticati dei veri bisogni e delle speranze di tanti sardi.
A mio parere non è pensabile che tutto il mondo sia cattivo, compresi alcuni DS e Margheritini, mentre Soru, l’illuminato “ad alto voltaggio”, sia l’unico vero, puro e onesto grande capo.
C’è stata un amnesia democratica diffusa…
Gli oppositori e gli avversari politici sono stati definiti cementificatori (ora pure nuclearizzati)… e non ricandidati sotto il totem del ringiovanimento della politica (trombato Silvio Lai – 42 anni!!!).
Ora la maggioranza dei sardi ha voluto cambiare leadership e mi sembra che i Soriani d’acciaio non si sforzano di capire le cause reali di questo fallimento, rigettando il fatto che potrebbero essere LORO in torto.
Mah, la politica è fatta così!
Massimiliano
Marcello Fois dice.
<>.
la frase è bellissima come lo è il concetto.
Peccato che troppe siano le persone che, ad esempio, in sanità, sono venute a “insegnarci” a lavorare. Gino Gumirato (guru di Obama) alla ASL 8, David Harris alla ASL 1, …Magic Johnson alla ASL 2
Tutte ste nomine effettuate dalla Dirindin non hanno cambiato ne la sanità cagliaritana nè quella sassarese.
Hanno preso il posto di tante altre professionalità sarde che potevano rimboccarsi le mani.
Poi nell’urbanistica, quante consulenze…, quanti esperti nei comitati scientifici… quanti parolai a gettone.
Massimiliano
la frase era: “la prospettiva della politica di Renato Soru, una politica di sostanza e non di spot. Una politica che chiede a tutti di rimboccarsi le maniche, di lavorare sodo, per fare cose importanti. Per far crescere la Sardegna”.
Tobe Bofh
Belle le solite considerazioni del solito intellettuale sardo allineato e coperto che pontifica sul fato avverso e sulla crassa ignoranza del popolino dalla solita residenza continentale.
P.S.
I massoni sassaresi si saranno offesi per esser stati trascurati in questo modo? ;)
Bobbore
delibere terroristiche sganciate dalla realtà (come quelle sulle cave)
non so a cosa ti riferisci, ma se è alla sospensione delle concessioni, l’intervento è stato della Commissione Europea.
Studiare.
Massimiliano
No mi riferisco alle delibere che intendevano bloccare l’attività di estrazione e disciplinare i metri cubi da estrarre a tavolino, dando quote… tipo quote latte… lascia perdere e rispondi alle altre cose, non solo a ciò che ti sembra un errore.
Massimiliano
GLI “ORFANI” DI WALTERLOO (un casting di SCRITTORI, CINEASTI, ARCHITETTI, COMICI, CONDUTTORI TV…)
Luca Telese per “Il Giornale”
Dire addìo al veltronismo – se quello di Walter sarà davvero un addìo definitivo prima dell’epopea africana che verrà – sarà innanzitutto una tragedia per i cronisti: intere biblioteche di miti recenti e non, agende da buttare a mare. Frammenti di classe dirigente storica o acquisita da ricollocare, nomi da cancellare, o reinventare. Ecco un imperfetto elenco di questo sontuoso Pantheon in movimento.
La Walter’s list non può che partire dall’eroico Vincenzo Vita, ex vice-responsabile comunicazione ai tempi del Pci, uno che può vantare di essere tra i pochi veltroniani «antemarcia» (nel senso che era in squadra quando nella casella dei diagrammi di appartenenza c’erano solo Walter e lui): proto-veltroniano, certo. L’altro antemarcia accertato è il nume dell’Auditorium, Gianni Borgna, uno che diventò «veltroniano», dopo aver fatto di Veltroni un «borgnano», nella sua Fgci.
Poi ci sono gli strettissimi collaboratori che lo seguiranno, anche nel limbo in cui si è collocato oggi. Gli uomini della squadra ristretta, i nominativi plurali veltroniani: e dunque Walter Verini, braccio destro di sempre (il mitico «veltrini» arruolato un paio di ere geologiche fa, a l’Unità), Roberto Benini (l’ex portavoce in Campidoglio) e Claudio Novelli, il fido ghost writer dalla penna alata e dalle letture azioniste (trasmesse, come per gemmazione, al capo); e poi il portavoce, Luigi Coldagelli, così affettuoso che – secondo la leggenda – per un periodo accettò di lavorare gratis pur di stare vicino a Walter.
Fino all’uomo-video Giorgio Tonini, ancora fino ieri ospite prediletto dei talk show per incarnare la linea veltroniana: bulldog buonista, cattolico, padre di un plotone di figli.
Più complicata la rottamazione di Goffredo Bettini, che fu veltroniano «a contratto», e grande burattinaio dei disastrosi esordi organizzativi del nuovo partito, dopo essere stato, in un’altra vita, dalemiano-antiveltroniano (nel Pci prima e nel Pds poi, un piccolo – si fa per dire – Talleyrand capitolino).
L’album del veltronismo aveva le sue figurine recenti e pregiate: così si ignorano i destini politici possibili di Marianna Madia, la precaria veltroniana (che però non era precaria, e oggi è deputata), di Massimo Calearo, l’imprenditore strappato al nemico (compresa la suoneria di Forza Italia sul telefonino e gli elogi all’obiezione fiscale), del rampollo di casa, Matteo Colaninno (ministro ombra, ma anche estimatore della Cai di papà), tutti molto a rischio.
Chissà come si reinventerà Giovanna Melandri che di Walter fu l’alter ego femminile nel correntone prima e nel Pd poi, fino a sognare una candidatura in Campidioglio (al posto di Rutelli forse avrebbe vinto, chissà).
Se lo guardi scorrendo questo variopinto almanacco ti rendi conto che al di fuori della cerchia ristretta, il veltronismo non fu una fucina di quadri, ma una sorta di geniale casting collettivo, un bando di arruolamento nel progressismo soft, segnato anche dai limiti dell’estemporaneità.
Dove finirà l’architetto Malfatto con le sue scenografie congressuali «emotive», stile Almanacco del giorno dopo? Dove i Dj-Ds come Pierluigi Diaco, che con Veltroni duettavano in radio? A quale politico Francesco Totti regalerà una maglia numero dieci? A chi fornirà un nuovo inno Lorenzo mi-fido-di-te-Jovanotti? Sì, è vero, c’erano anche i veterani, ma soprattutto fra i cineasti.
È curioso scoprire che «lo zoccolo duro» di un leader per ben due volte segretario, fossero Ettore Scola e Gigi Magni, Riccardo Milani, Massimo Ghini ed Enrico Lo Verso, la madrina dell’Ambra Iovinelli Serena Dandini o i capistruttura Rai alla Andrea Salerno. Già auto-congedata, con mirabile lettera di dimissioni, Sabrina Ferilli, a lutto per una immunità concessa dal Pd (in nome della solidarietà di Casta) a Katia Bellillo.
E forse anche Roberto Benigni, con battutaccia sanremese. Ma che dire di scrittori come Sandro Veronesi, forgiato sulle colonne de l’Unità due e Ugo Riccarelli, accompagnato allo Strega? Entrambi reinventati nel grande baccanale capitolino, nel Walter-mondo, come jazzisti importati nella società civile, alla Paolo Fresu.
Fra questi, quelli che avrebbe davvero messo la mano sul fuoco per Walter – dalla scrittrice Clara Sereni, agli sceneggiatori Sandro Rulli e Stafano Petraglia – erano tutti estranei a una storia di partito, compagni di strada arruolati nel cammino della vita.
Su questo bisognerebbe aprire una riflessione: non era e non è veltroniano Dario Franceschini, che ricordiamo impegnato in una storica battaglia «contro il Partito democratico» (giuro!) ai tempi del duello nel Ppi con Castagnetti. E nemmeno Ezio Mauro e Paolo Mieli, che pure battezzarono il leader del Pd nella sua ultima epifania di numero uno: un giro di Walter che è durato quanto un fidanzamento estivo. Ieri Mauro bacchettava, eccome.
Sono invece i compagni di merende che patiranno di più: ad esempio Pietro Calabrese, giunto a una spanna dalla poltrona di Viale Mazzini, in virtù di un vincolo amicale a cui si stava per sacrificare la storia antica di Claudio Petruccioli. E che ora, finita l’era veltroniana, ritorna nei ranghi della normalità.
Non riusciamo a immaginare il futuro di Sergio Zavoli, l’ultimo impoltronato, alla guida della Vigilanza, due volte amico: sia di Walter che di suo padre Vittorio. Non uscirà dalla gravitazione del veltronismo un uomo come Mimmo Calopresti, che dedicò alla Roma veltrona, in modo diverso, i suoi ultimi due (bellissimi) documentari.
A qualcuno, come Concita De Gregorio, autrice di un editoriale al vetriolo dopo la sconfitta del voto sardo, la de-veltronizzazione del Pd farà bene, se è vero che ora il quotidiano del partito spara senza remore sugli inciuci «degli oligarchi» di partito.
Più difficile il destino di Gianni Riotta, impoltronato principe, uno che non perdeva occasione di rievocare un dialogo via internet con Veltroni trascritto su l’Unità, come se fosse un frammento omerico; Gianni che battezzava Red Tv, da papa in visita ad un santuario francescano. Non sappiamo cosa sarà di Youdem – creatura catodica del segretario – e nemmeno del suo anchorman Attilio Michelozzi che si autoribattezzò «un Bruno Vespa veltroniano».
E come si regoleranno gli interlocutori dell’altra sponda? Ad esempio Umberto Bossi, che diventava sorprendentemente cinguettoso di fronte alle astensioni veltroniane sul suo federalismo, il gemello separato Gianfranco Fini (coetaneo aennino) e l’imporcellanato Gianni Letta (il Letta più vicino a Veltroni) che col segretario del Pd continuava a trattare, incurante di ogni burrasca dalla Rai alla legge elettorale.
Resteranno orfani gli aspiranti «veltronologi» (fra cui chi scrive, e ben tre biografi), quelli che per anni si sono divertiti a cercare messaggi codificati fra pagine di libri, racconti e cortometraggi. E persino i divini satireggiatori del veltronismo come Maurizio Crozza e il suo autore principe Stefano Disegni, l’inventore del Ma-anchismo che sta a Walter come E=Mc2 e la relatività ad Albert Einstein. Potremo solo dire, tutti quanti: eravamo veltroniani, certo. Ma anche no.
Bobbore
No mi riferisco alle delibere che intendevano bloccare l’attività di estrazione e disciplinare i metri cubi da estrarre a tavolino.
E’ esattamente quello su cui è intervenuta la CE.
E a cosa ti devo rispondere, a Magic Johnson alla ASL?
Massimiliano
Si… Su queste grandi personalità che hanno migliorato la sanità sarda… e su tutte le altre cose che ho scritto negli interventi precedenti.
Bobbore
Si, fammela fare una grande risata. Perchè per non riconoscere il prestigio di Gumirato e Harris, e pretendere che siano stati messi li per amicizia o inciucio politico chissà cos’altro, e che prima di loro le nomine dei DG delle ASL in Sardegna fossero tutti di Pattada e Gonnosfanadiga da generazione è solo cosa da ridere.
Massimiliano
… che ridere la sardità … vero?
a volte è buona, a volte è provinciale!
che noia arrampicarsi sugli specchi
Bobbore
No che ridere l’ipocrisia di chi ha sostenuto chi prima sprecava 340 milioni per tenersi buoni gli amici, e ha inventato 4 inutili provincie quando in Italia si parla di abolirle. E tira fango sulla nomina di due personaggi di spicco, di riconosciuta fama mondiale, solo perchè non sono sardi. La sardità non è una maglietta.
Bobbore
ma forse non sai neanche chi sono, e li hai sentiti nominare al tabbacchino mentre compravi le caramelle di lupo alberto.
Massimiliano
Prestigio di Gumirato… (?)
ma se tutti sanno che prima di venire a Cagliari a dirigere la asl più grande della Sardegna non vantava chissà quale curricula.
Inoltre che sia bene ammanicato politicamente con la sinistra è palese:
La Nuova Sardegna:
Sanità, il manager dell’Asl 8 di Cagliari presenta le dimissioni
Gumirato nel pool di esperti di Obama
Alessandra Sallemi
Massimiliano
Bobbore
Sei ridicolo, non hai argomenti ne basi culturali serie.
Quando sei in difficoltà tendi a sfottere ma i tuoi sfottò isterici rimbalzano…
te lo ho già detto: sei uno di quei giapponesi che combatte nel pacifico a guerra finita…
marco
Qui siamo al fanatismo: la colpa è di chi non l’ha votato! la colpa è del partito che non l’ha sostenuto!
Per i Soru-boys, se Soru vince, è merito di Soru che ha fatto tutto da solu senza l’aiuto del partito.. Se Soru perde, la colpa è del PD che l’avrebbe abbandonato..
La verità è che è Soru ad aver massacrato il partito, è soru che ha voluto correre da solu. E’ Soru che si è presentato agli elettori chiedendo il voto sulla sua persona.
Ha perso, che i yes-men abbiano almeno la decenza di ammettere che la responsabilità della sua sconfitta ricade su di lui!
Così come sarebbe stata sua la gloria per una eventuale vittoria..
Massimiliano
Gumirato:
2000-2004: Direttore Amministrativo ASL Chioggia, ASL Piacenza, ASL Viterbo (3 aziende cambiate in 4 anni!). 1999 Direttore Amministrativo di “Casa di Cura Città di Verona”
Sai quante persone in Sardegna avevano un curricula migliore di questo? almeno 60.
Interessanti poi le transumanze carrieristiche.
Bobbore
Io non vanto basi culturali, e non vado in giro a dire che Soru ha messo a DG delle Asl Magic Johnson. Un motivo se Gumirato è entrato nel pool di Obama ci sarà…o secondo te gli ha telefonato Soru alla Casa Bianca? Ci sono i curriculum di tutti nel sito della regione, se li vuoi vedere. Sono sicurissimo che continueranno a pubblicare i cv di tutti negli anni a venire.
Bobbore
secondo me anche 65, e tutte con una tessera di partito come in campania.
Bobbore
ed è un curriculum, o due curricula. ma forse è un errore di battitura. Scusa, ogni tanto mi scappa lo sfottò che rimbalza.
Pagella on line
meno male che massimiliano c’è!!! è bello sapere tutte queste cose!!! e avere tutte queste sicurezze… cavolo! se ti presenti a il giornale ti prendono come opinionista… commento politico: di massimiliano… saressti in linea: con il nulla!! bravo!
Bobbore
No, è bello un corno. Massimiliano ha copiaincollato da chissà quale autorevole sito una cosa fasulla.
Il suo cv lo trovate cercandolo su google come primo risultato, e -ma tu guarda- è quello pubblicato dalla RaS
Pagella on line
bobbore… sto scherzando.. massimiliano non capisce nulla… è chiaro!
Bobbore
si, lo so. è che mi vengono amare le battute.
Pagella on line
lo capisco… è un momemto molto brutto. ma passerà anche questo… tutto passa.. passeranno anche questi…
Domenico Fais
Un commento dell’ottimo Feltri su Walter Veltroni su Libero di oggi.
“…come nessuno quanto lui abbia contribuito a demolire il Pd, dichiaravamo il nostro dispiacere non potendo più contare sul suo apporto per l’annientamento degli ex comunisti e dei cattocomunisti.”
Bobbore
bah…ma passa cosa? l’icona Berlusconi è così potente che il format elettorale sardo-abruzzese porterà all’elezione di governatori fantoccio in tutte le amministrazioni locali. E sai perchè? Perchè dall’altra parte non c’è nulla. E il fatto che soru abbia preso 5 punti in più delle liste che lo sostenevano ne è la prova schiacciante. Non voti dove c’è un retroterra politico nazionale su cui pare che sia stato sparso il sale. In sardegna come altrove.
L’immagine di Berlusconi è così potente che quando Fini si permette di dire la sua, anche quelli di AN danno ragione a Berlusconi.
Ma cosa vuoi che passi? Questo paesaggio politico è un paesaggio lunare. Ma chi vuoi che passi? Sta governando da 15 anni, ha vinto TUTTE le elezioni, ha polverizzato destra e sinistra, e tutti sono contenti. Noi passiamo. Condannano per corruzione Mills e si dimette il capo dell’opposizione! E lui incassa il risarcimento per danni, e la gente grida “bene!bravo!bis!” fa fare la valletta al nuovo governatore della Regione Sardegna, e tutti “bene!bravo!bis”. Scimmiotta la scena di un volo della morte come se stesse raccontando una barzelletta e tutti “bene!bravo!bis”…e noi riusciamo solo ad ottenere le dimissioni del segretario del PD! Siamo la parodia di noi stessi.
Bobbore
Anzi, kena bettare a’pare…sono la parodia di loro stessi.
Domenico Fais
Il PdL deve fare una statua a Walter Veltroni per il suo apporto determinante per l’annientamento degli ex comunisti e dei cattocomunisti.Peccato per le europee che non ci sia più Walter con noi ma se mettono Franceschini va bene lo stesso. Grazie Walter per essere sceso in Sardegna a fare propaganda a Soru, ci hai fatto vincere come sempre. Soru ha capito che avrebbe perso proprio quando ha visto l’interessamento di Walter e infatti a Nuoro Soru non è venuto con Veltroni ma ormai era troppo tardi. Grazie Walter.
Bobbore
Complimenti per l’originalità. Poco sopra un altro aveva copiato un commento di Feltri identico al tuo. Sarai mica un lettore di libero a corto di idee…
Bobbore
Se mettono Franceschini vi va bene il doppio…lasciatelo dire da uno di sinistra.
Domenico Fais
Si, leggo Feltri, praticamente tutti i giorni tranne il lunedì che leggo il Giornale. Spesso succede che trovi scritto su un giornale esattamente quello che pensi come nel caso di Walter.Prenotiamolo per le provinciali e comunali di Nuoro.
Bobbore
Non avevo dubbi
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Non serve Franceschini al Pd ma, i francescani per fare la veglia al cadavere! La sinistra vera non esiste in Italia esiste l’antiberlusconismo infatti la sinistra agura anche la morte al presidente del consiglio, altri offendono la nazione questa è la sinistra uno schifo! Poveri voi che state con questo cumulo di pagliacci! Giorgio
Bobbore
Il problema è speculare. Non esiste la destra vera, ma solo il berlusconismo.
Bobbore
O esiste solo il veltrusconismo (qualcuno la chiamava Rinascita Democratica).
Luca
Non c’entra granchè però voglio condividere una sensazione. Ho sentito che il Presidente del Consiglio vuole portare i bronzi di Riace alla Maddalena. Qualcuno avrebbe preferito i giganti di Monte Prama… Il problema non è Sardegna o meno al G8
Il problema è che i bronzi si trovano nella Regione Calabria amministrata dal CSX (Agazio Loiero – Presidente – Ex Margherita) . Il sindaco di Reggio Calabria (Scopelliti Giuseppe eletto con AN) incontrerà il Ministro della Cultura Bondi per discutere della possibilità di prestare i bronzi alla Sardegna. Vuoi vedere che tale Scopelliti sarà il prossimo Gianni Chiodi, Ugo Cappellacci etc etc. Che squallore! Stanno tentando la conquista della Regione Calabria, credo per il prossimo anno…..
Pagella on line
si vede fais che fai letture di poco spessore… gaias.. ma sei di destra o di …. nulla? ma non ho ancora capito se sei un bambino o un’adulto… scrivi un sacco di cretinerie… bobbore, hai ragione su tutto… quello che serve adesso è la mobilitazione… dal basso.. purtroppo l’antiberlusconismo viene utilizzato per giustificare anche la più misera delle cose che vengono fatte… sono tutti burattini senza spessore… basta che arrivi il nano e gli dica due cazzate e sono tutti sbrodolati.. leggi i loro commenti… tontese senza fondamento. Questa è l’Italia e questa è la Sardegna… livello culturale da grande fratello… gais nella casa!!! e anche fais sembra un possibile concorrente.. triste, triste..
Paolo
gaias è apolitico
gaias scoreggia e basta
Massimiliano
Caro Bobbore
non ti ho risposto semplicemente perchè non ero su internet… non perchè stessi subendo una tua superiorità… da opinionista dell’unità…
si le cose su Gumirato sono su internet… sono prese dal suo curricula… è uno che come tanti ha girato varie asl per costruirrsi un curricula in 5 anni da DG della più grande ASL della Sardegna…
Fa ridere il tuo discorso sulle tessere di partito…
Sai Gumirato ha preso il posto di Meloni alla 8 (e la ha sfasciata) solo perchè aveva un curricula “tottu prenu de cosas americanas”…
GAZZOSA
tutti i Dirigenti che conosco hanno cose simili nel curricula.
Anvedi-o sto Obama…
Gumirato ed Harris luminari della sanità
che ridere!
Massimiliano
Pagella
per te saranno 10 anni amarissimi perchè vinceremo anche le prossime regionali…
emigration
Massimiliano
Pagella
quanti hanni hai?
…
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
A me il Grande Fratello non piace e non l’ho mai guardato in vita mia…. state cercando di arrampicarvi sugli specchi perchè avete preso una BATOSTA ma, una BATOSTA di quelle che non si dimenticano…. Giorgio
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Qui qualcuno ha offeso la nazione ed ha augurato la morte al presidente del consiglio è uno schifo è inutile avete fatto una pessima figura non cercate scuse perchè è così…. Giorgio
Massimiliano
L’Obama della ASL 8
La Nuova Sardegna – 19/12/2008:
… L’alto contatto è avvenuto a Londra dove Gumirato è stato una settimana fa a un seminario della London School of Economics già frequentata per un master nel 1991 e dove ha incontrato un vecchio collega: addirittura Orszag. Il responsabile del dipartimento amministrazione economica del neo presidente davanti a una birra inglese gli ha parlato del progetto di Obama e del lavoro che lo staff composito dovrà fare e quindi lo ha invitato a presentare curriculum e quant’altro dovrà essere valutato.
Dunque non è un luminare è uno che ha amicizie…
Massimiliano
Bobbore
sei un rino-anellato
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
L’altro ieri hi posto queste domande agli amici del PD, nessuno ha risposto…. invece di offendere la nazione e il presidente del consiglio provate a guardare dentro casa vostra…..“Che fine hanno fatto i giornalisti e gli intellettuali pro-Veltroni?”.”Chi scrive pensa che Walter Veltroni sia innanzitutto vittima dei propri errori. In sedici mesi, la sua traiettoria politica ha capovolto le speranze e i positivi propositi del Lingotto: doveva nascere il partito della vocazione maggioritaria, e invece si e’ ritornati alla logica prodian-dalemiana della coalizione; doveva nascere il partito del cambiamento, e invece si e’ rimasti inchiodati al conservatorismo istituzionale di Scalfaro e a quello sociale della Cgil… E Veltroni, oggi, paga esattamente questo: l’avere tradito la sua stessa impostazione politica. Detto questo pero’, in termini umani e perfino ’estetici’, le vicende di queste ore confermano che l’Italia rimane il Paese del ’servo economio e del codardo oltraggio’. Che fine hanno fatto gli intellettuali che osannavano Veltroni? Che fine ha fatto la nota scrittrice che, recensendo dalle colonne del Corsera un romanzo veltroniano, osava citare – con sprezzo del ridicolo – Pirandello, Kafka e Musil? Che fine ha fatto l’Editore autoproclamatosi tessera numero 1 del Pd, i cui editorialisti sono oggi i piu’ spietati contro Veltroni? E i cantanti delle feste romane? E i giornalisti embedded del pullman veltroniano, cantori della presunta ’rimonta storica’ nell’ultima campagna elettorale? Tutti desaparecidos? Come si dice in questi casi: domandare e’ lecito, rispondere e’ cortesia…”.
Massimiliano
Il PD è un partito in cerca d’autore
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Un partito finito
Al Pd non basta cambiare dirigenza
dall’Occidentale
Salottiera, giustizialista, pessimista, conservatrice. Questo il ritratto della sinistra lasciato in eredità ai dirigenti e militanti del suo partito da un Veltroni finalmente libero di strapparsi di dosso, almeno per un minuto, la crosta di melassa buonista che fino a ieri era stata la sua cifra retorica. Quattro parole che valgono decine di saggi, e molti ne riassumono (da Luca Ricolfi a Andrea Romano, da Giampaolo Pansa a Emanuele Macaluso). Uno squarcio di luce, ma certo troppo abbagliante per illuminare un uditorio da troppo tempo abituato a vivere nella penombra. Non ha caso nel resoconto dell’Unità, che quegli ingredienti centrifuga ogni mattina nel beverone che offre al lettore “democratico” (il pessimismo in prima, il salotto di Conchita De Gregorio in seconda, il giustizialismo di Travaglio in terza..) di quella frase non c’è traccia, a differenza del disincantato quotidiano di origine margheritina, Europa.
Veltroni nel prendere atto del fallimento del suo progetto ha attribuito a se stesso il merito di aver cercato di liberare la sinistra dai quei suoi mali oscuri. Non è però facile trovare nell’azione dell’ex segretario traccia di un simile impegno per l’innovazione.
Difficile ad esempio pensare che l’alleanza con Di Pietro alle elezioni politiche potesse sciogliere il groppo giustizialista che trovò la sua più indecente espressione all’epoca della lapidazione di Craxi davanti al Raphael nel 1993. La gragnuola di insulti e monetine scagliate contro il segretario del Psi dai militanti che tornavano da Piazza Navona dopo un comizio di Occhetto attraversa tuttora il corpo della sinistra come una devastante molecola di violenza psicopolitica. Naturale che Di Pietro s’ingrassi della polpa del Pd.
Allo stesso modo l’incertezza, la titubanza, il rinvio, cos’altro sono se non il risvolto di un’antica palandrana comunista intessuta di opportunismo e conservatorismo?
Un esempio recente: il caso Englaro. Il Pd una volta tanto pesca il biglietto vincente della lotteria. Alla guida del suo gruppo nella commissione Sanità c’è un politico dichiaratamente cattolico, e il caso vuole che questo cattolico sia anche un luminare della medicina e al tempo stesso un seguace dei lumi nella bioetica. Rara opportunità di realizzare la fusione calda fra le diverse anime del partito. Per giunta i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani è d’accordo con le posizioni espresse dal professor Ignazio Marino in materia di testamento biologico. Ebbene, proprio alla vigilia delle elezioni sarde il partito di Veltroni riesce, con burocratica nonchalance, a sostituire Marino con una parlamentare cui la fede cattolica impone di far corrispondere, in questo caso, le sue scelte politiche a quelle del Vaticano e, en passant, a quelle del centrodestra. Difficile non pensare che anche in questo caso le ragioni della coesione interna del Pd abbiano prevalso e soffocato con esiti disastrosi quelle del rapporto con gli elettori.
Incerto su tutto, dalla gestione degli affari correnti (caso Campania, e ora Lazio) a quelli internazionali (in quale gruppo andranno a sedersi in Europa gli eletti del Pd? Risposta: lavoreremo per cambiare l’Europa!), a quelli economici (mi schiero con Cisl e Uil che scelgono di lavorare per il superamento della crisi planetaria o con la Cgil che lavora per evitare la propria?), a quelli che investono le libertà civili il Pd oggi non è un partito debole, è un partito inutile.
Per questo ogni previsione sul suo futuro è oggi impossibile. Al Pd non basta mutare dirigenza, come non è bastato scegliere o non scegliere fra il negazionismo di Veltroni (“non sono mai stato comunista”) e l’evoluzionismo berlingueriano di D’Alema, fra i cattocomunisti postdemocristiani e i teodem neoclericali. La Destra oggi trionfa perché, dopo il terremoto politico-giudiziario di Tangentopoli, il suo leader ha azzerato la storia dell’area moderata e ha ridotto a figuranti i suoi vecchi protagonisti e i loro eredi. A Sinistra non è successo nulla del genere e si è proceduto a tentoni senza una direzione precisa. Ma ormai è giunta al capolinea. Stavolta non può sperare di trovare l’ennesimo escamotage (Cosa, Ulivo, Unione, Pd) per evitare di fare fino in fondo i conti col proprio passato. E con l’immagine ironica e deforme che le rimanda lo specchio sollevato da Veltroni.
A mio avviso l’analisi è perfetta della situazione del PD….. Giorgio
Massimiliano
Gumirato scelto con il curricula…
http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/30435.pdf
Massimiliano
AAA girotondi cercasi
AAA DI.CO. cercasi
AAA figli i industriali dell’alta finanza cercasi.
… PD, PD, PD – Urrà! … stiamo tornando!!!
Massimiliano
Bella quella maglietta di Rutelli del 2007
“sono Partito Democratico e non torno indietro”
vedrai come andranno nell’UDC!
Massimiliano
festa d’addio pagata dai cittadini
http://www.aslsassari.it/documenti/1_109_20081219102405.pdf
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Massimiliano sono finiti e continuano a insultare gli è rimasto solo quello… Giorgio
Paolo
sbagli gaias
ci è rimasta la dignità di non essere servi e sudditi del nano-delinquente
non è poco credimi
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Che monotonia, che fissa mamma mia…. come si fa???? Siete fissati e basta…. alla fine uno ci prova e ci riprova ma, siete più duri del granito…. Giorgio
Massimiliano
Paolo sei un “nanetto dell’intelletto” dignitosetto
Bobbore
>Luca
Io avevo commentato una cosa del genere non mi ricordo dove, e ti dirò, sarò ben contento se Cappellacci sostituirà ai bronzi i giganti di Monte Prama. E ripeto un’altra cosa…siamo in un’epoca di icone sfacciate, e questa sostituzione avrebbe una sua discreta valenza simbolica. Non mi interessano i retroscena politichesi, è indubbio che ce ne siano e so che le Sovrintendenze in Italia sono un po’ come le contrade del palio di Siena. Anche perchè se si dovesse ufficializzare questa decisione in tempi utili, immagino che si darà uno spintone al restauro dei pezzi migliori. Stiamo a vedere.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
BERLUSCONI: Non mi preoccupa la mancanza di una opposizione al governo
“Non mi preoccupa un’opposizione non strutturata”. Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, riferendosi alle dimissioni del leader del Pd Walter Veltroni. “Ormai e’ un’abitudine, sono quindici anni che sono in politica e mi sono confrontato con sette leader diversi che sono andati a casa. Arrivera’ l’ottavo e non credo vorra’ tradire la regola”.
Berlusconi ha ragione, all’Italia questa opposizione non serve a niente, sono divisi su tutto ma, li unisce l’antiberlusconismo, serve l’opposizione seria per confrontarsi sui temi importanti come la vita e le riforme per il bene del paese. Il Pd secondo me, deve ripartire senza quel di Pietro che fa proprio della crisi del Pd il suo cavallo di battaglia, serve un vero progetto dove siano presenti due punti fondamentali basta con l’antiberlusconismo e il confronto serio sulle riforme, per ultimo anche se il più importante staccare veramente la spina al seme del post-comunismo che resiste nel partito…. Giorgio
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
“Nel Pd è mancata la politica”
D’Alema seppellisce Walter
La crisi del Pd è nata “non dai complotti, da chi ha remato contro, ma da scelte insufficienti, o confuse”; per risolverla si deve avere “il coraggio di vedere i problemi veri”, e non limitarsi “a dare la colpa ai clan o alle correnti”. Parola dell’avversario numero uno di Veltroni, Massimo D’Alema. In un’intervista a Repubblica l’ex premier esprime solidarietà all’amico Walter, ma nel contempo lancia un durissimo atto di accusa contro l’ex segretario: “è mancata la politica”. “Le condizioni di maggiore solidarietà non si ottengono mettendo il bavaglio al dibattito politico, ma promuovendolo e indirizzandolo verso esiti condivisi”, afferma D’Alema, “e questo è il vero problema di questi mesi. Si è creduto di andare avanti con una scorciatoia: il rapporto taumaturgico tra un leader e le masse. E non ha funzionato. Serviva e serve un gruppo dirigente che collabora, e che è capace di una riflessione profonda, poi di una mediazione e infine di una decisione. Insomma, serve la politica. E a mio avviso è proprio questa che è mancata. E di qui nascono le nostre difficoltà. Non dai complotti”.
D’Alema, di sassolini nelle scarpe, ne ha più d’uno, e li tira fuori tutti. A cominciare dalla natura stessa del partito: “Per troppi mesi siamo rimasti sospesi nell’incertezza del ‘partito leggerò: non abbiamo capito se doveva essere un partito di iscritti, di sezioni, di gazebo. Il risultato è un ircocervo, che oggi nessuno sa ben definire”. Per D’Alema, “un grande partito, se vuole essere riformista e di massa, deve avere regole, strutture. Bisogna che la gente lo trovi, nel suo quartiere, nella sua città. Certo, lo deve trovare anche su Internet, su Facebook o nelle piazze quando c’è una manifestazione. Ma questo non basta, non può bastare”. E poi c’è la questione dei contenuti, sui quali “in questi mesi siamo stati vaghi e indecisi”.
Stoccata finale sul testamento biologico: “La vera forza di un partito nuovo non sta nella semplice giustapposizione di linee differenti”, sottolinea, “l’obbligatorietà della nutrizione e dell’idratazione forzata per persone che abbiamo perduto coscienza non è prevista nella legislazione di nessun Paese civile. L´idea che queste pratiche non siano ‘trattamenti sanitarì è assurda e antiscientifica. Io rispetto i cattolici, ma la libertà di scelta in materia di trattamenti sanitari è un principio costituzionale e di civiltà”. In questo contesto, spiega, “un grande partito non può non capire che, in un momento come questo, sostituire Ignazio Marino dalla commissione che discute di testamento biologico è un grave errore”.
Bobbore
Poi siamo noi quelli fissati. Ad ogni modo si, è vero. I membri del PD sembrano gli spermatozoi di Homer J Simpson. E la differenza fra il centrosinistra e il pdl sta proprio li. Il pdl fa quadrato anche quando ci sono posizioni interne fortemente discordanti, il governo di centro sinistra cade e si va a elezioni anticipate anche quando si parla del mal di reni dell’uscere di palazzo madama. E come si fa a governare, se in Italia il partito di centro sinistra non riesce a votare compatto neanche su unioni civili, testamento biologico, staminali (vi ricordate, si il referendum e rutelli-san-paolo-de-noartri).
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Bobbore vedi che ci capiamo, il PD secondo me non è semplicemente niente è una cosa astratta dentro il parlamento…. Giorgio
Massimiliano
È incredibile: hanno perso e la colpa è degli elettori
20 Febbraio 2009 – Sardegna e Libertà – Maninchedda
C’è un’involuzione a sinistra. Mi aspettavo che dopo la sconfitta ci fosse un minimo di riflessione, un minimo di valutazione degli errori commessi. E invece no. Tutto giusto. Colpa di chi? Colpa dei sardi, servi, servili, e sostanzialmente stupidi. Questa è la reazione che si sta diffondendo tra i militanti del Pd. Ed è una conferma del fatto che ormai l’egemonia culturale di quell’area è affidata all’estremismo salottiero, al celodurismo sessantottino. Mi ricordano una frase di Brecht: “Visto che il partito ha sempre ragione, non resta che sciogliere questo popolo ed eleggerne un altro.”
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
E bravo Paolo!!! Giorgio
Bobbore
Beh, certo che se dopo questa vittoria non avete altro da parlare che del PD, chi ha problemi di contenuti non siamo noi.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Possiamo anche parlare di cose ci aspettiamo dal nuovo governo regionale senza parlare più del PD (Partito Distrutto) come volete….
Cappellacci: ”Lavoro e piano ambiente, come cambierò la Sardegna”
Il nuovo governatore illustra le linee guida del suo programma per il rilancio dell’economia isolana: ”Indispensabile ‘aggredire’ l’emergenza disoccupazione”. E sottolinea: ”Il piano paesaggistico ambientale va riscritto con sindaci e comuni”. Sull’opposizione: ”Mi aspetto che sia corretta e costruttiva, no a sterili contrapposizioni”.
Interventi concreti, con il coinvolgimento delle imprese, per fronteggiare crisi economica e disoccupazione; un nuovo Piano paesaggistico regionale che non sia ”imposto dall’alto”, ma che veda la compartecipazione dei Comuni; una maggiore presenza del governo regionale sul territorio; un ruolo ”positivo e propositivo” dei sindaci. Queste le linee guida del neo presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci (nella foto) per il rilancio dell’economia isolana e dei suoi settori trainanti, primo fra tutti il turismo.
Crisi e disoccupazione sono le priorità da affrontare. ”Il lavoro in Sardegna -dice Cappellacci all’ADNKRONOS- è il problema principale. I dati sono allarmanti: circa 190mila sono i disoccupati reali, e superano il numero di 300mila i sardi che vivono sotto la soglia della povertà. Le difficolta’ che hanno investito l’economia mondiale hanno colpito anche la nostra terra acuendone i gia’ grandi disagi. Nel programma di governo ho inserito alcuni provvedimenti importanti per aggredire le emergenze. Per i giovani e i disoccupati la Regione mettera’ a disposizione 5mila euro per 5 anni da investire presso le imprese”.
”Questo -spiega Cappellacci- consentira’ di creare vera occupazione e investire nella formazione. L’impresa, poi, insieme al capitale umano e ai territori, e’ uno dei tre assi portanti del piano strategico di rinascita studiato per la Sardegna. In sintesi, nei primi 100 giorni di governo le mie priorita’, e quella della mia squadra di governo, saranno i provvedimenti per l’occupazione e per le persone piu’ deboli”.
Il Piano paesaggistico regionale, che era stato al centro di polemiche nell’ex maggioranza, scompare insieme a Renato Soru. Resta comunque il problema di coniugare l’indispensabile sviluppo economico e turistico con la tutela ambientale. ”Credo -risponde Cappellacci- che i sindaci e i Comuni debbano poter dire la loro sullo sviluppo del proprio territorio”.
”Questo significa -spiega il nuovo presidente della Regione- che insieme riscriveremo un nuovo Piano paesaggistico regionale. Un piano condiviso e non imposto dall’alto. Un Piano che ovviamente tenga conto del nostro tesoro piu’ prezioso: l’ambiente e la risorsa natura. Amo ripetere un detto dei nativi americani: la terra sulla quale noi oggi viviamo non e’ un’eredita’ dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli”.
Il candidato del centrodestra ha vinto largamente la sfida con l’ex Governatore. E si dice sicuro che la Sardegna ”tornera’ a sorridere”. ”La vittoria ampia del Popolo delle liberta’, della coalizione del centrodestra significa appunto questo: i sardi -sottolinea Cappellacci- potranno riprendere a guardare al futuro con ottimismo e fiducia. In campagna elettorale ho visitato tantissimi Comuni, il mio primo impegno e’, e sara’, quello di ascoltare i territori, di essere presente sui territori. Spesso ho parlato di portare ‘aria nuova’ e ‘aria fresca’ alla Regione, di aprire le porte della Regione, che e’ la casa dei sardi”.
”Tutto cio’ -spiega il neo Governatore- si traduce anche in azioni fortemente simboliche, oltreche’ in atti concreti. I Comuni devono tornare ad essere protagonisti e contribuire attivamente a portare fuori la Sardegna da questa crisi profonda durata quasi 5 anni. Chiedero’ ai sindaci di avere un ruolo positivo e propositivo. Come presidente, immagino alcune riunioni ‘itineranti’ della Giunta, magari a partire proprio da quei luoghi piu’ in difficolta”’.
”Sta proprio nel metodo di governo -ci tiene a sottolineare Cappellacci- il solco piu’ profondo che ci separa dal centrosinistra”. E a proposito degli avversari politici, proprio nelle file della coalizione che ha sostenuto Soru c’e’ stato chi ha riservato commenti al vetriolo al candidato del centrodestra, definendolo un ”vicere”’ che non avrebbe avuto la necessaria autonomia ma che, al contrario, si sarebbe adeguato alle ‘direttive’ di Roma. ”Piu’ che da me -ribatte Cappellacci- la risposta a queste accuse e’ arrivata da quel 52% di elettori che mi hanno dato fiducia. E che ringrazio”.
Polemiche che ora, almeno Cappellacci, sembra volersi lasciare alle spalle: ‘’sono -conclude- il presidente di tutti. Mi aspetto un’opposizione corretta, costruttiva. Ritengo non si senta il bisogno di sterili contrapposizioni”.
Qui siamo pronti a soddisfare qualsiasi richiesta in materia eccovi servito il piano Cappellacci-PdL per i primi mesi di lavoro…. Giorgio
Bobbore
Ecco appunto…aspetto chiarimenti in merito alle migliorie al PPR. Visto che ad ora si parla di migliorie, di condivisione, e di “no-cemento-brutto”…ma è un po’ vaporoso. Altro che nativi americani. Voglio il suo piano d’azione, i suoi obiettivi, i suoi strumenti.
E l’occupazione, voglio sapere che fine faranno gli operai dei poli petrolchimici.
gigi
http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090220&Categ=2&Voce=1&IdArticolo=2325595
Leggete il mio link……….queste cose le dicevo da sempre. le conoscevo già. Ma i soriani figli di buona donna smentivano………..ci avete gonfiato le palle con Soru grande democratico ora con questo articolo tutti i sardi, quelli veri, quelli onesti sanno ma già sapevano. Soru è stato un ditattore, per di più ignorante e malato e mi dispiace che ancora ci sono in giro leccaculo prezzolati e lobottizzati da un autistico fatto in laboratorio. Vergogna alla coalizione che lo sostiene, vergogna ai sindacati corrotti che non hanno mai ascoltato le urla silenziose dei dipendenti, vergogna ai giornalisti incapaci di scovare certe notizie solo perchè dei caga sotto. Vergogna a tutti quei sardi che hanno votato un elemento simile. Il vostro uomo ha offeso l’uomo solo per i suoi uomini tiscali.
A tutti i soriani………..mna state ancora qui a rompere le palle? ma buttatevi in mare, peccato che galleggiate. Sig. Marcello FOIS ma lei chi è a spigare le cose a noi? con quale coraggio scrive certe cose? lei non è uno “scrittore” ma lo paragono all’ultimo edicolante che possa esistere in Cina……..ignorante!!!!!!!!
gigi
Scusi On. MURGIA………ma i soriani non ci hanno risparmiato, se non dovesse pubblicare quanto scritto, non ci sono problemi, ma la pregassi di fare un articolo tutto suo a riguardo. Grazie
gigi
…..ma la pregherei (troppo nervoso).
info
unione sarda
il giornale
il foglio
libero
il riformista
this is the right information baby
Giuseppe Congiu
Mi può spiegare, signor Murgia, cosa significa “costruire bene”, “valorizzare i patrimoni ambientale e artistico”, “tutelare il territorio” secondo la nuova coalizione?
Perché la foto di un festante Gualtiero Cualbu che versa lo spumante al neoeletto Cappellacci mi fa venire più di qualche brivido.
Ma saranno “seghe mentali” da gente di sinistra.
gigi
La colpa non è di Cappellacci se Debenedetti, Mazzella ecc. sono astemi. E sai benissimo che chi non beve in compagnia è un ladro o una spia……..e questo proverbio calza bene al TIRANNO SORUREX.
Bobbore
si, si…intanto Soru lascia un ppr ben definito e chiaro. Non condivisibile (evidentemente non condiviso), ma tangibile.
Quello che per ora avete voi sono parole e propaganda. Nessuno sa cosa farete in merito, neanche Cappellacci (o sopratutto…?).