Tratto dall’Unità del 16 Febbraio, un giornale reduce da una figuraccia internazionale di notevole entità e passato in mano a Soru nello scorso anno.

Lo spoglio minuto per minuto: le sezioni di Sassari, quelle di Cagliari – «feudo di massoni e costruttori» – e poi quelle di Nuoro, Olbia, e a seguire le altre in tutta l’isola. Un pomeriggio di attese e speranze per Marcello Fois, scrittore, giallista, sardo di nascita e cultura, bolognese d’adozione.

Solo in serata, a risultato quasi definitivo, arriva il momento della riflessione e dei commenti. Ed è l’ora dell’amarezza. «Questa vittoria per la Sardegna significa guai grossi. Sono enormemente deluso. Ugo Cappellacci, per bocca del premier Silvio Berlusconi, ha promesso un’autonomia non in grado di assicurare. Alla prima difficoltà dovrà chiedere aiuto a Roma, e la gente lo manderà a casa, come è accaduto con Mauro Pili. In quel caso si è trattato di uno scontro sollevato dalla questione delle scorie nucleari. E potrebbe essere così anche per Cappellacci».

La convinzione di Fois è che l’impegno di Cappellacci sia fondato solo su un calcolo di utilitarismo politico, senza riscontri futuri sul  territorio. «Il fatto è che come presidente non può pensare di garantire l’autonomia dell’isola prendendo ordini da Arcore o da Roma – dice Fois -  E purtroppo è questo lo scenario prevedibile. Del resto l’ho sempre sostenuto: il programma di Cappellacci è stato fondato su tre punti: i viaggi Cagliari- Roma; i viaggi Cagliari-Arcore; i viaggi Cagliari – Porto Rotondo».

Lo scenario viene descritto in modo pessimo: «Per noi sarà un disastro: cementificheranno tutto ciò che è possibile. E mi spiace davvero pensare che i sardi non hanno capito la prospettiva  della politica di Renato Soru, una politica di sostanza e non di spot. Una politica che chiede a tutti di rimboccarsi le maniche, di lavorare sodo, per fare cose importanti. Per far crescere la Sardegna».

Nel caso di vittoria di Soru, secondo il giallista sarebbe stato premiato «un grande lavoro, un serio lavoro. Lontano da qualunque ruffianeria e centrato sugli interessi reali della Sardegna». E fa esempi precisi: «Sull’istruzione c’è stato un impegno eccezionale, che ha portato la Sardegna più avanti di altre regioni italiane. Tremila ragazzi sono stati mandati a studiare all’estero. Poi la modernizzazione delle infrastrutture, l’intervento sulle nuove tecnologie, il risparmio sul bilancio regionale – 40% in 4 anni – la difesa dell’ambiente».

Ma il premio non c’è stato e, al Pd, Fois non lesina qualche accusa: «Se si è arrivati a questo punto è anche colpa di una fronda del Pd, che ha ostacolato Soru. Dovrebbe pagare un prezzo politico per questo». E poi? «A questo punto considerato il risultato e il fatto che i sardi non hanno capito o apprezzato questa politica,  consiglio a Soru di lasciare la situazione a chi se la merita. E occuparsi della politica nazionale. Certo avrei preferito fosse rimasto in Sardegna, per continuare quello che aveva cominciato. Ma ora spero almeno che la sua politica possa trovare spazio altrove».

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